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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Lia scrive:
[2]
1 agosto 2009 alle 16:50
[3]
Si sente sempre più spesso pronunciare "mentre invece", che mi è stato insegnato essere un errore al pari di "siccome che", ecc.
[4]
Chi ha ragione?
[5]
Grazie
[6]
linguista scrive:
[7]
1 agosto 2009 alle 16:54
[8]
"Siccome che", mi raccomando, cerchi di evitarlo.
[9]
"Mentre invece", soprattutto quando le due forme sono intervallate da altri elementi, sono ormai di casa nell'italiano parlato e, talora, anche nello scritto (dove però mi sentirei di sconsigliarlo in tutti i casi).
[10]
Massimo Arcangeli
[11]
Luigi scrive:
[12]
1 agosto 2009 alle 16:55
[13]
Verbo "sopravvivere": a me piace più "sopravvivrò", ma sento quasi sempre "sopravviverò".
[14]
Posso usare la forma che preferisco o è errata?
[15]
Un accento ballerino: Nel presente indicativo del verbo "destinare", dove metto l'accento?
[16]
linguista scrive:
[17]
1 agosto 2009 alle 17:02
[18]
La forma che lei predilige è addirittura quella grammaticalmente più giusta (dati "vivrò, vivrai, vivrà..." e non "viverò...").
[19]
Quanto all'accento del presente indicativo di "destinare": "destìno".
[20]
Massimo Arcangeli
[21]
Luigi scrive:
[22]
1 agosto 2009 alle 17:02
[23]
Grazie mille!
[24]
Alessandra scrive:
[25]
1 agosto 2009 alle 17:03
[26]
Vivo in Messico da molto tempo e qui siamo bombardati dalle troate doçi marketing piú diaparate.
[27]
UNa cosa che no sopporto é il cambio e la confusione che in america si crea sul significato delle parole.
[28]
Per esempio qui se chiedi un latte ti portano un caffelatte, una moke é caffe con cioccolato e vari errori e cambi arbitrari di una lingua precisa, la nostra, solo per poter vendere a piú cariço prezzo un prodotto giá conosciutissimo.
[29]
Possibile che non esiste nessun organo che freni questa minaccia di cambiare la lingua con giustificazioni finanziarie?
[30]
linguista scrive:
[31]
1 agosto 2009 alle 17:06
[32]
Un organismo di "tutela" potrebbe essere senz'altro utile, purché a fini di monitoraggio (o poco più) e non a carattere dirigistico.
[33]
Qualcosa il passato dovrà pure averci insegnato.
[34]
Massimo Arcangeli
[35]
Andrea scrive:
[36]
1 agosto 2009 alle 17:08
[37]
Mio figlio di 7 anni mi chiede "Papà perché Maria si legge in un modo e Mario in un altro - intendendo l'accento diverso- ed invece Dario e Daria sono uguali? Non si dovrebbe dire Marìo o Mària? (spero di aver scritto bene!)
[38]
grazie
[39]
linguista scrive:
[40]
1 agosto 2009 alle 17:15
[41]
Se l'italiano, come fa in genere per le forme identiche diversamente accentate ("subìto" e "sùbito", "ambìto" e "àmbito", ecc.), distinguesse graficamente anche forme diverse come "Mario" e "Maria" dovremmo scrivere: "Màrio" e "Marìa".
[42]
Ma non lo fa.
[43]
Massimo Arcangeli
[44]
Filippo scrive:
[45]
1 agosto 2009 alle 17:17
[46]
Ho una vera idiosincrasia per la parola "problematica-problematiche".
[47]
Esiste in italiano?
[48]
Non sarebbe sufficiente limitarsi a "problema-problemi"?
[49]
linguista scrive:
[50]
1 agosto 2009 alle 17:18
[51]
In linea di massima sono d'accordo con lei.
[52]
"Problematica" rientra fra quelle che una linguista, anni fa, definì "parole di plastica".
[53]
L'italiano potrebbe anche farne tranquillamente a meno e, tuttavia, stiamo parlando di termini molto diffusi e combatterli non produrrebbe gli effetti sperati.
[54]
Massimo Arcangeli
[55]
lucia scrive:
[56]
1 agosto 2009 alle 17:19
[57]
i sostantivi in lingue straniere utilizzati correntemente in italiano (sport, performance, nuance, elite ecc.) rimangono sempre invariati al plurale (e non diventano quindi sports, performances ecc.)?
[58]
grazie
[59]
linguista scrive:
[60]
1 agosto 2009 alle 17:27
[61]
Se si tratta di termini sufficientemente diffusi nella nostra lingua è meglio mantenerli invariati al plurale.
[62]
Massimo Arcangeli
[63]
Yuri scrive:
[64]
1 agosto 2009 alle 17:50
[65]
Sui giornali e in televisione si usano sempre più spesso espressioni come "ultimissime", "più intimo", "più estremo".
[66]
Aggettivi derivati da preposizioni latine come ultimo, primo, estremo, intimo eccetera non sono già di grado superlativo assoluto?
[67]
Chi può essere più ultimo dell'ultimo?
[68]
linguista scrive:
[69]
1 agosto 2009 alle 17:59
[70]
Ultimo e primo non contemplano la possibilità di una modificazione della propria intensità, misura, ecc.
[71]
(quale si ottiene col superlativo) per una ragione "logico-semantica" (qualcuno o qualcosa non può essere "più primo" o "più ultimo").
[72]
Quanto a intimo e estremo, nessuno li percepisce più come superlativi (del resto, quali sarebbero le basi?): quindi una censura delle relative forme superlative (es.: "gli raccontò i particolari più intimi") non è pensabile.
[73]
Tuttavia, estremo non ammette gradazioni quando viene usato nel significato di "ultimo" (e qui vale quanto già detto), come nella frase "gli diede l'estremo saluto".
[74]
Alessandro Aresti
[75]
Alessandro V. scrive:
[76]
1 agosto 2009 alle 18:21
[77]
Qual è il plurale della parola "estratto conto"?
[78]
Sento spesso dire "estratti conti", è corretto?
[79]
Grazie.
[80]
linguista scrive:
[81]
1 agosto 2009 alle 18:21
[82]
Estratti conto.
[83]
Alessandro Aresti
[84]
Biagio scrive:
[85]
1 agosto 2009 alle 18:27
[86]
nella proposizione concessiva il modo del verbo dipende dal tipo di congiunzione subordinante che la introduce?
[87]
Per es. l'uso di congiunzioni
[88]
come "sebbene" "quantunque" prevede il congiuntivo, mentre l'uso della congiunzione "anche se" prevede l'indicativo?
[89]
mi illumini, grazie!
[90]
linguista scrive:
[91]
1 agosto 2009 alle 18:29
[92]
, con "anche se" e "con tutto che" è previsto l'indicativo ("non l'ho visto, anche se eravamo entrambi nello stesso posto").
[93]
Alessandro Aresti
[94]
Massimo scrive:
[95]
1 agosto 2009 alle 18:32
[96]
Mi fa accapponare la pelle l'utilizzo del verbo auspicare in forma riflessiva ("mi auspico che..."), anche da parte di soggetti che si suppone abbiano ricevuto una istruzione superiore (i politici, per es.).
[97]
Cosa ne pensate?
[98]
linguista scrive:
[99]
1 agosto 2009 alle 18:39
[100]
Non esiste una forma pronominale del verbo "auspicare".

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