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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Luca Serianni suggerisce («nel dubbio, e per evitare ambiguità») di attenersi «alla concordanza dei nomi di genere non omogeneo con l'aggettivo al maschile plurale» (Italiano, Milano, 2000, p. 141).
[2]
Come lei scrive, tuttavia, sono molto diffusi, e certo non trascurabili, i plurali concordati al femminile: "Anche di considerazione sull' eccesso dei consumi, di un ritorno di attenzione a valori e dimensioni trascurate [...]" (Sergio Segio, L' indifferenza uccide più del freddo e della fame, La Repubblica [sezione di Milano], 27 dicembre 2007, p. 1).
[3]
Rocco Luigi Nichil
[4]
Anna K. scrive:
[5]
17 novembre 2009 alle 16:31
[6]
Salve,
[7]
sono un´italiana che vive da oltre 30 anni all´estero.
[8]
Parlo correntemente 4 lingue straniere, ma a volte sono assalita da dubbi grammaticali e non, nella mia lingua madre.
[9]
Vi sarei grata se poteste aiutarmi a dissiparli, ogni tanto.
[10]
Quello di oggi è sulle preposizioni da usare con il sostantivo "balcone".
[11]
Sono sul balcone o in balcone?
[12]
vado al balcone o in balcone?
[13]
è una regola fissa?
[14]
Vi ringrazio anticipatamente e mi complimento per questa lodevole iniziativa.
[15]
Saluti
[16]
Anna K.
[17]
linguista scrive:
[18]
17 novembre 2009 alle 17:33
[19]
La questione è stata dibattuta più volte in questo blog (le segnalo gli articoli di Massimo Arcangeli, datati 19 luglio e 3 agosto, nonché l'intervento di Simonetta Losi del 13 giugno 2009).
[20]
Come ricorda Simonetta Losi, riguardo all’uso delle preposizioni non sempre siamo sostenuti da norme certe.
[21]
Fra le preposizioni che introducono il complemento di stato in luogo è dato trovare sia su ("sono sul balcone"), che in ("sono in balcone").
[22]
Entrambe le forme sono quindi accettabili.
[23]
Lo stesso si potrebbe dire per il secondo ordine di esempi da lei presentato (complemento di moto a luogo), laddove tuttavia è possibile riconoscere delle sfumature di significato a seconda della preposizione utilizzata:
[24]
1) "vado in balcone" (complemento di moto in luogo), implica l'ingresso in un luogo ("il balcone");
[25]
2) "vado sul balcone" (non presente nei suoi esempi, ma pienamente legittimo), indica il luogo di arrivo di un movimento ("il balcone");
[26]
3) "vado al balcone", indica una precisa direzione verso cui si indirizza il movimento, che procede appunto verso un luogo ("il balcone").
[27]
Molto spesso è il verbo, con le sue reggenze, a selezionare la preposizione corretta ("mi sporgo dal balcone").
[28]
Rocco Luigi Nichil
[29]
Anna K. scrive:
[30]
18 novembre 2009 alle 00:00
[31]
La ringrazio tanto!
[32]
Anna K.
[33]
Gianluca scrive:
[34]
18 novembre 2009 alle 08:45
[35]
buongiorno, potrei sapere se la locuzione avverbiale "tutt'al più", può essere intesa sia con valore positivo che negativo?
[36]
Es:" tutt'al più rimarrai deluso"; acquista una canadese, ma spendi tutt'al più 100 euro".
[37]
linguista scrive:
[38]
18 novembre 2009 alle 08:56
[39]
Non mi sembra di riscontrare nella locuzione in questione un particolare valore positivo, negativo.
[40]
Gli stessi dizionari, d’altronde, ci danno una definizione piuttosto neutra.
[41]
Il significato che riporta lo Zingarelli è come ipotesi ultima, al massimo’ e il De Mauro al massimo, nell’ipotesi peggiore’.
[42]
Direi che la sfumatura, più o meno positiva, sta tutta nella formulazione della frase che utilizziamo.
[43]
Debora de Fazio
[44]
Gianluca scrive:
[45]
18 novembre 2009 alle 09:10
[46]
grazie, oltretutto nel devoto oli, questa locuzione avverbiale, viene definita un superlativo assoluto.
[47]
Quindi un valore senza paragoni di sorta.
[48]
linguista scrive:
[49]
18 novembre 2009 alle 09:22
[50]
Grazie a lei per la precisazione.
[51]
Debora de Fazio
[52]
Gianluca scrive:
[53]
18 novembre 2009 alle 09:38
[54]
oltrettutto, Dott.ssa de Fazio, ho notato che secondo me, anche i dizionari non sono sempre concordi.
[55]
Infatti, se il De mauro riporta: "nell'ipotesi peggiore", dovrebbe aver valore di relativo, mentre il devoto- oli col significato di "tutt'al più", un valore di superlativo assoluto, simile allo Zingarelli:"nell'ipotesi ultima".
[56]
linguista scrive:
[57]
18 novembre 2009 alle 09:51
[58]
Ha ragione.
[59]
Debora de Fazio
[60]
Marco scrive:
[61]
18 novembre 2009 alle 10:06
[62]
ho una domanda sul verbo "dare": all'indicativo presente, la prima persona è "io do" o "io "?
[63]
Il correttore ortografico di Word mi segna "io " come sbagliato...
[64]
grazie.
[65]
linguista scrive:
[66]
18 novembre 2009 alle 10:15
[67]
La prima persona dell’indicativo del verbo dare va senz’altro scritta senza l’accento.
[68]
I dizionari, in genere, segnalano la forma accentata come rara (per es. lo Zingarelli), ma, per evitare equivoci (e brutte figure), le consiglierei di utilizzare sempre la forma non accentata.
[69]
Debora de Fazio
[70]
Luca scrive:
[71]
22 novembre 2009 alle 03:38
[72]
Salve a tutti.
[73]
Cosa significa "linguaggio tecnico"?
[74]
Quale è la differenza con "linguaggio settoriale"?
[75]
SInceramente non ho ben compreso la definizione contenuta nei vocabolari che ho consultato.
[76]
Grazie
[77]
linguista scrive:
[78]
22 novembre 2009 alle 10:17
[79]
Spesso, nell'uso comune, le due espressioni sono adoperate con identico (o quasi identico) significato.
[80]
In realtà, quando parliamo di "linguaggio settoriale" (o "speciale" o "specialistico"), intendiamo fare esatto riferimento alla varietà di lingua circolante nei corrispondenti "settori": scientifico (o fisico, chimico, matematico...), poliitico, medico, giuridico, giornalistico, radiotelevisivo e via dicendo.
[81]
Non tutto in questa varietà, va da , può essere considerato "tecnico" in senso stretto (anche se, in genere, lo è).
[82]
Massimo Arcangeli
[83]
Loretta scrive:
[84]
22 novembre 2009 alle 10:30
[85]
Gentili Responsabili,
[86]
l'editoria scolastica mi ha confuso le idee riguardo al senso da dare a questo enunciato: in "Ho intenzione di prendere un caffé" "di prendere un " è da considerarsi proposizione dichiarativa, puntualizzando il senso dell'intenzione o rappresenta con "ho intenzione" un'unica proposizione?
[87]
Le grammatiche scolastiche propongono entrambe le soluzioni.
[88]
Nel caso poi che si contestualizzasse l'enunciato suddetto, l'interpretazione della funzione logica potrebbe variare?
[89]
Per esempio: "Che intenzione hai? Ho intenzione di parlare" rispetto a "Parlerai? Ho intenzione di parlare".
[90]
Vi ringrazio.
[91]
linguista scrive:
[92]
22 novembre 2009 alle 11:04
[93]
In circostanze del genere, effettivamente, non c'è accordo fra le diverse grammatiche.
[94]
"Avere intenzione", esattamente come "intendere", regge una proposizione completiva - meglio considerarla tale, piuttosto che dichiarativa, perché in quest'ultimo caso il costrutto sarebbe piuttosto del tipo: "dichiaro (affermo, sostengo, ecc.) di avere l'intenzione di..." -; bisogna conseguentemente tenere separati "avere l'intenzione" e "di prendere..." e, perciò, propendere per una soluzione biproposizionale.
[95]
Quanto all'ipotesi delle due diverse, possibili contestualizzazioni, non cambia praticamente niente alla sostanza dei fatti: il significato grammaticale delle due risposte è identico (diverso però il loro valore "comunicativo": a "Parlerai? Ho intenzione di parlare" subentrerebbero, in un reale scambio conversazionale, i più probabili "Parlerai? " o "Parlerai? , ho intenzione di parlare"; ovviamente alternative impossibili di risposta, "" e ", ho intenzione di parlare", nell'altro esempio).
[96]
Massimo Arcangeli
[97]
Gianluca scrive:
[98]
22 novembre 2009 alle 19:01
[99]
Il dizionario come accezione alla locuzione "tutt'al più" il significato di : nella peggiore delle ipotesi"; ma se scrivo: "vorrei che lavorassi per me, ma ti posso dare tutt'al più 1000 euro", in questo caso non sarebbe come dire "nella migliore delle ipotesi"?
[100]
linguista scrive:

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