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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
un mistero da svelare: il congiuntivo che viene coniugato da tantissimi al tempo imperfetto quando l'azione auspicata è ancora da compiersi:" che lo dicessero pure!!!!
[2]
"
[3]
mentre io direi :" che lo dicano pure"
[4]
oppure:" che venissero con le loro cose"
[5]
mentre io :" che vengano pure con le loro cose"
[6]
chi ha ragione, chi torto? il mio orecchio mi dice che è più corretto l'uso del presente, ma.... aspetto il suo giudizio
[7]
linguista scrive:
[8]
5 giugno 2009 alle 18:42
[9]
L'utilizzo del congiuntivo imperfetto per rappresentare il congiuntivo volitivo, esortativo e più in generale i congiuntivi indipendenti, è caratteristico dell'Italia centromeridionale, da Roma in giù.
[10]
Francesco Lucioli
[11]
Annalisa Mattana scrive:
[12]
5 giugno 2009 alle 18:44
[13]
Si potrebbe fare una campagna per abolire il "li" nelle date delle lettere (Milano,li 5 giugno...)?
[14]
Mi riferisco soprattutto al fatto che quasi tutti scrivono "", intendendo probabilmente "proprio in quel posto"!
[15]
Io suppongo che si tratti di una forma antiquata dell'articolo "i" (sottintendendo "giorni"),ma come fare a farlo capire?
[16]
Rimando le lettere corrette al mittente?
[17]
linguista scrive:
[18]
5 giugno 2009 alle 18:57
[19]
Ha perfettamente ragione, sia sull'origine di "li" (l'italiano arcaico aveva anche questa forma oltre a "i" e "gli"), sia sulla necessità di abolire del tutto l'articolo (o semmai di sostituirlo con l'articolo maschile singolare "il").
[20]
"" è un vero e proprio errore, ma non so se le conviene rimandare le lettere corrette al mittente: dipende dal tipo di mittente e di lettera.
[21]
Francesco Lucioli
[22]
Simone scrive:
[23]
5 giugno 2009 alle 18:58
[24]
Innanzitutto complimenti, è meritoria l'iniziativa quanto la paziente dedizione e la competenza con cui la portate avanti.
[25]
Ho una domanda che si riallaccia a una risposta già data in merito all’uso, da alcuni ritenuto ormai accettabile, di ma però.
[26]
È chiaro, naturalmente, che nel linguaggio scritto, in particolare quando il registro linguistico è almeno medio, l’uso di ma però, se non scorretto, è comunque ancora inaccettabile.
[27]
Che cosa ne pensate, allora, di ma invece o di ma al contrario?
[28]
In una frase come questa, per esempio: disse che aveva deciso di fare così, ma i suoi occhi, invece, e i suoi gesti, rivelavano che era incerto Immagino bene che la frase sia grammaticalmente più che accettabile, ma mi interessa una valutazione di gusto: suona bene all’orecchio di un linguista, o stride anche solo leggermente?
[29]
Il fatto che ma sia distante da invece concorre a rendere la frase più elegante (ma invece mi continua a sembrare quantomeno sgraziato)?
[30]
Grazie.
[31]
p.s.
[32]
Dovreste forse correggere, almeno ogni tanto, gli errori di chi si interroga su una raffinata distinzione lessicale chiedendo qual’è la versione giusta.
[33]
linguista scrive:
[34]
5 giugno 2009 alle 19:08
[35]
Innanzi tutto grazie per i complimenti, sempre ben accetti, e per i suggerimenti: facciamo del nostro meglio per rispondere a tutti e in tempi brevi, ma siete in molti e non riusciamo sempre a correggere eventuali refusi (dovuti quasi esclusivamente, ne siamo certi, alla fretta di chi scrive desideroso di sapere).
[36]
Veniamo alla risposta.
[37]
Più che all'orecchio di un linguista le suggerirei di affidarsi alle sue orecchie che mi sembrano veramente ben "allenate": come per il "ma però", è una questione di sensibilità stilistica individuale; anche io tendo a distanziare "ma" e "invece" nello scritto, specie in frasi articolate come quella proposta; ma ci sono casi in cui, soprattutto nella lingua parlata, il costrutto può non risultare necessariamente sgraziato.
[38]
Francesco Lucioli
[39]
Rasputin scrive:
[40]
5 giugno 2009 alle 19:09
[41]
Gentile Linguista,
[42]
esiste per caso in italiano una parola con l'accento posto prima della quartultima sillaba?
[43]
Grazie
[44]
linguista scrive:
[45]
5 giugno 2009 alle 19:14
[46]
Sia sulla quintultima che sulla sestultima sillaba: si chiamano parole trisdrucciole (come "fàbbricamelo", "comùnicamelo") e quadrisdrucciole ("fàbbricamicelo"), ma sono possibili solo con voci verbali che includano enclitiche.
[47]
Francesco Lucioli
[48]
carlo scrive:
[49]
5 giugno 2009 alle 19:23
[50]
salve, spesso leggo, ahimè anche su repubblica "da'", "fa'" "va'" etc. indicanti la terza persona singolare, mi risulta essere gravissimo errore, in quanto non andrebbe accentato in nessun caso eccezion fatta per l'imperativo.
[51]
conferma ??
[52]
linguista scrive:
[53]
5 giugno 2009 alle 19:36
[54]
Bisogna fare attenzione e distinguere: nel caso della terza persona singolare dell'indicativo presente, "" va obbligatoriamente accentato per distinguerlo dalla preposizione "da"; nel caso di "fa" e "va" non c'è invece possibilità di errori dovuti a omografia (come nel caso di "do", anche per "fa" la confusione con la nota musicale è molto improbabile).
[55]
Per quanto riguarda invece la seconda persona dell'imperativo (e questo vale per "dare", ma anche per "fare", "andare" e "stare") vale la pena ricordare che l'uso scritto novecentesco oscilla tra tre forme: forma originaria senza accento apostrofo ("va a scuola"), forma piena dell'indicativo ("dai le carte") e forma apostrofata ("fa' il bravo"): le ultime due sono dovute alla sostituzione operata dal fiorentino di fine Ottocento nei confronti della forma originaria.
[56]
Francesco Lucioli
[57]
martina scrive:
[58]
5 giugno 2009 alle 19:42
[59]
cortesi linguisti vorrei sapere se l'espressione "due mirti" è corretta o se l'accordo non sia necessario e perché, se possibile.
[60]
grazie
[61]
m.
[62]
linguista scrive:
[63]
5 giugno 2009 alle 19:55
[64]
In generale, i nomi che si riferiscono a prodotti alimentari si adoperano in gran parte quasi solo al singolare (il latte, il grano, etc.); il plurale si utilizza in relazione a singoli tipi di prodotto ("i mieli delle Alpi").
[65]
Di conseguenza, sarebbe più corretto intendere "due mirti" come due differenti tipi di mirto e non come due bicchieri della bevanda (sempre sperando che lei si riferisca alla bevanda e non alla pianta!); nell'espressione "due vini" mi sembra sia ancora forte la percezione di "due diverse bottiglie, due etichette differenti", mentre in "due limoncelli" questa distinzione è forse oggi meno percepibile.
[66]
Francesco Lucioli
[67]
0401 scrive:
[68]
5 giugno 2009 alle 22:00
[69]
Gentili professori Arcangeli e Aresti,
[70]
Solo un'osservazione.
[71]
Credo che sia necessario correggere gli errori ortografici e di punteggiatura dei testi inviati.
[72]
Segnalo, come esempi, la nota di "Demurtas" e quella di "luca".
[73]
Immagino che Loro si astengano dal farlo per un senso di rispetto nei confronti delle "persone", o magari perché sarebbe troppo dispendioso.
[74]
È tuttavia singolare che si pretenda di parlare della nostra lingua madre ignorandone le più semplici norme.
[75]
Sembra che i nostri "studenti in ansia" desiderino solo incassare qualche scempia certezza senza fare alcuna fatica.
[76]
Tutto questo è educativo?
[77]
Un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro.
[78]
linguista scrive:
[79]
6 giugno 2009 alle 00:22
[80]
Ha ragione.
[81]
Cercheremo di farlo di tanto in tanto.
[82]
Massimo Arcangeli
[83]
Roberto scrive:
[84]
6 giugno 2009 alle 00:23
[85]
E' corretto dire "Come pensa che sto?" o "Come pensa che stia" ?
[86]
linguista scrive:
[87]
6 giugno 2009 alle 00:31
[88]
"Come pensa che stia?"
[89]
Massimo Arcangeli
[90]
Francesco scrive:
[91]
6 giugno 2009 alle 08:25
[92]
In un post di ieri Claudia Bussolino ha usato il termine "yoghurt" allo scopo di spiegare un certo utilizzo degli articoli determinativi.
[93]
Ho dei dubbi sulla correttezza della scrittura "yoghurt" in quanto questo termine deriva dal turco "yo?urt" che si dovrebbe pronuciare yoourt.
[94]
In realtà la ? suona come una specie di r gutturale e nel suo insegnamento ai non turcofoni (almeno così hanno fatto con me) si suggerisce di pronunciarla allungando la vocale precedente (è difatti posta sempre dopo una vocale).
[95]
Scrivo questo non per pedanteria ma per denunciare (non so se a torto o a ragione) un errore molto comune e per chiedere come si dovrebbe correttamente traslitterare (e quindi pronunciare per un italiano) il fonema in questione.
[96]
Rimanendo sempre sull'argomento termini di origine straniera, vorrei sapere se esistono indicazioni cruschiane sulla pronuncia, e la scrittura, di parole scritte con caratteri latini ma che contengono lettere, o simboli, non esistenti nella nostra grafia (altro esempio oltre a yo?urt ?evap?i?i, in Italia a volte scritto cevapcici pr. tcevapcici).
[97]
linguista scrive:
[98]
6 giugno 2009 alle 09:31
[99]
Il problema che pone è generale, in quanto investe serie numerosissime di traslitterazioni imperfette o inadeguate.
[100]
Nel caso di "iogurt" (è la variante che preferisco) l'italiano, da quando abbiamo importato la voce, non si è fatto mancare niente quanto a possibilità di scelta, per non parlare delle tante versioni regionali o dialettali esistenti (o esistite) del termine.

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