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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Preferirei comunque un sostantivo (la scoperta, la scoperta di...) al posto del verbo, forma che in questo caso specifico mi sembra più elegante.
[2]
Simonetta Losi
[3]
Stefania scrive:
[4]
12 novembre 2009 alle 19:18
[5]
Capisco, però il problema che il contesto in questo caso sarebbe: Il giornale culturale, con predilezione per lo scrivere, il leggere, lo scoprire.
[6]
A me questo LO mi suona malissimo e la scoperta, in questo caso sarebbe inadatto... che ci consiglia in questo caso?
[7]
linguista scrive:
[8]
12 novembre 2009 alle 19:33
[9]
Consiglierei: "Il giornale culturale, con una predilezione per la scrittura, la lettura, la scoperta".
[10]
Trattandosi di un giornale, però, punterei alla sintesi: "Il giornale culturale per scrivere, leggere, scoprire", oppure "Il giornale culturale per chi ama scrivere, leggere, scoprire".
[11]
Se la frase che mi sottopone è - come verosimilmente sembra - un sottotitolo, direi: "XXX: per scrivere, leggere, scoprire".
[12]
A me sembra efficace ed appropriato.
[13]
Le piace?
[14]
Simonetta Losi
[15]
Stefania scrive:
[16]
12 novembre 2009 alle 19:44
[17]
L'ultima opzione ci è piaciuta molto, la ringrazio per l'aiuto!
[18]
=)
[19]
Stéphanie scrive:
[20]
13 novembre 2009 alle 14:43
[21]
Salve, molti docenti dei licei tendono a lamentarsi e a correggere un tipo di scrittura che presenti periodi da questi ultimi reputati "troppo lunghi", ma se i periodi sono ben strutturati e comprensibili perchè insistere affinchè si scrivano testi in italiano ma sul modello inglese?
[22]
Nessuno rimprovera ai grandi scrittori o al grande Cicerone di essere contorti o poco chiari, allora perchè si vuole a tutti i costi modificare lo stile dei ragazzi?
[23]
linguista scrive:
[24]
13 novembre 2009 alle 15:58
[25]
Sono perfettamente d'accordo con lei.
[26]
La scuola ha il dovere far riflettere gli studenti sulla complessità e, soprattutto, non deve mai barattare la semplicità con il semplicismo.
[27]
Massimo Arcangeli
[28]
Gianluca scrive:
[29]
13 novembre 2009 alle 23:01
[30]
Per rimanere in tema di comparativo assoluto o superlativo relativo, quindi anche in una frase come questa: " ho fatto un corso di nuoto, e dovrò nuotare per un periodo minimo di 1 ora"; abbiamo sempre in evidenza un superlativo relativo che indica la più breve durata tra quelle possibili?
[31]
linguista scrive:
[32]
13 novembre 2009 alle 23:16
[33]
.
[34]
Ne abbiamo già parlato.
[35]
Massimo Arcangeli
[36]
Claudio scrive:
[37]
14 novembre 2009 alle 17:21
[38]
Salve a tutti.
[39]
Se utilizziamo un neologismo non ancora inserito nei vocabolari è da considerarsi un errore?
[40]
linguista scrive:
[41]
14 novembre 2009 alle 17:54
[42]
Se il neologismo è ben formato, e ha una sua qualche giustificazione, assolutamente no.
[43]
I vari dizionari, prima di accogliere una voce nuova, possono anche far attendere anni; ciò, in molti casi, al fine di evitare di cancellare parole rivelatesi sfortunatamente o inaspettatamente effimere.
[44]
Massimo Arcangeli
[45]
linguista scrive:
[46]
15 novembre 2009 alle 09:27
[47]
Aggiungo qualcosa alla mia precedente risposta sui neologismi.
[48]
Talvolta la presunta forma nuova è solo apparentemente tale.
[49]
Prendiamo il caso di "destrimane" come alternativa a "destrimano", di cui abbiamo discusso il 10 novembre scorso.
[50]
I più diffusi dizionari italiani dell'uso non registrano la variante, che pure si incontra molto spesso; se facciamo una ricerca su Google verifichiamo che è addirittura più diffusa di "destrimano".
[51]
Qualcuno potrebbe obiettare che il Web, in questi casi, non è poi così affidabile.
[52]
Se proviamo però a consultare Google libri (http://books.google.com) abbiamo un'ulteriore, importante conferma: "destrimane" è più diffuso di "destrimano" anche nella più disparata letteratura sull'argomento (medicina, psicologia, linguistica, antropologia, ecc.) ed è anche piuttosto datato.
[53]
Essendo io un lettore onnivoro, è una cosa che ovviamente sapevo già (ho in questo momento sottomano alcuni studi e riviste settoriali che riportano la nostra forma); chi si fosse limitato a consultare qualche vocabolario ne avrebbe ricavato invece la convinzione - difendendola poi, magari, con la presunzione di chi è solito pontificare a destra e a manca - di trovarsi di fronte a una forma non accettabile, in quanto non registrata (o non ancora registrata, per l'appunto, perché nuova).
[54]
Se volessimo tentare una previsione, che, come tutte le previsioni, esige però molta cautela, è probabile che "destrimane" (che il parlante comune può ricondurre facilmente a "quadrumane") avrà alla fine la meglio sul concorrente.
[55]
Massimo Arcangeli
[56]
Maria scrive:
[57]
16 novembre 2009 alle 15:50
[58]
Buongiorno!
[59]
Un dubbio sul troncamento:
[60]
Di solito si verifica nel caso in cui la consonante precedente sia l,r..., ma perche' allora "pover'uomo" è elisione?
[61]
E per quanto riguarda "tale umiliazione"?
[62]
Non si verifica il troncamento perche' è un nome femminile?
[63]
La ringrazio in anticipo.
[64]
linguista scrive:
[65]
16 novembre 2009 alle 16:00
[66]
Semplificando, si può dire che l’apocope (o troncamento) è una possibilità della lingua che consente la decurtazioni di forme in cui la vocale finale è preceduta da un consonante liquida, cioè r o l (amor, arder, caval, fil), o nasale, cioè n o m (andiam, senton).
[67]
Tale possibilità si parla, infatti, di apocope facoltativa era ampiamente sfruttata nella lingua poetica tradizionale; mentre in quella novecentesca diventa un fenomeno occasionale.
[68]
Nell’italiano corrente, tuttavia, l’apocope è a volte obbligata.
[69]
È il caso di bel che sostituisce bello dove si userebbero il e un; quindi bel tipo (perché il tipo o un tipo), ma bello studio (perché lo studio o uno studio).
[70]
Davanti a uomo, quindi, si avrà elisione, non apocope: bell’uomo (perché l’uomo, non *il uomo).
[71]
In realtà, davanti a vocale si dovrebbe parlare sotto il profilo fonetico solo di elisione, graficamente contrassegnata da apostrofo (l’uomo) oppure priva di segnalazione (un uomo).
[72]
L’apostrofo che si usa nell’elisione serve a distinguere la prima parola del sintagma quando questa non ha un’esistenza indipendente: l (derivante da lo) non ha una sua autonomia, mentre un esiste anche al di fuori del fenomeno dell’elisione (per es. un giorno).
[73]
In base a questa norma bisogna scrivere qual è, perché si può dire qual monte, ma si deve scrivere pover’uomo perché oggi non è più corrente la forma apocopata pover, usata nell’italiano antico anche davanti a consonante (per es. pover cielo: Dante, Purg., XVI 2).
[74]
Per quanto riguarda tale, va detto che è un forma che tutt’ora ammette l’apocope, sia davanti a vocale (tal uomo, e volendo anche , tal umiliazione: quindi senza apostrofo, perché non si tratta di elisione), sia davanti a consonante semplice.
[75]
Però, tranne alcune forme univerbate in cui l’apocope è stabile (talora, talvolta, ecc.), la forma ridotta è oggi poco usata; il troncamento, pertanto, avrebbe sapore letterario.
[76]
Marcello Ravesi
[77]
Maria scrive:
[78]
16 novembre 2009 alle 22:53
[79]
La ringrazio moltissimo.
[80]
Gianluca scrive:
[81]
17 novembre 2009 alle 14:07
[82]
Un dubbio: si deve scrivere "prodotti e attrezzature odontoiatriche; oppure si può scrivere anche " prodotti e attrezzature odontoiatrici".
[83]
Praticamente, l'aggettivo si può coniugare anche con il primo sostantivo?
[84]
linguista scrive:
[85]
17 novembre 2009 alle 14:44
[86]
In questo caso può usare entrambe le forme ("prodotti e attrezzature odontoiatriche", "prodotti e attrezzature odontoiatrici").
[87]
Come si sa, in italiano l'aggettivo concorda nel numero e nel genere con il nome a cui si riferisce (il gatto nero ? i gatti neri, la gatta nera ? le gatte nere).
[88]
Quando l'aggettivo si riferisce a più nomi di diverso genere, esso assume di preferenza il genere maschile (in questo caso "prodotti e attrezzature odontoiatrici").
[89]
Secondo Dardano-Trifone (La Nuova Grammatica della Lingua Italiana, Bologna, 1997) «tale preferenza si spiega col valore più vicino al 'neutro' del maschile rispetto al femminile».
[90]
Tuttavia si può anche avere, per ragioni di immediatezza sintattica, la concordanza dell'aggettivo con l'ultimo nome della serie (in questo caso "prodotti e attrezzature odontoiatriche"); la concordanza dell'aggettivo con il nome femminile deve però rispettare due condizioni: l'ultimo nome deve essere plurale e deve riferirsi ad un'entità inanimata.
[91]
Tenga tuttavia presente che concordando il plurale al femminile si rischia sempre di ingenerare degli equivoci: nel nostro caso, sono solo le attrezzature ad essere odontoiatriche, o anche i prodotti?
[92]
Rocco Luigi Nichil
[93]
Gianluca scrive:
[94]
17 novembre 2009 alle 15:23
[95]
grazie.
[96]
Effettivamente al femminile può generare equivoci.
[97]
Infatti io mi riferivo anche ai "prodotti", dove se avessi usato il maschile sarebbe stato più chiaro il sintagma.
[98]
Però, come giustamente scrive lei, spesso mi capita di trovare casi di immediatezza sintattica es: "valori o dimensioni più ridotte", qualche volta "suonano" pure meglio come si direbbe.
[99]
linguista scrive:
[100]
17 novembre 2009 alle 15:44

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