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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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Le auguro un buon lavoro e La saluto.
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Alla prossima!
[3]
Ida
[4]
Patrizia scrive:
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21 giugno 2010 alle 20:35
[6]
Un dubbio: si scrive così nell''8oo?
[7]
Grazie,per la risposta.
[8]
Patrizia
[9]
linguista scrive:
[10]
21 giugno 2010 alle 20:41
[11]
Sarebbe meglio scrivere "nell'800", rinunciando al doppio segno grafico.
[12]
In alternativa, se parliamo dell'800 per antonomasia, il XIX secolo (ma c'è chi ammette la maiuscola anche per il riferimento all'anno ottocento, avanti o dopo Cristo), può ricorrere alla soluzione "nell'Ottocento".
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Massimo Arcangeli
[14]
emilia scrive:
[15]
21 giugno 2010 alle 20:56
[16]
spesso leggo ho dovuto andare,ma l'ausiliare non si deve concordare con andare?
[17]
linguista scrive:
[18]
21 giugno 2010 alle 21:22
[19]
In casi del genere l’italiano normativo propende senz’altro per sono dovuto andare (diciamo infatti sono andato).
[20]
Attenzione, però, al caso in cui il verbo all’infinito sia essere: ho dovuto essere e non sono dovuto essere.
[21]
Massimo Arcangeli
[22]
Azuleia scrive:
[23]
22 giugno 2010 alle 08:34
[24]
Buongiorno,
[25]
vorrei sapere se con il verbo "nevicare" e "piovere" è possibile utilizzare l'ausiliare essere e/o avere.
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é nevicato - ha nevicato
[27]
è piovuto - ha piovuto
[28]
Grazie
[29]
linguista scrive:
[30]
22 giugno 2010 alle 09:27
[31]
Con i verbi meteorologici (piovere, grandinare, tuonare, ecc.) l'uso dell'ausiliare è oscillante.
[32]
La norma tradizionale prescriveva essere, ma ormai l'uso ha imposto anche avere senza significative differenze semantiche e/o di registro.
[33]
Adoperati metaforicamente con un soggetto grammaticale, questi verbi richiedono in genere avere, tranne piovere e nevicare costruiti con essere ("è piovuta una selva di critiche sul governo").
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Alessandro Aresti
[35]
Francesco scrive:
[36]
22 giugno 2010 alle 16:10
[37]
Salve
[38]
Mi dite quando si dice a terra vs. per terra??
[39]
Mi sembra che siano quasi intercambiabili.
[40]
Esempoio: Se qualcosa cade, cade per o a terra?
[41]
E se nessuno viene a prendere cio' che e' caduto diciamo che rimane per o a terra??
[42]
grazie
[43]
linguista scrive:
[44]
22 giugno 2010 alle 16:15
[45]
I due sintagmi preposizionali (per/a terra) sono praticamente intercambiabili.
[46]
Una tenue differenza potrebbe portare a preferire a terra per il moto a luogo ("sono caduto a terra"), per terra per lo stato in luogo ("sono rimasto per terra"); ma resta il fatto che la preposizione per introduce, oltre che lo stato in luogo, anche il moto a luogo, in senso proprio e figurato (direzione’ come inclinazione’: "partire per Roma, per Parigi", "ha una grande passione per la musica", ecc.); allo stesso modo, a può introdurre un complemento di moto a luogo, ma anche uno di stato in luogo, in senso proprio (in particolare con i verbi di quiete: "risiedere a Milano", "stare a lato", ecc.).
[47]
Le differenze sono quindi assai minime e tendono a sfumare (pensi alle espressioni "sono caduto per terra", "sono rimasto a terra").
[48]
Rocco Luigi Nichil
[49]
Margherita scrive:
[50]
22 giugno 2010 alle 17:52
[51]
buongiorno, ieri mi sono posta un problema che forse mi potete aiutare a risolvere: perchè si dice che un bicchiere (o un piatto ecc...) è infrangibile quando non si rompe, ma che una persona infrange un regolamento (e quindi lo rompe)?
[52]
linguista scrive:
[53]
22 giugno 2010 alle 17:55
[54]
La risposta sta nella storia delle due parole.
[55]
Infrangibile risulta dalla negazione di frangibilis "che si può rompere, spezzare", dal verbo latino frango, is (inf. frang?re) "rompere, spezzare, fracassare", infrangere da infringo, is (inf. infring?re) "rompere, spezzare, infrangere", che è poi passato, per influsso di frang?re, alla forma infrangere.
[56]
Alessandro Aresti
[57]
betty scrive:
[58]
22 giugno 2010 alle 18:00
[59]
Salve,
[60]
come si dice :sono a lavoro o sono al lavoro?
[61]
grazie
[62]
linguista scrive:
[63]
22 giugno 2010 alle 18:20
[64]
Può usare indifferentemente le due espressioni, sebbene la prima (essere a lavoro) indichi innanzitutto l'atto del lavorare in ("sono a lavoro" = "sto lavorando"), piuttosto che il luogo di lavoro; ma anche in questo caso i due sintagmi sono sovrapponibili: "sono al lavoro" = "sto lavorando".
[65]
Rocco Luigi Nichil
[66]
gaia scrive:
[67]
22 giugno 2010 alle 19:04
[68]
salve,
[69]
si dice "ha piovuto" o "è PIOVUTO"?
[70]
GRAZIE
[71]
linguista scrive:
[72]
22 giugno 2010 alle 19:05
[73]
Oggi stesso ho risposto a un quesito sull'ausiliare dei verbi meteorologici.
[74]
Veda sopra.
[75]
Alessandro Aresti
[76]
paola scrive:
[77]
22 giugno 2010 alle 22:24
[78]
sento spesso usare l'espressione "scoppio un palloncino"... non sarebbe più corretto dire:
[79]
"faccio scoppiare un palloncino"?
[80]
linguista scrive:
[81]
22 giugno 2010 alle 22:41
[82]
, il verbo scoppiare è intransitivo, quindi non può reggere il complemento oggetto.
[83]
L'uso transitivo di questo verbo, con il significato di 'fare scoppiare', è da considerarsi obsoleto.
[84]
Fabio Ruggiano
[85]
Ludovica scrive:
[86]
23 giugno 2010 alle 08:54
[87]
Complimenti per questo utilissimo e interessante forum che ho appena scoperto!
[88]
Vivo all'estero e cerco di mantenere il mio italiano leggendo (soprattutto) e conversando (poco) con i connazionali, che mescolano spesso costruzioni, vocaboli, modismi italiani con la lingua locale.
[89]
L'effetto è devastante per la nostra bella lingua e, ho notato, purtroppo abbastanza contagioso.
[90]
Vi scrivo perché leggo sempre più spesso sui giornali italiani "una attività" anziché "un'attività" e questo per moltissime parole inizianti per vocale, che richiederebbero l'apostrofo.
[91]
Sono corrette entrambe le forme?
[92]
Ma "una estesa corrente", "una evidente traccia", "una opera di grande valore", "una opportunità di lavoro", ecc. perché non si apostrofano quasi più?
[93]
E' una questione di stile?
[94]
Vi ringrazio di tutto cuore per una risposta.
[95]
linguista scrive:
[96]
23 giugno 2010 alle 08:56
[97]
Direi di .
[98]
Da grammatica lei avrebbe ragione, la forma al femminile richiede l'apostrofo.
[99]
Ma vedo anche io, sempre più spesso e soprattutto sulla stampa, realizzazioni come quelle da lei citate.
[100]
Credo che sia interpretabile come una spia delle tendenze in atto nella nostra lingua a "mantenere l'integrità delle parole".

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