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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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Rocco Luigi Nichil
[2]
Roberta Donato scrive:
[3]
3 agosto 2009 alle 06:40
[4]
Vorrei avere un chiarimento sull'uso delle preposizioni (semplici o articolate) di moto a luogo.
[5]
E' una domanda che mi e' stata posta da mio marito, che e' lituano, quando iniziava ad imparare l'italiano.
[6]
Esiste una regola che stabilisca se usare 'in' o 'a' nel moto a luogo?
[7]
Per esempio, si dice: 'Vado al mare', pero' 'Vado in montagna'.
[8]
Sembra essere una regola molto forte, perche' non diremmo mai 'Vado alla montagna'.
[9]
Avevo pensato alla possibilita' del moto al luogo circoscritto, ma un controesempio sembrerebbe negare questa possibilita':'Vado al bar', ma anche 'Vado in pizzeria'.
[10]
Come risolvere questo dilemma?
[11]
Esiste una regola che consenta di scegliere quale preposizione usare?
[12]
Grazie per l'aiuto.
[13]
Roberta
[14]
linguista scrive:
[15]
3 agosto 2009 alle 07:12
[16]
Dell'argomento abbiamo già parlato (la rinvio al commento di Simonetta Losi del 13 giugno, ore 14.20; per alcuni casi di stato in luogo, se la cosa può interessarle, può leggere anche la mia risposta a una utente in data 19 luglio, ore 18.15).
[17]
L'unico modo per uno straniero di assimilare le reggenze, ahimè, è la memorizzazione caso per caso (tenendo ovviamente presente che, in genere, abbiamo a che fare con "a" e "in").
[18]
"Vado in chiesa", "Vado al cinema", "Vado a casa": tre casi che diremmo analoghi, tre diverse soluzioni.
[19]
Massimo Arcangeli
[20]
Michele scrive:
[21]
3 agosto 2009 alle 13:58
[22]
Gentilissimi linguisti, sapreste dirmi in quali casi va messa la virgola dopo il punto interrogativo?
[23]
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
[24]
linguista scrive:
[25]
3 agosto 2009 alle 14:15
[26]
La virgola può essere messa solo in casi molto particolari, per esempio quando il punto interrogativo chiude una sequenza di discorso diretto: ""Puoi prendermi il sale?', disse Mario".
[27]
Talvolta, dopo un punto interrogativo, si può usare la minuscola, anziché la maiuscola, ma questa è tutta un'altra faccenda.
[28]
Massimo Arcangeli
[29]
ciano scrive:
[30]
3 agosto 2009 alle 14:26
[31]
Dovendo acquistare una grammatica mi è stato detto che le migliori sarebbero quella di Serianni e la Dardano-Trifone; voi quale consigliereste? qual è quella più completa e affidabile? o ne esistono piuttosto altre migliori?
[32]
linguista scrive:
[33]
3 agosto 2009 alle 15:13
[34]
Sono ottime grammatiche sia quella di Luca Serianni (più ricca e articolata) che quella di Maurizio Dardano e Pietro Trifone.
[35]
Opterei senz'altro per una di queste due.
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Massimo Arcangeli
[37]
Michele scrive:
[38]
3 agosto 2009 alle 15:46
[39]
Gentile prof.
[40]
Arcangeli, la ringrazio per la risposta, ma io non mi riferivo all'uso del punto interrogativo seguito dalla virgola in frasi virgolettate, bensì nei casi in cui dopo il punto interrogativo e la virgola la frase prosegue con la minuscola.
[41]
La ringrazio ancora e mi scusi se nella domanda precedente non sono stato abbastanza chiaro.
[42]
linguista scrive:
[43]
3 agosto 2009 alle 18:23
[44]
Mi deve fare un esempio perché devo capire di cosa stiamo parlando.
[45]
La virgola, dopo un punto interrogativo, non è normalmente consentita dalla norma italiana.
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Massimo Arcangeli
[47]
Michele scrive:
[48]
3 agosto 2009 alle 19:29
[49]
In realtà un esempio non sono in grado di farglielo, perché il mio interrogativo è nato dopo aver letto un pezzo a firma di Francesco Merlo sulle pagine di Repubblica, dove egli subito dopo aver messo il punto esclamativo seguito dalla virgola, prosegue con la minuscola ("E poi, andiamo!, avvocato Gelmini(...)").
[50]
Allora mi sono chiesto se fosse consentita la virgola anche dopo il punto interrogativo.
[51]
Ad esempio, se io scrivessi "non si arrabbi, eh?, stavo solo scherzando", sarebbe errata come forma?
[52]
linguista scrive:
[53]
3 agosto 2009 alle 20:31
[54]
Ecco, quello che lei ha fatto è un esempio concreto.
[55]
In circostanze del genere, che rientrano nei casi particolari di cui parlavo, è senz'altro consentito l'uso della virgola dopo un punto interrogativo (o esclamativo).
[56]
Una interiezione, sia "primaria" ("eh", "mah", "oh", ...), sia "secondaria" ("dai!", "fermo!", "?!", ...), perché si carichi di tutta la sua forza espressiva e, talora, perché non dia adito a dubbi ("eh!" non è lo stesso che "eh?" o "eh!?"), ha bisogno di essere accompagnata da segni di interpunzione come "?", "!" "...", talora ripetuti o variamente combinati.
[57]
Le interiezioni, inoltre, intervenendo spesso nelle pause del discorso, perché, per esempio, rimarcano il fatto che si ha bisogno di prender tempo prima di proseguire ("stavo dicendo, uhm..., ah! , ora ricordo"), possono essere perfettamente equivalenti a una incidentale: una virgola che le isoli può così sottolineare l'attimo di esitazione che abbiamo manifestato prima e dopo averle pronunciate.
[58]
Ora mi pare abbastanza chiaro, eh?, non è d'accordo?
[59]
Massimo Arcangeli
[60]
Michele scrive:
[61]
3 agosto 2009 alle 21:16
[62]
Direi proprio di , chiarissimo, la sua spiegazione è stata esaustiva.
[63]
La ringrazio ancora per il tempo che mi ha dedicato.
[64]
linguista scrive:
[65]
3 agosto 2009 alle 21:20
[66]
Non c'è di che, è sempre un piacere essere utili.
[67]
Torni a scriverci.
[68]
Massimo Arcangeli
[69]
giovanni scrive:
[70]
3 agosto 2009 alle 21:22
[71]
rassegnamoci o rassegniamoci?
[72]
linguista scrive:
[73]
3 agosto 2009 alle 21:30
[74]
La questione è dibattutissima.
[75]
Io continuo a consigliare, per tutti i verbi come "rassegnare", per esempio "segnare" o "sognare", le forme che conservano la "i" ("rassegniamoci", "segniamo", "sogniamo").
[76]
Il motivo è semplice: la desinenza del presente di prima plurale è "-iamo" e mi pare opportuno conservarla.
[77]
Qualcuno, in materia, è però più possibilista.
[78]
Massimo Arcangeli
[79]
ciano scrive:
[80]
5 agosto 2009 alle 01:30
[81]
Su "dei" (plurale di dio) è meglio mettere o non mettere l'accento (dèi) per distinguerlo dalla preposizione "dei"?
[82]
linguista scrive:
[83]
5 agosto 2009 alle 03:10
[84]
Sebbene in italiano l'accento non trovi di regola espressione grafica all'interno di parola (ed è questa la fonte di molti fraintendimenti), è consigliabile utilizzarlo laddove potrebbero nascere delle ambiguità (i cosiddetti omografi): prìncipi / princìpi, àncora / ancòra, àmbito / ambìto, e così via.
[85]
Nella maggior parte dei casi tuttavia, laddove l'accento grafico non sia presente, si potrà dedurre il significato della parola attraverso l'analisi del contesto.
[86]
Mi chiedo allora se sia così frequente la confusione fra la preposizione articolata dei ed il plurale di dio, dei appunto (le due parole fra l'altro non sono omofone, poiché, mentre la prima ha una vocale tonica chiusa [é], la seconda ha una vocale aperta [è]).
[87]
Rocco Luigi Nichil
[88]
Renato Sollima scrive:
[89]
5 agosto 2009 alle 13:28
[90]
Trovo singolare la sorte toccata alle mie righe del 2 Agosto, inviate certamente prima delle 12,30.
[91]
Sono restate a lungo senza risposta con l'indicazione "in attesa di moderazione" e poi ricomparse,sempre senza commento, con l'indicazione oraria 14,30.
[92]
Non volevo invocare provvedimenti di difesa della lingua di antica memoria, ma semplicemente appellarmi alla misura ed al buon senso nella introduzione di termini stranieri.
[93]
Avrei un quesito.
[94]
Chiedo se abbia senso operare una distinzione tra le due espressioni :
[95]
"Notizia priva di fondamento" e "Notizia destituita di fondamento"
[96]
riservando (come faccio io) la seconda soltanto al caso in cui una notizia che avuto credito per un certo tempo venga smentita successivamente da un elemento certo e provato che le toglie, appunto, fondamento.
[97]
linguista scrive:
[98]
5 agosto 2009 alle 14:18
[99]
Caro Renato,
[100]
il suo era un commento perfetto così com'era e toccava peraltro un tema più volte dibattuto in questa rubrica; è questo il (doppio) motivo per il quale non le abbiamo risposto.

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