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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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Ovvio che il dizionario dica per lo più, visto che in alcune particolari, specifiche locuzioni la negazione non è presente.
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Massimo Arcangeli
[3]
Sergio scrive:
[4]
21 ottobre 2009 alle 10:45
[5]
Collegandomi al discorso aggettivi e sostantivi, perchè vengono usate espressioni come: " devi bere un minimo di tre bicchieri d'acqua"; oppure " la stanza deve avere un minimo di 5 mq".
[6]
Cioè, mi chiedevo se in realtà è possibile avere " più minimi"?.
[7]
Non sarebbe più corretto l'articolo determinativo col sostantivo "minimo", dato che come aggettivo significa " il più piccolo".
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linguista scrive:
[9]
21 ottobre 2009 alle 10:50
[10]
Negli esempi che lei suggerisce e come lei stesso sottolinea minimo è un sostantivo.
[11]
Per cui, una volta lessicalizzato come sostantivo, segue le stesse regole della sua classe e può essere quindi preceduto da tutti i tipi di articoli.
[12]
Debora de Fazio
[13]
Sergio scrive:
[14]
21 ottobre 2009 alle 11:02
[15]
Quindi se ho capito bene, significa che ci può essere "un minimo qualunque" e un minimo determinato.
[16]
E se avessi scritto: la stanza deve avere una superficie minima di 5 mq? anche in quel caso è come se fosse lessicalizzato l'aggettivo con significato di sostantivo anche se rimane aggettivo?
[17]
linguista scrive:
[18]
21 ottobre 2009 alle 11:30
[19]
I superlativi assoluti, compresi i superlativi organici, non devono essere necessariamente preceduti dall'articolo determinativo: posso bere "un ottimo vino toscano" così come "l'ottimo vino del vicino"; lo stesso vale per minimo: avrò "una superficie minima di 5 mq" e "la superficie minima consentita dal piano regolatore".
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Francesco Lucioli
[21]
Sergio scrive:
[22]
21 ottobre 2009 alle 22:17
[23]
Quindi se ho capito bene, " minimo " essendo superlativo organico, può voler dire sia "piccolissimo", ma anche " cosa o quantità più piccola possibile di qualcosa" in senso assoluto, quindi senza nessun confronto?
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linguista scrive:
[25]
21 ottobre 2009 alle 22:35
[26]
Può voler dire sia "piccolissimo" ("si lamenta per ogni minimo rumore"), sia "il più piccolo", senza confronti ("ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo, o con uno sforzo minimo"); può voler dire "la parte più piccola" o "la cosa o la quantità più piccola possibile" se sostantivato, anche in questo caso senza bisogno di confronti ("con un minimo di sforzo potrai ottenere la sufficienza in matematica").
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Francesco Lucioli
[28]
Maria scrive:
[29]
21 ottobre 2009 alle 23:27
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buonasera!
[31]
per quanto riguarda l'aggettivo Himalaiano, l'ho sempre pronunciato mettendo l'accento sulla penultima sillaba...pero' mi sono sentita dire che dovrebbe andare sulla terzultima...che sia proprio cosi'?
[32]
Grazie in anticipo!
[33]
linguista scrive:
[34]
22 ottobre 2009 alle 10:09
[35]
L'unica pronuncia accettabile è quella piana (/imala?jano/), accentata sulla penultima sillaba.
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Il suffisso -iano, che forma aggettivi di relazione per lo più a partire da un nome proprio di persona o da un nome geografico, è sempre accentato e crea forme rizoatone, cioè prive di accento sulla radice della parola.
[37]
Il dubbio può invece riguardare la grafia: comunemente si ha himalayano, ma è registrata dai vocabolari (Zingarelli 2010) anche la forma adattata imalaiano; oppure, tornando a questioni di pronuncia, può riguardare il nome da cui l'aggettivo deriva, cioè Himalaya: il DOP (www.dizionario.rai.it) consiglia la pronuncia sdrucciola, pur segnalando anche quella piana.
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Claudia Bussolino
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corinto scrive:
[40]
22 ottobre 2009 alle 10:48
[41]
Non riesco a capire perché i linguisti stigmatizzano tanto severamente le grafie come "c'ho; c'hai; c'offrì", definendole contrarie all'ortografia dell'italiano.
[42]
Da quando in qua le norme ortografiche valgono anche tra le parole e non solo dentro la parola?
[43]
Non si dovrebbe allora considerare contraria all'ortografia anche la grafia "l'hai" visto che non esiste nessuno parola che contenga la sequenza "lha"?
[44]
Perché mai - in base a quale astrusa regola - si sostiene che l'elisione della I dovrebbe per forza modificare anche la pronuncia della C quando seguita da A, O, o U? sono ragionamenti che proprio non riesco a capire.
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linguista scrive:
[46]
22 ottobre 2009 alle 11:02
[47]
La questione che lei pone è stata affrontata da Lorenzo Renzi qualche anno fa (Tendenze dell'italiano contemporaneo, «Studi di lessicografia italiana», XVII, 2000, p. 304): «C'ha viola la regola per cui in italiano una c davanti a a si pronuncia velare (la presenza di h non cambia le cose). Anche ci ha non rende la pronuncia esatta perché invita a pronunciare la i di ci. Di fronte alle infrazioni alla fonetica di queste due grafie, mi sembra forse preferibile la grafia cià che viola la morfologia, in quanto non rivela la composizione interna della parola nei suoi due elementi, ma rispetta la fonetica. Ora una resa fonologica imperfetta è estranea al sistema grafico dell'italiano, ma l'opacità morfologica, come effetto della sutura di due parole, appare nelle preposizioni articolate, in parole come soprattutto, perlopiù e molte altre. La mancata presenza della h in cià non mi sembra un difetto grave. Comunque nessuna della grafie possibili è perfetta».
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Claudia Bussolino
[49]
Laura scrive:
[50]
23 ottobre 2009 alle 14:52
[51]
Gradirei sapere se il verbo intransitivo "uscire" puó essere usato transitivamente; ex: "esco la torta dal frigo","ho uscito la macchina dal garage".
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grazie
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linguista scrive:
[54]
23 ottobre 2009 alle 15:25
[55]
L’uso transitivo di uscire è originariamente di ambito regionale e non appartiene alla norma sintattica dell’italiano.
[56]
Tuttavia gode di una certa diffusione nell’uso, specialmente parlato, come dimostra il fatto di essere registrato nel Grande Dizionario dell’Uso di Tullio De Mauro.
[57]
Resta in ogni caso una scelta nettamente minoritaria e confinata a registri bassi di comunicazione.
[58]
Personalmente lo eviterei, preferendogli la locuzione fare uscire, perfettamente sostituibile negli esempi da lei citati.
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Marco Paciucci
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gimmy scrive:
[61]
23 ottobre 2009 alle 17:16
[62]
vorrei sapere 10 frasi con articoli indeterminativi e dieci frasi determinativi per favore...
[63]
linguista scrive:
[64]
23 ottobre 2009 alle 17:53
[65]
Ecco i dieci esempi richiesti di frasi con articoli indeterminativi:
[66]
1.
[67]
Ho comprato UN libro e UNA penna
[68]
2.
[69]
Sandro ha UNA casa bellissima
[70]
3.
[71]
Luca è UNO zio meraviglioso
[72]
4.
[73]
Nel parco ci sono DEI bambini che giocano
[74]
5.
[75]
Mi ha telefonato UN amico
[76]
6.
[77]
Vorrei UN litro di latte
[78]
7.
[79]
In vetrina c'erano DEGLI orologi molto costosi
[80]
8.
[81]
Mi piacerebbe avere UN'auto sportiva
[82]
9.
[83]
Carla ha DEI gravi problemi di lavoro
[84]
10.
[85]
Francesco ha sempre DELLE idee originali
[86]
... e dieci con gli articoli determinativi:
[87]
1.
[88]
Metto LO zucchero nel caffè
[89]
2.
[90]
I miei genitori sono andati al cinema
[91]
3.
[92]
Marta ha I capelli biondi e GLI occhi azzurri
[93]
4.
[94]
IL gatto sta dormendo
[95]
5.
[96]
L'albero è pieno di foglie
[97]
6.
[98]
Sono andata al cinema con I miei amici
[99]
7.
[100]
Esco con LE mie sorelle

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