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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
La parola ???o?
[2]
(al posto di ???o?) esiste?
[3]
Il motivo di tali domande risiede nel video cui rimanda il seguente collegamento: http://www.youtube.com/watch?v=TxGJ6DFocyY .
[4]
Il professore dice: «La simpatia, nel senso greco del termine sympasein’, cioè condividere il pasos’ la sofferenza’ altrui, è molto importante per un medico!».
[5]
Io non ho trovato ricorrenze
[6]
Molto cordialmente,
[7]
Piero
[8]
linguista scrive:
[9]
5 maggio 2010 alle 18:28
[10]
Si tratta della pronuncia non proprio impeccabile della lettera greca theta, o forse solo di una non ottimale qualità dell'audio.
[11]
Alessandro Aresti
[12]
piero scrive:
[13]
5 maggio 2010 alle 19:15
[14]
Molte grazie per la risposta!
[15]
Molto cordialmente,
[16]
Piero
[17]
Luca scrive:
[18]
5 maggio 2010 alle 19:20
[19]
Leggevo in un quotidiano: "ora nel governo un verminaio da far paura." Che tipo di proposizione può definirsi " da far paura"? grazie.
[20]
linguista scrive:
[21]
5 maggio 2010 alle 19:39
[22]
La proposizione iperbolica "da far paura" - che sarebbe potuta comparire anche nella forma ellittica e (ancor più) colloquiale "da paura" - è naturalmente una consecutiva.
[23]
Se si prova a ripristinare, a costo di rendere l'enunciato artificioso e ridondante, il "non detto", la natura consecutiva della frase appare in tutta la sua evidenza: "ora nel governo (è venuto fuori) un verminaio (così grande/disgustoso/ripugnante/ecc.) da far paura".
[24]
Alessandro Aresti
[25]
Tommaso scrive:
[26]
6 maggio 2010 alle 11:39
[27]
"Attraverso queste premesse si auspica ad una partecipazione sempre maggiore da parte della cittadinanza" E' corretto il modo in cui viene utilizzato il verbo auspicare?
[28]
Ho scoperto per caso questo utilissimo sito.
[29]
Complimenti a tutti per il contributo che date alla nostra lingua italiana.
[30]
linguista scrive:
[31]
6 maggio 2010 alle 11:48
[32]
Grazie per i complimenti, innanzitutto.
[33]
La forma sintattica da lei segnalata è errata: "si auspica qualcosa", non "a qualcosa".
[34]
La forma corretta è quindi "si auspica una partecipazione ecc.").
[35]
Yahis Martari
[36]
eunice scrive:
[37]
7 maggio 2010 alle 11:31
[38]
cosa significa l'espressione "chi si è visto si è visto"?
[39]
linguista scrive:
[40]
7 maggio 2010 alle 12:03
[41]
L'espressione "chi si è visto si è visto" è usata per esprimere indifferenza rispetto alle conseguenze di un dato evento.
[42]
Ad esempio, nella frase "Non riesco ad aggiustare il rubinetto; adesso chiamo l'idraulico e chi si è visto si è visto", intendo dire che non mi importa delle eventuali conseguenze che il ricorso a un idraulico potrebbe comportare (durata e costo dell'intervento).
[43]
L'espressione "chi si è visto si è visto" (tautologica se interpretata in modo analitico) permette al parlante di "tagliar corto", cioè di manifestare l'irrevocabilità di quanto affermato.
[44]
Elisa De Roberto
[45]
eunice scrive:
[46]
7 maggio 2010 alle 12:15
[47]
Grazie, Elisa.
[48]
Il testo dove ho letto questa espressione diceva: "Secondo il telegiornale, i ladri hanno approfittato della folla, non sono stati notati dai guardiani, quelli veri, e poi chi si è visto si è visto".
[49]
In questo caso l'espressione serve per indicare che sono scappati via?
[50]
linguista scrive:
[51]
7 maggio 2010 alle 12:22
[52]
Implicitamente, , anche se in senso proprio l’espressione si riferisce, secondo quanto spiegato da Elisa De Roberto, all’indifferenza e alla scarsa intraprendenza di chi avrebbe avuto l’occasione di fermare i criminali.
[53]
Marco Paciucci
[54]
Matteo scrive:
[55]
7 maggio 2010 alle 13:24
[56]
salve, è piu corretto dire sarebbe dovuto essere o avrebbe dovuto essere?
[57]
Sento molte volte in tv la frase 'avrebbe dovuto essere' e mi chiedevo se fosse corretta
[58]
grazie
[59]
linguista scrive:
[60]
7 maggio 2010 alle 13:54
[61]
L'argomento è stato già trattato da Francesco Lucioli in un intervento del 17/06/2009.
[62]
Quando un verbo servile, come dovere, regge l'infinito del verbo essere, sarebbe opportuno usare l'ausiliare avere.
[63]
La frase "avrebbe dovuto essere" è infatti l'opzione consigliata dalle grammatiche normative.
[64]
Elisa De Roberto
[65]
Riccardo scrive:
[66]
7 maggio 2010 alle 14:02
[67]
Buongiorno,
[68]
vorrei saper quale delle due espessioni è quella corretta: "non sapevo che dormiva in salotto" o "non sapevo che dormisse in salotto".
[69]
Gradirei una spiegazione sulle regole da seguire per discernere la forma corretta da quella sbagliata.
[70]
Grazie
[71]
linguista scrive:
[72]
7 maggio 2010 alle 14:33
[73]
L’argomento dell’alternanza e dell’uso del congiuntivo e dell’indicativo in subordinate completive come quella da lei citata è stato trattato più volte nelle nostre risposte; in generale la rimando ai commenti di Francesco Bianco del 10 febbraio e di Massimo Arcangeli del 18 marzo.
[74]
In particolare, possiamo qui ricordare che il verbo sapere, in quanto appartenente all’area semantica legata al giudizio e alla percezione (e quindi, semplificando molto, alla certezza dell’affermazione), contempla di solito nella completiva l’uso dell’indicativo (modo verbale della certezza per eccellenza) nelle frasi di tipo affermativo (so che dormi in camera tua), mentre, come molti verbi dello stesso tipo, può avere nella stessa posizione il congiuntivo nelle forme negative (non sapevo che dormisse in salotto).
[75]
Specialmente nel parlato più informale, l’uso dell’indicativo nella completiva diretta retta da sapere negativo si può tollerare, ma personalmente privilegerei la versione con il congiuntivo.
[76]
Marco Paciucci
[77]
Luca scrive:
[78]
8 maggio 2010 alle 13:40
[79]
L'avverbio "più", ha sempre un valore comparativo o superlativo nella costruzione delle frasi?
[80]
Es: "Non parlo più; non disse più niente".
[81]
In questi casi mi pare non si tratti di comparativi, oppure lo sono ma in forma ellitica? grazie
[82]
linguista scrive:
[83]
8 maggio 2010 alle 14:26
[84]
"Più" non ha sempre valore comparativo o superlativo: è anche e soprattutto un avverbio di quantità che, nel caso di frasi negative come quelle proposte, acquista il valore di "oltre", indicando la fine o l'esaurimento di qualcosa, oppure di un'azione.
[85]
Francesco Lucioli
[86]
paola paolini scrive:
[87]
9 maggio 2010 alle 08:30
[88]
RICHIESTA:
[89]
da Le quattro casalinghe di Tokio, di Natsuo Kirino, Neri Pozza editore, Lydia Origlia traduttrice, pag 383, riga: "finchè avrebbe potuto contare sul denaro di Y....era una pura perdita di tempo".
[90]
Mi sembra che suoni male.
[91]
O la frase è corretta ed è solo una mia impressione e ?
[92]
linguista scrive:
[93]
9 maggio 2010 alle 11:40
[94]
L’assenza di contesto non aiuta a capire esattamente il senso complessivo di quel che s’intende dire.
[95]
Su un piano squisitamente teorico si potrebbe pensare a Finché avesse potuto contare sul denaro di Y sarebbe stata una pura perdita di tempo; ma è solo una remotissima ipotesi.
[96]
Massimo Arcangeli
[97]
paola paolini scrive:
[98]
9 maggio 2010 alle 16:32
[99]
veramente grazie: era proprio quel "piano squisitamente teorico", quello di cui volevo conferma. arrivederci
[100]
Luca scrive:

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