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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
Paolo
[2]
linguista scrive:
[3]
2 maggio 2012 alle 12:33
[4]
Direi che tra i due verbi il più adatto sia "distanziare", giacché "spaziare" ha un valore prevalentemente (appunto) spaziale.
[5]
Alessandro Di Candia
[6]
Michele scrive:
[7]
2 maggio 2012 alle 14:50
[8]
Sto leggendo un libro di storia e per farvela breve ho trovato una frase piu' o meno di questo tipo:
[9]
La civiltà si era andata concentrando la sua bellezza nei luoghi antichi
[10]
Analizzando la frase :
[11]
- la bellezza rappresenta il compl. oggetto
[12]
- quel si rappresenterebbe un compl. di termine
[13]
In sintesi la frase assumerebbe il seguente significato: La civiltà era andata concentrando a se stessa la bellezza nei luoghi antichi
[14]
linguista scrive:
[15]
2 maggio 2012 alle 15:00
[16]
La presenza del "si" rende grammaticalmente sbagliata la frase.
[17]
La soluzione corretta è quindi "la civiltà era andata concentrando la sua bellezza nei luoghi antichi".
[18]
Il pronome "si", infatti, risulta sovrabbondante sia che abbia valore di complemento di termine sia che valga come complemento oggetto.
[19]
Alessandro Di Candia
[20]
Paolo scrive:
[21]
3 maggio 2012 alle 09:35
[22]
Buongiorno a tutti, vorrei per favore un vostro parere sulle seguenti frasi:
[23]
1)Qual è la differenza tra omega-3 animali e vegetali.
[24]
2)Qual è la differenza tra gli omega-3 animali e vegetali.
[25]
3)Qual è la differenza tra gli omega-3 animali e quelli vegetali.
[26]
Qual è la migliore secondo voi?
[27]
La prima può risultare ambigua (non si capisce che si sta parlando di 2 tipi di omega-3 differenti, da provenienze animale e vegetale?)?
[28]
Vanno bene tutte e 3 forse?
[29]
Grazie come sempre, saluti
[30]
Paolo
[31]
linguista scrive:
[32]
3 maggio 2012 alle 10:00
[33]
Le frasi sono corrette tutte e tre, e quindi perfettamente intercambiabili.
[34]
Alessandro Di Candia
[35]
Paolo scrive:
[36]
4 maggio 2012 alle 08:58
[37]
Grazie dott.
[38]
Di Candia per la risposta a questo commento: http://linguista.blogautore.repubblica.it/2012/04/13/dubbi-sullitaliano-risponde-il-linguista4/comment-page-2/#comment-15868
[39]
Secondo lei, indipendentemente dalla correttezza grammaticale, sembrano ambigue, ovvero non si capisce che stiamo parlando di 2 tipi diversi di acidi?
[40]
Grazie come sempre, saluti
[41]
Paolo
[42]
linguista scrive:
[43]
4 maggio 2012 alle 09:05
[44]
Nessuna delle tre frasi può dirsi ambigua perché in ogni caso è possibile ricostruire i rapporti logici.
[45]
Tuttavia, è senz'altro la terza ("qual è la differenza tra gli omega-3 animali e quelli vegetali") a detenere il primato della chiarezza, grazie alla presenza del pronome dimostrativo che ribadisce la pertinenza dell'aggettivo a diversi casi della medesima categoria.
[46]
Alessandro Di Candia
[47]
Marco scrive:
[48]
4 maggio 2012 alle 18:30
[49]
Vi chiedo una precisazione: "Lasciarti guardare" è un unico predicato, oppure guardare diventa subordinata?
[50]
linguista scrive:
[51]
4 maggio 2012 alle 19:30
[52]
In senso stretto, il verbo lasciare non rientra tra i verbi fraseologici, che vengono tradizionalmente considerati parte del predicato, ma introduce una proposizione subordinata oggettiva.
[53]
A questo proposito riporto la risposta data da Alessandro Aresti ad un quesito analogo.
[54]
Fabio Ruggiano
[55]
Non si può parlare di verbi fraseologici se ci atteniamo, strettamente, alla terminologia vulgata dalle grammatiche.
[56]
Fare e lasciare sono in genere classificati come verbi causativi (o fattitivi), che non hanno significato autosufficiente ma trasformano il valore del verbo presente nell’oggettiva (in questo senso troverebbe parziale legittimazione l’uso dell’etichetta di fraseologico): la quale, nel caso specifico, coincide con l’infinito guardare, come suggeritoci dalla corrispondente forma esplicita: lasciare che ti guardino.
[57]
Alessandro Aresti
[58]
Marco Augusto scrive:
[59]
6 maggio 2012 alle 15:44
[60]
"dopo quello che c'e' stato tra di noi"o semplicemente "tra noi'?
[61]
C'e' una "forma preferibile" all'altra o e'un vero e proprio errore?
[62]
Grazi e complimenti.
[63]
linguista scrive:
[64]
6 maggio 2012 alle 19:14
[65]
L'inserimento di di dopo la preposizione tra (e ovviamente anche con fra) è facoltativo, quindi legato allo stile personale, ma solo quando la preposizione regge un pronome personale o riflessivo; altrimenti è escluso (diversamente, di è obbligatorio dopo la preposizione su, sempre con pronomi personali o riflessivi).
[66]
Quindi: "Non c'è accordo tra (di) loro", ma non "Non c'è accordo tra dei loro amici" (a meno che di non sia qui partitivo, nel qual caso, però, è di gran lunga preferibile "Non c'è accordo tra alcuni (dei) loro amici").
[67]
Fabio Ruggiano
[68]
WANDA scrive:
[69]
6 maggio 2012 alle 19:21
[70]
Come distinguere gli avverbi interrogativi ed esclamativi dai pronomi interrogativi ed esclamativi?
[71]
Esempi riportati su una grammatica a proposito degli avverbi:
[72]
Quanto mi piacerebbe visitare Roma!
[73]
Come potrò crederti ancora?
[74]
Come t'invidio!
[75]
Esempi riguardo ai pronomi interrogativi ed sclamativi:Come hai dormito?
[76]
Come ho dormito bene!
[77]
Quanto ha sofferto quel poveretto!
[78]
Cordiali saluti
[79]
linguista scrive:
[80]
6 maggio 2012 alle 20:46
[81]
Gli esempi da lei riportati sono tutti di avverbi.
[82]
Sono avverbi interrogativi: dove?
[83]
(ove?, donde?, onde?), come?, quando?, quanto?, perché? e come mai?.
[84]
Sono avverbi esclamativi: dove!
[85]
("dove sono capitato!"), come! e quanto!
[86]
(come nei suoi esempi).
[87]
I pronomi interrogativi, che diventano aggettivi quando sono accompagnati da un nome, sono: che?
[88]
(pronome: "che fai?"; aggettivo: "che colore preferisci?"), che cosa? e cosa?
[89]
(solo pronomi), quale?
[90]
(pronome e aggettivo), quanto?
[91]
(pronome: "quanti ne hai?"; aggettivo: "quanti anni hai?"), chi?
[92]
(solo pronome).
[93]
I pronomi e aggettivi esclamativi coincidono con quelli interrogativi.
[94]
Come si vede dalle liste, l'unica forma che può provocare confusione è quanto.
[95]
Per distinguere l'avverbio dal pronome basta provare a riformulare la frase al plurale: la trasformazione sarà possibile soltanto con il pronome.
[96]
Così "quanto ne hai?" diviene "quanti ne hai?", ma "quanto mi vuoi bene?" non può divenire "quanti mi vuoi bene?".
[97]
L'aggettivo, infine, si riconosce perché accompagna sempre un nome: "quanta strada ho fatto!".
[98]
Fabio Ruggiano
[99]
Sergio scrive:
[100]
7 maggio 2012 alle 10:30

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