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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
trovo scritto in un testo universitario:
[2]
e il caso in cui il promittente che avesse beneficiato di una prestazione ,avesse promesso una controprestazione.
[3]
non è piu corretto il condizionale?avrebbe promesso una controprestazione.
[4]
linguista scrive:
[5]
23 giugno 2009 alle 19:12
[6]
Può mandarmi l'intero enunciato da cui ha tratto lo stralcio?
[7]
Massimo Arcangeli
[8]
Maurizio Valente scrive:
[9]
24 giugno 2009 alle 06:30
[10]
Salve, Massimo.
[11]
Spesso si utilizza il termine "informazioni di contatto" per indicare i numeri di telefono, l'indirizzo di posta elettronica e l'indirizzo postale di una persona.
[12]
Ritengo sia un calco dall'inglese (contact information, o contact info).
[13]
A me piacerebbe di più usare il termine "coordinate" (alla francese).
[14]
Qual è la soluzione più elegante secondo lei?
[15]
linguista scrive:
[16]
24 giugno 2009 alle 06:48
[17]
L'espressione "informazioni di contatto", con cui si fa riferimento a tutte le informazioni indispensabili per essere ricontattati da qualcuno (in una e-mail, per esempio, esse si riducono a un semplice indirizzo di posta elettronica), è effettivamente un brutto calco dall'inglese.
[18]
Io non la adopero, ma, bisogna ammetterlo, non è facile sostituirla con una valida alternativa (non si tratta propriamente, o semplicemente, di dati anagrafici o societari).
[19]
"Coordinate" pare anche a me, al momento, la soluzione migliore.
[20]
Massimo Arcangeli
[21]
Caterina Andreacchio scrive:
[22]
24 giugno 2009 alle 06:49
[23]
si dice "lingua e cultura italiana" o "lingua e cultura italiane"?
[24]
linguista scrive:
[25]
24 giugno 2009 alle 07:10
[26]
Le regole generali di accordo vigenti nell'italiano corrente imporrebbero il plurale.
[27]
Tuttavia, in casi come quello che lei segnala, la prassi è di optare per il singolare.
[28]
Basterebbe d'altronde pensare ai nomi con cui vengono designate le varie discipline universitarie di lingue e letterature straniere: "Lingua e letteratura inglese", "Lingua e letteratura tedesca", ecc.
[29]
La ragione di questi usi è presto detta: "lingua e cultura" o "lingua e letteratura", invece di essere correttamente lette come due "teste" distinte, vengono considerate come una "testa" sola (molto forte, evidentemente, è la coesione fra i due elementi avvertita dal parlante o dallo scrivente).
[30]
Massimo Arcangeli
[31]
Maria De Feo scrive:
[32]
24 giugno 2009 alle 11:48
[33]
Buongiorno, potreste spiegarmi, per cortesia, il motivo per cui è esatto scrivere " qual è " e non "qual'è?
[34]
Grazie.
[35]
Maria
[36]
linguista scrive:
[37]
24 giugno 2009 alle 12:28
[38]
L’apostrofo si usa generalmente per indicare un'elisione, mentre l'omissione della e di quale in "qual è" rappresenta un caso di troncamento (o apocope).
[39]
La differenza fra i due fenomeni, foneticamente simili, consiste nel fatto che il troncamento crea forme autonome, che possono essere utilizzate davanti a parole che cominciano sia per vocale che per consonante ("qual è", ma anche "qual buon vento", "qual monte"); l'elisione invece crea forme condizionate dall'iniziale vocalica della parola successiva.
[40]
Per la stessa ragione non si deve usare l'apostrofo con l'articolo indeterminativo "un" davanti ad un sostantivo maschile iniziante per consonante o per vocale ("un cane", "un uccello"), ma solo davanti ad un sostantivo femminile ("un'anima", perché non si può avere *"un ragazza").
[41]
Francesco Lucioli
[42]
mariarosaria scrive:
[43]
24 giugno 2009 alle 14:05
[44]
Salve,
[45]
sento spesso dire da italiani del nord:
[46]
1) Mia figlia ha fatto la febbre, ha fatto la varicella... oppure ho fatto la patente
[47]
Al sud diciamo: ho la febbre, ho avuto la varicella, ho preso la patente
[48]
2)Una mia collega mi ha raccontato: la bambina non mi mangia perchè mi vuole fare la danza ed io non voglio mandarla perché è piccola
[49]
CHE ORRORE!!!
[50]
Grazie Mariarosaria
[51]
linguista scrive:
[52]
24 giugno 2009 alle 14:14
[53]
1) Dire "ha fatto la febbre" è un modo non corretto, ma usato, di dire "ha avuto la febbre".
[54]
2) L'uso del pronome "mi" in "non mi mangia perché mi vuole fare la danza" è un classico esempio di dativo etico, o affettivo, ovvero di indicazione della persona che partecipa emotivamente all'azione.
[55]
E' un uso tipico del parlato, ampiamente attestato, ed è elencato tra i fenomeni morfosintattici dell'italiano neostandard.
[56]
Alberto Sebastiani
[57]
mariarosaria scrive:
[58]
24 giugno 2009 alle 14:20
[59]
Grazie per la risposta precedente.
[60]
Ho un'altra domanda:
[61]
Davanti alla o davanti la?
[62]
Sotto alla o sotto la?
[63]
Dietro alla o dietro la?
[64]
Sopra alla o sopra la?
[65]
linguista scrive:
[66]
24 giugno 2009 alle 14:51
[67]
1) Sono corrette entrambi le locuzioni preposizionali: davanti a casa di Marco; piantare gerani davanti alla casa.
[68]
E' possibile usare anche soltanto "davanti" (es. Davanti San Guido, per citare il Carducci), ma se segue un pronome personale va usata la proposizione a: davanti a noi.
[69]
2), 3) e 4) "Sotto", "dietro" e "sopra" si unirebbero direttamente al sostantivo (sotto la panca, dietro il muro, sopra la panca), ma sono d'uso comune anche "sotto alla", "dietro alla" e "sopra alla".
[70]
Alberto Sebastiani
[71]
luca scrive:
[72]
24 giugno 2009 alle 14:52
[73]
in relazione ad un post precedente,come da lei richestomi, riporto l'intero enunciato:
[74]
a fianco dellla affermazione posta nell'art 1165,si individuano 2 eccezioni:la donazione e il caso in cui il promittente che avesse beneficiato di una prestazione ,avesse promesso una controprestazione a un terzo.
[75]
non è piu corretto il condizionale?avrebbe promesso una controprestazione.
[76]
linguista scrive:
[77]
24 giugno 2009 alle 15:03
[78]
Il modo giusto è il congiuntivo.
[79]
Se elimina la dipendente introdotta dal "che" avrebbe: "e il caso in cui il promittente avesse promesso una controprestazione a un terzo" (che si potrebbe modificare così: "e il caso in cui al promittente fosse venuto in mente di promettere...").
[80]
Non le suonerebbe palesemente scorretta l'alternativa "e il caso in cui il promittente avrebbe promesso una controprestazione a un terzo"?
[81]
Massimo Arcangeli
[82]
marcoaugusto scrive:
[83]
24 giugno 2009 alle 15:05
[84]
In questo difficile momento dobbiamo stargli VICINO.....oppure...dobbiamo stargli VICINI.
[85]
Riferito ad un comune amico.
[86]
linguista scrive:
[87]
24 giugno 2009 alle 15:24
[88]
"Vicino", come anche "lontano", può avere in certi casi sia valore aggettivale che avverbiale.
[89]
Ciò accade anche in locuzioni verbali come "stare vicino" (o "stare lontano"): posso dire cioè "statemi vicini" (dove "vicino" ha valore di aggettivo) ma anche "statemi vicino" (dove "vicino" ha valore di avverbio ed è perciò invariabile).
[90]
Massimo Arcangeli
[91]
Piero scrive:
[92]
24 giugno 2009 alle 18:41
[93]
Nella frase riportata da Luca «a fianco della affermazione posta nell’art 1165,si individuano 2 eccezioni:la donazione e il caso in cui il promittente che avesse beneficiato di una prestazione ,avesse promesso una controprestazione a un terzo» io avrei inserito il congiuntivo imperfetto’ e il congiuntivo presente’ «a fianco della affermazione posta nell’art 1165,si individuano 2 eccezioni:la donazione e il caso in cui il promittente che beneficiasse’ di una prestazione prometta’ una controprestazione a un terzo»...
[94]
linguista scrive:
[95]
24 giugno 2009 alle 18:54
[96]
La sostituzione del congiuntivo imperfetto con il congiuntivo presente è certamente possibile, ma comporta un cambiamento di significato.
[97]
Il congiuntivo imperfetto indica che la prestazione è stata goduta nel passato, e al contempo che la promessa è stata fatta nel passato.
[98]
Il congiuntivo presente sposta gli eventi nel presente.
[99]
La scelta del tempo va confrontata con l'effettivo significato dell'articolo.
[100]
In linea generale si tenga presente che il linguaggio settoriale giuridico è, per sua natura, rigido, in quanto ad ogni variazione linguistica corrisponde una variazione dell'efficacia della norma che si sta descrivendo.

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