Sentence view

Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


showing 7101 - 7200 of 13210 • previousnext


[1]
30 ottobre 2009 alle 10:32
[2]
A rigor di logica e di grammatica, ritengo esatta la sua affermazione.
[3]
Spesso alcuni dizionari e vocabolari, tendono a fare confusione.
[4]
Il devoto-oli per es.mette una frase come questa: "comprati una tovaglia, ma spendi al massimo 100 euro" tra i superlativi assoluti.
[5]
Anche qui c'è una specificazione "100 euro" vicino alla locuzione avverbiale "al massimo".
[6]
Gaetano scrive:
[7]
30 ottobre 2009 alle 11:20
[8]
è corretto scrivere sopraccitata? o sopra citata, o ancora sopracitata?
[9]
grazie
[10]
linguista scrive:
[11]
30 ottobre 2009 alle 12:05
[12]
Sono corrette tutte e e tre le varianti: può usare quella che preferisce.
[13]
Francesco Bianco
[14]
Giovanni scrive:
[15]
31 ottobre 2009 alle 20:37
[16]
Mi capita di leggere frasi tipo: In particolari casi "appare consigliabile" proseguire la terapia anche oltre questo periodo di tempo.
[17]
Cioè vorrei capire come avviene la costruzione "appare consigliabile", visto che comunque a livello di significato, mi pare voglia dire :"sarebbe meglio".
[18]
linguista scrive:
[19]
31 ottobre 2009 alle 21:02
[20]
La "costruzione" non comporta alcun problema: "parere", come "sembrare", può essere tranquillamente seguito da un aggettivo (in questo caso "consigliabile").
[21]
Quanto al senso, l'espressione rientra in quella vasta serie di formule dell'italiano in cui uno o più elementi sono, di fatto, desemantizzati.
[22]
Il verbo "parere", nell'esempio in oggetto, non è usato nel suo significato corrente ma è un semplice sostituto di "essere": la locuzione "appare consigliabile" vale semplicemente "è consigliabile" (la si potrebbe anche, in alternativa, modificare in "si consiglia di").
[23]
Massimo Arcangeli
[24]
Giovanni scrive:
[25]
1 novembre 2009 alle 18:06
[26]
Chiedo una conferma in riguardo ai superlativi con la forma organica.
[27]
Leggendo in una grammatica, ho trovato scritto che per formare il supelativo relativo quando non è espresso esplicitamente il gruppo al quale si riferisce la qualificazione, si usano i superlativi assoluti "massimo e minimo".
[28]
Es: Non ho provato il minimo dispiacere; Da parte mia ti prometto il massimo impegno.
[29]
Però mi sembra di capire che non sempre con le forme organiche sia così facile distinguere tra relativo e assoluto.
[30]
Leggendo tra le vs risposte ho notato che qualcuno di voi linguisti, lo definirebbe superlativo assoluto in questo caso.
[31]
Vorrei capire anche se probabilmente sono sottili differenze.
[32]
Forse entriamo nella semantica in certi casi.
[33]
linguista scrive:
[34]
1 novembre 2009 alle 19:31
[35]
La questione è effettivamente complessa e meriterebbe pagine e pagine di riflessioni.
[36]
Prendiamo gli esempi che propone: "Non ho provato il minimo dispiacere"; "Da parte mia ti prometto il massimo impegno".
[37]
Se sostituiamo "minimo" e "massimo" con i corrispondenti superlativi assoluti non organici otteniamo enunciati grammaticalmente non corretti: *"Non ho provato il piccolissimo dispiacere"; *"Da parte mia ti prometto il grandissimo impegno" (funzionerebbe, invece, "Da parte mia ti prometto un grandissimo impegno").
[38]
Se sostituiamo le medesime due forme con i corrispondenti superlativi relativi non organici si ottiene un enunciato grammaticalmente corretto (il secondo) e uno (il primo) che suona "strano": "Non ho provato il più piccolo dispiacere"; "Da parte mia ti prometto il più grande impegno".
[39]
Se sostituiamo infine sempre le stesse forme con i corrispondenti superlativi relativi organici si ottengono nuovamente due enunciati grammaticalmente scorretti: *"Non ho provato il minore dispiacere"; *"Da parte mia ti prometto il maggiore impegno" (quest'ultimo funzionerebbe a patto di coinvolgere il limite delle possibilità di chi promette: "Da parte mia ti prometto il maggiore impegno possibile", "Da parte mia ti prometto il maggiore impegno che potrò profondere nell'impresa", ecc.).
[40]
Tutto questo non solo dimostra la non perfetta corrispondenza semantica fra forme organiche e forme non organiche ma pone, com'è evidente, una serie di altri problemi.
[41]
Massimo Arcangeli
[42]
Giovanni scrive:
[43]
2 novembre 2009 alle 14:21
[44]
Grazie Dott.
[45]
Arcangeli.
[46]
Evidentemente la ns. lingua è bella pure per queste piccole sfumature che però come pure lei sottolinea, lasciano qualche volta dei dibattiti aperti.
[47]
Un caro saluto.
[48]
federico scrive:
[49]
2 novembre 2009 alle 14:30
[50]
la mia è una pura curiosità che forse è estranea alle vostre reali competenze (senza offesa): perché pasticciere si scrive proprio così, cioè con la i fra la c e la e??
[51]
volevo sapere poi se esiste qualche eccezione rigurdo le molteplici "parole aggregate", come soprattutto, dopodiché, anziché, perciò, etc. con valore di avverbio piuttosto che di congiunzione.
[52]
grazie.
[53]
linguista scrive:
[54]
2 novembre 2009 alle 14:32
[55]
In molti casi la tradizione scrittoria dell’italiano ha avallato un uso puramente grafico della i , cioè non corrispondente a una realtà fonetica (di fatto la " i " non è pronunciata).
[56]
È il caso di "pasticciere", ma anche di "artificiere", "braciere", "cartucciera", "crociera", ecc.
[57]
Va detto, tuttavia, che l’uso grafico è spesso oscillante e tende alla semplificazione, trovandosi anche pienamente legittimati "pasticcere", "artificere", "bracere", "cartuccera", "crocera", ecc.
[58]
Non è molto chiara la domanda circa le eccezioni delle parole univerbate: eccezioni rispetto all’univerbazione o al loro uso sintattico?
[59]
Peraltro, soprattutto è un avverbio, mentre anziché e perciò sono congiunzioni che non possono avere come lei dice «valore di avverbio piuttosto che di congiunzione».
[60]
Marcello Ravesi
[61]
linguista scrive:
[62]
2 novembre 2009 alle 17:38
[63]
Una domanda così elementare come la prima che ci pone, ovviamente, non può non rientrare nelle nostre competenze, essendo tutti noi linguisti di professione.
[64]
L'altra invece, come già le ha fatto osservare Ravesi, non è molto chiara; comunque, se il riferimento è alla modalità di scrittura delle forme che segnala e di altre analoghe - indipendentemente dal significato grammaticale -, si tende ormai a preferire il corpo unico (talora però, come nei classici casi di "perlopiù"/"per lo più" e "perlomeno"/"per lo meno", le oscillazioni possono essere notevoli).
[65]
Massimo Arcangeli
[66]
Fausto Raso scrive:
[67]
2 novembre 2009 alle 19:34
[68]
Se posso riallacciarmi al quesito posto da Federico (14.30), la grafia più corretta, anzi la sola forma corretta, a mio avviso, è la prima, "pasticciere" (con la "i") e per un motivo semplicissimo: la "i" fa parte integrante del suffisso "–iere".
[69]
Detto suffisso indica un mestiere, un'attività, una professione: banca/banchiere; porta/portiere; pasta o pasticcio/pasticciere.
[70]
Può indicare anche un oggetto, un dispositivo per qualcosa: candela/candeliere; pane/paniere; incenso/incensiere e via dicendo.
[71]
linguista scrive:
[72]
2 novembre 2009 alle 21:18
[73]
Fausto Raso ha naturalmente ragione per quel che riguarda l'origine delle parole in questione, nelle quali il suffisso è di derivazione francese.
[74]
L'utente voleva però una risposta al dubbio che, in casi del genere, è di molti utenti.
[75]
Perché scrivo "pasticciere" se la pronuncia è quella di una parola che suona "pasticcere"?
[76]
La ragione è quella indicata da Ravesi; è peraltro interessante rilevare come l'italiano (per quanto si tratti di casi avvertiti, ed è ovvio, come parzialmente diversi) abbia invece optato alla fine per "passeggero" e "messaggero" e non per le rispettive alternative, un tempo circolanti, "passeggiero" e "messaggiero".
[77]
Che poi quella in "-iere" sia "la sola forma corretta", caro Raso, siamo sempre : varianti come "pasticcere" o "cartuccera" sono ormai ammesse da diversi dizionari; la cosa ci può ovviamente piacere o meno (non piace nemmeno a me), ma è così.
[78]
Massimo Arcangeli
[79]
mrosaria scrive:
[80]
2 novembre 2009 alle 21:37
[81]
Gentili linguisti,
[82]
devo ammettere che l’ultimo post pubblicato dal signor Raso mi ha creato un certo disagio.
[83]
Fausto Raso scrive che l’unica forma accettata e accettabile per pasticciere è quella che prevede la -i- del suffisso –ière; se ciò è vero mi chiedo perché l’ultima edizione (2008) del Dizionario della Lingua Italiana di Francesco Sabatini e Vittorio Coletti riporta entrambe le forme?
[84]
Avranno forse sbagliato i compilatori del vocabolario?
[85]
Se è così andrebbero corretti tutti i dizionari pubblicati negli ultimi vent’anni, perché anche questi, cadendo in un deprecabile errore, accettano entrambe le forme.
[86]
Non solo.
[87]
Sarà anche necessario riscrivere le grammatiche più recenti, che si ostinano a riportare (egli) fu, laddove nella Commedia dantesca è dato trovare solo (egli) fue.
[88]
E se è vero, come è vero, che in italiano il pronome di terza persona con funzione di soggetto è solo egli, io proporrei di riscrivere per intero I Promessi Sposi, in cui indebitamente il Manzoni notoriamente persona poco istruita usa lui come soggetto.
[89]
Non c’è pace nelle questioni di lingua, c’è fine (al peggio).
[90]
Che fare allora?
[91]
La questione diciamocelo pure non è da poco!
[92]
Con che colore dovrei correggere gli errori dei miei alunni?
[93]
Blu?
[94]
Doppio blu?
[95]
Rosso?
[96]
O magari violetto?
[97]
Me lo dica lei, la prego, signor Raso.
[98]
federico scrive:
[99]
3 novembre 2009 alle 15:53
[100]
vorrei sapere se è meglio scrivere obbiettivo od obiettivo, e se scendere è un verbo esclusivamente intransitivo (credo di , anche se ogni tanto mi capita di usare l'espressione "scendere le scale", pensando poi che avrei dovuto dire "scendere PER le scale").

Text viewParagraph view