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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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linguista scrive:
[2]
2 agosto 2009 alle 11:56
[3]
Sono corrette entrambe le frasi (e le forme), anche l'impiego di "quale" è considerato di maggiore formalità.
[4]
Sono perfettamente d'accordo con lei circa la sovraestensione nell'uso del pronome relativo "cui" (soprattutto nella lingua parlata e in alcune scritture di tipo medio, per es. quella giornalistica), ma ritengo che non ci tratti di usi scorretti, ma semplicemente di una variante, accettabile a pieno titolo.
[5]
Debora de Fazio
[6]
Salvatore scrive:
[7]
2 agosto 2009 alle 11:58
[8]
In più di una risposta, da parte vostra, ho trovato la congiunzione concessiva "sebbene" usata con l'indicativo.
[9]
Ora, io ho sempre sentito, letto e detto "anche se era stanco, continuò a correre" e "sebbene fosse stanco, continuò a correre".
[10]
Non credete che l'uso sia quantomeno troppo colloquiale per il contesto di un forum linguistico?
[11]
linguista scrive:
[12]
2 agosto 2009 alle 12:13
[13]
Ha senz'altro ragione a fare notare questa brutta caduta di stile.
[14]
Sappiamo bene che le concessive introdotte dalla congiunzione sebbene, se costruite con l'indicativo, tradiscono un certo tono colloquiale; nonostante ciò alcune concessioni al livello più informale non possono che alleggerire una comunicazione che altrimenti rischierebbe di essere troppo sostenuta.
[15]
Non bisogna forse considerare in un atto linguistico anche la variazione diafasica?
[16]
Nel ringraziarla per il gentile pensiero e nel prometterle che in futuro faremo maggiormente attenzione al nostro stile, vorrei chiederle, se non ha altro da fare, di rileggere e ricontrollare anche le altre congiunzioni subordinanti da noi utilizzate.
[17]
La ringrazio anticipatamente.
[18]
Rocco Luigi Nichil
[19]
mariangela scrive:
[20]
2 agosto 2009 alle 12:14
[21]
Salve,
[22]
vorrei sapere se l'espressione "mi fa freddo/mi fa caldo" è corretta o è dialettale (rispetto a "ho caldo/ho freddo")
[23]
grazie
[24]
linguista scrive:
[25]
2 agosto 2009 alle 12:15
[26]
Le espressioni che lei cita non sono dialettali, ma esprimono un valore intensivo/affettivo che quelle standard non posseggono.
[27]
Debora de Fazio
[28]
Fabrizio Perini scrive:
[29]
2 agosto 2009 alle 12:23
[30]
Si dice spegnere o spengere o si possono usare tutte e due le parole ??
[31]
linguista scrive:
[32]
2 agosto 2009 alle 12:23
[33]
La variante "spengere" è un toscanismo, per cui, usandola, non commette un errore, ma usa una forma piuttosto desueta (almeno fuori di Toscana).
[34]
Debora de Fazio
[35]
emanuele scrive:
[36]
2 agosto 2009 alle 12:26
[37]
Potrei sapere che significa in attesadi moderazione???
[38]
linguista scrive:
[39]
2 agosto 2009 alle 12:27
[40]
Se si riferisce al nostro blog, vuol dire che stiamo per risponderle!
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Debora de Fazio
[42]
Valerio scrive:
[43]
2 agosto 2009 alle 12:30
[44]
Si può dire "Ancora non faccio una certa cosa" (per esempio "Ancora non leggo I Malavoglia") o dovrebbe dirsi "Ancora non ho fatto una certa cosa" (per esempio "Ancora non ho letto i Malavoglia").
[45]
Io sono abruzzese e uso spesso il presente, mentre due miei amici toscani mi dicono che andrebbe usato il passato prossimo.
[46]
Grazie
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linguista scrive:
[48]
2 agosto 2009 alle 12:34
[49]
Trattandosi di un'azione che si ritiene conclusa nel passato (in questo caso l'azione del "non leggere") , è preferibile usare il passato prossimo: Ancora non ho letto I Malavoglia.
[50]
Rocco Luigi Nichil
[51]
Andrea scrive:
[52]
2 agosto 2009 alle 12:43
[53]
Al tempo del rapimento di Simona Torretta e di Simona Pari i media (radio, TV e stampa) parlavano delle "due Simone" e non delle due Simona come - credo - sia corretto dire.
[54]
Vorrei il parere del Linguista.
[55]
Grazie.
[56]
linguista scrive:
[57]
2 agosto 2009 alle 12:44
[58]
Talvolta i nomi propri di persona si possono usare al plurale.
[59]
Basti pensare alla storia (e quindi ai due Bruti, ai due Scipioni, ecc.) o alla pubblicità (il panettone "le tre Marie", per es.).
[60]
I plurali dei nomi propri di persona si fanno dunque secondo le regole dei nomi comuni.
[61]
Pertanto restano invariati i nomi propri in –i (Luigi), in -a (Luca), quelli tronchi (Mariù), quelli che escono in consonante (David), e quelli di origine straniera, ormai entrati nell’onomastica nazionale.
[62]
Tuttavia, Luca Serianni osservava qualche tempo fa che, negli ultimi anni, si è notata la tendenza a lasciare sempre invariato il nome (per es. i tre Giuseppe).
[63]
Vero è che in alcuni casi il nome al plurale suona male, e poiché sono oggi ammesse entrambe le possibilità (variabile o invariabile) mentre nell’italiano antico nomi e cognomi erano solitamente variabili l'unica è lasciarsi guidare dalla propria sensibilità linguistica.
[64]
Debora de Fazio
[65]
luisa scrive:
[66]
2 agosto 2009 alle 12:52
[67]
domanda: come si costruisce il plurale dei sostantivi derivanti da lingue straniere? per esempio quelli inglesi prendono la -s oppure non variano?
[68]
grazie!
[69]
linguista scrive:
[70]
2 agosto 2009 alle 12:53
[71]
Il suo dubbio riguarda giustamente il trattamento dei nomi stranieri entrati nell'italiano senza adattamento morfologico, ossia conservando la forma originaria.
[72]
Considerando che, nella maggior parte dei casi, queste parole sono entrate in forma scritta (spesso attraverso l'uso giornalistico), ciò ha determinato che la forma grafica sia risultata predominante su quella sonora.
[73]
I forestierismi di questo tipo, in generale, restano invariati e, specialmente per quelli acquisiti da tempo, non si pone più il problema (per parole come bar, film, tram, nessuno si sognerebbe oggi di usare la -s finale).
[74]
Possono invece riaprire la questione i neologismi e le voci di uso più raro o appartenenti ad un lessico specialistico, che possono ricorrere, soprattutto nella scrittura, con il morfema finale -s, marca del plurale in inglese e in altre lingue europee.
[75]
Proprio la diffusione di questa modalità di formazione del plurale nelle lingue europee presenta però il rischio di poter essere intesa, nella coscienza comune, come la modalità tipica per ottenere un plurale straniero e quindi di essere applicata anche a parole provenienti da lingue che formano invece il plurale in modo diverso.
[76]
Si tratta quindi di considerare, di volta in volta, se il forestierismo che si vuole utilizzare sia acquisito stabilmente e da tempo nell'italiano e in questo caso possiamo lasciarlo invariato, o se invece si tratta di un neologismo recente o di un termine specialistico allora è consigliabile utilizzare il plurale della lingua d'origine.
[77]
Debora de Fazio
[78]
rosmi scrive:
[79]
2 agosto 2009 alle 13:10
[80]
buon giorno, gradirei sapere se l'espressione usata e abusata di "bi partisan" deriva da qualcosa e soprattutto come si pronuncia! grazie e cordiali saluti.
[81]
linguista scrive:
[82]
2 agosto 2009 alle 13:18
[83]
La parola bipartisan deriva da una voce inglese (o meglio angloamericana) che indica 'qualcosa che si riferisce a due partiti'.
[84]
Si parla di spirito bipartisan ogni qual volta si faccia riferimento, in politica, ad una questione che richiede il compromesso fra maggioranza e opposizione.
[85]
Benché le prime attestazioni italiane del termine risalgano agli anni Ottanta, fu nella seconda metà del decennio successivo che la parola ebbe un certo successo "di pubblico".
[86]
Sarebbe improprio parlare di una politica bipartisan in Italia, prima della riforma della legge elettorale del 1993 e delle elezioni del 1994, che di fatto suddivisero il mondo politico nostrano in due schieramenti.
[87]
Nel 1997, quando il termine conobbe una certa fortuna, si era al tempo della famosa commissione bicamerale, che, sotto la guida dell'On.
[88]
D'Alema e con il beneplacito dell'On.
[89]
Berlusconi, avrebbe dovuto sanare i contrasti fra i due schieramenti e, come ispirata da un nuovo afflato costituente, avanzare alcune importanti riforme.
[90]
Parlarono di spirito bipartisan i maggiori politici.
[91]
Quello che ne venne fuori, tuttavia, dimostrò quanto effimero possa essere il significato di una parola.
[92]
Nel Sabatini-Coletti il termine risulta un anglicismo non acclimatato, e presenta la pronuncia inglese [baI'p?:tIz?n] (l'apice (') indica che l'accento cade sulla sillaba successiva e i due puntini (:) segnalano la lunghezza della vocale precedente): la resa fonica sarà qualcosa come BAIPAATISEN.
[93]
Per altri versi c'è chi consiglia vivamente, come il linguista Giorgio De Rienzo, una pronuncia italianizzata del termine (molto simile all'italiano bipartitismo): in quest'altro caso si avrà [bi'partisan].
[94]
In assenza di ulteriori precisazioni, entrambe le pronunce paiono essere valide.
[95]
Rocco Luigi Nichil
[96]
Mario scrive:
[97]
2 agosto 2009 alle 14:00
[98]
Vivo in Ticino (Svizzera) e qui usiamo con una certa frequenza - sia nella lingua parlata, sia nella lingua scritta - il sostantivo "gremio" inteso come gruppo di persone: in quel gremio si è discusso..., un gremio di autorevoli specialisti...
[99]
Finché un giorno un ospite italiano mi chiese cosa significasse tale parola perché lui non l'ha mai sentita e sul vocabolario non la trova (cosa che ho effettivamente constatato anch'io).
[100]
Mi potete dire qualcosa in proposito?

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