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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Sia la dislocazione a destra che quella a sinistra (cioè, relativamente al nostro esempio: "La macchina ce l'hai?") sono del tutto accettabili nell'italiano corrente; dunque il pronome, che nel primo caso precede il nome a cui fa riferimento (lo si definisce, tecnicamente, "cataforico"), nel secondo caso, invece, lo segue (è detto, in questo caso, "anaforico"), è "ripetizione" consentita.
[2]
Massimo Arcangeli
[3]
Lazza scrive:
[4]
10 luglio 2009 alle 13:23
[5]
Nella canzone di Tiziano Ferro, "Ti voglio bene", un passaggio fa così:
[6]
"E in quanto a te so solo che se ti vedessi / Sarei più stronzo di ciò che ti aspettassi"
[7]
Non dovrebbe essere "aspetteresti"?
[8]
Penso che abbia sbagliato verbo per tentare di rimare meglio...
[9]
linguista scrive:
[10]
10 luglio 2009 alle 15:39
[11]
Certamente l'esigenza di far (quasi) rimare vedessi con aspettassi ha favorito l'uso del congiuntivo, che in linea generale non sarebbe sbagliato in questo tipo di relative.
[12]
La struttura sintattica del passo è però abbastanza articolata: troviamo un periodo ipotetico (che funge da completiva rispetto al verbo principale so), un comparativo di maggioranza nell'apodosi (più stronzo) e infine una relativa con funzione di comparativa.
[13]
Se la relativa al congiuntivo figurasse in una proposizione principale non avremmo dubbi sulla sua accettabilità: È stato più cattivo di quel che mi aspettassi.
[14]
Potremmo anche optare per l'indicativo o per il condizionale: È stato più cattivo di quel che mi aspettavo, È stato più cattivo di quel che mi sarei aspettato.
[15]
L'alternanza tra congiuntivo, indicativo e condizionale nelle relative che formano una comparativa esplicita è ben tollerata, anzi caratterizza l'italiano sin dalle fasi più antiche.
[16]
Tuttavia, nel caso specifico, il contorno sintattico in cui è calato il costrutto comparativo rende le cose più difficili: la comparativa rappresenta infatti una subordinata di terzo grado.
[17]
In questi casi non è raro che si verifichi una sorta di attrazione modale, e cioè che il verbo più vicino (in questo caso il condizionale presente sarei) influenzi la selezione del verbo della proposizione successiva: per questo nella relativa il condizionale presente risulta l'opzione più naturale.
[18]
Infine, direi che al posto di ciò che sarebbe stato più appropriato l'uso di quel che o quanto.
[19]
Elisa De Roberto
[20]
linguista scrive:
[21]
10 luglio 2009 alle 16:25
[22]
Solo in margine all'argomento "errori nella canzone d'autore", indipendentemente dall'esempio di Tiziano Ferro.
[23]
Si pensi al "Bombarolo" di Fabrizio De André, uno dei nostri più grandi cantautori: "nel scendere le scale / ci metto più attenzione".
[24]
Rocco Luigi Nichil
[25]
Piero scrive:
[26]
13 luglio 2009 alle 10:31
[27]
Col si’ impersonale s'usa solo l'ausiliare essere’: «si sarebbe potuto usare».
[28]
Se un verbo, però, è «riflessivo», si ha essere’ se 'si' è proclitico e 'avere' se è enclitico («mi sarei dovuto alzare prima»/«avrei dovuto alzarmi prima»).
[29]
Ora, non essendo il verbo usare’ un verbo riflessivo, mi domando se la regola dell’ausiliare coi servili valga per tutt'i clitici (...al si’ impersonale, e non riflessivo’): (quindi) «si sarebbe potuto usare», «avrebbe potuto usarsi».
[30]
Ringrazio anticipatamente!
[31]
linguista scrive:
[32]
13 luglio 2009 alle 12:39
[33]
Il si impersonale seleziona di regola il verbo essere come ausiliare, a prescindere dalla presenza di un verbo servile.
[34]
Prendiamo le frasi seguenti:
[35]
Qui si è potuto lavare : la presenza dell'ausiliare essere e di conseguenza del si proclitico permette di interpretare l'espressione verbale come impersonale;
[36]
Qui ha potuto lavarsi : la frase è corretta soltanto se ipotizziamo che qualcuno si è potuto lavare / ha potuto lavarsi.
[37]
Riguardo alle frasi con il verbo usare, mi sembra che la seconda opzione (avrebbe potuto usarsi) non si possa intendere in senso impersonale; potrebbe invece essere interpretata come riflessiva in particolari contesti (per esempio nella frase avrebbe potuto usarsi violenza).
[38]
Ovviamente il quadro delineato vale per la fase contemporanea, dato che nei secoli passati l'oscillazione nell'uso degli ausiliari era molto maggiore.
[39]
Elisa De Roberto
[40]
Fausto Raso scrive:
[41]
13 luglio 2009 alle 13:54
[42]
Il lettore Piero sostiene che "alzarsi" è riflessivo, io direi che è "intransitivo pronominale".
[43]
Sono in errore?
[44]
linguista scrive:
[45]
13 luglio 2009 alle 13:57
[46]
Nelle grammatiche il verbo alzarsi è classificato tra gli intransitivi pronominali.
[47]
Rientrano negli intransitivi pronominali, e ne costituiscono anzi la realizzazione più prototipica, i verbi che hanno soltanto la forma pronominale (accorgersi e non *accorgere, arrendersi e non *arrendere...).
[48]
Sono classificati fra gli intransitivi pronominali anche quei verbi che con il pronome assumono un valore intransitivo, come addormentarsi o spaventarsi, e che, pur presentando una corrispondente forma transitiva, mostrano un significato diverso (addormentarsi non significa infatti 'addormentare stesso', ma 'prendere sonno', così come alzarsi non vuol dire 'alzare stesso' ma 'mettersi in piedi').
[49]
Alcuni dizionari non si servono della categoria di "verbo intransitivo pronominale" e definiscono riflessivi verbi come alzarsi e addormentarsi .
[50]
Elisa De Roberto
[51]
Migiro scrive:
[52]
13 luglio 2009 alle 14:39
[53]
Piuttosto che...
[54]
Oggi si sente dire: bianco piuttosto che nero piuttosto che rosso... quando si dovrebbe dire: o bianco, o nero, o rosso.
[55]
Piuttosto che prevede l'uso di un verbo.
[56]
Ovvero: "piuttosto che sposarti, mi faccio prete" E' corretto?
[57]
Nell'analisi del periodo quale tipo di frase introduce?
[58]
linguista scrive:
[59]
13 luglio 2009 alle 14:40
[60]
Nella sintassi del periodo piuttosto che introduce una comparativa di maggioranza o una subordinata avversativa (piuttosto che sposarti, mi faccio prete); suggerisce, cioè, un’idea che, è al contempo, di preferenza di un elemento e di esclusione di un altro.
[61]
L’uso sbagliato di piuttosto che disgiuntivo, cioè al posto di o, è un regionalismo settentrionale da qualche tempo molto in voga.
[62]
Tuttavia, questo è un modo d’uso non solo grammaticalmente sbagliato, ma che può anche generare degli equivoci.
[63]
Di fronte a una frase come: è interessante notare quanti giovani italiani si indirizzino verso le grandi università britanniche piuttosto che verso quelle francesi, chi ascolta, o legge, sarà portato a domandarsi come mai gli studenti italiani disdegnino le università francesi, restando dunque ingannato dall’uso erroneo del piuttosto che .
[64]
Quindi la frase di solito la mattina mi vesto in bianco piuttosto che in nero non è sbagliata in , ma lo è quando nelle intenzioni del locutore si tratta di congiunzione invece che di esclusione.
[65]
Marcello Ravesi
[66]
Francesco scrive:
[67]
13 luglio 2009 alle 15:30
[68]
Buongiorno, potrebbe spiegarmi se la parola "meteo" e' maschile o femminile?
[69]
(si dice "la meteo" o "il meteo"?).
[70]
Ho trovato abbastanza inusuale la dicitura "la meteo" usata dagli svizzeri italiani (ticinesi).
[71]
Grazie per la risposta
[72]
Francesco Mennuti
[73]
linguista scrive:
[74]
13 luglio 2009 alle 15:44
[75]
La forma abbreviata "meteo", nel senso di bollettino meteorologico, è un sostantivo maschile invariabile, quindi "il meteo".
[76]
Marcello Ravesi
[77]
alex dp scrive:
[78]
13 luglio 2009 alle 16:05
[79]
salve, vorrei sapere se la parola "daccordo" può essere usata nelle frasi al presente oppure non esiste proprio questa parola!grazie per la risposta
[80]
linguista scrive:
[81]
13 luglio 2009 alle 16:19
[82]
La forma esatta è "d'accordo", e naturalmente può essere usata nelle frasi al presente: "Io e Marco andiamo molto d'accordo".
[83]
Marcello Ravesi
[84]
Shere scrive:
[85]
13 luglio 2009 alle 16:20
[86]
Salve sono una spagnola molto intrigata per la etimología della parola "Prego" che tanti usi ha nel vostro bellissimo italiano.
[87]
E anche vorrei sapere se esiste una istituzione tipo la nostra Real Academia Española.
[88]
Grazie e scusate degli errori!
[89]
linguista scrive:
[90]
13 luglio 2009 alle 16:38
[91]
Si tratta della prima persona del presente indicativo del verbo pregare (dal latino precari) usata in formule di cortesia di vario genere.
[92]
Può servire come risposta ai ringraziamenti: Grazie, Prego; alle scuse: Scusi le spalle, Prego (come a dire non c’è motivo di scusarsi’); per invitare ad accomodarsi, spesso accompagnata da una gestualità che indica il luogo dove accomodarsi, o anche ad accettare qualcosa, porgendo o mostrando la cosa offerta.
[93]
Secondo alcuni lessicografi si tratterebbe di una formula ricalcata sul tedesco bitte.
[94]
Esiste certamente un’istituzione simile alla Real Academia Española, ed è Accademia della Crusca (vd. http://www.accademiadellacrusca.it/), alla quale, peraltro, l’Accademia spagnola si ispira.
[95]
Marcello Ravesi
[96]
embri-XD scrive:
[97]
14 luglio 2009 alle 01:45
[98]
Quali sono le differenze d'uso e di significato degli aggettivi 'errato' ed 'erroneo'?
[99]
linguista scrive:
[100]
14 luglio 2009 alle 08:34

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