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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
12 giugno 2009 alle 16:50
[2]
"Sono dovuta correre via" e "Non sono potuta restare a lungo".
[3]
Veda anche la risposta del 29 maggio alle 13,23.
[4]
Massimo Arcangeli
[5]
Erasmo scrive:
[6]
12 giugno 2009 alle 18:00
[7]
È possibile la combinazione di se + condizionale (anziché congiuntivo) in una frase del tipo: «Non so se terresti volentieri il mio cane per un mese».
[8]
Grazie.
[9]
linguista scrive:
[10]
12 giugno 2009 alle 18:30
[11]
La struttura che segnala è corretta.
[12]
Quel che si vuol dire, in questo caso, è che non si è proprio sicuri che la persona a cui ci si rivolge "terrebbe" volentieri per un mese (un po' troppo, evidentemente) il nostro cane.
[13]
Massimo Arcangeli
[14]
Dario scrive:
[15]
12 giugno 2009 alle 19:00
[16]
Buonasera, vorrei sapere se è più corretto accentare o meno le parole in carattere maiuscolo e poi se l'uso dell'apostrofo prima dell'a capo è ancora considerato scorretto.
[17]
Grazie mille.
[18]
linguista scrive:
[19]
12 giugno 2009 alle 19:42
[20]
Le parole in maiuscolo si accentano come tutte le altre parole (se ho inteso bene la domanda).
[21]
L'apostrofo prima dell'accapo si può anche usare, ma a me personalmente non piace; lo eviterei.
[22]
Massimo Arcangeli
[23]
Alessandro Petrini scrive:
[24]
12 giugno 2009 alle 20:45
[25]
Ho un dubbio di dizione.
[26]
Nel pronunciare la parola "casa", da buon toscano, la mia "s" rimane sorda mentre la maggior parte delle persone che sento utilizzano la "s" sonora.
[27]
Qual è la giusta pronuncia?
[28]
linguista scrive:
[29]
12 giugno 2009 alle 20:52
[30]
La pronuncia corretta è quella con la sorda (del resto l'italiano, ricordiamolo, è di "origine" fiorentina e in fiorentino la "s" di "casa" è appunto sorda).
[31]
Alessandro Aresti
[32]
paolo scrive:
[33]
12 giugno 2009 alle 20:55
[34]
Leggo sul Corriere online:
[35]
Apparso per la prima volta nel 1987, lo pneumatico ...
[36]
Ma non si dice il pneumatico ?
[37]
linguista scrive:
[38]
12 giugno 2009 alle 20:59
[39]
Ne abbiamo già parlato: 5 giugno, ore 12,42.
[40]
Alessandro Aresti
[41]
Annalisa Mattana scrive:
[42]
12 giugno 2009 alle 21:03
[43]
Nelle valanghe di pubblicità elettorale per le recenti elezioni non si contano gli errori e orrori nell'uso della lingua italiana.
[44]
In un volantino per ben 23 volte, dico 23, c'era la virgola tra soggetto e verbo o tra verbo e complemento oggetto!
[45]
Fortunatamente il personaggio in questione appartiene a un partito che non avrei mai votato comunque, altrimenti mi sarei trovata in serie difficoltà...
[46]
Pierluigi scrive:
[47]
12 giugno 2009 alle 21:15
[48]
La pronuncia corretta, o meglio, preferibile della parola "hotel" è hòtel oppure hotèl?
[49]
Io propenderei per la prima ipotesi, derivando la parola dal francesce hòstel e prima ancora dal latino hòspes.
[50]
Al di del caso particolare, qual è il criterio cui ispirarsi nella pronuncia delle parole straniere, per quanto concerne l'aspetto per così dire "metrico"?
[51]
Grazie
[52]
linguista scrive:
[53]
12 giugno 2009 alle 21:16
[54]
Oltre a essere maggioritaria, la pronuncia "hotèl" è anche quella corretta (la parola viene dal francese, lingua in cui, notoriamente, l'accento cade sempre sull'ultima sillaba).
[55]
Per quanto riguarda l'accentazione degli stranierismi, la prassi è quella di (cercare di) restare fedeli alla lingua d'origine: a meno che l'uso, ovviamente, non ne imponga una diversa.
[56]
Alessandro Aresti
[57]
stefano scrive:
[58]
12 giugno 2009 alle 23:55
[59]
buongiorno
[60]
1.vorrei chiedere conferma riguardo alla pronuncia della prima persona del verbo "infervorarsi"
[61]
io direi a orecchio " mi infèrvoro" ma ho già sentito due volte qualcuno dire "mi infervòro", cosa che mi suona sbagliata
[62]
2. similmente io direi "aborrisco", ma ho sentito in tele dire "aborro";
[63]
3. da ultimo qualcuno dice la cosa "mi perplime"; chiederei conferma che trattasi di verbo inventato, mentre dovrebbe dirsi "mi lascia perplesso"
[64]
grazie mille e scusi se ho abusato
[65]
saluti
[66]
stefano
[67]
linguista scrive:
[68]
13 giugno 2009 alle 00:45
[69]
1.
[70]
"Infervóro" (con la "o" chiusa) è pronuncia correttissima, ma attualmente è assai più usata "infèrvoro".
[71]
In questi casi ci si chiede spesso che cosa potrebbe mai avvenire in futuro.
[72]
La prima forma scomparirà del tutto?
[73]
Guadagnerà posizioni a scapito della seconda?
[74]
Sarà quest'ultima alla fine ad avere la peggio, eclissandosi?
[75]
Nessuno può dirlo.
[76]
"Infervóro" avrebbe il sostegno di "fervóre" eppure il suo diretto concorrente è molto più diffuso.
[77]
Un po' quel che è accaduto a "valùto"; sarebbe la forma corretta e avrebbe il conforto del sostantivo "valùta", il consenso generale è tuttavia accordato a "vàluto".
[78]
2.
[79]
Tutte e due le forme sono usabili (se può interessarle, io uso "aborro").
[80]
Siamo di fronte a quei classici casi di "incoativi" (i verbi in "-isco", per intenderci) che prevedono doppie forme più o meno tutte accettabili: "applaudo" e "applaudisco", "inghiotto" e "inghiottisco" e via dicendo.
[81]
3.
[82]
Abbiamo già risposto a questo quesito, ma una coda alla risposta fornita non guasta.
[83]
"Perplimere" era uno di quei bizzarri neologismi coniati - o, vedremo fra un attimo, rilanciati - da Corrado Guzzanti quando indossava i panni di Rokko Smitherson, regista romano televisivo di "filmaggi de' paura".
[84]
La trasmissione era "Avanzi" (correvano i primi anni Novanta), con Rokko che divertiva i telespettori con le sue "metafe" ('metafore') e i suoi "cartoni animali" ('animati', ovviamente).
[85]
Il bello è che questo verbo, che comunque non era nuovo (lo si usava almeno dagli anni Settanta, perlopiù ironicamente), si inserirebbe perfettamente nel sistema italiano: se "reprimere" ha il participio "represso", e "comprimere" quello "compresso", perché non dotare anche "perplesso" del suo regolarissimo, bell'infinito ("perplimere")?
[86]
I dizionari italiani dell'uso non lo registrano, ma questo non significa niente; visto che ancora resiste, come segnalato da più parti, può darsi che prima o poi qualche lessicografo si deciderà finalmente ad accoglierlo.
[87]
Massimo Arcangeli
[88]
Fausto Raso scrive:
[89]
13 giugno 2009 alle 01:35
[90]
Cortese Arcangeli, mi permetta di intervenire su "aborro".
[91]
Questo verbo si può usare sia nella forma transitiva sia nella forma intransitiva, in quest'ultimo caso si costruisce con la preposizione "da": aborro la violenza; aborrisco 'dalla' prepotenza.
[92]
linguista scrive:
[93]
13 giugno 2009 alle 08:58
[94]
Distinzione inutile.
[95]
Se la ritiene bella e funzionale la conservi pure.
[96]
Consideri tuttavia i tanti esempi della nostra tradizione in cui "aborrisco" si trova usato transitivamente: da Tasso a Metastasio ("Aborrisco il tradimento", Romolo ed Ersilia, atto I, scena 4) a Goldoni ("Detesto le bugie e le aborrisco", Il bugiardo, atto III, scena 5).
[97]
Massimo Arcangeli
[98]
Fausto Raso scrive:
[99]
13 giugno 2009 alle 09:00
[100]
Forse non mi sono spiegato bene: sia aborro sia aborrisco si possono adoperare tanto transitivamente quanto intransitivamente.

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