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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
Riccardo scrive:
[2]
27 aprile 2012 alle 08:27
[3]
Buongiorno.
[4]
Vorrei sapere se la frase : "Voglio dirvi ciò che penso prima che voi ve ne siate andati" sia corretta.
[5]
Ho analizzato la correlazione fra i tempi usati, riferendomi al momento dell'enunciazione che io intendo con il verbo VOLERE alla prima persona dell'indicativo presente.
[6]
Personalmente avrei usato il futuro anteriore VE NE SARETE ANDATI.
[7]
Ho letto qualcosa in merito all'uso dei tempi in relazione al m.e., ma una vostra delucidazione servirebbe meglio a chiarirmi questi concetti linguistici.
[8]
Grazie
[9]
linguista scrive:
[10]
27 aprile 2012 alle 08:54
[11]
Non è una mera questione di consecutio temporum.
[12]
L'impiego del congiuntivo nelle proposizioni temporali rette da prima che garantisce una sfumatura di eventualità: conferisce cioè all'azione un carattere più o meno fortemente ipotetico, indicando che non è affatto certo che si verifichi effettivamente (è possibile che il soggetto voglia dire ciò che pensa proprio per scongiurare l'uscita di scena dei suoi interlocutori!).
[13]
Marco Maggiore
[14]
Riccardo scrive:
[15]
27 aprile 2012 alle 09:23
[16]
Ma allora mi chiedo , se posso continuare sull'argomento, quale sarebbe la ricostruzione della frase in questione se si eliminasse la sfumatura di eventualità, non interessandosi necessariamente al fatto che gli interlocutori rimangano.
[17]
Mi è tutto chiaro ciò che ha spiegato; a questo punto un suo ultimo commento mi chiarirebbe il quadro dei ragionamenti che ho fatto prima di rivolgermi al vostro blog.
[18]
Professore Maggiore la ringrazio tanto per la pazienza e la sua grande competenza.
[19]
linguista scrive:
[20]
27 aprile 2012 alle 09:55
[21]
Nei costrutti di questo tipo, introdotti da prima che o meno abitualmente da avanti che, anzi che, il congiuntivo è obbligatorio, e la grammatica non ammette l'uso dell'indicativo.
[22]
Nelle altre temporali è invece possibile scegliere tra i due modi: lo Stato deve mantenere alta la pressione fiscale finché il risanamento del bilancio non sarà/non sia stato realizzato.
[23]
In questo esempio la libera scelta consente di attribuire all'azione collocata nel futuro un carattere di certezza (il risanamento sarà realizzato in una data precisa o almeno presunta) o piuttosto di eventualità (non si può dire con certezza se e quando il risanamento sarà realizzato).
[24]
Marco Maggiore
[25]
Riccardo scrive:
[26]
27 aprile 2012 alle 10:44
[27]
Professor Maggiore, la ringrazio infinitamente.
[28]
Rileggendo meglio il testo della sua precedente risposta, dopo il suo secondo intervento, ho compreso perfettamente la finezza del ragionamento.
[29]
Devo ammettere che non ci sarei arrivato.
[30]
Ancora grazie per la vostra singolare dedizione e cura per l'apprendimento della nostra cara lingua da parte di noi lettori appassionati.
[31]
Grazie anche per la sua pronta risposta.
[32]
linguista scrive:
[33]
27 aprile 2012 alle 10:57
[34]
Si figuri!
[35]
Marco Maggiore
[36]
Sergio scrive:
[37]
28 aprile 2012 alle 12:04
[38]
Si Scrive (riguardo ad un gruppo musicale) : i who o gli who?
[39]
Secondo voi esiste una regola?
[40]
linguista scrive:
[41]
28 aprile 2012 alle 18:54
[42]
Il grafema w in italiano si pronuncia o /v/ o /w/ (quest'ultima, detta semiconsonante, equivale ad una /u/ appoggiata ad una vocale, come in uomo).
[43]
Quando la w si pronuncia /v/ l'articolo determinativo è ovviamente il, il wafer, il water ecc.
[44]
Quando si pronuncia /w/ l'articolo dovrebbe essere lo, come in l(o)'uomo, appunto.
[45]
Invece l'italiano preferisce anche in questo caso il, da cui il week-end, il web, il welfare ecc.
[46]
Questa stranezza è stata spiegata assumendo che i parlanti riconducono entrambe le pronunce al grafema w, che considerano comunque consonantico.
[47]
Per quanto riguarda il nome del gruppo musicale, bisogna osservare che la /u/ di Who non è seguita da altre vocali (un caso unico, per questo trattato diversamente dagli altri), quindi funziona come una vocale piena, non una semiconsonante /w/.
[48]
La percezione netta del suono vocalico ha favorito la scelta per l'articolo forte gli.
[49]
Fabio Ruggiano
[50]
Paolo scrive:
[51]
30 aprile 2012 alle 12:37
[52]
Buongiorno agli amici del linguista e buon inizio settimana.
[53]
Secondo voi una frase del genere potrebbe risultare ambigua?
[54]
"Le invio la descrizione dei nostri 2 prodotti: X e Y".
[55]
Sarebbe meglio mettere "le descrizioni", visto che sono 2 prodotti separati (ricordo che siamo sempre in ambito scritto), oppure la presenza del numero "2" elimina questa eventualità?
[56]
Grazie come sempre,
[57]
saluti,
[58]
Paolo
[59]
linguista scrive:
[60]
30 aprile 2012 alle 15:24
[61]
Non c'è nessuna ambiguità se si usa "la descrizione", perché si intende "la descrizione di X" e "la descrizione di Y", che solo in seguito si sommano.
[62]
Tuttavia è possibile parlare delle "descrizioni di X e Y": in questo caso, però, non è chiaro se il plurale riguardi la "somma" della descrizione di X più quella di Y, oppure se, per X e Y, ci sia più di una descrizione.
[63]
Simonetta Losi
[64]
Paolo scrive:
[65]
30 aprile 2012 alle 16:07
[66]
A proposito di ambiguità, colgo l'occasione per porre il secondo quesito della giornata.
[67]
Di solito, ho posto le mie domande con sostantivi aventi come "anello" la congiunzione "E".
[68]
Ma se avessimo la "O" sarebbe la stessa cosa?
[69]
Ecco un esempio:
[70]
1) "Può aggiungere la medicina a yogurt bianco o alle fragole".
[71]
2) "Può aggiungere la medicina a yogurt bianco o a quello alle fragole".
[72]
3) "Può aggiungere la medicina a yogurt bianco o yogurt alle fragole".
[73]
Quali sono migliori secondo voi?
[74]
Io penso la 2 e la 3, la 1 forse è troppo ambigua.
[75]
Saluti
[76]
Paolo
[77]
linguista scrive:
[78]
30 aprile 2012 alle 17:35
[79]
La frase numero 1 è sicuramente, come Lei dice, ambigua, con una propensione ad intendere "le fragole" come frutta e non come qualità di yogurt.
[80]
L'ambiguità può essere annullata con l'inserimento di una virgola: "Può aggiungere la medicina a yogurt, bianco o alle fragole".
[81]
Nella frase 2 è preferibile dire: "Può aggiungere la medicina allo yogurt bianco o a quello alle fragole".
[82]
Poco da dire sulla frase 3, anche se, in generale, preferirei dire: "Può aggiungere la medicina allo yogurt bianco o a quello alla fragola", poiché di solito si tratta dell'aggiunta di un aroma.
[83]
Se vogliamo sottilizzare, un prodotto più naturale e autentico è "con" le fragole.
[84]
È il caso di dire che... è una questione di gusti!
[85]
Simonetta Losi
[86]
Marco scrive:
[87]
1 maggio 2012 alle 08:38
[88]
La costruzione verbale "lasciarti guardare", nel senso "ti piace lasciarti guardare", corrisponde a "farti guardare" ed è un verbo fraseologico? grazie
[89]
linguista scrive:
[90]
1 maggio 2012 alle 10:27
[91]
Non si può parlare di verbi fraseologici se ci atteniamo, strettamente, alla terminologia vulgata dalle grammatiche.
[92]
Fare e lasciare sono in genere classificati come verbi causativi (o fattitivi), che non hanno significato autosufficiente ma trasformano il valore del verbo presente nell'oggettiva (in questo senso troverebbe parziale legittimazione l'uso dell'etichetta di "fraseologico"): la quale, nel caso specifico, coincide con l'infinito guardare, come suggeritoci dalla corrispondente forma esplicita: "lasciare che ti guardino".
[93]
Alessandro Aresti
[94]
Paolo scrive:
[95]
2 maggio 2012 alle 12:15
[96]
Buongiorno a tutti!
[97]
Secondo voi, i verbi spaziare e distanziare sono i più corretti per indicare appunto distanze temporali (esempio: "Le consiglio di distanziare i singoli pasti di 3 ore l'uno dall'altro.")?
[98]
Infatti sul vocabolario non ho trovato riscontri per queste accezioni, però le sento dire spesso.
[99]
Che ne pensate?
[100]
Grazie come sempre, saluti

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