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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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Haude scrive:
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20 aprile 2010 alle 17:08
[3]
Ho spesso un dubbio sull'accordo del participio passato con l'aussiliare avere quando il complemento diretto è messo prima.
[4]
Sono francese, e mi sembra che le regole siano leggermente diverse tra il Francese e l'Italiano.
[5]
Per esempio, nella frase "La ragazza che ho conosciuto ieri...", perché non si dice "conosciutA" ?
[6]
In francese il participio sarebbe accordato al femminile.
[7]
linguista scrive:
[8]
20 aprile 2010 alle 17:30
[9]
In italiano, quando il complemento oggetto, costituito da un pronome personale o relativo, è anteposto ad un verbo composto con l'ausiliare avere (come nel suo esempio), il participio passato può accordarsi in genere e numero, indifferentemente, con il soggetto o con il complemento diretto: ci ha visto o "ci ha visti", la casa che ho comprato" o "la casa che ho comprata". Nella sua frequentazione della nostra lingua, le potrà quindi capitare di ascoltare la ragazza che ho conosciuto ieri, ma anche, sebbene in misura minore, la ragazza che ho conosciuta ieri". Come ricorda Luca Serianni «la possibilità di scelta [...] è esistita da sempre in italiano e le restrizioni talvolta suggerite dalle grammatiche non hanno fondamento» (L. Serianni, Italiano, Milano, Garzanti, 2000, p. 569). Lo stesso autore ricorda come «anche in uno scrittore particolarmente sensibile all'omogeneità linguistica come Alessandro Manzoni si possono cogliere alternative: "le cose che m'hanno fatto" - "le ciarle che avrebbe fatte"; "[gli uomini] si riunivano in crocchi , senza essersi dati l'intesa" - altri passeggeri s'eran fatta una strada ne' campi"». (ibidem, p. 569-570).
[10]
Dal punto di vista diacronico, in effetti, l'uso più tradizionale sembra essere stato quello di accordare il participio col complemento oggetto, a prescindere se questo fosse anteposto o posposto al verbo: "abbiamo scelte le più belle piante" (Pirandello, La vita che ti diedi, II 265); "il Signore Gesù ci ha preceduti nella dimora eterna" (Messale festivo, 314); "le molte udienze che Re Ferdinando gli aveva concesse".
[11]
Al contrario, oggi sembra prevalere la tendenza a lasciare invariato il participio (mancato accordo), quale che sia la posizione del complemento oggetto: "Maria, chi ti ha accompagnato?".
[12]
Tuttavia permane ancora una certa oscillazione nei casi in cui l'oggetto anteposto è costituito da un pronome personale: "Maria, chi ti ha accompagnata?".
[13]
Spero di esserle stato d'aiuto.
[14]
Ad ogni modo, se volesse approfondire l'argomento, la rimando al suddetto volume di Serianni, da cui sono tratte fra l'altro molte delle frasi d'autore qui citate.
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Rocco Luigi Nichil
[16]
Haude scrive:
[17]
21 aprile 2010 alle 10:21
[18]
Grazie !
[19]
La lingua italiana sembra meno rigida nelle sue regole del Francese con la sua sacrosanta "Académie".
[20]
gianna scrive:
[21]
22 aprile 2010 alle 18:55
[22]
Salve...è giusto dire "invitare un caffè"?
[23]
linguista scrive:
[24]
22 aprile 2010 alle 19:31
[25]
Immagino che nel suo quesito ci sia un leggero errore di battitura.
[26]
Nel caso lei avesse voluto scrivere "invitare a un caffè", la frase non sarebbe corretta.
[27]
E' corretto invece "invitare a prendere un caffè".
[28]
Diverso sarebbe se lei avesse voluto scrivere "invitare per un caffè": in questo caso, l'espressione sarebbe corretta, dato il valore finale di quanto retto dal verbo.
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Alessandro Di Candia
[30]
teresa scrive:
[31]
23 aprile 2010 alle 09:00
[32]
egregio professore, vorrei sapere se è più corretto scrivere "è brava la cuginetta!" con l'accento se si tratta di una esclamazione retorica oppure senza, mentre la frase " è allora!" se si scrive con la "E" accentata oppure no. grazie
[33]
linguista scrive:
[34]
23 aprile 2010 alle 10:45
[35]
Se, in entrambi i casi, si tratta di un'esclamazione, si scriverà "eh" (o qualunque altra possibile variante).
[36]
Nel secondo caso, tuttavia, il contesto parrebbe suggerire l'interpretazione "E allora" (ma la stessa cosa, variando quel che c'è da variare, si potrebbe dire anche per il primo).
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Massimo Arcangeli
[38]
claudia scrive:
[39]
23 aprile 2010 alle 17:22
[40]
Buongiorno,
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vorrei sapere se il verbo "resistere" al passato remoto ha due forme e qual è quella preferibile.
[42]
Grazie
[43]
linguista scrive:
[44]
23 aprile 2010 alle 17:44
[45]
il verbo "resistere" al passato remoto presenta, come altri verbi della seconda coniugazione, la forma in -ei, resistei, e la forma in -etti, resistetti.
[46]
Normalmente i verbi con la radice in t preferiscono la forma in -ei, probabilmente per evitare la ripetizione dello stesso suono, ma è solo un orientamento: non c'è una regola che imponga di usare l'una o l'altra forma.
[47]
Fabio Ruggiano
[48]
Lorenzo scrive:
[49]
25 aprile 2010 alle 19:09
[50]
Gentili linguisti,
[51]
molte volte, sia sui libri che in Internet, mi trovo a leggere frasi del tipo: "Gli dei dell'Olimpo".
[52]
Mi chiedevo quale sarebbe la forma più corretta da scrivere per riferirsi ai vari dei di un mito o una religione.
[53]
"gli dei", "gli dèi", "gli Dei" o "gli Dèi"?
[54]
Grazie.
[55]
linguista scrive:
[56]
25 aprile 2010 alle 21:42
[57]
Usi "gli dei".
[58]
Mai abbondare con le maiuscole e gli accenti.
[59]
Massimo Arcangeli
[60]
Marina scrive:
[61]
26 aprile 2010 alle 08:07
[62]
ho un dubbio per analisi logica.
[63]
Nella seguente frase:"La nave parte dal porto di Napoli", "di Napoli" è complemento di specificazione o denominazione?
[64]
grazie
[65]
linguista scrive:
[66]
26 aprile 2010 alle 09:16
[67]
Si tratta di un complemento di specificazione.
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Alessandro Aresti
[69]
Marina scrive:
[70]
26 aprile 2010 alle 10:29
[71]
grazie per la risposta ma è possibile avere una spiegazione più tecnica? ho consultato qualche grammatica ma non ho trovato esempio pratico!
[72]
Marina scrive:
[73]
26 aprile 2010 alle 10:42
[74]
chiedo ancora di risolvere questo dubbio in riferimento alla stessa frase "la nave parte dal porto di Napoli", "dal porto" è complemento di moto a luogo o allontanamento? grazie ancora
[75]
linguista scrive:
[76]
26 aprile 2010 alle 12:09
[77]
Andiamo con ordine: come le ha giustamente risposto Alessandro Aresti, nell'espressione il porto di Napoli, di Napoli è un complemento di specificazione.
[78]
Si sarebbe trattato di complemento di denominazione qualora si fosse detto la città di Napoli, in quanto Napoli è il nome della città; diverso è il caso di il porto di Napoli, in cui il porto, piuttosto, "fa parte" di Napoli.
[79]
Nella frase La nave parte dal porto di Napoli, dal porto è complemento di moto da luogo, perché indica il punto da cui ci si muove.
[80]
Se dicessimo La nave è partita dal porto di Napoli, ha navigato attraverso lo stretto di Messina ed è arrivata al Porto di Catania.
[81]
Ora si trova nuovamente nel porto di Napoli., avremmo un campionario quasi completo dei complementi di luogo: moto da luogo (dal porto di Napoli), moto per/attraverso luogo (attraverso lo stretto di Messina), moto a luogo (al porto di Catania) , stato in luogo (nel porto di Napoli).
[82]
Spero di essere stato sufficientemente chiaro; se così non fosse, ci scriva ancora.
[83]
Francesco Bianco
[84]
Marina scrive:
[85]
26 aprile 2010 alle 12:19
[86]
risposta molto chiara grazie ancora e al prossimo dubbio!
[87]
Marina
[88]
Nadia scrive:
[89]
26 aprile 2010 alle 12:55
[90]
Vorrei sapere se è corretta l'espressione "La maestra ha dato l'assegno dei compiti".
[91]
Grazie
[92]
linguista scrive:
[93]
26 aprile 2010 alle 14:09
[94]
Di dare l'assegno 'assegnare' non ho trovato attestazioni.
[95]
E' una brutta e inutile parafrasi, perciò le suggerisco di continuare ad dire La maestra ha assegnato i compiti.
[96]
Francesco Bianco
[97]
Lucia scrive:
[98]
29 aprile 2010 alle 08:55
[99]
"Non riesco a capire": "a capire" è una proposizione subordinata?
[100]
Di che tipo?

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