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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Fausto Raso scrive:
[2]
10 novembre 2009 alle 00:11
[3]
A proposito di "destrorso", i miei vocabolari cartacei e quelli consultati in rete non mettono a lemma "destrimane", neanche come variante di "destrimano".
[4]
linguista scrive:
[5]
10 novembre 2009 alle 00:30
[6]
Bisognerà allora intervenire, colmando la lacuna.
[7]
Comunque, se digita "destrimane" su un qualunque motore di ricerca (consiglio Google), troverà che la forma è ancora più diffusa di "destrimano".
[8]
Massimo Arcangeli
[9]
Vincenzo scrive:
[10]
10 novembre 2009 alle 07:56
[11]
è giusto scrivere denuncie anzichè denunce?
[12]
linguista scrive:
[13]
10 novembre 2009 alle 14:56
[14]
No, non è corretto scrivere denuncie, e le spiego perché.
[15]
In realtà, nelle forme plurali dei nomi femminili in -cia e -gia, la -i-, che al singolare ha valore diacrito (pensi a come sarebbe pronunciata la stringa -cia senza la i), perde ogni funzione distintiva, riducendosi ad un semplice relitto grafico: scrivere ad esempio province o provincie è irrilevante ai fini della pronuncia.
[16]
A tale proposito, Luca Serianni ha scritto che «la soluzione migliore sarebbe quella di eliminare del tutto la i dalla grafia di queste forme plurali, ma di fatto essa verrebbe ad urtare contro abitudini scrittorie ormai consolidate» (L. Serianni, Italiano, Milano, Garzanti, 2000, p. 96).
[17]
Ai fini pratici, un criterio ortografico "empirico" a cui è possibile attenersi suggerisce di mantenere la i nel plurale quando la c e la g sono precedute da vocale (camicia ? camicie, ciliegia ? ciliegie), di ometterla quando la c e la g sono precedute da consonante (provincia ? province, denuncia ? denunce, frangia ? frange).
[18]
In sintesi avremo:
[19]
(1) [VOCALE] + -cia, -gia ?
[20]
-cie, -gie,
[21]
(2) [CONSONANTE] + -cia, -gia ?
[22]
-ce, -ge.
[23]
Rocco Luigi Nichil
[24]
Giuseppe scrive:
[25]
10 novembre 2009 alle 15:00
[26]
Salve sono assalito da un dubbio.
[27]
Quando scriviamo una lettera esordendo con "Caro amico," e poi si va da capo, vorrei sapere se al da capo bisogna mettere la lettera maiuscola anche se è preceduta da una virgola.
[28]
Grazie
[29]
linguista scrive:
[30]
10 novembre 2009 alle 15:23
[31]
Caro Giuseppe,
[32]
nello scrivere una lettera, anche ufficiale, dopo l'esordio usi pure la minuscola.
[33]
Le suggerisco tuttavia, se proprio volesse accentuare il carattere formale della sua missiva, di indicare con la maiuscola il pronome (allocutivo), con il quale si rivolge al suo interlocutore.
[34]
Scriva allora:
[35]
"Gentile professor Giuseppe,
[36]
Le scrivo per comunicarLe che in ogni sua lettera può usare tranquillamente la minuscola".
[37]
Rocco Luigi Nichil
[38]
Giuseppe scrive:
[39]
10 novembre 2009 alle 15:39
[40]
Grazie mille per il "Suo" chiarimento sulla minuscola, quanto al fatto dell'allocutivo, lo conoscevo già:"Mi pregio informarVi", quando si tratta di più persone,oppure: "Mi pregio informarLa" se il destinatario della lettera è una persona sola.
[41]
Includerei nel novero anche gli aggettivi e i pronomi possessivi quando si riferiscono al destinatario, i quali vanno scritti sempre in maiuscolo per esaltare l'importanza del nostro interlocutore:
[42]
"Facendo seguito alla Vostra gentile richiesta", oppure :"Siamo spiacenti nel comunicarVi che la Vostra richiesta non può essere esaudita".
[43]
Grazie.
[44]
Deferenti saluti.
[45]
linguista scrive:
[46]
10 novembre 2009 alle 15:46
[47]
A questo punto sono io che devo ringraziarLa.
[48]
Rocco Luigi Nichil
[49]
Gianluca scrive:
[50]
12 novembre 2009 alle 10:27
[51]
Leggendo una definizione sul vocabolario, vedo scritto: "cosa o quantità più piccola possibile"; Non sarebbe più corretto usare l'articolo determinativo vicino al sostantivo; altrimenti potrei capire quale è la differenza se scrivessimo:"la cosa o la quantità....
[52]
"
[53]
linguista scrive:
[54]
12 novembre 2009 alle 14:01
[55]
I dizionari tendono a usare nelle definizioni uno "stile breve" in cui gli articoli sono spesso eliminati.
[56]
In effetti, trattandosi, nel caso da lei indicato, di un comparativo assoluto, l'articolo sarebbe corretto (ex. Ariosto, Orlando furioso, XIX, 34, Fersi le nozze sotto all'umil tetto / le più solenni che vi potean farsi).
[57]
Tuttavia, nelle forme con il rafforzativo ("il più... possibile") si può accettare senza alcun problema anche l'assenza di articolo.
[58]
Yahis Martari
[59]
Marco scrive:
[60]
12 novembre 2009 alle 15:50
[61]
"quattro giorni alla settimana" o "quattro giorni la settimana"?
[62]
GRAZIE!!!
[63]
linguista scrive:
[64]
12 novembre 2009 alle 16:07
[65]
Si possono usare tut'e due le forme.
[66]
Storicamente, da una ricerca su un vocabilario storico come il Tommaseo Bellini, si trova però attestazione solo della forma senza la preposizione.
[67]
In chiave sincronica, invece, se si fa una piccola ricerca in rete (digitando per esempio "volte la settimana", "volte alla settimana", "giorni la settimana", "giorni alla settimana") si scopre che non ci sono differenze significative nell'attestazione (con un piccolo sbilanciamento verso la forma senza la preposizione).
[68]
Nonostante tutto ciò, per economia linguistica, tenendo conto del fatto che "giorno" e "mese" nell'italiano standard, la costruzione senza la preposizione non è praticamente accettata ("due volte al giorno", "*due volte il giorno"), si potrebbe propendere per la forma con la preposizione.
[69]
Però bisogna considerare che anche "anno" accetta entrambe le forme, e che nel linguaggio medico si usa la forma (già in uso nel Decameron) "il " ("tre volte il ").
[70]
Yahis Martari
[71]
eunice scrive:
[72]
12 novembre 2009 alle 17:32
[73]
Posso usare la forma "quello che" in sostituzione alla forma "colui che"?
[74]
linguista scrive:
[75]
12 novembre 2009 alle 17:53
[76]
Nel contesto indicato i due moduli sono semanticamente equivalenti; in condizioni di maggiore formalità è però più adatto "colui che".
[77]
Massimo Arcangeli
[78]
Gianluca scrive:
[79]
12 novembre 2009 alle 17:55
[80]
il comparativo assoluto è praticamente un superlativo relativo?
[81]
Es: Non ha un minimo di riconoscenza.?
[82]
linguista scrive:
[83]
12 novembre 2009 alle 18:07
[84]
.
[85]
L'espressione "un minimo di" può essere infatti tranquillamente sostituita con "il più piccolo/la più piccola" (nell'esempio in questione: "Non avere un minimo di riconoscenza"/"Non avere la più piccola riconoscenza").
[86]
Massimo Arcangeli
[87]
Gianluca scrive:
[88]
12 novembre 2009 alle 18:17
[89]
Cioè, praticamente quando diciamo comparativo assoluto, ci riferiamo ad un superlativo relativo? non c'è nessuna differenza?
[90]
linguista scrive:
[91]
12 novembre 2009 alle 18:33
[92]
Nella tradizione grammaticale italiana "comparativo assoluto" e "superlativo relativo" sono considerati perfetti sinonimi.
[93]
Massimo Arcangeli
[94]
Stefania scrive:
[95]
12 novembre 2009 alle 19:01
[96]
A me e a un mio amico ci è venuto un dibbio: è più corretto dire LO SCOPRIRE o IL SCOPRIRE?
[97]
magari sono sbagliati tutti e due non so... però vorremmo sapere qual'è il modo corretto per dire una frasetta del genere.
[98]
linguista scrive:
[99]
12 novembre 2009 alle 19:13
[100]
Naturalmente "lo scoprire", per la regola dell'articolo determinativo maschile che diventa "lo" davanti a sostantivi che iniziano per "s + consonante".

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