Sentence view

Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


showing 3101 - 3200 of 13210 • previousnext


[1]
Fabio Ruggiano
[2]
Piero scrive:
[3]
24 giugno 2009 alle 19:00
[4]
Gentili linguisti,
[5]
buonasera.
[6]
Non avendo rinvenuto alcun documento in cui si trovi menzione, vi domando quale sia l'origine delle parentesi.
[7]
Se risulta necessario introdurre una parentesi entro un'altra parentesi, l'ordine è il seguente: ([{}])?
[8]
linguista scrive:
[9]
24 giugno 2009 alle 19:10
[10]
L'origine e la storia delle pratiche e delle convenzioni interpuntive è un argomento affascinante.
[11]
Un breve ma completo resoconto si trova in Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli (Laterza, 2003), a cui si rimanda per la ricca bibliografia.
[12]
Le pratiche interpuntive si uniformano solo con l'avvento della stampa, e il primo a fare un elenco dei segni di interpunzione in cui compaiono le parentesi è Orazio Lombardelli, nell'opera L'arte del puntar gli scritti, del 1585.
[13]
Per quanto riguarda il secondo quesito, l'ordine è quello giusto, ma le parentesi graffe sono sconsigliabili, per non rendere il discorso troppo tortuoso.
[14]
Fabio Ruggiano
[15]
Piero scrive:
[16]
24 giugno 2009 alle 21:06
[17]
Grazie molte, gentile Fabio Ruggiano.
[18]
In quanto all'uso del congiuntivo, dal momento che viene citata una disposizione, credo siano preferibili il congiuntivo imperfetto e il congiuntivo presente se la disposizione stessa è ancóra in vigore: «la seconda eccezione è il caso in cui il promittente che beneficiasse di una prestazione, prometta una controprestazione a un terzo».
[19]
Se la disposizione venisse abrogata (o lo fosse già), scriveremo diversamente: «la seconda eccezione era il caso in cui il promittente che avesse beneficiato di una prestazione, avesse promesso una controprestazione a un terzo».
[20]
Alessandro scrive:
[21]
25 giugno 2009 alle 08:10
[22]
Chi lo avrebbe detto o chi lo avesse detto.
[23]
Quale forma è corretta ?
[24]
Grazie
[25]
Alessandro
[26]
linguista scrive:
[27]
25 giugno 2009 alle 08:20
[28]
Dipende dal contesto.
[29]
Il primo è il modo condizionale, il secondo è il modo congiuntivo e sono usati in due situazioni sintattiche differenti.
[30]
Due esempi:
[31]
1) "Chi lo avrebbe detto che quest'anno la nazionale italiana avrebbe fatto fiasco?".
[32]
2) "Non si poteva dire la verità sul sovrano, e chi l'avesse detta sarebbe stato punito con la morte".
[33]
In 1 è espressa una possibilità non realizzata (è implicito che non lo avrebbe detto nessuno).
[34]
In 2 è invece espressa un'eventualità (forse qualcuno avrebbe anche potuto dirla, la verità).
[35]
Yahis Martari
[36]
mauro scrive:
[37]
25 giugno 2009 alle 09:19
[38]
si dice che zio e zia non vogliono mai la doppia: ma ci sono delle eccezioni: come fare a riconoscerle?
[39]
linguista scrive:
[40]
25 giugno 2009 alle 09:30
[41]
Non riesco a capire la domanda; forse può aiutarmi con qualche esempio.
[42]
In ogni caso, le parole come "azione", "milizia", "razione", "viziato" ecc. non presentano mai, dal punto di vista grafico un raddoppiamento del grafema "z".
[43]
Dal punto di vista fonetico, invece, l'intensità è variabile, ma soprattutto in relazione alla regione linguistica di provenienza del parlante.
[44]
Yahis Martari
[45]
Fausto Raso scrive:
[46]
25 giugno 2009 alle 09:31
[47]
A proposito di zio e zia
[48]
Le parole che al loro interno contengono una z sono sempre causa di dubbi amletici.
[49]
Perché, per esempio, pazzia ha due z e direzione, invece, una sola?
[50]
Si ha doppia zeta (zz) davanti a vocale semplice: corazza, pazzo e davanti a parole che derivano da altre che al loro interno ne hanno due: organizziamo (organizzare)
[51]
Si ha una sola zeta (z), invece, davanti a due vocali: azione, abbazia.
[52]
Le eccezioni sono quasi inesistenti: razzìa e pochissime parole derivate da altre che al loro interno ne contengono due per la regola sopra citata: pazzia (da pazzo’); corazziere (da corazza’).
[53]
angelo scrive:
[54]
25 giugno 2009 alle 09:48
[55]
è corretto dire "son dovuto andare" o "ho dovuto andare"?
[56]
linguista scrive:
[57]
25 giugno 2009 alle 09:54
[58]
La questione è stata dibattuta già più volte su questo blog.
[59]
Una delle risposte più complete è 16/06/2009 alle 9:15:36.
[60]
In ogni caso, se deve scegliere rapidamente tra l'una e l'altra alternativa, scelga senz'altro la prima (sono dovuto andare), grammaticalmente più corretta.
[61]
Yahis Martari
[62]
Rossella Ragadini scrive:
[63]
25 giugno 2009 alle 10:15
[64]
Buongiorno,
[65]
Qual e la corretta alternanza di nome/cognome?
[66]
Nell'indirizzo:nome + cognome
[67]
Nella firma: nome + cognome
[68]
In una istanza/domanda dove "Il sottoscritto" è citato o solamente sottinteso, a mio parere la forma corretta è cognome e nome.
[69]
E' vero?
[70]
Grazie
[71]
Rossella Ragadini
[72]
linguista scrive:
[73]
25 giugno 2009 alle 10:16
[74]
Innanzitutto bisogna sempre evitare la firma cognome + nome.
[75]
Poi occorre fare più di una distinzione.
[76]
In un testo non formale e senza elencazioni alfabetiche di nomi, l'ordine è sempre nome + cognome.
[77]
In un testo formale possiamo scegliere tra l'uno o l'altro tipo.
[78]
Però uno degli adagi della sburocratizzazione della lingua degli uffici suona così: "scegliete la forma 'nome + cognome' ogni volta che non avete a che fare con un elenco alfabetico per cognome".
[79]
Yahis Martari
[80]
Carlo scrive:
[81]
25 giugno 2009 alle 10:21
[82]
Sono uno studente del liceo classico e ho questa domanda che mi "assilla" da un di tempo : visto che Calligrafia deriva dal greco (Kalos=bello - Grafia = scrittura ) , sarebbe sbagliato dire "che bella calligrafia" ?
[83]
Grazie anticipatamente , Carlo
[84]
linguista scrive:
[85]
25 giugno 2009 alle 10:33
[86]
.
[87]
La forma preferita da un parlante consapevole della radice della parola - come lei, Carlo - è senz'altro "che bella grafia".
[88]
Però essere consapevoli significa anche sapere chiudere un occhio sulle etimologie, almeno quando l'uso ce lo impone.
[89]
Così dobbiamo tenere in conto che la parola "calligrafia", per chi non ha avuto modo di studiare la questione, significa semplicemente "modo fisico della scrittura".
[90]
E' un processo di "estensione" del significato della parola (bello scrivere > scrivere tout court), che si incontra spessissimo in tutte le lingue.
[91]
Tanto è vero che il dizionario a cura di De Mauro, alla voce "calligrafia", recita:
[92]
1 l’arte di scrivere con caratteri chiari ed eleganti: esercizi di c.
[93]
2 estens., scrittura, grafia: hai una c. illeggibile, avere una bella c.
[94]
Yahis Martari
[95]
Marco scrive:
[96]
25 giugno 2009 alle 10:56
[97]
"Che" spesso regge il congiuntivo: penso che sia una bella giornata.
[98]
Ma se dico "penso/credo che sarebbe interessante andare a quella mostra" commetto un errore?
[99]
Se dico "sapevo che verrebbe" (come in francese je savais qu'elle viendrait") per dire "sapevo che sarebbe venuta" è corretto?
[100]
grazie.

Text viewParagraph view