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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Credo che ci si riferisca alla categoria dei " tempi massimi" e se ne indica uno indeterminato, specificando poi la quantità.
[2]
Non so se sono stato chiaro.
[3]
linguista scrive:
[4]
5 ottobre 2009 alle 08:40
[5]
Certo, il suo ragionamento fila ed è corretto.
[6]
Marco Gargiulo
[7]
Chiara scrive:
[8]
6 ottobre 2009 alle 12:35
[9]
Buongiorno,
[10]
Parlando di una crema schiarente, quale vi sembra la formula più corretta tra:
[11]
anti macchie
[12]
anti-macchie
[13]
antimacchie
[14]
Grazie in anticipo
[15]
linguista scrive:
[16]
6 ottobre 2009 alle 12:58
[17]
"Anti-" è un prefisso, e in quanto tale non dovrebbe in teoria contemplare una separazione grafica dal sostantivo cui è legato come quella del primo tipo ("anti macchie"): le altre due soluzioni sono entrambe possibili, anche se c'è da dire che la prima - quella col trattino - è in genere privilegiata quando il prefissato ha carattere occasionale o non si è ancora stabilizzato (cosa che invece non mi pare potersi dire nel nostro caso: il che mi farebbe preferire la terza delle soluzioni proposte, ribadendo comunque che la seconda è accettabile).
[18]
Alessandro Aresti
[19]
Chiara scrive:
[20]
6 ottobre 2009 alle 13:07
[21]
La ringrazio per la risposta, ma avrei ancora un dubbio:
[22]
se devo aggiungere un aggettivo che si riferisce a "macchie", posso utilizzare il prefisso "anti-", es.
[23]
"un prodotto antimacchie scure" o sarebbe meglio riformulare la frase, es.
[24]
"un prodotto che previene/elimina le macchie scure"?
[25]
Grazie
[26]
Chiara
[27]
linguista scrive:
[28]
6 ottobre 2009 alle 13:31
[29]
Sarebbe meglio riformulare la frase.
[30]
Tuttavia, se proprio si volesse mantenere il prefissato, si potrebbe optare per una soluzione del tipo "anti-macchie scure" (col trattino, non solo perché composto occasionale ma anche perché il prefisso "anti-" non ha più come base un semplice sostantivo ma il sintagma "macchie scure").
[31]
Resta comunque la mia personale preferenza per una riformulazione come quella da lei avanzata.
[32]
Alessandro Aresti
[33]
walter scrive:
[34]
6 ottobre 2009 alle 16:42
[35]
Buongiorno, pongo una questione circa una espressione che spesso mi scopro ad usare, ma della cui "solidità" linguistica comincio ad avere qualche dubbio.
[36]
Si può dire "posta di superficie" per indentificare il servizio ordinario di posta (es delle Poste Italiane) e così distinguere dai servizi di "posta elettronica"? e se non è opportuno, quale altra formulazione risulta più idonea?
[37]
Grazie infinite.
[38]
linguista scrive:
[39]
6 ottobre 2009 alle 17:45
[40]
I dizionari dell'uso che ho esaminato (Zingarelli 2010, Devoto-Oli 2009, Sabatini-Coletti 2008, De Mauro 2000) non registrano il sintagma posta di superficie, limitandosi a proporre sotto il lemma posta le classiche espressioni, ormai canoniche, posta aerea, posta elettronica, posta pneumatica, posta celere, e così via.
[41]
Tuttavia, se provasse a fare una "ricerca avanzata" su Google, inserendo l'intero sintagma tra virgolette, avrebbe modo di vedere come sul web siano circa 58.
[42]
000 le occorrenze di tale forma, nel significato da lei proposto; il risultato ottenuto, sebbene minoritario rispetto a quello di altre espressioni come posta ordinaria (299.000 circa), posta celere (494.000), posta elettronica (4.940.000), ecc., dimostra come la polirematica posta di superficie, anche se non ancora registrata dai lessici, stia entrando lentamente nell'uso; si potrebbe quindi trattare di un neologismo che si va affermando nella nostra lingua.
[43]
Se volesse il mio personalissimo parere, per indicare il servizio di spedizioni tradizionale, io direi d’emblée posta, senza ulteriori specificazioni, o forse posta ordinaria, che sconta tuttavia il fatto di avere un significato specialistico, in contrapposizione a posta celere.
[44]
Come molto spesso accade, il più delle volte, in mancanza di altre indicazioni, sarà il contesto a sciogliere ogni dubbio.
[45]
Rocco Luigi Nichil
[46]
Giovanni scrive:
[47]
7 ottobre 2009 alle 13:13
[48]
Buongiorno, in una frase come questa: " Ci vediamo al più presto"; il superlativo relativo, lascia intendere che ci sia sottinteso un sostantivo?
[49]
linguista scrive:
[50]
7 ottobre 2009 alle 13:57
[51]
Nella frase citata, "presto" non è un aggettivo, bensì un avverbio di tempo: non c'è pertanto bisogno di sottindere alcun sostantivo.
[52]
Osservo inoltre che anche dagli avverbi, sebbene non da tutti, è possibile formare comparativi e superlativi, ma non superlativi relativi.
[53]
Francesco Lucioli
[54]
Giovanni scrive:
[55]
7 ottobre 2009 alle 16:55
[56]
Grazie per la precisazione.
[57]
Nel caso scrivessi" Claudio, mi dispiace ma ho fatto il possibile; oppure Claudio,ho fatto il massimo"; essendo questi aggettivi con valore superlativo relativo, lasciano intendendere che ci sia un sostantivo sottinteso su cui fare un confronto?
[58]
linguista scrive:
[59]
7 ottobre 2009 alle 17:09
[60]
Sia "il possibile" che "il massimo" sono aggettivi sostantivati, come indica l'articolo che li precede, con funzione di complemento oggetto.
[61]
Considerando comunque gli aggettivi possibile e massimo, il primo è al grado positivo, cioè base (il superlativo relativo sarebbe il più possibile), il secondo è al grado superlativo assoluto (dal grado positivo grande).
[62]
Fabio Ruggiano
[63]
Giovanni scrive:
[64]
7 ottobre 2009 alle 21:05
[65]
Sono d'accordo, però "il massimo", può anche voler dire come aggettivo " il più grande ", ovvero per esempio: ho fatto il massimo delle mie possibilità; cioè la " possibilità più grande" tra le possibilità, quindi il sostantivo potrebbe avere anche un valore relativo.
[66]
MARCOAUGUSTO scrive:
[67]
9 ottobre 2009 alle 09:01
[68]
Il nuovo direttore ha bisogno di un'assistente che gli sbrighi le pratiche ....
[69]
E'mai ammesso anche l'uso dell'indicativo?
[70]
"...un'assistente che gli sbriga le pratiche..."
[71]
Grazie
[72]
linguista scrive:
[73]
9 ottobre 2009 alle 09:03
[74]
In questo contesto sintattico l'uso dell'indicativo segnala un registro di italiano colloquiale, non sorvegliato.
[75]
Mattia Mela
[76]
MARCOAUGUSTO scrive:
[77]
9 ottobre 2009 alle 09:12
[78]
E' da considerare comunque un errore ?
[79]
linguista scrive:
[80]
9 ottobre 2009 alle 09:23
[81]
Il contesto è decisivo, un uso non prettamente normativo del modo verbale può essere giustificato da una particolare intenzione comunicativa.
[82]
Ovvero, se volessi rimproverare un mio collega fannullone, potrei dirgli: "Il nuovo direttore ha bisogno di un assistente che gli sbriga le pratiche, non che sta coi piedi all'aria dalla mattina alla sera!".
[83]
Se in questo contesto dovessi usare il congiuntivo, il mio rimprovero suonerebbe più formale e distaccato.
[84]
Mattia Mela
[85]
Raffaella scrive:
[86]
9 ottobre 2009 alle 14:01
[87]
Salve,
[88]
ho un dubbio che riguarda un'espressione della lingua italiana usata di frequente, che tuttavia molti considerano scorretta.
[89]
Si tratta di "fare casino".
[90]
Mi potrebbe dire se l'espressione è corretta o se sarebbe più corretto dire "fare caos o chiasso"?
[91]
Nel caso l'espressione fosse realmente scorretta, potrebbe spiegarmi il motivo?
[92]
La ringrazio in anticipo,
[93]
cordiali saluti,
[94]
Raffaella Rutigliano
[95]
linguista scrive:
[96]
9 ottobre 2009 alle 14:26
[97]
Sia da un punto di vista formale, sia guardando alla storia dell’espressione, fare casino è una locuzione pienamente legittima.
[98]
La differenza con espressioni equivalenti come fare chiasso è legata a esigenze di registro, piuttosto che alla correttezza normativa: fare casino, nonostante la frequenza sempre maggiore con la quale lo si incontra in ambito televisivo, giornalistico o cinematografico, può essere ancora considerato una forma dell’italiano colloquiale, da evitare in contesti formali e soprattutto nello scritto, a meno di non voler ottenere un particolare effetto espressivo o ironico.
[99]
Chi le ha rimproverato la scorrettezza dell’espressione è probabilmente condizionato da queste considerazioni di stile e dall’opinione diffusa, anche se un po’ datata, per cui casino sarebbe una parola maleducata, con riferimento a uno dei suoi significati originari (bordello’, postribolo’), ormai opaco per molti parlanti, specie se giovani.
[100]
In alternativa proporrei senz’altro fare chiasso o fare confusione, preferibile secondo me a fare caos.

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