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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
12 giugno 2012 alle 11:24
[2]
Le consiglierei la soluzione "avere/trovare difficoltà a + infinito", se non altro perché molto più comune nelle realizzazioni linguistiche quotidiane rispetto all'altra (che invece è più segnata in direzione letterarieggiante e arcaizzante).
[3]
Per il resto, va bene.
[4]
Alessandro Aresti
[5]
ania scrive:
[6]
12 giugno 2012 alle 11:25
[7]
salve, se invece al posto del verbo "sapere" mettiamo "chiedere", rimane sempre la seconda frase come quella corretta?
[8]
1.
[9]
Vorrei chiedere se fosse possibile prendere un giorno di ferie.
[10]
2.
[11]
Vorrei chiedere se sarebbe possibile prendere un giorno di ferie.
[12]
grazie mille
[13]
linguista scrive:
[14]
12 giugno 2012 alle 11:59
[15]
.
[16]
Francesco Lucioli
[17]
John scrive:
[18]
12 giugno 2012 alle 12:18
[19]
Grazie prof.
[20]
Aresti.
[21]
Devo dire che i verbi procomplementari mi stanno appassionando.
[22]
Spero che abbia la pazienza (non certo la competenza) di rispondere ad un’altra domanda.
[23]
Cinzia Russi e Janice M.
[24]
Aski hanno condotto uno studio sui clitici italiani.
[25]
Le due studiose propongono uno schema che non mi convince.
[26]
Dicono:
[27]
farci caso = fare (verbo) + ci (clitico locativo)
[28]
mettercela tutta = come sopra
[29]
farcela come sopra
[30]
volerci = come sopra.
[31]
Mi chiedo perché non definiscano attualizzante quel ci che continua a turbare il mio sonno, visto che non ha più alcun valore locativo nei verbi procomplementari.
[32]
Conferma che non lo ha più?
[33]
E se è vero, come se lo spiega?
[34]
In inglese, per esempio, tutti quei ci non andrebbero mai tradotti con here o there come in andarci = to go there, dove ci è un vero avverbio di luogo.
[35]
Grazie tante.
[36]
John
[37]
linguista scrive:
[38]
12 giugno 2012 alle 12:36
[39]
Ha certamente ragione: la particella ci, nei verbi procomplementari, ha perso quasi completamente l'originario valore locativo per assumere una sorta di funzione di rinforzo semantico e fonico delle forme verbali cui si aggrega.
[40]
Considerato il suo interesse per l'argomento, mi permetto di rinviarla a un saggio che le consentirà di approfondire, nei suoi aspetti centrali, la questione: lo trova qui.
[41]
Alessandro Aresti
[42]
John scrive:
[43]
12 giugno 2012 alle 12:38
[44]
Grazie prof.
[45]
Aresti, per la rapida risposta e per il saggio che mi ha consigliato.
[46]
John
[47]
Paolo scrive:
[48]
12 giugno 2012 alle 12:42
[49]
Grazie dott.
[50]
Aresti della risposta.
[51]
Suppongo che tale valga anche per composti come "Ho difficoltà a deglutire/inghiottire", "Chi non riesce a deglutire" e simili.
[52]
Se nella seconda "a" è d'obbligo, nella prima possiamo optare anche per "di", oppure restiamo con "a"?
[53]
Grazie come sempre,
[54]
Saluti.
[55]
Paolo
[56]
linguista scrive:
[57]
12 giugno 2012 alle 12:51
[58]
Ribadisco: nell'uso contemporaneo è generalizzata la soluzione con la preposizione a.
[59]
Alessandro Aresti
[60]
John scrive:
[61]
12 giugno 2012 alle 16:37
[62]
Il prof.
[63]
Aresti mi ha gentilmente consigliato di leggere uno studio sui verbi procomplementari, ma per ora mi manca il tempo per farlo.
[64]
E mi è sorta un’altra domanda.
[65]
Nella frase: Ci vuole un’ora per andare a casa, il ci attualizzante può essere interpretato nel senso di in queste condizioni (atmosferiche, di traffico, ecc.) o in queste circostanze?
[66]
Perché è stato definito attualizzante?
[67]
Grazie.
[68]
John
[69]
linguista scrive:
[70]
12 giugno 2012 alle 17:58
[71]
Nel verbo cosiddetto procomplementare volerci la particella ci si è grammaticalizzata e, quindi, desemantizzata; scorporata dal verbo, e presa quindi singolarmente, non può essere analizzata su un piano puramente semantico.
[72]
Quando alla dicitura "attualizzante", essa è stata introdotta da Francesco Sabatini, e fa riferimento al fatto che la particella ci desemantizzata, combinandosi con un verbo (ad esempio avere), estende alla voce verbale cui si unisce un’intensificazione del senso e del suono, in modo da porre il costrutto, per così dire, in consonanza emotiva con la situazione comunicativa del momento: una sorta di "avvicinamento" all’attualità che negli anni Sessanta fu definita dai linguisti "attualizzare" (e da cui, appunto, l'etichetta sabatiniana "ci attualizzante").
[73]
Alessandro Aresti
[74]
John scrive:
[75]
12 giugno 2012 alle 18:05
[76]
Grazie (iterato), prof.
[77]
Aresti.
[78]
Cosa posso dire di più?
[79]
John
[80]
Antonio A scrive:
[81]
13 giugno 2012 alle 11:52
[82]
Buongiorno a tutti,
[83]
1.
[84]
Vorrei sapere se fosse possibile prendere un giorno di ferie.
[85]
2.
[86]
Vorrei sapere se sarebbe possibile prendere un giorno di ferie.
[87]
La seconda frase è corretta perché quel "se" è interrogativo?
[88]
è l'equivalente di: "non so se vorrai perdonarmi"
[89]
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti.
[90]
linguista scrive:
[91]
13 giugno 2012 alle 12:01
[92]
, il se introduce una proposizione interrogativa indiretta.
[93]
Francesco Lucioli
[94]
Antonio A scrive:
[95]
15 giugno 2012 alle 08:26
[96]
Buonasera a tutti,
[97]
la parola olio al plurale si declina con:
[98]
1)oli
[99]
2)olii
[100]
3)oli ^ con accento circonflesso sulla i

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