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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Esiste in italiano?
[2]
Si tratta di un dialettismo?
[3]
Grazie mille!
[4]
linguista scrive:
[5]
2 agosto 2009 alle 14:12
[6]
Potrebbe trattarsi della continuazione locale del termine latino gr?m?u(m), che pure ha dato all'italiano il lemma gremio, voce arcaica e di ambito letterario che significa propriamente 'grembo'.
[7]
Il termine potrà aver mutato significato, magari sotto l'influsso di un altra parola, specializzandosi metaforicamente in 'alveo in cui si trovano delle persone', e poi magari in 'gruppo di persone'.
[8]
Tenga in conto che la parola è presente con un significato simile ('associazione, confederazione'), anche in altre lingue moderne, come il tedesco GREMIUM o lo spagnolo GREMIO.
[9]
Non c'è che dire, l'argomento è interessante e meriterebbe ulteriori approfondimenti.
[10]
Rocco Luigi Nichil
[11]
Renato Sollima scrive:
[12]
2 agosto 2009 alle 14:13
[13]
La lingua è una cosa viva e si evolve con gli errori del linguaggio parlato, spesso derivanti da stupide mode (si veda l'uso di "piuttosto" nelle enumerazioni, di problematica al posto di problema, di argomentazione al posto di argomento, e così via, per apparire più colti).
[14]
Il vero e mortale attacco all'italiano è condotto dai media e dal mondo della pubblicità con il ricorso ingiustificato, indiscriminato e ossessivo a termini inglesi, di cui non viene fatto il plurale e che vengono pronunciati "all'italiana".
[15]
Non risultano immuni da questa ridicola mania la Radio Televisione Italiana, le Poste italiane e -dulcis in fundo- lo Stato italiano, che promulga leggi sulla privacy e non sulla riservatezza, sull'handicap e non sullo svantaggio.
[16]
Se ad ogni novità tecnologica, culturale e di costume una lingua non reagisce coniando nuovi termini e si limita ad inserire parole straniere ,allora questa lingua muore.
[17]
Totobilly scrive:
[18]
2 agosto 2009 alle 14:22
[19]
Il lenzuolo.
[20]
Le lenzuola o i lenzuoli?
[21]
Il dito.
[22]
Le dita o i diti?
[23]
Grazie
[24]
linguista scrive:
[25]
2 agosto 2009 alle 14:24
[26]
Bisogna distinguere.
[27]
Se consideriamo le entità di cui lei parla nel loro complesso diremo "le dita" e "le lenzuola" (le due, superiore e inferiore, che si usano in genere nei nostri letti).
[28]
Se invece facciamo riferimento alle singole componenti userò "diti" e "lenzuoli": "i diti indice e medio"; "non si preoccupi, le cambio entrambi i lenzuoli".
[29]
Massimo Arcangeli
[30]
leonardo scrive:
[31]
2 agosto 2009 alle 14:37
[32]
per indicare l'indumento giubbotto, è sempre più usato il termine "giubbino". ma sui dizionari da me consultati non trovo traccia del medesimo.
[33]
è da considerarsi scorretto l'uso del termine "giubbino" per indicare l'indumento?
[34]
grazie
[35]
linguista scrive:
[36]
2 agosto 2009 alle 14:38
[37]
Assolutamente no.
[38]
"Giubbino" è perfettamente corretto per indicare l'indumento che tutti conosciamo.
[39]
Debora de Fazio
[40]
leonardo scrive:
[41]
2 agosto 2009 alle 14:39
[42]
sempre a proposito di "giubbino".
[43]
La ringrazio per la Sua gentile e sollecita risposta.
[44]
Ma, a parte che trincerarmi dietro al riferimento all'auctoritas - citando quindi la Sua risposta al quesito in questione - come posso difendermi dagli attacchi di chi contrappone che il termine "giubbino" non compare sui dizionari?
[45]
Ancora grazie.
[46]
linguista scrive:
[47]
2 agosto 2009 alle 14:41
[48]
A parte che "giubbino", nei dizionari, compare (probabilmente non lo trova perché, trattandosi di un diminutivo, presumono i vari repertori, non così frequente, si opta non per la "promozione" a voce autonoma ma per l'inserimento sotto la forma da cui deriva, e cioè "giubba"), può sempre rispondere a chi la attacca che "qualunque dizionario non potrà mai contenere l'intero vocabolario di una lingua"; aggiunga, se questo non dovesse bastare a disarmare il suo interlocutore, che "molte voci vengono accolte dai vari vocabolari, anche dai migliori, con colpevole ritardo".
[49]
Massimo Arcangeli
[50]
Elvezia scrive:
[51]
2 agosto 2009 alle 14:50
[52]
Istituto Statale di Istruzione Superiore
[53]
ARCHIMEDE
[54]
Via Cento n.
[55]
38/A 40017 San Giovanni in Persiceto (BO)
[56]
Gentilissimo Prof.
[57]
Le riporto qui sotto il testo del documento di valutazione della condotta della scuola di mio cugino e le chiedo: in italiano si può dire "MOLTO ESEMPLARE"?
[58]
Grazie.
[59]
Elvezia
[60]
VALUTAZIONE E ATTRIBUZIONE DEL VOTO DI CONDOTTA
[61]
(ai sensi del D.P.R. 235/07 e della Nota MIUR 235 prot. 3602/08)
[62]
· VOTO 10 : Comportamento molto esemplare e lodevole per rispetto delle persone,
[63]
dell’ambiente e delle norme scolastiche, nonché collaborativo e attivo nella promozione di
[64]
clima e atteggiamenti positivi all’interno sia del gruppo classe sia della comunità scolastica
[65]
linguista scrive:
[66]
2 agosto 2009 alle 14:51
[67]
No.
[68]
E stavolta è secco.
[69]
Massimo Arcangeli
[70]
Liana Gianfaldoni scrive:
[71]
2 agosto 2009 alle 14:57
[72]
Buongiorno, vorrei conoscere il significato di "educare", "formare", "istruire".
[73]
In particolare vorrei sapere se il termine "educare" comprende anche gli altri duee in che modo si possono far discendere da "educare".
[74]
Forse è più un discorso filosofico che linguistico, ma spero possiate darmi una mano.
[75]
Grazie tante, Liana Gianfaldoni
[76]
linguista scrive:
[77]
2 agosto 2009 alle 15:00
[78]
Il discorso è complesso, ma proverò a riassumerglielo in breve.
[79]
"Educare" suona in effetti come il più generale e generico dei tre (tecnicamente si definirebbe "iperonimo" rispetto agli altri due), perché "formare", propriamente, è educare qualcuno con il proprio insegnamento, le proprie regole di vita, l'esempio della propria condotta, ecc., mentre "istruire" è, semplificando molto, insegnare a qualcuno una determinata materia o attività.
[80]
Quest'ultimo sarebbe perciò, fra i tre, il più specifico (tecnicamente lo diremmo "iponimo" degli altri due).
[81]
Pensi alla progressione "animale", "cane", "bassotto" e la trasformi in "educare", "formare", "istruire".
[82]
Massimo Arcangeli
[83]
Paola Di Bonito scrive:
[84]
2 agosto 2009 alle 15:08
[85]
Gentile linguista
[86]
sono una ricercatrice che si è laureata in Scienze Biologiche negli anni 80. Durante i miei studi universitari di genetica e zoologia per differenziare geni mutanti e animali selezionati da geni e animali preesistenti si utilizzava l’ aggettivo selvatico, ad esempio un gene preesistente in una popolazione si chiamava gene selvatico mentre per indicare l’animale Felis silvestris si diceva gatto selvatico.
[87]
Negli ultimi 10 anni l’aggettivo selvatico anche in ambiti accademici è spesso sostituito da selvaggio.
[88]
Le chiedo, i due termini sono equivalenti ed intercambiabili?
[89]
La confusione deriva dalla necessità di tradurre il termine inglese wild-type o dall’ignoranza degli scienziati?
[90]
Da parte mia non riesco proprio ad abituarmi al virus selvaggio al gatto selvaggio.
[91]
linguista scrive:
[92]
2 agosto 2009 alle 15:15
[93]
Ha perfettamente ragione nel suo rilievo.
[94]
Io terrei a mantenere ben ferma la distinzione fra "selvaggio" e "selvatico", che non sono per niente intercambiabili quando li applichiamo alla biologia o alla medicina.
[95]
E comunque ha ragione; nella letteratura in materia capita spesso di vedere tradotto "wild-type" con "tipo selvaggio", assai probabilmente perché l'accostamento di "wild" a "selvaggio" è più intuitivo e immediato di quello fra "wild" e "selvatico".
[96]
Massimo Arcangeli
[97]
Maria scrive:
[98]
2 agosto 2009 alle 15:40
[99]
Secondo lei, in un contesto scolastico, si dice valutazioni espresse "in numeri" o "in numero"?
[100]
"In lettere" mi sembra logico, ma non con numero.

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