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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
o
[2]
Il bilancio ha quadrato
[3]
linguista scrive:
[4]
28 agosto 2012 alle 12:27
[5]
Non esiste una regola precisa che consenta di definire a priori quale ausiliare debba essere usato con un verbo intransitivo.
[6]
Il discrimine è per alcuni grammatici costituito dalla possibilità di adoperare o no il participio del verbo in oggetto come attributo: nel primo caso l'ausiliare cui fare ricorso dovrebbe essere essere, nel secondo avere.
[7]
Tuttavia, in genere solo appellandoci all'uso, che in questo ambito è però particolarmente oscillante, possiamo sperare di risolvere i dubbi.
[8]
Nel caso specifico, mi sembrano ugualmente ammissibili le due soluzioni - sia la prima, con uso attributivo del participio ("è quadrato"), sia la seconda, in cui il participio conserva in tutto e per tutto il suo originario valore verbale -, con una leggera preferenza per la seconda se si ritiene che la prima possa risultare ambigua semanticamente (se si interpreta cioè quadrato come semplice aggettivo).
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Alessandro Aresti
[10]
Alessandro scrive:
[11]
28 agosto 2012 alle 13:58
[12]
"Benedetto quel ragazzo!" dovrebbe essere una frase esclamativa utilizzata per esprimere ammirazione, lode, impazienza od anche rimprovero benevolo.
[13]
E' possibile pero' usarla come ottativa-desiderativa, e cioe' intendere con essa: "Che quel ragazzo sia benedetto!"?
[14]
E' corretto sottintendere in questa maniera?
[15]
E se si', come verrebbe chiamata?
[16]
Ellittica?
[17]
Un grazie di cuore per il Vostro prezioso aiuto.
[18]
linguista scrive:
[19]
28 agosto 2012 alle 14:48
[20]
, in tal caso si tratterebbe di una frase ellittica: "(che sia) benedetto quel ragazzo!"
[21]
Alesandro Aresti
[22]
Andrea scrive:
[23]
28 agosto 2012 alle 19:01
[24]
Nell'indicare una data sempre più spesso sento usare, davanti ai nomi dei mesi, la preposizione A anziché IN (che io invece ho sempre usato di preferenza).
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In pratica, io sono solito dire "IN novembre cambierò casa", mentre sento sempre più gente (a cominciare dai mass - media) dire "A novembre cambierò casa".
[26]
Ritengo che, come si dice "NEL 2012" (e non "AL 2012"), così sarebbe più corretto usare IN anche coi mesi.
[27]
C'è una regola a riguardo, oppure le espressioni A e IN coi nomi dei mesi sono perfettamente equivalenti sul piano della correttezza?
[28]
linguista scrive:
[29]
28 agosto 2012 alle 19:15
[30]
La regola stabilisce che la collocazione di un evento in un dato mese venga espressa indifferentemente da "in" e "a" + il nome del mese stesso (es.: in gennaio / a gennaio).
[31]
Se invece si parla dell'anno in cui si colloca un evento, è obbligatorio l'uso nella preposizione articolata "nel" seguita dall'anno.
[32]
Alessandro Di Candia
[33]
Sergio scrive:
[34]
29 agosto 2012 alle 15:04
[35]
Nella frase esclamativa:"come siamo bravi!, la congiunzione "come", ha solo uso enfatico senza valore di complemento di modo?
[36]
Grazie
[37]
linguista scrive:
[38]
29 agosto 2012 alle 15:15
[39]
"Come" ha qui la funzione di avverbio esclamativo di modo.
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Alessandro Di Candia
[41]
Paolo scrive:
[42]
29 agosto 2012 alle 19:15
[43]
Buongiorno a tutti.
[44]
È più corretto scrivere "1)lancia i tuoi prodotti e servizi; 2)è famosa per le sue strade e vie; 3)è famosa per i suoi vicoli e vie;vorrei un vostro parere e consiglio; 6)è ammirato per la sua bontà e umiltà." oppure "6)lancia i tuoi prodotti e i tuoi servizi; 7)è famosa per le sue strade e le sue vie; 8)è famosa per i suoi vicoli e le sue vie; 9) vorrei un vostro parere e un vostro consiglio; è ammirato per la sua bontà e la sua umiltà-è ammirato per le sue bontà e umiltà."
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Quali sono corrette?
[46]
Meglio adottare la ripetizione?
[47]
Secondo me, .
[48]
Leggo anche frasi con dotato di una tale bravura e sapienza da Perché accorpano?
[49]
Non si dovrebbe dire dotato di tali bravura e sapienza da
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Un saluto,
[51]
Paolo
[52]
linguista scrive:
[53]
29 agosto 2012 alle 19:30
[54]
Mi sono permesso di unificare i suoi due quesiti.
[55]
Veniamo al primo: le frasi 1) e 2) sono ellittiche del secondo possessivo, ma sono corrette in quanto l'elemento mancante è ricavabile dal contesto.
[56]
Allo stesso modo sono corrette le frasi 6), 7) e 8), in cui il possessivo è esplicitato.
[57]
L'unica frase che presenta una perplessità, e che possiamo considerare scorretta (benché non sia impossibile incontrarla soprattutto nel discorso orale, dove - come è noto - la semantica può prevalere sul rispetto di fatti grammaticali poco significativi) è la 3), in cui l'ellissi del possessivo è da evitare in ragione della diversità di genere dei due sostantivi che formano il complemento di causa.
[58]
Per quanto riguarda il secondo quesito, a rigore dovremmo trovarci di fronte a un "tali", al plurale, dal momento che l'aggettivo indefinito è riferito a una coppia di sostantivi.
[59]
Tuttavia, è frequente incontrare, in questo e in casi simili, un singolare, derivante dalla percezione di una unità inscindibile formata dai due termini.
[60]
Alessandro Di Candia
[61]
Paolo scrive:
[62]
29 agosto 2012 alle 21:50
[63]
Quali di queste frasi vi sembra migliore o più carina?
[64]
Io opterei per la 1 e la 3.
[65]
Ci sono imperfezioni?
[66]
1)Schede sulle organizzazioni criminali nazionali e internazionali
[67]
2)Schede sulle organizzazioni criminali nazionali e sulle internazionali
[68]
3)Schede sulle organizzazioni criminali nazionali e su quelle internazionali
[69]
4)Schede sulle organizzazioni criminali nazionali e le internazionali
[70]
Un saluto,
[71]
Paolo
[72]
linguista scrive:
[73]
29 agosto 2012 alle 22:00
[74]
Nessuna delle quattro alternative può dirsi scorretta.
[75]
La 1 e la 3, come lei stesso rileva, funzionano meglio, ma anche la 2 e la 4, benché meno gradevoli, sono valide in virtù della recuperabilità dell'elemento ellittico.
[76]
Alessandro Di Candia
[77]
Alessandro scrive:
[78]
29 agosto 2012 alle 22:46
[79]
E' corretto dire "Dio benedetto" a mo' d'eulogia, intendendo pero', non una generalissima espressione di lode, ma piuttosto qualcosa di molto piu' preciso, ovvero il significato estensivo del termine in questione: "colmo d'ogni bene"?
[80]
E se si', come capire che l'autore intende cio', non una semplice lode?
[81]
Un grazie di cuore per il vostro preziosissimo aiuto.
[82]
linguista scrive:
[83]
29 agosto 2012 alle 23:00
[84]
Il tutto dipende dalla semantica che l'emittente attribuisce alla frase, ossia dal fatto che l'espressione "Dio benedetto" sia usata come semplice locuzione cristallizzata del linguaggio religioso o, invece, venga detta restituendo all'aggettivo il suo significato originario.
[85]
Chiaramente solo chi pronuncia la frase può sapere cosa intenda dire, e solo esplicitandolo può chiarire in modo inequivocabile il proprio messaggio.
[86]
Alessandro Di Candia
[87]
Alessandro scrive:
[88]
30 agosto 2012 alle 20:16
[89]
Chiedo scusa.
[90]
Mi sembra di capire dalla Sua risposta che qualora - nella suddetta espressione - noi volessimo restituire a "benedetto" il suo significato originale, ebbene in quel caso non lo vedremmo indicare piu' che una lode assai generica.
[91]
Un po' come dire: in assenza d'elementi che provano il contrario (come ad es.: l'utilizzo di "terminologie religiose, credo che Lei abbia inteso cio' quando disse: "locuzioni cristallizzate") dobbiamo necessariamente vedere l'aggettivo come indicante il suo significato originale. Mi corregga se sbaglio.
[92]
E se cosi' non fosse comprendere i testi (ed anche le persone) sarebbe un vero rebus.
[93]
Ognuno potrebbe infatti dubitare di tutto quel che ascolta e dire (tanto per restare in tema): "Questa parola ha cinque significati, chissa' cos'e' che intende costui con "Dio benedetto!". Che Dio e' santo? Che e' fortunato? O che e' colmo d'ogni bene?".
[94]
Grazie mille, e complimenti per lo splendido ed utilissimo blog.
[95]
linguista scrive:
[96]
30 agosto 2012 alle 20:31
[97]
Riprendo e amplio quanto ho detto nella mia precedente risposta: nel momento in cui noi usiamo l'espressione "Dio benedetto" (o altre simili) volendo far emergere uno in particolare dei diversi significati che l'aggettivo può avere, è opportuno verbalizzare tale significato, così da renderlo esplicito.
[98]
Va infatti ribadito che la locuzione è d'uso piuttosto comune nel linguaggio religioso, in particolare all'interno dell'adorazione eucaristica (in concomitanza con altre formule di benedizione), con il significato di "Dio colmo di benedizioni".
[99]
Se intendiamo quindi attribuire a "benedetto" un significato prossimo a quello che qualsiasi persona percepirebbe nel sentire la formula, ma non coincidente con esso anche per singole sfumature, è opportuno, come ripeto, segnalarlo in modo chiaro (indipendentemente dal fatto che si voglia riprendere il significato originario del verbo "benedire" o uno dei quelli che si sono formati in secoli di linguaggio religioso).
[100]
Da ciò che si è detto a proposito della formularità dell'espressione discende che, nel momento in cui si voglia usare l'aggettivo "benedetto" in un significato particolare, si è già, probabilmente, all'interno di un discorso metalinguistico, dove si sottrae la formula all'uso comune per meglio precisarla sotto il profilo del significato (ad esempio, in un'osservazione di carattere semantico fatta a scopo di chiarimento in un trattato di teologia).

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