Sentence view

Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


showing 6601 - 6700 of 13210 • previousnext


[1]
Le frasi che riporti utilizzano correttamente l'articolo indeterminativo.
[2]
Questo individua un oggetto generico, che poi il superlativo (con o senza articolo determinativo) definisce quale unico oggetto possibile.
[3]
Nella grammatica italiana l'articolo indeterminativo non serve solo a indicare l'unità, ma anche elementi nuovi del discorso, non ancora meglio definiti.
[4]
Mattia Mela
[5]
Marco scrive:
[6]
16 ottobre 2009 alle 11:59
[7]
Scusi ancora Dott.
[8]
Mela, se chiedo un'altra delucidazione.
[9]
Quindi se le frasi sono corrette, in quel caso, usando l'articolo indeterminativo, sono generiche, ciòè non sono più superlativi assoluti, ma non essendoci confronto, diventano superlativi relativi?
[10]
Marco scrive:
[11]
16 ottobre 2009 alle 12:03
[12]
Mi correggo al precedente quesito, non sono più superlativi relativi, in quanto non essendoci confronto, diventano superlativi assoluti?
[13]
linguista scrive:
[14]
16 ottobre 2009 alle 12:19
[15]
Le frasi non sono generiche, il nome "casa" (per fare riferimento al solo primo esempio) è modificato prima dall'articolo indeterminativo (e ti rimando alla spiegazione di cui sopra), poi è subito definito dal superlativo che lo segue.
[16]
I superlativi che porti ("più costosa possibile" e "più piccola possibile") sono relativi in virtù della presenza di "possibile": "comprerò una casa, la più costosa tra quelle che sono nelle mie possibilità".
[17]
I superlativi assoluti sono per definizione sciolti da qualsiasi gerarchia o confronto.
[18]
Mattia Mela
[19]
Marco scrive:
[20]
16 ottobre 2009 alle 13:44
[21]
La ringrazio per la sua delucidazione che mi ha liberato da ogni dubbio.
[22]
Marco
[23]
Marco scrive:
[24]
16 ottobre 2009 alle 18:22
[25]
Vorrei chiedere ancora una cosa al dott.
[26]
Mela.
[27]
Se scrivo: Ho comprato una chitarra, mi hanno chiesto di suonare un periodo minimo di due ore.
[28]
In questo caso è sempre un superlativo relativo?
[29]
linguista scrive:
[30]
16 ottobre 2009 alle 18:31
[31]
Qualunque espressione subisca una "restrizione" di significato ha un valore relativo; la restrizione, nell'esempio che lei fa, è rappresentata dal complemento "di due ore".
[32]
Massimo Arcangeli
[33]
Marco scrive:
[34]
16 ottobre 2009 alle 23:15
[35]
Potrei capire meglio: Non è restrittivo anche l'aggettivo "minimo" in questo caso?
[36]
Invece nel caso dicessi: "comprati un maglione, ma spendi al massimo 50 euro".
[37]
Qui siamo davanti ad un superlativo assoluto?
[38]
Cioè "al minimo" è una locuzione avverbiale con valore assoluto?
[39]
linguista scrive:
[40]
16 ottobre 2009 alle 23:23
[41]
In un certo senso , l'aggettivo "minimo" ha la funzione di "restringere" (il campo dei possibili aggettivi abbinabili a "periodo").
[42]
Quanto al resto: "al minimo" è esattamente una locuzione avverbiale con valore assoluto; se però "al minimo" (o "al massimo") viene seguito da qualcosa che lo "restringa" (per es. "50 euro") allora il valore dell'espressione, da assoluto, diventa relativo.
[43]
Attenzione, però: in "Luigi è il più buono", dove, apparentemente, l'aggettivo non è soggetto a restrizione, siamo sempre di fronte a un superlativo relativo (presuppongo, infatti, che Luigi sia il più buono di un gruppo, per quanto numerosissimo, di persone).
[44]
Massimo Arcangeli
[45]
Chiara scrive:
[46]
17 ottobre 2009 alle 09:07
[47]
A proposito di 'scolastichese', da dove derivano le espressioni "mi sono passato all'interrogazione" e "ho fatto vela"?
[48]
Grazie
[49]
linguista scrive:
[50]
17 ottobre 2009 alle 09:09
[51]
Si tratta di due regionalismi.
[52]
Il primo rispecchia una struttura sintattica non accettabile in italiano (dove, molto informalmente, si direbbe semmai "mi sono passato l'interrogazione"), il secondo è l'equivalente sardo (e siciliano) di "marinare la scuola" (in altre regioni si direbbe "fare filone", "fare sega", "fare forca", ecc.) e ha origine, evidentemente, da prendere il mare (partire, salpare...).
[53]
Decidere un determinato giorno di non andare a scuola, insomma, si configura come un bel viaggio in mare aperto (comprensibile, d'altronde, in un'isola); altrove si usa "fare fuga" e simili.
[54]
Massimo Arcangeli
[55]
laura zanardi scrive:
[56]
19 ottobre 2009 alle 21:41
[57]
Vorrei sapere qual è l'imperativo negativo plurale del verbo credere.
[58]
In particolare, perchè quando è verbo di opinione si dice "non crediate che/di....", e invece "non gli credete, racconta un sacco di frottole!".
[59]
Grazie
[60]
linguista scrive:
[61]
19 ottobre 2009 alle 22:10
[62]
La quarta persona è "non crediamo (...)!", la quinta "non credete (...)!", la sesta "non credano (...)!".
[63]
In italiano alla terza e alla sesta persona (la quarta non fa testo) subentra all'imperativo il congiuntivo esortativo: "(non) venga (...)!", "(non) vengano (...)!", "(non) vada (...)!", "(non) vadano (...)!", ecc.
[64]
(ma "vieni (...)!", "venite (...)!", "vai (...)!", "andate (...)!", ecc.).
[65]
Alcuni verbi, tuttavia, o alcuni particolari costrutti, richiedono il congiuntivo esortativo - ma non sempre - anche alla seconda e alla quinta persona: "abbi" (ma "non avere"), "abbiate", "sii" (ma "non "essere"), "siate", "sappi", "sappiate", "vogli", "vogliate"; "non crediate che/di..." (il costrutto da lei segnalato, nel quale il congiuntivo ha la funzione di rendere meno perentorio l'atto verbale: cfr. "non la farete franca!"/"non crediate di farla franca!"; non è molto diverso il caso di "favorite un documento!"/"vogliate favorire un documento!").
[66]
Massimo Arcangeli
[67]
MARCOAUGUSTO scrive:
[68]
20 ottobre 2009 alle 21:48
[69]
'Ho mangiato niente da stamattina"oppure"Quello che dice Rossi conta nulla"esprimono un certo terrore per le doppie negazioni.Vorrei tanto sentirle dire che in italiano non sono ammesse.O mi sbaglio?Grazie
[70]
MARCOAUGUSTO scrive:
[71]
20 ottobre 2009 alle 21:52
[72]
Mi scuso.
[73]
Intendevo dire che trovo piu' appropriato "NON ho mangiato"...ect.ect.
[74]
linguista scrive:
[75]
20 ottobre 2009 alle 21:59
[76]
Naturalmente.
[77]
Gli enunciati che mi sottopone in italiano non sono ammessi.
[78]
Massimo Arcangeli
[79]
Fausto Raso scrive:
[80]
20 ottobre 2009 alle 23:25
[81]
Se posso esprimere la mia opinione, la frase "Quello che dice Rossi conta nulla" è grammaticalmente corretta in quanto in questo caso "nulla" ha valore avverbiale e sta per "poco", "in misura minore" e simili e non NECESSARIAMENTE deve essere in compagnia del "non".
[82]
linguista scrive:
[83]
20 ottobre 2009 alle 23:34
[84]
Sembrerebbe superfluo doverlo rimarcare, ma mi pare sia proprio il caso di farlo.
[85]
In Quello che dice Rossi conta nulla è evidente che nulla vale niente’ e che, pertanto, nell’italiano corrente (quello normativo, s’intende) il non deve NECESSARIAMENTE esserci; una certa larghezza di vedute è salutare, l’anarchia no.
[86]
L’amico Raso dimentica peraltro che l’uso del termine in questione con il significato di poco’ è legato perlopiù a espressioni fisse come cosa da nulla, non riuscire per un nulla e simili.
[87]
Ma su quest’ultima questione si potrebbe discutere a lungo.
[88]
Massimo Arcangeli
[89]
Fausto Raso scrive:
[90]
20 ottobre 2009 alle 23:42
[91]
Il prof.
[92]
Arcangeli mi perdonerà se torno sull’argomento circa la correttezza del conta nulla, perché sembra che il Treccani in rete non lo consideri agrammaticale (certo da evitare nello scritto formale, ma non per questo errato).
[93]
3.
[94]
Come avv., per lo più in correlazione con la negazione non, significa «in nessuna quantità o misura» (non conta n.; non m’importa n.), spesso con valore puramente rafforzativo (non è vero n., o anche per n.), o col senso di «molto poco» (non ci vuol n.), che si ha anche nella locuz. nulla nulla, per poco: se n. n. s’avvicina, lo sistemo io; vecchi che, perdute le zanne, parevan sempre pronti, chi nulla nulla gli aizzasse, a digrignar le gengive (Manzoni).
[95]
Diversamente da niente, è raram. rafforzato mediante affatto o altro avverbio.
[96]
linguista scrive:
[97]
20 ottobre 2009 alle 23:44
[98]
Caro Raso, mi spiace che una persona della sua sensibilità linguistica prenda abbagli del genere.
[99]
Non si avvede che gli esempi treccaniani lavorano contro la sua opinione?
[100]
Ne trova forse del tipo conta nulla?

Text viewParagraph view