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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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Vorrei sapere se la locuzione,correggetemi se sbaglio(locuzione), "DARE DI CONTO" è possibile usarla in Italiano e nel senso affermativo cosa significa.
[2]
Ringrazio per la gentile attenzione.
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linguista scrive:
[4]
1 ottobre 2012 alle 10:44
[5]
Le locuzioni in uso nell’italiano corrente sono: fare di conto, cioè conoscere l’aritmetica elementare, effettuare le operazioni, e dare conto, cioè rispondere di e delle proprie azioni.
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Non pare perfettamente normale il tipo dare di conto, sebbene se ne trovino sporadiche attestazioni letterarie nel senso di dare conto.
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Marcello Ravesi
[8]
Riccardo scrive:
[9]
1 ottobre 2012 alle 22:00
[10]
Grazie dott.
[11]
Marcello Ravesi per la sua risposta pronta ed esaustiva.
[12]
Approfitterei per chiederle un chiarimento sulla differenza esistente tra la parola Marxista, essendo cioè sia aggettivo che sostantivo,da qui il dubbio; e l'aggettivo Marxiano.
[13]
La ringrazio e auguro a lei e ai suoi valenti colleghi una buona giornata.
[14]
linguista scrive:
[15]
1 ottobre 2012 alle 22:14
[16]
La forma marxista è sia sost. masch. e femm.
[17]
(seguace, sostenitore del marxismo’), sia agg.
[18]
(che è proprio del marxismo o dei suoi seguaci’).
[19]
Il suffisso derivativo -ista contraddistingue i nomi indicanti la persona che presenta le caratteristiche espresse dai nomi in -ismo (con cui quindi sono collegati), ed è tra i suffissi più produttivi per indicare chi segue una determinata ideologia: marxismo > marxista, comunismo > comunista, calvinismo > calvinista, ecc.
[20]
I derivati che rinviano a correnti di pensiero politiche, ideologiche, religiose, letterarie, artistiche e simili (come marxista), presentano spesso anche un uso aggettivale (la critica marxista, il partito comunista, ecc.).
[21]
In questo caso si parla di aggettivi di relazione, vale a dire aggettivi denominali che hanno la proprietà di esprimere una relazione stabile con il nome da cui derivano, riproponendone i contenuti semantici in una categoria grammaticale diversa.
[22]
Anche -iano (variante del suff. -ano) è tra i principali suffissi con cui si formano gli aggettivi di relazione, in particolare è usato frequentemente per ottenere un aggettivo da un antroponimo, del tipo: Pirandello > pirandelliano, Kafka > kafkiano, Andreotti > andreottiano e, appunto, Marx > marxiano.
[23]
Esso indica, genericamente, una relazione di appartenenza alle idee, allo stile, ai concetti, al modo di agire di un personaggio insigne, un autore letterario, ecc.
[24]
Si noterà che con nomi di autori che hanno fondato correnti di pensiero, letterarie, ecc., -iano può talora indicare, restrittivamente, ciò che è proprio dell’autore, in opposizione a -ista, che designa la corrente di pensiero nel suo insieme: la dottrina marxiana (i principi filosofico-politici enunciati da Marx’) / la dottrina marxista (i principi filosofico politici che ispirano il movimento marxista’).
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Marcello Ravesi
[26]
Paolo scrive:
[27]
2 ottobre 2012 alle 20:52
[28]
Salve a tutti
[29]
Quando abbiamo 2 parole composte da trattino nella stessa frase, come dobbiamo comportarci?
[30]
Lo manteniamo o lo togliamo, staccato o attaccato?
[31]
1)"Lo Stato colombiano si impegnerà in azioni di anti- e controguerriglia"
[32]
2)"Lo Stato colombiano si impegnerà in azioni di anti-e controguerriglia"
[33]
3)"Lo Stato colombiano si impegnerà in azioni di anti e controguerriglia"
[34]
Grazie come sempre, saluti
[35]
Paolo
[36]
linguista scrive:
[37]
2 ottobre 2012 alle 21:18
[38]
Come abbiamo ricordato più volte nelle pagine di questo blog, siamo davanti ad «un settore dell’ortografia soggetto a vistose incertezze e oscillazioni» (Marco Maggiore, 27 luglio 2102, alle 8.40).
[39]
Fra le alternative proposte, eviterei senz'altro la seconda (che non mi pare seguire alcuna logica) e opterei per la prima, che conservando il trattino evidenzia il carattere prefissale dell'elemento.
[40]
In questa chiave, un'ulteriore alternativa potrebbe essere "anti- e contro-guerriglia", in cui la conservazione dei trattini mette maggiormente in risalto la coordinazione fra le due parole.
[41]
Ciò tuttavia si scontra con le forme grafiche ormai invalse per i derivati "antiguerriglia" e "controguerriglia", che non prevedono quasi più l'uso del trattino (si veda ad esempio il GRADIT): tale condizione, del resto, rende accettabile anche il sintagma "anti e controguerriglia", con il primo elemento ellittico della base, in deroga alla consuetudine per la quale prefissi e prefissoidi, non esistendo come forme libere, non dovrebbero essere rappresentati senza trattino.
[42]
Rocco Luigi Nichil
[43]
Kekko00 scrive:
[44]
2 ottobre 2012 alle 21:28
[45]
Analisi grammaticale di:
[46]
1.
[47]
Ciao!
[48]
2.
[49]
Ciao Monica, come stai?
[50]
3.
[51]
Dalla finestra della mia vecchia casa si vedevano enormi grattacieli.
[52]
4.
[53]
Ti comprerò quel giocattolo solo dopo che sarai stato promosso.
[54]
5.
[55]
Non sopporto che tu esca tutte le sere.
[56]
linguista scrive:
[57]
2 ottobre 2012 alle 21:40
[58]
1.
[59]
Ciao!
[60]
ciao = interiezione
[61]
2.
[62]
Ciao Monica, come stai?
[63]
ciao = interiezione; Monica = nome proprio di persona, femminile; come = avverbio interrogativo; stai = predicato verbale, indicativo presente, 3a persona.
[64]
3.
[65]
Dalla finestra della mia vecchia casa si vedevano enormi grattacieli.
[66]
dalla = preposizione articolata; finestra = nome comune, femminile singolare; della = preposizione articolata; mia = aggettivo possessivo, femminile singolare; vecchia = aggettivo qualificativo, femminile singolare; casa = nome comune, femminile singolare; si = particella pronominale; vedevano = predicato verbale, indicativo imperfetto, 6a persona; enormi = aggettivo qualificativo, maschile plurale; grattacieli = nome comune, maschile plurale.
[67]
4.
[68]
Ti comprerò quel giocattolo solo dopo che sarai stato promosso.
[69]
Ti = pronome atono con valore dativale; comprerò = predicato verbale, indicativo futuro semplice, 1a persona; quel = aggettivo dimostrativo, maschile singolare; giocattolo = nome comune, maschile singolare; solo = avverbio; dopo che = locuzione congiuntiva con valore temporale; sarai stato promosso = predicato verbale, forma passiva, indicativo futuro anteriore, 3a persona.
[70]
5.
[71]
Non sopporto che tu esca tutte le sere.
[72]
non = avverbio di negazione; sopporto = predicato verbale, indicativo presente, 1a persona; che = congiunzione subordinativa; tu = pronome personale di 2a persona; esca = predicato verbale, congiuntivo presente, 2a persona; tutte = aggettivo indefinito, femminile plurale; le = articolo determinativo, femminile plurale; sere = nome comune, femminile plurale.
[73]
Rocco Luigi Nichil
[74]
Paolo scrive:
[75]
2 ottobre 2012 alle 21:46
[76]
Buongiorno.
[77]
Qial è la corretta spaziatura dei simboli matematici, e non?
[78]
1) 1+1=2
[79]
2) 1+1= 2
[80]
3) 2>1
[81]
4) 2> 1
[82]
5)16°piano
[83]
6) 16° piano
[84]
7) 4 °C
[85]
8) 4°C
[86]
Qual è la scrittura corretta?
[87]
Questi vengono utilizzati anche nel testo.
[88]
9)Paolo+Paola= ....
[89]
10)Aprire pagina> scrivere> chiudere pagina
[90]
In questi ultimi 2 casi sono corretti gli esempi, oppure debbo unirli/staccarli?
[91]
Grazie e saluti
[92]
Paolo
[93]
linguista scrive:
[94]
2 ottobre 2012 alle 21:47
[95]
Non esistono norme certe sull'argomento, ma soltanto consuetudini grafiche, che spesso variano da soggetto a soggetto.
[96]
Talvolta la scelta fra due soluzioni è condizionata da fattori esterni (pensi per esempio - nei programmi di videoscrittura - alla necessità di riportare un equazione su un unico rigo, laddove invece la presenza di uno spazio potrebbe comportare la suddivisione in due soluzioni).
[97]
È opportuno tuttavia suddividere per categorie i vari esempi.
[98]
Nel primo caso (esempi 1 e 2 ) non solo le alternative proposte sono ambedue valide, ma si potrebbe aggiungere una diversa soluzione, che contempli spazi vuoti fra ogni elemento ("1 + 1 = 2").
[99]
Lo stesso potrebbe dirsi per gli esempi 3 e 4, dove tuttavia lo spazio vuoto che segue il segno ">" sembrerebbe mutuare l'andamento grafico dei segni di interpunzione (di norma si lascia uno spazio dopo ogni segno interpuntivo).
[100]
Ancora: l'esempio 6 è certamente preferibile a quello 5, in quanto l'indicazione di un numero seguito dal simbolo "°" rappresenta la soluzione grafica sintetica per esprimere un numero ordinale (del resto, lei scriverà per esteso "quarto piano" e non "quartopiano"); 7 è invece preferibile a 8, poiché il simbolo "°C" indica per convenzione i 'gradi centigradi o Celsius".

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