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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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[1]
linguista scrive:
[2]
4 giugno 2012 alle 18:20
[3]
L'espressione cataloghi di prodotto è attestata in contesti specialistici commerciali o professionistici, sebbene non sia comune.
[4]
Non c'è motivo per non accettarla, al pari di ricevute di spesa o, mutatis mutandis, bolle di sapone.
[5]
Fabio Ruggiano
[6]
Sergio scrive:
[7]
5 giugno 2012 alle 16:31
[8]
Vi posso chiedere se secondo il vostro parere, una costruzione frasale di questo tipo: " ha fatto il massimo sforzo possibile in assoluto ", origine ad un superlativo assoluto per la presenza di "in assoluto", oppure mantiene valore di superlativo relativo?
[9]
Ugualmente nella frase "il più bravo in assoluto", mantiene il valore relativo?
[10]
Vero è il fatto che raramente viene inserita questa locuzione in una frase.
[11]
Cordiali saluti, Gianluca
[12]
linguista scrive:
[13]
5 giugno 2012 alle 17:23
[14]
In entrambi i casi si tratta comunque di un superlativo relativo.
[15]
Francesco Lucioli
[16]
Enrico Saccoccio scrive:
[17]
6 giugno 2012 alle 08:49
[18]
Buongiorno, volevo sapere se l'espressione "previo accordi" è corretta o se, come io credo, non vada utilizzata preferendole "previ accordi".
[19]
Grazie.
[20]
linguista scrive:
[21]
6 giugno 2012 alle 11:13
[22]
Previo è un aggettivo e come tale concorda in genere e numero col nome cui si riferisce (e a cui va sempre preposto nel linguaggio burocratico): previo accordo, previa visita, ecc.
[23]
Di conseguenza la forma corretta è previ accordi.
[24]
Francesco Lucioli
[25]
Luca scrive:
[26]
7 giugno 2012 alle 09:09
[27]
Il sintagma di tempo: "dal mese di ottobre al mese di dicembre", si può considerare nell'insieme complemento di tempo, oppure origina due complementi distinti? grazie
[28]
linguista scrive:
[29]
8 giugno 2012 alle 08:46
[30]
Nulla vieterebbe di analizzarli come due complementi di tempo determinato giustapposti, ma la connessione tra le preposizioni a e da è talmente forte da permettere di considerarlo un unico complemento di tempo determinato retto da una preposizione bipartita (per l'argomento mi permetto di rinviare a una mia risposta precedente, datata 8/4/2011).
[31]
Marco Maggiore
[32]
John scrive:
[33]
8 giugno 2012 alle 08:48
[34]
Nella frase:
[35]
Ci vuole un'ora per andarci
[36]
il secondo "ci", se non sbaglio, è una particella avverbiale che sta al posto di " / in quel luogo".
[37]
Il primo "ci" può essere interpretato come pronome personale (a noi serve un'ora)?
[38]
Grazie.
[39]
John
[40]
linguista scrive:
[41]
8 giugno 2012 alle 09:05
[42]
No, perché ci vorrebbe un'ora anche per me, se ci andassi da solo!
[43]
Rientra in uno di quegli usi che Francesco Sabatini, nel suo studio sull'italiano dell'uso medio, ha accolto sotto l'etichetta di 'ci attualizzante': si tratta di casi in cui l'originario avverbio di luogo clitico ci ricorre del tutto privo dell'originario valore locativo (ci vado 'vado là'), combinandosi con voci verbali che possono assumere significati specifici anche molto diversi rispetto al verbo di partenza.
[44]
È proprio il caso del procomplementare volerci 'essere necessario', 'occorrere' (ci vuole un pennello grande, ci vuole un'ora, quando ci vuole ci vuole; cfr. GRADIT s.v.), semanticamente ben distinto dalla base volere.
[45]
Per la definizione di verbo procomplementare rinvio alle risposte di Anna Colia (7/4/2011, 16/6/2011), Alessandro Aresti (7/6/2011, 27/3/2012), Francesco Lucioli (1/6/2011), Rocco Luigi Nichil (17/10/2011, 5/4/2012).
[46]
Marco Maggiore
[47]
John scrive:
[48]
8 giugno 2012 alle 13:52
[49]
Grazie prof.
[50]
Maggiore, spiegazione chiarissima.
[51]
E' possibile dire:
[52]
Mi ci vorrebbe un'ora per andarci
[53]
Le ci vorrebbe troppo tempo per compilare il modulo
[54]
e simili?
[55]
Se sono frasi corrette, come analizzarle?
[56]
Il "ci" avrebbe lo stesso valore attualizzante?
[57]
Grazie.
[58]
John
[59]
linguista scrive:
[60]
8 giugno 2012 alle 14:16
[61]
, le due frasi sono corrette e ancora una volta ci troveremmo di fronte al verbo procomplementare volerci.
[62]
Elisa De Roberto
[63]
Sergio scrive:
[64]
8 giugno 2012 alle 17:26
[65]
Nella frase: "a fronte di tanto impegno, la mia sconfitta era evidente", la locuzione "a fronte", che tipo di complemento introduce? grazie
[66]
linguista scrive:
[67]
8 giugno 2012 alle 17:40
[68]
La locuzione preposizionale nella sua frase introduce un complemento concessivo o di concessione.
[69]
In una frase come "A fronte del tuo comportamento ho deciso di punirti" il complemento sarebbe piuttosto di causa.
[70]
Fabio Ruggiano
[71]
Daniele scrive:
[72]
8 giugno 2012 alle 17:41
[73]
Buongiorno, volevo sapere se, dopo le virgolette di una citazione che termina con un punto interrogativo o esclamativo, bisogna mettere il punto finale oppure si può cominciare la frase successiva direttamente con la maiuscola (es.: Disse: "Che belle queste montagne!". Ma non ebbe risposta).
[74]
linguista scrive:
[75]
8 giugno 2012 alle 17:43
[76]
La posizione degli altri segni rispetto alle virgolette non è codificata, ma rientra nell’ambito delle diverse convenzioni editoriali e del gusto individuale.
[77]
I segni possono essere posizionati dentro o fuori le virgolette.
[78]
La scelta della posizione interna, comunque, pone delle difficoltà, perché lascia intendere che la punteggiatura è riferita solamente al discorso riportato, non alla cornice.
[79]
Quando bisogna puntare sia il discorso citato che la cornice, però, piuttosto che inserire un segno prima e uno dopo le virgolette, opzione inelegante e pedante, è meglio mettere un segno solo, fuori dalle virgolette.
[80]
La compresenza di due segni, prima e dopo le virgolette, è, invece, più accettabile se dentro le virgolette c’è una marca dell’intonazione (punto esclamativo o interrogativo), e fuori un punto (o anche altre segni, se il periodo continua).
[81]
In ogni caso, le marche dell’intonazione riferite al discorso diretto vanno inserite dentro le virgolette, non fuori.
[82]
Fabio Ruggiano
[83]
Daniele scrive:
[84]
8 giugno 2012 alle 17:45
[85]
Vi sarei inoltre grato se mi poteste dare la vostra opinione sulla parola "ispirativo".
[86]
Il dizionario riporta solo "ispiratore".
[87]
E' accettata?
[88]
Grazie mille
[89]
linguista scrive:
[90]
8 giugno 2012 alle 18:01
[91]
L'aggettivo ispirativo non è registrato nel Grande Dizionario Italiano dell'Uso, ma ne esistono circa 24000 attestazioni in rete (da una ricerca con il motore di ricerca google).
[92]
Si tratta di una parola non necessaria, vista la perfetta sinonimia con l'aggettivo/sostantivo ispiratore.
[93]
E' possibile, però, che i parlanti percepiscano quest'ultimo come sostantivo e quindi tendano ad affiancargli un aggettivo, sul modello di alternatore/alternativo, osservatore/osservativo, punitore/punitivo.
[94]
L'attestazione nell'uso ma non in contesti autorevoli (la parola manca anche nel corpus Primo Tesoro della Lingua letteraria italiana del Novecento, che raccoglie 100 romanzi editi dal 1947 al 2006) dovrebbe sconsigliare l'impiego della parola in contesti formali e con carattere di ufficialità.
[95]
Fabio Ruggiano
[96]
Antonio scrive:
[97]
8 giugno 2012 alle 18:03
[98]
Buonasera a tutti,
[99]
Le coordinative disgiuntive e che hanno valore correttivo, esplicativo: Ovvero ed ossia, vengono spesso usate, sia nella lingua parlata che in quella scritta, in maniera un po' inopportuna.
[100]
Es.

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