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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
la frase "ditelo un po'alla maestra che è curiosa di saperlo, cosa abbiamo fatto ieri?" può essere considerato un caso di dislocazione a destra?
[2]
grazie per la risposta!
[3]
linguista scrive:
[4]
18 giugno 2010 alle 17:06
[5]
, il tipo di frase da lei citato può essere considerato di fatto un caso di dislocazione a destra, in quanto pone dopo il nucleo principale della frase (la parte che maggiormente ne viene messa in risalto, costituito dal verbo) un elemento tematico (costituito dalla frase (che) cosa abbiamo fatto ieri’), collegando le due parti attraverso il pronome atono lo’, che in questo caso anticipa e introduce la presenza dell’elemento dislocato; in pratica, semplificando molto, si inverte la comune disposizione degli argomenti di una frase posizionando ciò di cui si parla (topic) successivamente a ciò che se ne dice (comment).
[6]
Bisogna tuttavia sottolineare che più che una dislocazione vera e propria di elementi informativi (come accade più spesso nelle cosiddette dislocazioni a sinistra), casi come questi rappresentano procedimenti di rafforzamento dell’argomentazione, tramite l’aggiunta di elementi che in fondo si sottendono noti ad almeno una parte degli ascoltatori: di fatto la frase diciamolo alla maestra, che è curiosa di saperlo’, in determinati contesti comunicativi, funzionerebbe benissimo anche senza la ripresa dislocata dell’elemento informativo omesso, rappresentato dal pronome clitico.
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Marco Paciucci
[8]
Giovanni scrive:
[9]
18 giugno 2010 alle 22:44
[10]
Tempo fa chiesi una spiegazione sul superlativo assoluto e relativo.
[11]
Es della frase:"Se vuoi diventare agente di commercio,devi fare un fatturato minimo di 1000 euro".
[12]
Giustamente scriveste che era un superlativo relativo perchè c'era una specificazione (di 1000 euro), sufficiente a sottrarre l’espressione al dominio dell’assoluto.
[13]
Potrei sapere in che senso viene inteso"sottrarre al dominio dell'assoluto".
[14]
Forse che esiste un rapporto di confronto quantitativo per via della specificazione quantitativa? grazie
[15]
linguista scrive:
[16]
18 giugno 2010 alle 23:22
[17]
Esattamente.
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Massimo Arcangeli
[19]
giacomo scrive:
[20]
19 giugno 2010 alle 02:48
[21]
salve
[22]
perché "glielo" si scrive tutto attaccato...mentre "te lo" no??
[23]
linguista scrive:
[24]
19 giugno 2010 alle 08:04
[25]
Ancora fino al secolo scorso (Pirandello e D'Annunzio lo attestano) non è difficile incappare in "glie lo", che non è assente nella nostra tradizione letteraria, specialmente dal Cinquecento in poi, e talora è in alternanza con "glielo"; Ariosto, Tasso, Metastasio, Alfieri, Leopardi, fra molti altri, ne presentano esempi.
[26]
In quella stessa tradizione letteraria troviamo anche "tel" ("te lo"), "mel ("me lo"), ven" ("ve ne"), ecc.
[27]
Le ragioni di questa "anomalia" potrebbero essere tante; si consideri, comunque, almeno l'uso manzoniano (nelle tre edizioni del nostro romanzo più famoso c'è sempre "glielo", oltre a "gliene") e il fatto che quel "glie", così come appare scritto (con quella "e", per così dire, in appendice; *"gle" non sarebbe naturalmente possibile, ma si potrebbe non avere, se non ci si riflette un attimo, piena coscienza di tale impossibilità), potrebbe aver indotto il parlante comune a tenerlo distinto da "me", "te", ecc., forme nelle quali la "e" subentra invece semplicemente (nei casi di cui stiamo discutendo, cioè in composizione con un altro pronome: diciamo e scriviamo infatti "te lo", e non *"ti lo", ma in assenza del pronome oggetto a seguire l'italiano corrente esige "ti": "te lo dico in breve"/"ti dico questo in breve") alla "i" di "mi", "ti", ecc.
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Massimo Arcangeli
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Luca scrive:
[30]
19 giugno 2010 alle 20:15
[31]
Si scrive qual'è o qual è?
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Inoltre, qualcun altro o qualcun'altro?
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linguista scrive:
[34]
19 giugno 2010 alle 21:02
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"Qual è" e "qualcun altro" (naturalmente, però: "qualcun'altra").
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Massimo Arcangeli
[37]
Claudio scrive:
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20 giugno 2010 alle 11:55
[39]
Un neologismo è semplicemente un nuovo lemma oppura una nuova parola?
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Mi spiego meglio con degli esempi,la parola "federalismo fiscale" o "conflitto di interessi" o "teoria del conflitto realista"(se fossero state create da poco) sarebbero dei neologismi?
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Oppure no dato che i vocaboli che le conpongono sono già presenti nel vocabolario?
[42]
Un ultima domanda,scusandomi per la banalità..la locuzione "ubriaco fradicio" quando è stata utilizzata per la prima volta era un neologismo?
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Mille grazie per l'attenzione.
[44]
linguista scrive:
[45]
20 giugno 2010 alle 12:21
[46]
Un neologismo - come indica la sua origine di parola composta, dal greco "nèos" (nuovo) e "lògos" (discorso) - è una parola o una locuzione nuova.
[47]
Indica anche la nuova accezione di una parola già esistente, ma che prende nuova vita nella lingua contemporanea.
[48]
Mi sembra il caso, in particolare, di "federalismo fiscale".
[49]
La locuzione "ubriaco fradicio" appartiene piuttosto a un uso metaforico della lingua.
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Simonetta Losi
[51]
tina scrive:
[52]
20 giugno 2010 alle 16:02
[53]
buona sera. si dice: IO mi rifiuto di condividere un link che NON usa...o non USI il CONGIUNTIVO???
[54]
grazie.
[55]
linguista scrive:
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20 giugno 2010 alle 16:25
[57]
Sono corrette tutte e due le forme, con una sfumatura di significato: "io mi rifiuto di condividere un link che non usi il congiuntivo" implica un "se", cioè la possibilità che un link non usi il congiuntivo.
[58]
Purtroppo navighiamo in una rete "inquinata" da moltissimi errori linguistici, ma questo è un altro discorso...
[59]
Simonetta Losi
[60]
daniela scrive:
[61]
20 giugno 2010 alle 16:30
[62]
vorrei sapere se è corretto utilizzare l'ausiliare "essere" per verbi come deragliare, sbandare, straripare in frasi del tipo: "l'auto è finita nel fosso dopo essere sbandata" "il treno è deragliato a causa di un masso sui binari" "il fiume è straripato a causa del maltempo" e simili.
[63]
Vorrei porre anche un'altra domanda: la maestra del mio nipotino sostiene che dire "ho rimasto" invece di "mi è rimasto" oggi è accettato come corretto perchè diventato ormai di uso comune e non più solo dialettale.
[64]
Faccio bene se continuo a correggerlo o devo rassegnarmi?
[65]
Grazie.
[66]
linguista scrive:
[67]
20 giugno 2010 alle 17:04
[68]
L'uso degli ausiliari non segue una regola sistematica.
[69]
Per quanto riguarda i verbi intransitivi si usa "essere" o "avere" tenendo conto di varie considerazioni: se il verbo è o non è di movimento (con altre indicazioni che riguardano il tipo di movimento); se l'azione è effettivamente compiuta, agita dal soggetto oppure se il processo viene subito o sperimentato da questi.
[70]
Alcuni verbi intransitivi possono formare i tempi composti con entrambi gli ausiliari, talvolta assumendo sfumature di significato diverse: è il caso di "deragliare" e "straripare"; per "sbandare", invece, è preferibile (continuare a) usare l'ausiliare "avere" (sebbene alcuni vocabolari e alcune grammatiche ammettano anche "essere").
[71]
Non si rassegni, infine, a correggere "ho rimasto", perché "rimanere" vuole come ausiliare "essere".
[72]
Simonetta Losi
[73]
Fausto Raso scrive:
[74]
20 giugno 2010 alle 20:46
[75]
Mi permetto una piccola aggiunta alla risposta della dr.ssa Losi.
[76]
Per quanto attiene ai verbi intransitivi che indicano un movimento si adopererà l’ausiliare avere se il movimento è fine a stesso: "ieri ho corso sempre"; l’ausiliare essere se si intende mettere in evidenza il risultato dell’azione: "appena appresa la notizia la figlia è corsa subito in ospedale".
[77]
Ida scrive:
[78]
21 giugno 2010 alle 08:11
[79]
Buongiorno,
[80]
vorrei chiedere cortesemente qualche esempio chiarificatore sulle frasi con dislocazione a destra, a sinistra e le frasi scisse.
[81]
Grazie infinite e complimenti per questa bella iniziativa; davvero utile!
[82]
Buon lavoro
[83]
Ida
[84]
linguista scrive:
[85]
21 giugno 2010 alle 12:19
[86]
I procedimenti da Lei nominati servono a mettere in rilievo un costituente della frase, spostandolo in una posizione diversa da quella canonica e dandogli così una prominenza particolare.
[87]
La dislocazione consiste nell'estrarre un elemento della frase e collocarlo esternamente ad essa, alla sua sinistra o alla sua destra; questa "estrazione" lascia come traccia nella frase la presenza di una particella pronominale, che colma il vuoto sintattico e funge da collegamento con l'elemento dislocato:
[88]
Ieri ho mangiato il gelato.
[89]
> Il gelato, l'ho mangiato ieri.
[90]
(dislocazione a sinistra) > L'ho mangiato ieri, il gelato (dislocazione a destra).
[91]
Nella frase scissa l'elemento da evidenziare diventa l'antecedente di una proposizione relativa retta dal verbo essere:
[92]
Mario ha mangiato il gelato.
[93]
> È Mario che ha mangiato il gelato (oppure, in forma implicita È stato Mario a mangiare il gelato.).
[94]
Queste frasi "marcate" fanno parte della comunicazione quotidiana e rivestono un ruolo molto importante; se Le chiedessero Ti andrebbe di mangiare un gelato? e Lei volesse declinare l'invito, è improbabile che risponderebbe con la costruzione canonica Ieri ho mangiato il gelato (che non farebbe necessariamente presupporre l'intenzione di non mangiarne uno anche oggi); più naturalmente le verrebbe da dire L'ho mangiato ieri, il gelato; analogamente, se qualcuno La accusasse di aver finito la vaschetta di gelato che era stata riposta in frigo, non direbbe semplicemente Mario ha mangiato il gelato, ma si scagionerebbe con una frase che sottolineasse il nome del vero "colpevole": È stato Mario a mangiare il gelato!
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Francesco Bianco
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Ida scrive:
[97]
21 giugno 2010 alle 16:34
[98]
Gentilissimo Prof.
[99]
Bianco,
[100]
La ringrazio infinitamente per la Sua risposta così chiara e davvero celere.

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