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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
linguista scrive:
[2]
20 maggio 2012 alle 15:50
[3]
Significa qualcosa di molto simile: "il più buono che sia possibile".
[4]
Fabio Ruggiano
[5]
Arno scrive:
[6]
20 maggio 2012 alle 15:51
[7]
Chiedo scusa per la mia ignoranza però non posso capire una cosa.
[8]
Diciamo "Mi piace la carne/il pesce" e non diciamo senza articolo "Mi piace carne/pesce" perché "la carne/il pesce" significa una categoria.
[9]
Allora perché si dice "Ascoltare la musica" e "Ascoltare musica"?
[10]
Non dobbiamo usare la stessa regola e dire "Ascoltare LA musica" perché anche essa significa una categoria?
[11]
Grazie.
[12]
linguista scrive:
[13]
20 maggio 2012 alle 16:00
[14]
Si dice "Mi piace la carne/il pesce/la musica" (non si può dire "mi piace musica"), come si può dire "Mangio pesce/il pesce" o "Ascolto musica/la musica".
[15]
La possibilità di non usare l'articolo si applica solo quando il nome massa non è il soggetto del verbo.
[16]
Quando è il soggetto, come, appunto, con il verbo piacere negli esempi riportati, è necessario determinarlo con l'articolo.
[17]
Si osservino anche i seguenti esempi: "Il fornaio cuoce il pane/pane", ma "Il pane è cotto dal fornaio"; mai*"Pane è cotto dal fornaio".
[18]
Fabio Ruggiano
[19]
Arno scrive:
[20]
20 maggio 2012 alle 19:44
[21]
Finalmente ho capito...
[22]
Grazie a Dio e all Dott.
[23]
Ruggiano!!!
[24]
Cordiali saluti dalla Lituania!
[25]
Carmen scrive:
[26]
21 maggio 2012 alle 10:00
[27]
Buonasera,
[28]
l'uso di imparare con un causativo (esempio: fare imparare) è accettabile in italiano?
[29]
La forma "fare imparare qualcosa a qualcuno" è corretta?
[30]
Grazie
[31]
linguista scrive:
[32]
21 maggio 2012 alle 10:17
[33]
L’uso è legittimo.
[34]
Si tenga presente che questo tipo di costrutto presenta una sorta di cooperazione tra il soggetto grammaticale del verbo in funzione causativa ( fare) e quello logico dell’infinito (imparare), poiché il primo determina l’azione del secondo.
[35]
L’azione di imparare non è compiuta dal soggetto di fare, ma è fatta compiere ad altri: io faccio fare qualcosa a Marco > io faccio che Marco impari.
[36]
Marcello Ravesi
[37]
Paolo scrive:
[38]
21 maggio 2012 alle 10:40
[39]
Buongiorno agli amici del linguista e buon inizio settimana.
[40]
Vorrei chiedervi: cosa usare con dietro, retrostante, sottostante, antistante e sovrastante?
[41]
Meglio il/la oppure al/allo/alla?
[42]
Di solito in questi composti ho visto prevalere al/allo/alla.
[43]
Ho letto che dietro si può anche unire direttamente, e tende a reggere il/la
[44]
Quindi:
[45]
1) la ferrovia passa dietro casa mia
[46]
2) la ferrovia passa dietro a casa mia.
[47]
Io preferisco la 1, voi?
[48]
Grazie come sempre,
[49]
saluti
[50]
Paolo
[51]
linguista scrive:
[52]
21 maggio 2012 alle 10:55
[53]
Per questo tipo di preposizioni improprie con valore locativo non esiste un regola generale, l’uso è piuttosto oscillante: dietro si trova più spesso congiunto direttamente al nome (dietro la porta), ma è frequente anche l’uso con la preposizione a; davanti, invece, figura di preferenza nella locuzione preposizionale davanti a (davanti all’edicola), ma non sempre (più raro ma ammissibile davanti l’edicola).
[54]
Per sotto / sopra, e derivati, si preferisce il tipo di costruzione sotto le macerie, ma, specialmente nell’uso parlato, è frequente anche l’uso con a (sopra al tavolino).
[55]
Marcello Ravesi
[56]
Paolo scrive:
[57]
21 maggio 2012 alle 10:56
[58]
Il verbo dedicare può essere usato a mo' di "creato, progettato, sviluppato per"
[59]
1) Il prodotto XYZ è un integratore dedicato agli/per gli sportivi.
[60]
2) Il prodotto XYZ è un integratore dedicato a chi svolge attività sportiva.
[61]
Meglio un'alternativa come sopra, oppure potreste consigliarmi per cortesia un verbo che potrebbe adattarsi al meglio?
[62]
Grazie come sempre,
[63]
saluti
[64]
Paolo
[65]
linguista scrive:
[66]
21 maggio 2012 alle 10:59
[67]
Le alternative da Lei suggerite mi paiono adeguate; e se ne potrebbero aggiungere altre: pensato per, ideato per, ecc.
[68]
Marcello Ravesi
[69]
Paolo scrive:
[70]
21 maggio 2012 alle 11:00
[71]
La ringrazio dott.
[72]
Ravesi per le celeri riposte.
[73]
2 piccole precisazioni: sottostante, sovrastante e simili hanno quindi lo stesso identico "valore" di sopra, sotto e simili, quindi è corretto (e più giusto) dire "sottostante la montagna, retrostante il parcheggio, sovrastante la piazza"?.
[74]
Precisazione 2: non ho capito se il verbo dedicare può essere usato alla stregua di "creato, sviluppato, ideato per".
[75]
Grazie e mi scusi per il fastidio
[76]
Paolo
[77]
linguista scrive:
[78]
21 maggio 2012 alle 11:36
[79]
1.
[80]
Come ho detto, non si può parlare di maggiore o minore correttezza.
[81]
Il tipo un monte sovrastante la vallata, per es., è più diffuso, ma si trova anche lo spazio sovrastante al suolo.
[82]
Per converso, pare più diffuso il tipo il paese sottostante al castello rispetto a quello senza preposizione.
[83]
Il che si spiega con la reggenza dei realativi verbi: "sovrastare qualcosa", "sottostare a qualcosa".
[84]
2.
[85]
Il verbo dedicato a può anche essere usato nel senso di destinato specificamente a.
[86]
Quello che infastidisce è semmai l’uso smodato che se ne fa, probabilmente per influsso del gergo informatico.
[87]
Pertanto ma è una mia opinione personale - sarebbe meglio dotarsi delle alternative che abbiamo già elencato.
[88]
Marcello Ravesi
[89]
Marco scrive:
[90]
21 maggio 2012 alle 11:46
[91]
Scusate se vi chiedo una puntualizzazione, quindi nella frase : Ho mangiato il cibo più buono possibile, l’aggettivo possibile sta a significare come Voi dite "che sia possibile", ma rimane implicito "tra tutti quelli possibili"?
[92]
Vi chiedo questo perchè essendo un superlativo relativo, dovremmo avere un gruppo di confronto come riferimento.
[93]
Grazie
[94]
linguista scrive:
[95]
21 maggio 2012 alle 12:16
[96]
L'assenza di un termine di confronto esplicito è del tutto normale: in italiano.
[97]
In tali casi si considera, come gruppo di riferimento, l'insieme di tutti gli individui di cui fa parte l'elemento considerato.
[98]
Nell'esempio da lei proposto, si considera l'insieme di tutti i cibi che è possibile mangiare.
[99]
Francesco Bianco
[100]
Paolo scrive:

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