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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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linguista scrive:
[2]
25 luglio 2012 alle 08:55
[3]
Gentile utente, unifico le sue due domande in un'unica risposta.
[4]
Nel caso che lei segnala, cioè in relazione all’accordo del participio passato con l’ausiliare avere quando si ha un complemento oggetto, l’italiano non può indicare una norma stabile.
[5]
La tendenza attuale è quella di lasciare invariato il participio (mi ha raggiunto); tuttavia se l’oggetto è rappresentato (come nel suo caso) da un pronome personale, i casi di accordo sono ancora abbastanza frequenti (mi ha raggiunta).
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Debora de Fazio
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Arno scrive:
[8]
25 luglio 2012 alle 09:22
[9]
Cara Professoressa De Fazio, La ringrazio per la Sua cortese e molto esauriente spiegazione!
[10]
Buon lavoro.
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Fausto Raso scrive:
[12]
25 luglio 2012 alle 12:15
[13]
Vorrei aggiungere - se posso - una postilla alla correttissima ed esaustiva risposta della dott. de Fazio al quesito posto da Francy (25-7-12;08:40).
[14]
L'accordo del participio passato con il complemento oggetto è obbligatorio solo se il predetto complemento è rappresentato dai pronomi personali 'lo', 'la', 'li', 'le': ieri 'la' ho incontratA ma lei non 'mi' ha visto/a.
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Riccardo scrive:
[16]
27 luglio 2012 alle 08:00
[17]
Riporto integralmente tre brani tratti dall'opera di Elsa Morante : "L'isola di Arturo" per chiedervi una spiegazione che indicherò più avanti.
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"Andavo nella campagna, e salivo sul primo albero d'aspetto maestoso che incontrassi; e , dall'alto del fogliame, mi davo a cantare con tutta la voce che avevo in petto; come se l'isola fosse una nave corsara, e io, in cima all'albero di maestra, il padrone della nave. Non AVREI SAPUTO dire precisamente che cosa, in quel giorno, io POTESSI ASPETTARMI dal futuro; solo, poiché Nunz. viveva ancora sulla terra, mi sembrava che il domani e ogni altro giorno a venire fosse per se stesso una sorpresa festante, e potesse arrecarmi dei misteri di felicità. " in questo brano l'utilizzo di "POTESSI ASPETTARMI" é forse riconducibile a una sfumatura di eventualità, irrealizzabile con un futuro nel passato,al condizionale?
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Nel secondo brano:"
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SENTIVO che non POTREI mai aver pace s'ella non ritornava a essere, verso di me, almeno uguale a com'era stata prima della fatale venuta del fratellastro; e tuttavia, non volevo a nessun costo tradire questa mia nostalgia ai suoi occhi.
[21]
Studiavo, perciò, disperatamente, un mezzo che, senza scalfire il mio orgoglio, la costringesse a occuparsi di me, oppure a manifestare, una volta per sempre, la sua indifferenza irrimediabile verso Arturo Gerace.
[22]
" Qui non capisco l'accordo fra SENTIVO e non POTREI, non avrebbe dovuto dirsi: SENTIVO che non AVREI POTUTO?
[23]
....
[24]
Nell'ultimo brano:" dicendomi con voce di pietà: "Artù! perché piangi? che hai? dillo a Nunziata!" Mi ricordo di quel mio successo, la presente, e ben altra, prova, mi appariva più che mai tentante.
[25]
E con suprema determinatezza, PREVEDENDO che per le sue commissioni ella RIMARREBBE circa un'ora giù in paese, senz'altro mi disposi ad attuare il mio piano prima del suo ritorno
[26]
".
[27]
In questo brano proprio non rieco a capire la relazione tra PREVEDENDO e RIMARREBBE.
[28]
Mi scuso per l'ampiezza della domanda,ma confido nella vostra pazienza e passione per me, di conoscenza della nostra bellissima lingua.
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Un cordiale saluto a tutti i docenti del Blog, coordinato magnificamente dal Prof.
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Massimo Arcangeli
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linguista scrive:
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27 luglio 2012 alle 08:07
[33]
Gli ultimi due passi (sentivo che non potrei; prevedendo che per le sue commissioni ella rimarrebbe) colpiscono perché vi incontriamo un condizionale presente laddove ci saremmo aspettati il tempo passato: la lingua contemporanea preferisce infatti sentivo che non avrei potuto, prevedendo che per le sue commissioni ella sarebbe rimasta.
[34]
Nelle scritture meno recenti tuttavia la funzione di "futuro nel passato" era rivestita molto spesso proprio dal tempo presente; quest'uso è ancora molto vitale nella prosa letteraria novecentesca (non fa eccezione L'isola di Arturo).
[35]
Nel primo esempio l'impiego del congiuntivo nell'interrogativa indiretta contribuisce senz'altro a esprimere l'incertezza del soggetto.
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Marco Maggiore
[37]
Daniele scrive:
[38]
27 luglio 2012 alle 08:10
[39]
Salve e grazie come sempre per il vostro lavoro.
[40]
Nei nomi geografici è obbligatorio mettere tutte le lettere iniziali maiuscole oppure va solo la prima, o è una scelta stilistica personale?
[41]
Es.: Valle del Lago Salato.
[42]
linguista scrive:
[43]
27 luglio 2012 alle 08:14
[44]
Nei toponimi accompagnati da un nome comune, quest'ultimo può ricorrere tanto con la maiuscola quanto senza: Monte Rosa o monte Rosa; Viale Aldo Moro o viale Aldo Moro.
[45]
A rigore non dovrebbe dunque essere inammissibile, accanto alla grafia Valle del Lago Salato, l'alternativa valle del lago Salato.
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Marco Maggiore
[47]
Paolo scrive:
[48]
27 luglio 2012 alle 08:14
[49]
Post-laurea e post-gravidanza accettano tutte queste grafie:
[50]
- post laurea
[51]
- post-laurea
[52]
- postalaurea
[53]
- post gravidanza
[54]
- post-gravidanza
[55]
- postgravidanza
[56]
Qual è la regola quando ci troviamo di fronte a questi prefissi?
[57]
Grazie come sempre, saluti, Paolo.
[58]
Paolo scrive:
[59]
27 luglio 2012 alle 08:15
[60]
Così come
[61]
- preparto
[62]
- pre-parto
[63]
- pre parto
[64]
Lo chiedo perché mi sembra di aver letto che le parole con "pre" non debbano essere distanziate o staccate.
[65]
linguista scrive:
[66]
27 luglio 2012 alle 08:40
[67]
Si tratta di un settore dell'ortografia soggetto a vistose incertezze e oscillazioni.
[68]
Con il prefisso post- l'impiego del trattino può essere evitato (postcoma, postfascismo, postmatrimoniale ecc.) oppure al contrario preferito (post-parto, post-laurea ecc.); in altri casi è possibile adottare entrambe le soluzioni (postmoderno ma anche post-moderno).
[69]
Di norma il trattino è evitato con pre-, ma in casi come pre-parto e pre-gara il suo impiego può essere utile a prevenire ambiguità di lettura (ad esempio la grafia pregara può ingenerare confusione con le voci del verbo pregare).
[70]
Si può invece sconsigliare in tutti i casi la separazione grafica del prefisso.
[71]
Marco Maggiore
[72]
Saida scrive:
[73]
29 luglio 2012 alle 11:05
[74]
Buongiorno!
[75]
Si sa che il congiuntivo puo' avere la funzione dell'opinione personale come nella frase: Non e' un segreto ( penso) che l'etimologia del nome sia sconosciuta.
[76]
Vorrei sapere se l'uso del congiuntivo possa essere spiegato come un’interrogativa che si sottintende, come nella frase: Non è un segreto( non è vero?
[77]
) che l'etimologia del toponimo sia sconosciuta.
[78]
Visto che le sfumature di significato possono essere un po' diverse.
[79]
Grazie
[80]
linguista scrive:
[81]
29 luglio 2012 alle 11:06
[82]
Il congiuntivo esprime un certo grado di allontanamento dalla realtà o dalla costatazione obiettiva di qualcosa, indicando normalmente un’azione o uno stato in quanto pensati (desiderati, temuti, ipotizzati, calcolati) da qualcuno.
[83]
Non pare, quindi, che si debba ricorrere ad una frase interrogativa sottintesa.
[84]
Potrebbe sembrare strano che un fatto risaputo (non è un segreto) venga espresso al congiuntivo.
[85]
Tuttavia, si possono allegare altri costrutti particolari di questo genere, per es.: è desolante constatare come nessuno voglia intendere questo messaggio (ma.: è desolante constatare che nessuno vuole intendere questo messaggio).
[86]
Marcello Ravesi
[87]
Marco scrive:
[88]
30 luglio 2012 alle 10:04
[89]
Buongiorno, dovendo fare l'analisi logica di frasi con il predicato nominale; es: "maria è bella", anche le alterazioni dell'aggettivo, si considerano predicato nominale?
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"Maria è più bella"; "Maria è bellissima". grazie
[91]
linguista scrive:
[92]
30 luglio 2012 alle 10:06
[93]
Il predicato nominale è dato dal verbo essere in unione col nome del predicato; quindi, nei casi proposti: è bella, è più bella, è bellissima, dove diversi gradi dell’aggettivo predicativo costituiscono il nome del predicato.
[94]
Marcello Ravesi
[95]
Sergio scrive:
[96]
30 luglio 2012 alle 10:15
[97]
La frase: "starò con te, finchè non sarai più disponibile", può avere due significati?
[98]
Cioe: "starò con te fino a quando lo sarai in misura maggiore" e "starò con te finchè non lo sarai più"?
[99]
L'interpretazione dell'avverbio "più", modifica il senso?
[100]
linguista scrive:

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