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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
la seconda e la terza sono accettate?
[2]
Grazie dell'attenzione.
[3]
linguista scrive:
[4]
15 giugno 2012 alle 08:28
[5]
Il plurale di olio è oli.
[6]
Marco Maggiore
[7]
Antonio A scrive:
[8]
15 giugno 2012 alle 08:31
[9]
Buonasera,
[10]
il sostantivo maschile: "soprano" che, poi, definisce unicamente il registro più elevato di una voce femminile, viene, spesso, adoperato con l'articolo la oppure una
[11]
1)es.
[12]
La soprano Elisabetta.
[13]
2)es.
[14]
La signora Bianchi è una bravissima soprano.
[15]
3)es. abbiamo con noi la soprano Maria Bianchi.
[16]
è corretto?
[17]
grazie del'attenzione
[18]
linguista scrive:
[19]
15 giugno 2012 alle 08:33
[20]
L'uso corretto è al maschile: la signora Bianchi è un bravissimo soprano; abbiamo con noi il soprano Elisabetta.
[21]
Marco Maggiore
[22]
John scrive:
[23]
15 giugno 2012 alle 08:50
[24]
La mia domanda riguarda l’uso del passato prossimo e del passato remoto in questo periodo complesso.
[25]
Ho giocato mi sembra corretto perché si riferisce ad un’esperienza personale (del tipo: Ho visitato Londra, Ho visto le tigri allo zoo).
[26]
Li ho conservati si riferisce invece a quell’esperienza passata che continua ad avere effetti sul presente (il ricordo che porto ancora con me).
[27]
Il passato remoto (salutai, seguirono, scomparii, portò) mi sembra il tempo più adatto perché si tratta di un’esperienza conclusa e non ripetibile.
[28]
Non credo che, in questo caso, possa essere sostituito con il passato prossimo.
[29]
E’ corretta la mia analisi?
[30]
Non mi riferiscono a varianti regionali (che possono esserci), ma all’uso corretto dei tempi verbali.
[31]
Grazie.
[32]
John
[33]
linguista scrive:
[34]
15 giugno 2012 alle 08:55
[35]
Ripropongo un post di Alessandro Aresti del 24/01/12.
[36]
Marco Maggiore
[37]
Due sono i tratti fondamentali che qualificano il passato remoto: 1) indica un’azione collocata in un momento anteriore rispetto a chi parla; 2) l’azione designata è priva di legami, fisici o psicologici, con il presente.
[38]
Detto ciò, stabilire quando adoperare il passato remoto o un altro tempo del passato (di norma il concorrente abituale del passato remoto è il passato prossimo) non è sempre facile: infatti, benché siano stati fatti dei tentativi in proposito (ad esempio con l’ottocentesco Fornaciari, che elaborò la seguente regola: si usa regolarmente il passato prossimo parlando di cose avvenute dopo la mezzanotte precedente al giorno, in cui parliamo), la misura della distanza temporale che separa il momento dell’enunciazione dal momento dell’azione di cui è questione non sempre ci viene in soccorso.
[39]
Infatti, sono andato a Londra il mese scorso e andai a Londra il mese scorso sono soluzioni entrambe legittime, che trovano accoglienza nell’uso linguistico standard.
[40]
Non si dimentichi poi che, a riguardo, il comportamento linguistico del parlante/scrivente è condizionato soprattutto dalla provenienza geografica (al Nord e in parte dell’Italia centrale il passato remoto è praticamente inesistente; al Sud invece non di rado, nei contesti di bassa formalità, tende a invadere anche lo spazio che pertiene più strettamente al passato prossimo).
[41]
Nell’ottica dell’opposizione scritto/parlato, il passato remoto è in decisa regressione nel secondo, mentre resiste bene nel primo, e soprattutto nella lingua scritta di livello medio-alto (trattatistica, prosa narrativa e giornalistica, ecc.).
[42]
Non sono poi da dimenticare le componenti psicologiche: prendendo a prestito un esempio da Luca Serianni (Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria), l’enunciatore di una frase quale Da giovane ho letto molto (in luogo di Da giovane lessi molto), «rivive il processo nei suoi riflessi successivi, collegando il fatto di aver letto con un implicito risultato attuale (ad esempio: ho letto molto e: a) oggi mi considero istruito; b) ho la vista indebolita; c) non mi lascio attrarre dall’ultimo premio letterario, ecc.).».
[43]
In conclusione: si può consigliare di ricorrere al passato remoto per eventi assai lontani temporalmente (nell’ordine degli anni), e al passato prossimo per eventi assai vicini (ore).
[44]
Nell’ampia zona intermedia degli eventi meno lontani e meno vicini si può in genere optare per l’uno o per l’altro.
[45]
Alessandro Aresti
[46]
marco scrive:
[47]
15 giugno 2012 alle 09:11
[48]
Potreste farmi l'analisi logica della frase:"Che cosa vuoi?
[49]
" e della frase "devi dirmi di si".
[50]
Grazie
[51]
linguista scrive:
[52]
15 giugno 2012 alle 09:43
[53]
In entrambe le frasi il soggetto è sottinteso.
[54]
Che cosa vuoi? è un'interrogativa diretta in cui si distinguono il pronome interrogativo che col rafforzativo cosa e il predicato verbale vuoi; in Devi dirmi di il verbo servile dovere (ind.pres. 2 devi) regge la locuzione verbale dire di 'annuire', 'accettare' col pronome enclitico mi in funzione di complemento di termine ('a me'): si analizza dunque come predicato verbale (devi dire di ) + complemento di termine (a me).
[55]
Marco Maggiore
[56]
Luca scrive:
[57]
15 giugno 2012 alle 09:44
[58]
Nella frase: ti dico "ciò che/quello che" penso, l'unione di "ciò che - quello che", origina una proposizione relativa? grazie
[59]
linguista scrive:
[60]
15 giugno 2012 alle 09:49
[61]
Ciò e quello fungono da antecedenti del pronome relativo che che introduce la proposizione relativa.
[62]
Marco Maggiore
[63]
Arno scrive:
[64]
15 giugno 2012 alle 10:30
[65]
Buongiorno!
[66]
Mi saprebbe spiegare la differenza fra le espressioni "Non mangio LA carne/carne"; "Mangio IL pesce/pesce"?
[67]
Grazie.
[68]
linguista scrive:
[69]
15 giugno 2012 alle 10:38
[70]
L'assenza dell'articolo fa che il complemento oggetto non individui un’entità extralinguistica (un referente) su cui si dirige l’azione del verbo: in questo caso il complemento oggetto modifica il predicato, come se mangiare carne o mangiare pesce fossero due tipi di attività.
[71]
La funzione dell'articolo determinativo consiste infatti nel localizzare e nell'individuare l'entità che partecipa all'azione; nel momento in cui esso è omesso, localizzazione e individuazione vengono meno.
[72]
Dicendo mangio carne, intendo dire che in genere mi dedico a questo tipo di attività e che sono carnivoro.
[73]
Se invece fossi al ristorante e volessi mangiare un piatto di carne, sarebbe naturale ricorrere all'articolo determinativo: alla domanda che cosa mangia oggi? risponderei mangio la carne (quella che offre il ristorante).
[74]
In questo modo l’inserzione dell’articolo fornisce valore di argomento pieno all’oggetto, che passa a indicare un’entità coinvolta nel processo verbale.
[75]
Va però osservato che c'è un'area di parziale sovrapposizione tra i due usi.
[76]
Infatti posso usare la frase da anni non mangio più la carne anche per esprimere un fatto abituale e generico: in questo caso l'articolo non individua un referente determinato o un oggetto ben preciso, ma una classe di oggetti.
[77]
Non è possibile però ricorrere al complemento oggetto senza articolo se si vuole indicare un oggetto determinato e specifico.
[78]
Elisa De Roberto
[79]
Luca scrive:
[80]
15 giugno 2012 alle 11:26
[81]
Quindi sia "ciò" che "quello", nella frase principale sono complemento oggetto?
[82]
Grazie
[83]
linguista scrive:
[84]
15 giugno 2012 alle 11:35
[85]
Dipende dalla frase principale, possono essere anche soggetto (non so se lei si riferisce a una frase in particolare).
[86]
In ciò che dici mi stupisce / quello che dici mi stupisci i pronomi neutri ciò e quello sono soggetto della principale, mentre nella relativa svolgono attraverso il pronome che la funzione di oggetto.
[87]
In ho immaginato quello che era successo, quello è oggetto nella principale, soggetto nella relativa.
[88]
Se poi usiamo delle preposizioni possiamo avere molte combinazioni diverse: pensa a quello che ti ho detto, non sono d'accordo con quello che dici, etc.
[89]
Elisa De Roberto
[90]
Arno scrive:
[91]
15 giugno 2012 alle 11:46
[92]
Cara Dottoressa De Roberto, La ringrazio per la Sua esauriente spiegazione.
[93]
Luca scrive:
[94]
15 giugno 2012 alle 12:02
[95]
L'esempio che ha fatto "io ho immaginato quello che era successo", è chiarissimo.
[96]
Solo una precisazione: lo stesso discorso vale con "che" Diventa soggetto nella relativa unito a ciò o a Quello?
[97]
linguista scrive:
[98]
15 giugno 2012 alle 13:02
[99]
Che può svolgere due funzioni nella relativa: soggetto od oggetto (quello che mi dici è interessante; ciò che è accaduto è strano).
[100]
Se vogliamo fare in modo che l'antecedente svolga una funzione diversa nella relativa dobbiamo ricorrere alla mediazione di un altro pronome relativo: non mi ricordo ciò di cui mi hanno parlato ieri.

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