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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
"Mi fai sapere a che ora vieni", è necessario mettere il punto interrogativo alla fine della frase oppure no?
[2]
Il punto è che la frase sembra interrogativa ma non lo è del tutto, quindi?
[3]
linguista scrive:
[4]
27 ottobre 2009 alle 19:55
[5]
La frase in questione è una domanda senz'altro.
[6]
Il punto interrogativo alla fine, perciò, va messo.
[7]
Massimo Arcangeli
[8]
Giovanni scrive:
[9]
28 ottobre 2009 alle 10:03
[10]
E' giusto dire che il superlativo assoluto e relativo non sempre sono identificabili?
[11]
Cioè, intendo dire se qualche volta può dipendere da interpretazioni che però nel parlato o nello scritto possono essere non chiare e quindi occorre un ragionamento semantico.
[12]
Es: "lo tratterò con la massima benevolenza"; in questo caso, il devoto-oli scrive:vicino al valore assoluto negli impieghi affettivi.
[13]
Intendo dire, quindi non sempre è chiaro identificare il riferimento a cui si riferisce il confronto.
[14]
Stesso discorso se scrivo: "sto andando al massimo"; credo che anche qui dipenda da interpretazioni.
[15]
linguista scrive:
[16]
28 ottobre 2009 alle 10:18
[17]
In generale, secondo le grammatiche il grado superlativo esprime il massimo livello di una qualità posseduta in relazione ad altro (superlativo relativo), oppure in senso assoluto (superlativo assoluto); tuttavia, nel caso del superlativo relativo il secondo termine di riferimento può anche non essere espresso ("Giulio è il più intelligente" oppure "Giulio è il più intelligente della sua classe": sono entrambi superlativi relativi).
[18]
Lo stesso vale per i superlativi relativi organici (migliore; peggiore; maggiore; minore): anche in questi casi il secondo termine può non essere espresso, e ciò può comportare sfumature di significato da chiarire mediante il contesto e l'interpretazione.
[19]
Francesco Lucioli
[20]
Chiara scrive:
[21]
28 ottobre 2009 alle 11:25
[22]
È corretta la parola 'riniziare'?
[23]
Mi spiego meglio, l'ho sempre sentita usare (al pari di ri(n)cominciare) nel linguaggio parlato, ma quando sono andata a cercarla nel dizionario non sono riuscita a trovarla.
[24]
Un'altra domanda, si dice un email o un'email?
[25]
Grazie
[26]
linguista scrive:
[27]
28 ottobre 2009 alle 11:32
[28]
Come si legge nel Vocabolario Treccani, "per tutti i verbi è virtualmente possibile la composizione con ri-"; di conseguenza nei vocabolari vengono per lo più registrati soltanto i verbi che sono utilizzati con frequenza o che hanno accezioni proprie o particolari.
[29]
"Riniziare", diffuso nel parlato, è comunque meno diffuso di "ricominicare".
[30]
Approfitto per osservare che nella parole che iniziano con i- il prefisso è re- ("reinserire", "reintegrare"), ma suscettibile di elisione ("rincarnare").
[31]
Quanto ad "e-mail" (o "e.mail"), direi senza dubbio "un'e-mail", anche se lo Zingarelli 2010 registra anche l'uso, indicato come raro, come sostantivo maschile, ma solo nel significato di "messaggio inviato con la posta elettronica" (non nel significato di "posta elettronica").
[32]
Francesco Lucioli
[33]
Chiara scrive:
[34]
28 ottobre 2009 alle 12:59
[35]
Quindi, essendo potenzialmente possibile, sarebbe grammaticalmente corretto scrivere parole come 'riniziare', 'riannusare', ecc. anche in contesti ufficiali?
[36]
linguista scrive:
[37]
28 ottobre 2009 alle 13:01
[38]
Non sono parole scorrette, ma in contesti ufficiali io personalmente propenderei per parole meno "legate" al linguaggio parlato, specie quando si ha la possibilità di utilizzare sinonimi ben più diffusi nello scritto.
[39]
Francesco Lucioli
[40]
Marco scrive:
[41]
28 ottobre 2009 alle 14:00
[42]
Un dubbio: sono abituato a scrivere "lo pneumatico" e "gli pneumatici"... e quindi anche le relative preposizioni: "degli pneumatici", "dello pneumatico", ecc.
[43]
Spesso però questo uso mi viene contestato, in favore di: "il pneumatico", "i pneumatici", "dei pneumatici", ecc.
[44]
Sono abbastanza sicuro di avere ragione...
[45]
Ma gradirei conferme!
[46]
E gradirei sapere per quali motivi è fortemente in uso anche l'altra versione!
[47]
linguista scrive:
[48]
28 ottobre 2009 alle 14:06
[49]
La questione è già stata affrontata negli interventi di Arcangeli (05/06/09 h. 16:11:35 e h 16:12:11) e di De Fazio (02/08/09 h. 20:35).
[50]
Alberto Sebastiani
[51]
Marco scrive:
[52]
28 ottobre 2009 alle 14:35
[53]
In un testo scritto, come un romanzo, si può scrivere "macchina da cucire" o si dovrebbe scrivere "macchina per cucire"?
[54]
sempre all'interno di una narrazione, bisognerebbe scrivere "insieme con" (insieme con gli amici, insieme con Marco, ecc.) o si può scrivere "insieme a"?
[55]
linguista scrive:
[56]
28 ottobre 2009 alle 14:47
[57]
In un romanzo, in teoria, per iperbole, si può fare della lingua tutto quello che si vuole.
[58]
Ma anche tra i comuni parlanti si può usare sia "macchina da" sia "macchina per cucire", e "insieme" regge sia "a" sia "con".
[59]
Alberto Sebastiani
[60]
Marco scrive:
[61]
28 ottobre 2009 alle 14:51
[62]
Un altro dubbio.
[63]
Ho sempre detto (e scritto) la parola "niente", in contesti quali: "non ho mangiato niente", "non è successo niente", ecc.
[64]
Ultimamente (o c'è stato un cambiamento di abitudini o non me ne sono mai accorto prima) sento che tutti dicono "non ho mangiato nulla", "non è successo nulla", ecc.
[65]
Una delle due modalità è preferibile rispetto all'altro?
[66]
Cortesemente, mi sapete dire, inoltre, se c'è stato un reale cambiamento in questa attitudine lessicale?
[67]
Grazie.
[68]
linguista scrive:
[69]
28 ottobre 2009 alle 15:00
[70]
"Nulla" e "niente" sono sinonimi.
[71]
Non ho però dati a disposizione per dirle quale sia la forma più ricorrente, oggi, tra le due che lei segnala.
[72]
Una banalissima ricerca su google, digitando le due frasi, offre risultati quasi equivalenti, con una leggera prevalenza di "niente".
[73]
Ma solo questa ricerca non può avere alcun valore scientifico.
[74]
Alberto Sebastiani
[75]
Fausto Raso scrive:
[76]
28 ottobre 2009 alle 16:15
[77]
linguista scrive:
[78]
28 ottobre 2009 alle 14:47
[79]
In un romanzo, in teoria, per iperbole, si può fare della lingua tutto quello che si vuole.
[80]
Ma anche tra i comuni parlanti si può usare sia macchina da sia macchina per cucire, e insieme regge sia a sia con.
[81]
Alberto Sebastiani
[82]
--------
[83]
Il prof.
[84]
Sebastiani mi perdonerà, ma dissento totalmente su quanto ha scritto.
[85]
La forma 'corretta' è "macchina 'per' cucire"; quanto a "insieme" regge SOLO la preposizione "con", la "a" si adopera con 'assieme'(insieme con; assieme a).
[86]
linguista scrive:
[87]
28 ottobre 2009 alle 16:29
[88]
La perdono senza problemi, ma la Grande grammatica di consultazione (vol. I, cap. X: Il sintagma preposizionale, di Luigi Rizzi, paragrafo 3.1), oltre ai comuni dizionari, segnala che "insieme" regge sia "a" sia "con".
[89]
Per quanto riguarda la nostra macchina, in effetti un dizionario d'uso come il Sabatini Coletti segnala la forma "macchina per", ma un altro dizionario d'uso, come il Devoto Oli, presenta "macchina da".
[90]
Alberto Sebastiani
[91]
Giovanni scrive:
[92]
29 ottobre 2009 alle 23:44
[93]
Nella frase: Se vuoi diventare agente di commercio, devi fare un fatturato minimo di 1000 euro.
[94]
Credo che "un fatturato minimo di 1000 euro", sia un superlativo assoluto perchè non vedo nessun gruppo di confronto con detta somma.
[95]
MI sbaglio?
[96]
linguista scrive:
[97]
30 ottobre 2009 alle 07:59
[98]
C'è però una specificazione ("di 1000 euro"), sufficiente a sottrarre l'espressione al dominio dell'"assoluto".
[99]
Massimo Arcangeli
[100]
Giovanni scrive:

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