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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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linguista scrive:
[2]
17 luglio 2012 alle 10:18
[3]
Risponde alla domanda "dove?".
[4]
"Insegnare alla/nella scuola d'infanzia": si intende dire che si insegna nella scuola d'infanzia intesa come istituzione, e non in una scuola d'infanzia intesa come istituto concreto (come invece si intenderebbe con la frase "Insegnare in una scuola [ad esempio in quella del quartiere in cui si risiede]").
[5]
"Insegnare a scuola d'infanzia" è invece mal formata ("Insegnare a scuola", invece, è corretta, e indica che si lavora a scuola [in senso generico] come insegnante).
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Alessandro Aresti
[7]
Giovanna scrive:
[8]
17 luglio 2012 alle 10:19
[9]
Salve,
[10]
vorrei sapere se sia possibile, nella lingua italiana, servirsi del costrutto "condividere qualcosa con qualcuno" o se sia più appropriato adoperare, in questo caso, il verbo dividere.
[11]
Grazie anticipatamente.
[12]
linguista scrive:
[13]
17 luglio 2012 alle 10:24
[14]
Il verbo condividere può essere usato nel senso di 'dividere, spartire con altri': "condivido un appartamento con un'amica" può essere portato come esempio.
[15]
Alessandro Aresti
[16]
John scrive:
[17]
17 luglio 2012 alle 15:19
[18]
Grazie per la risposta, dott.
[19]
Bianco.
[20]
Dunque, lei conferma che volerci non è un verbo impersonale e la sua opinione di esperto pone fine ad ogni mio dubbio.
[21]
Vorrei però chiederle: qual è la differenza fra la costruzione di volerci e quella identica del si passivante?
[22]
Apri la finestra.
[23]
Da qui si vede il mare.
[24]
Apri la finestra.
[25]
Da qui si vedono le montagne.
[26]
Il si in questione non è una forma impersonale?
[27]
E se , perché ammette soggetti grammaticali di terza singolare e plurale?
[28]
Cordiali saluti.
[29]
John
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linguista scrive:
[31]
17 luglio 2012 alle 15:24
[32]
Nel suo caso il si è passivante, come dimostra l'accordo del participio con l'oggetto plurale (si vedono le montagne e non si vede le montagne).
[33]
Diversamente, è si impersonale quello usato coi verbi intransitivi e coi verbi transitivi senza oggetto.
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Ricapitolando:
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1) Apri la finestra.
[36]
Da qui si vede il mare/si vedono le montagne.
[37]
2) A tavola!
[38]
Si mangia!
[39]
/*Si mangiano.
[40]
3) Non si muore tutte le mattine/*Non si muoiono...
[41]
(Titolo di un libro di Vinicio Capossela)
[42]
Mentre (1) può essere trasformato in una costruzione passiva canonica, non altrettanto possiamo fare con (2) e (3):
[43]
4) Apri la finestra.
[44]
Da qui è visto il mare/sono viste le montagne.
[45]
5) *A tavola!
[46]
E' mangiato.
[47]
6) *Non è morto tutte le mattine
[48]
Ancorché farraginoso (nessuno si esprimerebbe così), (4) ha un grado di accettabilità sicuramente maggiore di (5) e (6), che sono del tutto agrammaticali.
[49]
Francesco Bianco
[50]
Paolo scrive:
[51]
17 luglio 2012 alle 15:38
[52]
Buongiorno agli amici del linguista.
[53]
Vorrei sapere per favore se "Ognuno" possa essere usato anche per i nomi collettivi.
[54]
"Per ognuno dei gruppi corrisponde un simbolo".
[55]
Oppure va usato solo nel significato "classico", ovvero quello che indica solo ogni persona?
[56]
Grazie come sempre, saluti
[57]
Paolo
[58]
linguista scrive:
[59]
17 luglio 2012 alle 16:39
[60]
, può essere usato con una determinazione partitiva assumendo il significato di 'tutti' (come nell'esempio).
[61]
Meglio però "A ognuno dei gruppi corrisponde un simbolo".
[62]
Alessandro Aresti
[63]
Paolo scrive:
[64]
17 luglio 2012 alle 17:08
[65]
Perdonatemi, ma ho dimenticato di porre un quesito.
[66]
Secondo voi la frase " Chi ha assunto acidi grassi ha registrato una diminuzione dei livelli di.." è corretta?
[67]
Oppure il verbo registrare è sbagliato?
[68]
Qualche suggerimento?
[69]
Grazie
[70]
Paolo
[71]
linguista scrive:
[72]
17 luglio 2012 alle 18:04
[73]
Non si può certamente sanzionarlo come scorretto; personalmente, però, mi aggradano di più verbi quali rilevare, osservare, constatare e simili.
[74]
Alessandro Aresti
[75]
Paolo scrive:
[76]
17 luglio 2012 alle 22:26
[77]
Come anche "riportato", suppongo!
[78]
Saluti dott.
[79]
Aresti
[80]
linguista scrive:
[81]
17 luglio 2012 alle 23:05
[82]
Riportato mi piace ancora meno.
[83]
Alessandro Aresti
[84]
Barbal scrive:
[85]
17 luglio 2012 alle 23:29
[86]
È corretto dire: "era da tanto che non vedevo Luisa: sta benissimo!"?
[87]
Cioè, posso usare l'imperf nella principale e nella sua dipendente e il presente nella coordinata alla principale?
[88]
Altro dubbio: è corretto dire che la consecutio agisce solo tra la principale e la subordinata e non tea coordinate?
[89]
Ancora: in linguistica generale possiamo dire che la differenza tra proposizione d enunciato è che l'una è studiata dalla grammatica e l'altro dalla comunicazione (pragmatica), e che sono lo studio in vitro e in situazione dell'uso della lingua?
[90]
Ancora una domanda; è corretto è da molto che non vedevo Luisa o è da molto che non mangiavo la pasta o è obbligatorio l’uso dello stesso tempo verbale?
[91]
linguista scrive:
[92]
17 luglio 2012 alle 23:40
[93]
Ho unificato i suoi due quesiti, ai quali risponderò quindi in una volta sola.
[94]
Veniamo al primo punto.
[95]
La frase era da tanto che non vedevo Luisa: sta benissimo è riferita, come si vede, a due distinti momenti: uno, anteriore all’enunciato, espresso dall’imperfetto, e l’altro, contemporaneo, in cui abbiamo il presente.
[96]
La situazione verbale va benissimo così, perché rispetta la collocazione cronologica degli eventi (il mio non vedere Luisa da molto, che appartiene al passato, e lo star bene di Luisa, che appartiene al presente).
[97]
Secondo dubbio: la consecutio temporum regola le relazioni temporali tra la reggente e le subordinate.
[98]
Per il terzo dubbio, quanto lei chiede dovrebbe essere oggetto di una trattazione che vada ben oltre il ristretto spazio che si può concedergli in questa sede, ma possiamo dire peccando di necessaria superficialità che l’enunciato è un’azione linguistica prodotta in una situazione comunicativa, ed è analizzabile nell’ambito della pragmatica, mentre la proposizione è oggetto di studio dell’analisi del periodo e si può definire come unità sintattica formata da un soggetto e un predicato.
[99]
La sua posizione non è del tutto corretta perché (mi pare) per assunta una diversità basilare tra gli oggetti linguistici presi in esame: reale nel caso dell’enunciato, fittizio nel caso della proposizione.
[100]
Sempre sacrificando molto della complessità del problema, possiamo dire invece che è il tipo di approccio a determinare l’uso di termini diversi in corrispondenza di concetti diversi: posso infatti analizzare lo stesso discorso realmente avvenuto (e ascoltato, mettiamo, in metropolitana) interrogandomi sulle intenzioni comunicative dei locutori, sul rapporto tra gli enunciati, il contesto e il cotesto, sulla deissi, ecc.

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