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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
27 ottobre 2009 alle 01:34
[2]
L'avverbio spesso trae origine dall'aggettivo omonimo, che dal significato di "fitto, folto" è poi passato ad indicare "numeroso, frequente" (DELI).
[3]
Dunque non è errata l'espressione "spesse volte", anche se un po' ridondante ed "architettonica", come ha scritto ironicamente qualcuno.
[4]
Il Sabatini-Coletti 2008, sotto la voce spesso, riporta: "3. Frequente, nella loc. spesse volte, frequentemente: ci siamo visti s. volte".
[5]
Rocco Luigi Nichil
[6]
prof scrive:
[7]
27 ottobre 2009 alle 01:35
[8]
E'più correto dire LA pescaturismo o IL pescaturismo?
[9]
Grazie
[10]
linguista scrive:
[11]
27 ottobre 2009 alle 01:40
[12]
Per stabilire quale sia l'articolo di un composto è necessario stabilirne la testa, ovvero il costituente di riferimento.
[13]
In questo caso ci troviamo di fronte ad un "composto nuovo" (un neologismo) non ancora registrato dai dizionari (almeno da quelli da me consultati).
[14]
Perciò sarà necessario stabilire se pescaturismo sottintende "un turismo basato sulla pesca" (articolo maschile accordato con la "testa" turismo), o piuttosto "una pesca praticata durante un periodo di turismo" (articolo femminile accordato con la "testa" pesca).
[15]
Io propenderei per la prima soluzione, ma come spesso accade il tempo e l'uso sanciranno definitivamente il genere di questo composto (a questo proposito, se conta qualcosa, la forma maschile appare predominante sul web).
[16]
Per approfondire il concetto di "testa" nei composti, le segnalo inoltre il post di Massimo Arcangeli datato 10/09/2009 (alle 17:09:39).
[17]
Rocco Luigi Nichil
[18]
marco scrive:
[19]
27 ottobre 2009 alle 02:00
[20]
é corretto dire la fine settimane o il fine settimana? sempre che il termine della settimna non ne sia anche lo scopo...
[21]
linguista scrive:
[22]
27 ottobre 2009 alle 02:05
[23]
La rimando ad un mio vecchio post, inviato il 02/08/2009 alle 0:42:40 (http://linguista.blogautore.repubblica.it/2009/10/24/dubbi-sull%E2%80%99italiano-risponde-il-linguista/comment-page-17/#comments).
[24]
Rocco Luigi Nichil
[25]
Antonio scrive:
[26]
27 ottobre 2009 alle 08:25
[27]
Gentilmente potreste chiarirmi un dubbio sulla correttezza della parola "piattume".
[28]
Viene spesso usata come sinonimo di insulsaggine, monotonia, noiosità, piattezza ma non è presente nei dizionari da me consultati.
[29]
Grazie
[30]
linguista scrive:
[31]
27 ottobre 2009 alle 08:30
[32]
In effetti in alcuni dizionari non compare (è presente invece nel De Mauro): cosa incomprensibile, visto che si tratta di una parola abbastanza diffusa.
[33]
La parola è, tecnicamente, un nome deaggettivale: la base è costituita dall'aggettivo piatto, con l'aggiunta del suffisso spregiativo -ume.
[34]
Alessandro Aresti
[35]
anna scrive:
[36]
27 ottobre 2009 alle 08:45
[37]
Buongiorno, vorrei sapere la regola delle virgole quando c'è la congiunzione "e".
[38]
A me avevano insegnato che la virgola va messa dopo la "e", però tutti la mettono prima.
[39]
Ricordo male io? grazie
[40]
anna
[41]
linguista scrive:
[42]
27 ottobre 2009 alle 09:02
[43]
Le regole sulla punteggiatura sono, in italiano come in altre lingue, le meno codificate: ecco perché non si può decretare a priori l'inaccettabilità di un certo uso interpuntivo.
[44]
Sarebbe pertanto meglio ragionare su un esempio concreto.
[45]
Alessandro Aresti
[46]
Claudia scrive:
[47]
27 ottobre 2009 alle 09:07
[48]
Vorrei sapere se la forma "Mentre invece" è prevista dalla lingua italiana.
[49]
Grazie in anticipo!
[50]
linguista scrive:
[51]
27 ottobre 2009 alle 09:15
[52]
Le congiunzioni mentre e quando possono essere rafforzate, nell'introdurre una subordinata avversativa, dall'avverbio invece.
[53]
È un uso corretto (per quanto non universalmente accettato).
[54]
Alessandro Aresti
[55]
Giovanni scrive:
[56]
27 ottobre 2009 alle 11:36
[57]
Parlando di Aquila città, è corretto scrivere:
[58]
nelle aziende de l’Aquila e provincia...
[59]
Grazie
[60]
linguista scrive:
[61]
27 ottobre 2009 alle 11:59
[62]
Questione già dibattuta.
[63]
La rinvio agli interventi di Yahis Martari (11 giugno, ore 09:09) e di Massimo Arcangeli (24 agosto, ore 19:12).
[64]
Alessandro Aresti
[65]
gio scrive:
[66]
27 ottobre 2009 alle 12:50
[67]
Molto spesso sui giornali si leggono frasi del genere: "le elezioni il governo non le vuole".
[68]
Si tratta di una questione stilistica o di una vera e propria forma scorretta?
[69]
Non si dovrebbe dire "il governo non vuole le elezioni"?
[70]
linguista scrive:
[71]
27 ottobre 2009 alle 13:49
[72]
In italiano (e in molte altre lingue) l'ordine "canonico" dei costituenti frasali è SVO (Soggetto-Verbo-Oggetto).
[73]
In una frase come "le elezioni il governo non le vuole" questo ordine è palesemente alterato: abbiamo infatti una sequenza Oggetto-Soggetto-Verbo, con un pronome (le) che riprende l'Oggetto collocato all'inizio dell'enunciato (tale pronome è, nella terminologia linguistica, un "anaforico").
[74]
Questo modo di procedere nell'enunciazione linguistica è tipico del parlato ma non esclusivo: è frequentato infatti anche da molta lingua scritta (come il "giornalese"); il motivo è abbastanza chiaro: chi parla o scrive sente l'esigenza in determinate situazioni comunicative di mettere in rilievo un elemento dell'enunciato.
[75]
Quindi la struttura "marcata" dell'esempio è del tutto accettabile, perlomeno nel contesto di una scrittura giornalistica che si caratterizza, come sappiamo, per una certa apertura verso il parlato.
[76]
Alessandro Aresti
[77]
igni scrive:
[78]
27 ottobre 2009 alle 17:30
[79]
So che è corretto dire:
[80]
"Ero certo che avesse segnato il rigore" o "Ero certo che avrebbe segnato".
[81]
Ma in quali casi si usa uno o l'altro?
[82]
Grazie
[83]
linguista scrive:
[84]
27 ottobre 2009 alle 17:48
[85]
Nel primo caso l'enunciatore ha avuto la certezza per un certo periodo di tempo collocato nel passato [1] - la duratività nel passato è indicata dall'imperfetto ero - che un determinato evento (la segnatura del rigore), anteriore a [1], si fosse verificato, salvo poi scoprire il contrario ("...e invece non lo aveva segnato, come venni a sapere il giorno dopo leggendo il giornale").
[86]
Nel secondo caso l'enunciatore ha avuto la certezza (o almeno forti speranze) per un certo periodo di tempo collocato nel passato [1] - giusto i pochi istanti prima che il giocatore battesse il rigore - che un certo evento (la segnatura del rigore), successivo a [1], si sarebbe verificato, salvo poi vedere le proprie aspettative disattese.
[87]
Il condizionale esprime in certi contesti, come nel nostro caso, il "futuro nel passato".
[88]
Alessandro Aresti
[89]
Valentina scrive:
[90]
27 ottobre 2009 alle 18:45
[91]
Mi potrebbe spiegare qual è il fenomeno che ha portato all'uso diffuso dell'espressione "ho rimasto", usata a sproposito nella parlata romagnola, al posto di "mi sono rimasti"/"mi è rimasto"?
[92]
Grazie
[93]
linguista scrive:
[94]
27 ottobre 2009 alle 19:13
[95]
Si tratta di un regionalismo la cui origine è da ricercare nel dialetto romagnolo.
[96]
Si potrebbe parlare, se proprio volessimo assegnare un nome al fenomeno, di transitivizzazione di un verbo intransitivo: un verbo intransitivo viene cioè usato in maniera transitiva.
[97]
Alessandro Aresti
[98]
Andrea scrive:
[99]
27 ottobre 2009 alle 19:20
[100]
In una frase del tipo: -

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