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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
che era obbligatorio = proposizione subordinata di primo grado oggettiva
[2]
acquistare nuova merce = proposizione subordinata di secondo grado soggettiva
[3]
Fabio Ruggiano
[4]
Tiziana scrive:
[5]
29 gennaio 2013 alle 07:59
[6]
Il verbo abusare vuole il complemento oggetto diretto o quello indiretto?
[7]
Es. abusare le persone più semplici, oppure abusare delle persone più semplici?
[8]
Grazie.
[9]
Tiziana
[10]
linguista scrive:
[11]
29 gennaio 2013 alle 08:01
[12]
Il costrutto è "abusare di".
[13]
Alessandro Aresti
[14]
Francesca scrive:
[15]
31 gennaio 2013 alle 17:13
[16]
in una traduzione prestigiosa della sat.
[17]
2,1 di Orazio la proposizione ottativa-deprecativa:Peream......nisi optimum erat era resa::Possa morire se non sarebbe meglio.
[18]
Avrei preferito l'indicativo.
[19]
Lei cosa ne pensa?
[20]
linguista scrive:
[21]
1 febbraio 2013 alle 09:19
[22]
Concordano con lei altri traduttori, ad esempio Carlo Carena: "Mi colga mala morte se non era / davvero meglio" (Peream male, si non / optimum erat Serm. 2, 1, 6-7).
[23]
Si tratta di una traduzione più aderente all'originale.
[24]
La scelta del condizionale in luogo dell'indicativo può rappresentare un allontamento dalla colloquialità (non era meglio può suonar male).
[25]
Marco Maggiore
[26]
Francesca scrive:
[27]
1 febbraio 2013 alle 14:09
[28]
La ringrazio per la puntuale risposta e l'opportuno riferimento, ma,a parere del linguista, quel condizionale, preceduto dal congiuntivo, non "suona" scorretto?
[29]
Grazie
[30]
linguista scrive:
[31]
1 febbraio 2013 alle 14:12
[32]
Formalmente siamo di fronte a un periodo ipotetico del primo tipo (realtà: se cadi, ti rompi una gamba), la cui apodosi consiste in una frase ottativa al congiuntivo.
[33]
Nella protasi, in effetti, l'italiano richiederebbe l'indicativo: Possa io morire se non è vero.
[34]
La traduzione più corretta sarebbe stata dunque all'indicativo: ne vivam, si hoc sciebam = che io muoia, se lo sapevo.
[35]
Nel parlato capita tuttavia di "trasportare" il condizionale della frase semplice nella struttura più complessa del periodo: Sarebbe meglio, eccome.
[36]
Mi venga un male se non sarebbe meglio!.
[37]
Può darsi che il traduttore si sia lasciato influenzare da usi di questo tipo.
[38]
Marco Maggiore
[39]
Frida scrive:
[40]
7 febbraio 2013 alle 13:11
[41]
"Hanno avute le loro ragioni" oppure " hanno avuto le loro ragioni" ?
[42]
Mi perplime la desinenza del verbo e mi capita spesso di leggere frasi del genere.
[43]
Qual è la regola da adottare?
[44]
La ringrazio.
[45]
linguista scrive:
[46]
7 febbraio 2013 alle 13:20
[47]
Nel primo caso, il genere del participio passato è concordato con l'oggetto, nel secondo è invece presente una forma fossilizzata, ma sono possibili e corrette entrambe le soluzioni.
[48]
Da sottolineare, comunque, che l'accordo con l'oggetto (discendente dal corrispondente costrutto tardo latino e quindi, alle origini, di impiego normale) è oggi relegato a usi piuttosto formali e ricercati.
[49]
Alessandro Di Candia
[50]
Antonello scrive:
[51]
26 marzo 2013 alle 13:14
[52]
Un piccolo quesito su quelli che chiamerei "limiti dell'uso estensivo di vocaboli".
[53]
Caso concreto : 'prelevare' (che implica all'evidenza un concetto di "mobilità", concreta o figurata) ha in certi dizionari significato 'per esteso' di "requisire".
[54]
Io ritengo che quanto sopra non giustifichi però una espressione come "casa prelevata" in luogo di "casa requisita", essendo evidente la ..immobilità del sostantivo che fa a pugni con la mobilità del participio/agg. prelevata ad esso riferita.
[55]
Gradirei molto il vostro parere al proposito.
[56]
Grazie.
[57]
linguista scrive:
[58]
26 marzo 2013 alle 19:35
[59]
Non posso che essere d'accordo.
[60]
Massimo Arcangeli
[61]
silvia scrive:
[62]
4 aprile 2013 alle 17:10
[63]
Gentili linguisti, vorrei capire se gli ideofoni possono considerarsi parte della famiglia delle onomatopee.
[64]
Vi ringrazio e saluto
[65]
linguista scrive:
[66]
5 aprile 2013 alle 13:11
[67]
Onomatopee e ideofoni rientrano nel vasto settore del fonosimbolismo, in particolare di tipo mimetico, che consiste nel riprodurre, imitandoli, i suoni prodotti da animali o cose.
[68]
Le onomatopee sono segni linguistici che riproducono, usando gli strumenti fonologici (e grafematici) di cui ciascuna lingua dispone, versi di animali (chicchirichì) o rumori (il suono delle campane, ad esempio: din don).
[69]
Il rapporto tra segno linguistico e suono naturale non è tuttavia diretto, ma presenta un seppur minimo grado di arbitrarietà: nelle diverse lingue infatti uno stesso suono è riprodotto attraverso onomatopee diverse, il che indicherebbe che la resa del fenomeno sonoro dipende dal sistema fonologico delle singole lingue (in altre parole la nostra percezione del suono sarebbe determinata dal nostro sistema linguistico).
[70]
Talvolta le onomatopee si grammaticalizzano: assumono cioè funzione grammaticale attraverso particolari processi (si pensi a belare).
[71]
Anche la categoria di ideofono individua un fenomeno iconico e consiste generalmente nell'imitazione espressiva di eventi più o meno complessi, tra i quali rientrano anche i suoni.
[72]
Questa nozione è nata e si è diffusa soprattutto negli studi sulle lingue africane, dove gli ideofoni possono anche assumere determinate categorie grammaticali (possono quindi funzionare come nomi, aggettivi, verbi).
[73]
Come si vede, la nozione di onomatopea e quella di ideofono mostrano un'ampia sovrapposizione, tanto che spesso sono usate come sinonimi.
[74]
Possiamo dire però che l'ideofono costituisce una categoria più ampia, perché, oltre alla riproduzione del suono, può riprodurre altre caratteristiche di un evento, ad
[75]
esempio il modo in cui esso si svolge.
[76]
In giapponese ad esempio batticuore si dice doki doki: non è un suono quello che viene riprodotto, ma uno stato d'animo, con tutte le sue implicazioni emotive.
[77]
In riferimento all'italiano potremmo dire che bau bau è un'onomatopea, mentre gulp è un ideofono, poiché la sua funzione è quella di riprodurre un'emozione del parlante (lo stupore), senza un necessario riferimento al suono.
[78]
Per ulteriori approfondimenti le segnalo l'articolo di OSVALDO DUILIO ROSSI, Segni sonori.
[79]
Ideofoni e onomatopee nel fumetto contemporaneo, in "Lid'O" [Lingua italiana d'oggi], 2007, pp.
[80]
263-277, dove troverà anche bibliografia sull'argomento.
[81]
Elisa De Roberto
[82]
Eddie scrive:
[83]
9 aprile 2013 alle 09:13
[84]
Gentili linguisti, ho alcuni dubbi sul corretto uso del congiuntivo in alcune frasi che posto:
[85]
E' possibile scrivere:
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"Alcuni pensano si sia trasformata in un serpente e fosse strisciata via" o e meglio fare tutto al congiuntivo passato o tutto al trapassato?
[87]
Altra frase.
[88]
E' esatto usare il condizionale o il congiuntivo?
[89]
"I cuccioli venivano accuditi nel centro sinché non sarebbero stati in grado di badare a se stessi." oppure
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"I cuccioli venivano accuditi nel centro sinché non fossero stati in grado di badare a se stessi."
[91]
Grazie moltissimo del servizio
[92]
linguista scrive:
[93]
9 aprile 2013 alle 10:03
[94]
Nel primo caso, l’azione di strisciare via è posteriore alla trasformazione in serpente, ed è meglio conservare lo stesso tempo verbale (direi il congiuntivo passato).
[95]
Nel secondo caso il congiuntivo, ma anche l’indicativo: I cuccioli venivano accuditi nel centro sinché non erano in grado di badare a se stessi.
[96]
Francesco Lucioli
[97]
isabella scrive:
[98]
12 aprile 2013 alle 16:18
[99]
qual è l'analisi logica della frase:Si è parlato di politica????grazie.
[100]
linguista scrive:

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