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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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8.
[2]
LA prossima voltà dovrai ricordarti di portare IL libro
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9.
[4]
GLI studenti sono andati a lezione di spagnolo
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10.
[6]
LO zio è malato
[7]
Simonetta Losi
[8]
Fausto Raso scrive:
[9]
24 ottobre 2009 alle 09:01
[10]
Vorrei domandare ai cortesi linguisti se l'espressione "quanto poca pazienza hai" è accettabile o se si debba dire necessariamente "quanta...
[11]
Grazie
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linguista scrive:
[13]
24 ottobre 2009 alle 09:12
[14]
Caro Raso,
[15]
nell'esempio che mi sottopone la forma evidenziata non ha valore pronominale ma aggettivale e, in quanto tale, va accordata per genere e numero col sostantivo a cui si riferisce; così come non diremmo scriveremmo "quanto pochi uomini" o "quanto poche risorse" ma, rispettivamente, "quanti pochi uomini" e "quante poche risorse", dovremmo dire e scrivere "quanta poca pazienza" e non "quanto poca pazienza".
[16]
Il "quanto" invariabile, in casi del genere, non manca di qualche sostegno nell'uso; si tratta, nondimeno, di una prassi da sconsigliare senz'altro.
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Massimo Arcangeli
[18]
Theodoros scrive:
[19]
24 ottobre 2009 alle 10:09
[20]
Sono greco, di Atene e guardando la tv italiana via satellitare sento spesso giornalisti che al posto della seconda singolare del condizionale "VORRESTI" si usa la prima "VORREI".
[21]
Per esempio sento dire: ma tu cosa vorrei fare?
[22]
(!
[23]
)Ma la grammatica è cambiata così tanto dagli anni ottanta in cui studiavo in Italia oppure devo andare dal medico a controllare il mio udito?
[24]
E poi al posto del pronome indiretto femminile "LE" sento dire "GLI"!
[25]
E ancora l'uso del congiuntivo nel parlato tende a scomparire!
[26]
Ma come si potrebbe distinguere il dubbio, l'incertezza ecc dalla certezza e dalla oggettività?
[27]
Grazie per l'attenzione.
[28]
linguista scrive:
[29]
24 ottobre 2009 alle 10:40
[30]
Sarei curioso di sapere dove ha sentito l'aberrante "Tu cosa vorrei fare"; stia tranquillo, almeno per questo aspetto la grammatica italiana è saldamente ancorata a "vorresti".
[31]
Su "gli" al posto di "le", invece, ha ragione: la sostituzione avviene sempre più spesso ma va combattuta (diversamente per "gli" in luogo di "loro", che sono il primo ad ammettere e a usare).
[32]
Infine, sul congiuntivo: va tutelato a tutti i costi, anche per le ragioni che lei stesso indica.
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Massimo Arcangeli
[34]
Erica scrive:
[35]
24 ottobre 2009 alle 12:01
[36]
Gent.mo linguista, gradirei sapere come mai è molto diffusa la versione reciclo, anzichè riciclo, e se può essere accettata.
[37]
Grazie.
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linguista scrive:
[39]
24 ottobre 2009 alle 12:27
[40]
In alcune parole dell'italiano corrente "ri-" e "re-", prefissi indicanti ripetizione, reduplicazione, ecc., si possono alternare (per esempio in "ricuperare"/"recuperare", per quanto la prima variante sia molto meno diffusa della seconda); questa circostanza, con il concorso 1) della somiglianza nel significato fra le due forme e 2) degli eventuali influssi regionali, fa che il parlante meno attrezzato possa confondersi.
[41]
"Reciclo", che pure è abbastanza diffuso (come "reciclare", "reciclato" , "reciclaggio") non lo ritengo accettabile (lo stesso dicasi per le altre varianti con "re-").
[42]
Massimo Arcangeli
[43]
radames colella scrive:
[44]
25 ottobre 2009 alle 12:48
[45]
Ci ha "punito" o Ci ha "puniti"?
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Penso sia corretta la seconda, ma non ricordo il perchè.
[47]
Grazie.
[48]
linguista scrive:
[49]
25 ottobre 2009 alle 13:04
[50]
Sono corrette entrambe le forme.
[51]
Oggi , in casi del genere, si preferisce lasciare invariato il participio (ma non mancano certo eccezioni); in passato erano più frequenti i casi di accordo.
[52]
Massimo Arcangeli
[53]
Sergio scrive:
[54]
25 ottobre 2009 alle 14:04
[55]
Potrei capire perchè nella frase: " I soci erano in massima parte favorevoli all'operazione", siamo di fronte ad un superlativo relativo?
[56]
Ma il superlativo relativo si ottiene anche in altro modo oltre a quello di avere una qualità al livello più elevato rispetto ad un gruppo?
[57]
linguista scrive:
[58]
25 ottobre 2009 alle 16:24
[59]
Il superlativo relativo si può ottenere in tanti modi, come d'altronde quello assoluto.
[60]
Se dico "I soci erano favorevolissimi all’operazione l'aggettivo in "-issimo" è ovviamente un superlativo assoluto, ma sono superlativi assoluti anche le locuzioni "tutti favorevoli" o "unanimemente favorevoli".
[61]
Alla frase I soci erano in massima parte favorevoli all’operazione si potrebbe così essere tentati di applicare il seguente ragionamento: "in massima parte favorevoli", dal momento che, rispetto alle locuzioni assolute citate, comprende "quasi tutti" i soci può essere considerato un superlativo relativo.
[62]
In realtà anche il superlativo relativo esprime un concetto di totalità, relativamente però a una serie di "oggetti" che servono da confronto: "Luigi è il più intelligente (fra i nostri vicini, di tutti i nostri amici, fra i tuoi parenti, ecc.)".
[63]
Il supposto ragionamento si rivela perciò non corretto.
[64]
Massimo Arcangeli
[65]
Sergio scrive:
[66]
25 ottobre 2009 alle 19:21
[67]
Credo che la sua interpretazione sia corretta, perchè il devoto-oli cita la frase come esempio di superlativo relativo.
[68]
Un altro esempio è : "Il massimo tornaconto di un'impresa", anche qui sempre con valore relativo, credo perchè non riguardi tutte le imprese in assoluto .
[69]
Anche qui, mi pare non ci sia gruppo di confronto.
[70]
Ci sono delle grammatiche che approfondiscono l'argomento, anche perchè mi sembra di capire che come anche lei faceva notare, ci sono molti modi per creare superlativi assoluti e relativi.
[71]
linguista scrive:
[72]
25 ottobre 2009 alle 22:00
[73]
Effettivamente alcune grammatiche e alcuni vocabolari estendono il concetto di superlativo assoluto e relativo oltre il lecito.
[74]
Quanto a "massimo", atteniamoci alla vecchia, semplicissima, scolastica regola che vuole sia il superlativo assoluto "organico" di "grande" (quello "regolare" sarebbe "grandissimo"), il cui superlativo relativo sarebbe "il maggiore" (organico) o "il più grande".
[75]
Massimo Arcangeli
[76]
Laura scrive:
[77]
26 ottobre 2009 alle 15:03
[78]
il verbo intransitivo "uscire" puó essere usato transitivamente? si puó dire per esempio : esco la carne dal freezer; ho uscito la macchina dal garage
[79]
grazie
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linguista scrive:
[81]
26 ottobre 2009 alle 15:35
[82]
Direi proprio di no.
[83]
Una frase come "esco la carne dal freezer" non è sintatticamente ammissibile.
[84]
Marcello Ravesi
[85]
Laura scrive:
[86]
26 ottobre 2009 alle 16:47
[87]
Grazie della pronta risposta, caro Marcello.
[88]
Ero a conoscenza del fatto che si trattasse di un regionalismo, ampiamente accettato e usato nell'area in cui vivo (credo si tratti di una spagnolismo o comunque di un segno linguistico forte dovuto a una ereditá linguistica di dominazion)e quali sarebbero le forme alternative sintatticamente ammissibili e corrette?
[89]
Laura
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linguista scrive:
[91]
26 ottobre 2009 alle 17:03
[92]
, effettivamente si tratta di un costrutto che può presentarsi nell’italiano parlato nel Meridione per effetto del dialetto soggiacente.
[93]
In italiano corretto, le alternative possono variare a seconda del contesto o del gusto del parlante.
[94]
Prendendo la frase precedente si potrebbe dire: tolgo la carne dal freezer, tiro fuori la carne dal freezer, ecc.
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Marcello Ravesi
[96]
FEDERICO scrive:
[97]
27 ottobre 2009 alle 01:25
[98]
talvolta sento dire "spesse volte" addirittura da alcune mie professoresse, e, nonostante ciò, sono molto scettico riguardo la correttezza dell'espressione, pensando al fatto che "spesso" è un avverbio, dunque invariabile.
[99]
grazie per l'eventuale risposta.
[100]
linguista scrive:

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