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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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30 maggio 2012 alle 11:29
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Comprendo la domanda fino ad un certo punto, perché non capisco se l'avverbio che ritiene non possa essere usato da solo sia oppure assolutamente.
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Cerco di chiarire la situazione (anche a me!): assolutamente è un avverbio che non ha, originariamente, funzione olofrastica, non può cioè essere usato come frase di senso compiuto, come oggi invece avviene sempre più spesso; questo uso può essere considerato scorretto o, per meglio dire, poco opportuno o chiaro.
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Alla domanda: "Pensi sia giusto comporarsi così?", la risposta "Assolutamente" è una risposta incerta, perché può valere sia per "assolutamente ", sia per "assolutamente no"; è dunque meglio evitare di rispondere con il semplice assolutamente.
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Assolutamente è invece una forma corretta e oggi inflazionata: personalmente non ritengo sia sempre necessario rafforzare con l'avverbio assolutamente.
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Veniamo quindi alla terza parte della domanda: ha il valore olofrastico sopra accennato, può cioè essere utilizzato da solo in risposta ad una domanda; non ha perciò necessariamente bisogno di essere accompagnato da un avverbio.
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può stare da solo (e talvolta sarebbe anche meglio lasciarlo da solo); se proprio vuole rafforzarlo e non gradisce l'avverbio assolutamente, può usare forme come certamente , certo che , direi proprio di .
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Francesco Lucioli
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Riccardo scrive:
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30 maggio 2012 alle 11:31
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Buongiorno,
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Ho letto sul web la seguente frase: "... Ho sentito la storia di quella signorina, non so come si CHIAMA (Polanco, ndr), che si è travestita da Boccassini per farlo divertire. In tutte queste vicende ci sono tratti psicologici un po’ allarmanti, un primo ministro che si comporta cosi’ tanto normale non è..." mi chiedevo se si poteva usare anche il congiutivo:CHIAMI.
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Grazie come sempre per le vostre chiarissime speigazioni.
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linguista scrive:
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30 maggio 2012 alle 11:39
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Sapere è un verbo che generalmente regge una proposizione con l'indicativo ("so perfettamente come si chiama"); tuttavia quando un verbo che solitamente regge l'indicativo si trova in una frase negativa può anche reggere il congiuntivo: "non so assolutamente come si chiami".
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Francesco Lucioli
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Tiziana scrive:
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30 maggio 2012 alle 11:50
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Gentili Signori,
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nella frase : "Dove l'hai comprata?" dove (che se non sbaglio è avverbio interrogativo)facendo l'analisi logica diventa complemento di luogo?
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grazie
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linguista scrive:
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30 maggio 2012 alle 11:56
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, a questo tipo di quesito ha già risposto Anna Colia il 23/02/2011 alle 23:53:59.
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Francesco Lucioli
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Riccardo scrive:
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30 maggio 2012 alle 12:01
[29]
In una mia precedente richiesta mi aveva ricordato la norma che mi è chiara,trattandosi di un luminare come Cacciari,mi faceva piacere essere rassicurato sull'uso dell'indicativo che spesso mi capita di usare,in frasi molto simili a quella in oggetto.
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Pur ricordando la regola, mi viene più spontaneo l'uso dell'indicativo.
[31]
Per concludere: se ho afferrato esattamente il concetto, posso continuare a usare l'indicativo come ha fatto l'ex sindaco di Venezia?
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Grazie ancora professor Lucioli per la sua Disponibilità.
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linguista scrive:
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30 maggio 2012 alle 12:18
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Nel caso proposito, la presenza di una reggente negativa è uno dei fattori che permette di optare per il congiuntivo invece dell'indicativo; non si tratta tuttavia di un obbligo ma di una semplice sfumatura.
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Francesco Lucioli
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Riccardo scrive:
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30 maggio 2012 alle 12:26
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Grazie ancora Professor Lucioli per la sua lodevole disponibilità;le auguro una buona giornata.
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Anna scrive:
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30 maggio 2012 alle 12:27
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Buongiorno,
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ho letto in un libro di cucina un'espressione che mi lascia perplessa, non tanto sul senso (fare qualcosa senza l'aiuto di altri) quanto sulla forma espressiva scelta.
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"Per fare da voi stessi la pasta..." è la frase in questionee.
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La mia curiosità è questa: "fare da voi stessi...", "fare da voi..." o "fare da soli..." possono essere considerate espressioni equivalenti?
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Qual è secondo voi la più corretta, se tra queste ve ne una più corretta di altre?
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E dal punto di vista stilistico o di frequenza d'uso avete suggerimenti o osservazioni in merito?
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Grazie
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Anna
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linguista scrive:
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30 maggio 2012 alle 12:35
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Direi che si tratta di una questione puramente stilistica: si intende marcare la possibilità che i lettori possano essere in grado di fare la pasta da soli.
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Nel linguaggio della cucina (penso, ad esempio, alle trasmissioni televisive) è molto frequente questo uso espressivo della lingua, spesso ricalcato direttamente su alcune espressioni francesi: si pensi solo ai continui andiamo a mettere, andiamo ad aggiungere, ma anche allo strabordante uso dei possessivi, la nostra lasagna, il mio soufflé e simili.
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In questo caso, la forma più corretta sarebbe semplicemente per fare la pasta o per fare la pasta in casa; le tre espressioni indicate sono equivalenti, ma è certo preferibile fare da soli la pasta, meno ridondante e decisamente più frequente.
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Francesco Lucioli
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Marco scrive:
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31 maggio 2012 alle 16:01
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Analizzando la frase: "La casa appare piuttosto capiente", "piuttosto" è un complemento oppure attributo del complemento di modo "capiente"? grazie
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linguista scrive:
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1 giugno 2012 alle 08:11
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L'avverbio piuttosto ricorre qui nel significato di 'abbastanza, alquanto'; tra i suoi vari usi sintattici, l'avverbio può infatti fungere da modificatore e determinatore semantico di un aggettivo.
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Marco Maggiore
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Riccardo scrive:
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1 giugno 2012 alle 09:12
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Buongiorno,
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consultando un libro di grammatica ho trovato scritto che le forme ME e TE si usano qualche volta in funzione di soggetto: Ne so quanto TE.
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Tu sei come ME.
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Bene, non riesco a capire perché il soggetto non sia IO,nella prima; TU soggetto nella seconda.
[69]
Forse l'autore della grammatica intende dire che TE e ME sono soggetti logici?
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Però io ricordo che si parla di soggetto logico nella diatesi passiva, come spesso avete avuto modo di spiegare nel blog.
[71]
Grazie come sempre per la disponibilità.
[72]
Con stima sincera.
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linguista scrive:
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1 giugno 2012 alle 10:19
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Le forme oblique me e te del pronome di prima e seconda persona possono effettivamente ricorrere in funzione di soggetto in esempi come quelli da lei riportati, che sono caratterizzati dall'ellissi del verbo: esprimendo il verbo, i pronomi soggetto tornano ad essere gli attesi io e tu: ne so quanto ne sai tu; tu sei come sono io.
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Occorre considerare a parte l'uso generalizzato di te in funzione di soggetto, caratteristico della lingua parlata ma da evitare nello scritto: te sei scemo, te mi prendi in giro, anche te mi sembri una brava persona ecc.; in tutti questi contesti la grammatica prevede l'impiego di tu.
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Appare invece ormai regolare l'uso di te in coordinazione quando il pronome di seconda persona si trovi al secondo posto: io e te, Angelica e te (ma tu e io, tu e Angelica).
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Marco Maggiore
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Riccardo scrive:
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1 giugno 2012 alle 10:20
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Grazie infinite Professor Maggiore.
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La sua spiegazione è stata chiarissima.
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La saluto cordialmente.
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Paolo scrive:
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1 giugno 2012 alle 10:21
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Buongiorno agli amici del linguista!
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In questa frase: "Possiamo accompagnate il piatto da vari contorni", non sarebbe meglio sostituire quel "da" con la preposizione "con" (appunto), oppure vanne bene entrambe?
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Secondo me "Da" sarebbe da evitare.
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Grazie come sempre, saluti,
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Paolo
[91]
Paolo scrive:
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1 giugno 2012 alle 10:23
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Aggiungo: come possiamo capire che l'aggiunta di una determinata preposizione potrebbe essere sbagliata, anche se "a orecchio" sembra combaciare perfettamente (è il caso di "ricco in")
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linguista scrive:
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1 giugno 2012 alle 10:52
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, la frase proposta è decisamente scorretta.
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La preposizione da non può esprimere il valore associato al complemento di unione, che è invece prerogativa di con.
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L'impiego di da con valore di complemento d'agente sarebbe accettabile a patto di modificare profondamente la struttura della frase: possiamo far accompagnare il piatto da vari contorni.
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In questo caso il fare causativo introduce un verbo accompagnare che però ricorre con valore diverso dall'accezione di 'abbinare', 'unire qualcuno a qualcosa' del primo esempio, che avrebbe richiesto l'impiego di con (voglio accompagnare il mio regalo con un bigliettino): nel nuovo esempio non siamo più direttamente "noi" ad abbinare i due elementi, ma semplicemente "facciamo " che i contorni accompagnino il piatto (o, al passivo, che il piatto sia accompagnato dai contorni).
[100]
L'impiego di una preposizione diversa può pertanto determinare notevoli alterazioni nella struttura logica del discorso, consentendoci di percepire l'errore.

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