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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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cespugli del Gianicolo: rovine
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di due città vinte dal tempo; ed ora
[3]
quelle rovine trite e sonnolente
[4]
empiva a volte del suo rauco augurio
[5]
lo stuol de’ corvi.
[6]
E Fauno avea per reggia
[7]
una capanna piccola, coperta
[8]
di felci e stoppia (...)».
[9]
(Poemi del Risorgimento, Inno a Roma, vv. 37-46).
[10]
Nell'uno e nell'altro caso il verbo empire si presenta tuttavia nella canonica forma rizotonica.
[11]
Se volesse approfondire il tema dei verbi incoativi (non solo in -empire, quindi), verbi che un recente inventario fa assommare a circa 500 (482 per la precisione), le segnalo la grammatica curata da Luca Serianni Italiano (Capitolo XI, 81), che potrà trovare in diverse edizioni.
[12]
Rocco Luigi Nichil
[13]
Marco B. scrive:
[14]
5 settembre 2009 alle 12:41
[15]
Domanda: perchè quando ci si rivolge ad una donna le si può dire "ti ho vista"(privilegiando il participio) ma anche "ti ho visto" (privilegiando il verbo) mentre se si usa il pronome pieno anzichè il clitico l'italiano moderno prescrive "ho visto te" ma vieta "ho vista te", che infatti suona arcaico?
[16]
linguista scrive:
[17]
5 settembre 2009 alle 14:39
[18]
Come la sua sensibilità di parlante le suggerisce, quando l'oggetto è anteposto (in questo caso il pronome "ti") la norma lascia all'utente la possibilità di accordare o no il participio passato ("ti ho vista" ma anche "ti ho visto"); nel caso l'oggetto sia posposto, la concordanza è oggi in regresso (per non dire del tutto in disuso), anche se l'uso tradizionale (e quindi letterario) è stato quello di accordare il participio col complemento oggetto sia che questo seguisse il participio sia che lo precedesse (due esempi novecenteschi: "Gioele Sanna fino a poco tempo prima aveva frequentata la casa", Deledda, L'incendio nell'oliveto; "dopo che mi ebbe portati i saluti della madre", Levi, Cristo si è fermato a Eboli).
[19]
Non ci sono spiegazioni logiche (almeno non immediate) del fenomeno di "fossilizzazione del participio" (Rohlfs) nell'italiano contemporaneo: lo si può soltanto registrare in sede di linguistica descrittiva e decretarne l'accettabilità o meno in sede di grammatica normativa.
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Alessandro Aresti
[21]
Silvia scrive:
[22]
8 settembre 2009 alle 17:39
[23]
domanda: "alibi per un delitto" o "alibi di un delitto"? ho usato la seconda espressione, ma è stata contestata da una commissione, dicendo quella corretta invece è la prima. chi ha ragione?
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grazie
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linguista scrive:
[26]
8 settembre 2009 alle 17:59
[27]
L'espressione corretta è "alibi per un delitto".
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Massimo Arcangeli
[29]
Maria scrive:
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10 settembre 2009 alle 16:25
[31]
Buongiorno, avrei una domanda.
[32]
Ci troviamo in cortile e vogliamo guardare all'interno della casa; se si vuole usare la parola "finestra", come si potrebbe dire?
[33]
"Guardiamo dalle finestre" no, perchè allora ci troviamo già in casa e guardiamo fuori.
[34]
"Guardiamo nelle finestre" non mi pare appropriato....
[35]
Forse meglio non usare il termine finestre?
[36]
In questo caso, come si potrebbe dire?
[37]
"Guardiamo in casa/all'interno della casa", senza specificare attraverso le finestre?
[38]
La ringrazio in anticipo.
[39]
linguista scrive:
[40]
10 settembre 2009 alle 16:32
[41]
Meglio usare, effettivamente, "Guardiamo in casa/all'interno della casa" o altre espressioni simili.
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Massimo Arcangeli
[43]
Elio scrive:
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10 settembre 2009 alle 16:33
[45]
Ben fatto ed utile quanto riportato.
[46]
Ma non indicate come fare per porvi un quesito.
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Gradirei conoscere come si accorda l'articolo nelle parole composte per es: "il cacioricotta " o "la cacioricotta"?
[48]
Qual'è la regola?
[49]
PERRELIO
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linguista scrive:
[51]
10 settembre 2009 alle 17:09
[52]
Prendiamo proprio il caso di "cacioricotta".
[53]
Qual è la "testa" del composto?
[54]
Se consideriamo tale "cacio" useremo l'articolo maschile ("il cacioricotta", il tipo più diffuso, che sarebbe come dire un formaggio-ricotta), se invece attribuiamo questa funzione a "ricotta" ricorreremo a quello femminile ("la cacioricotta", che sarebbe una ricotta-formaggio).
[55]
Il composto in questione è del tipo N + N (nome + nome) e i due costituenti sono coordinati l'uno rispetto all'altro.
[56]
In altri casi i due nomi del composto possono essere l'uno subordinato all'altro; a prevalere, allora, è il genere del termine reggente: "il fondovalle" (= il fondo della valle), con testa a sinistra; "lo scuolabus" (= il bus che serve per andare a scuola), con testa a destra.
[57]
Massimo Arcangeli
[58]
Chiara T. scrive:
[59]
11 settembre 2009 alle 06:21
[60]
Buogiorno, ecco la mia domanda:
[61]
l'uso del "lei" maiuscolo nelle lettere formali è ormai desueto o è sempre consigliabile?
[62]
E si mantiene la maiuscola quando il "lei" e derivati si trovano all'interno della parola, es.
[63]
"desidero informarLa"?
[64]
La ringrazio in anticipo.
[65]
Chiara
[66]
linguista scrive:
[67]
11 settembre 2009 alle 07:26
[68]
Con la pervasiva diffusione della posta elettronica (meno propensa, rispetto a quella tradizionale, al ricorso a tratti stilistici formali) la maiuscola, nei casi da lei segnalati, ha visto progressivamente ridursi la sua presenza anche in contesti che, fino a non molti anni fa, l'avrebbero richiesta.
[69]
Non stiamo comunque parlando di comportamenti grafici desueti.
[70]
Si tratti di una lettera tradizionale, o di una e-mail, può continuare tranquillamente a usare "Lei" se la formalità lo esige; lo stesso vale per "La" all'interno di parola (anche se, in questo caso, personalmente rinuncerei).
[71]
Massimo Arcangeli
[72]
Maria scrive:
[73]
11 settembre 2009 alle 08:36
[74]
Grazie per la risposta al mio precedente quesito.
[75]
Avrei altri due dubbi:
[76]
1- In una casa, come viene chiamato il bagno composto solo dal wc e al massimo da un piccolo lavandino?
[77]
Io direi sempre bagno ma di sicuro c'è un termine più preciso che non riesco a trovare.
[78]
2-In cucina, l'elettrodomestico composto da forno+piano cottura si chiama solitamente cucina a gas.
[79]
Ma se il piano cottura è misto (in parte a gas, in parte elettrico)?
[80]
La ringrazio nuovamente.
[81]
linguista scrive:
[82]
11 settembre 2009 alle 10:06
[83]
Al secondo quesito risponderei senz'altro "piano cottura combinato".
[84]
Quanto al primo, se non le piace "bagno" (che si potrebbe tranquillamente adoperare, come "toilette" o "stanza da bagno"), può ricorrere a un più formale "servizi igienici"; alcuni riservano comunque all'insieme di wc (più tecnicamente: "vaso sanitario") e lavandino il termine "gabinetto", comunemente usato per indicare una generica stanza da bagno.
[85]
Massimo Arcangeli
[86]
Chicco scrive:
[87]
11 settembre 2009 alle 14:15
[88]
Salve, dalle mie parti si usa l'espressione "bell'e che fatto".
[89]
Ora so che si può dire "bell'e fatto", ma non so se sia italiano anche quel "che", oppure se si tratta di un tratto dialettale tipico della mia zona.
[90]
Grazie
[91]
linguista scrive:
[92]
11 settembre 2009 alle 15:06
[93]
L'italiano esigerebbe "bell'e fatto" (o "bello e fatto"), confortato anche dalla nostra migliore tradizione letteraria.
[94]
Sempre più spesso, tuttavia (anche in conseguenza di spinte locali), capita di sentir dire o di veder scritto "bell'e che fatto" (o "bello e che fatto").
[95]
Sebbene le due forme non siano sempre intercambiabili, e il tipo con il "che" abbia dalla sua una maggiore espressività, eviterei di usare "bell'/bello e che fatto" nella scrittura formale o di tono più sostenuto.
[96]
Massimo Arcangeli
[97]
riccardo scrive:
[98]
12 settembre 2009 alle 16:30
[99]
Ho un dubbio sulla parola apporto per indicare un suppoto morale .
[100]
E'forse meglio usare appoggio?o si possono usare tutti e due i termini?

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