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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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25 maggio 2012 alle 08:56
[2]
Buongiorno agli amici del linguista.
[3]
Abbracciando il discorso di ieri (capace nel/capace di), chiedo un vostro parere su una frase analoga.
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1) Combattere le lesioni XYZ grazie al pesce ricco in Omega-3.
[5]
2)Combattere le lesioni XYZ grazie al pesce ricco di Omega-3.
[6]
Anche qui dobbiamo dare preferenza alla frase 2?
[7]
Qual è la regola che impone l'uso di "DI"? ve lo chiedo perché leggo spesso elaborati ove sono presenti "capace nel" o "ricco in".
[8]
Grazie come sempre, saluti
[9]
Paolo
[10]
linguista scrive:
[11]
25 maggio 2012 alle 08:59
[12]
La preposizione di è deputata a rivestire i valori espressi dai complementi di abbondanza e privazione: è privo d'esperienza, è piena di entusiasmo, è ricco di Omega-3.
[13]
Marco Maggiore
[14]
Paolo scrive:
[15]
25 maggio 2012 alle 09:13
[16]
Grazie dott.
[17]
Maggiore per la sua risposta.
[18]
Posso chiederle se usare IN è del tutto errato?
[19]
La saluto cordialmente,
[20]
Paolo
[21]
linguista scrive:
[22]
25 maggio 2012 alle 09:15
[23]
Non escluderei che quest'uso sia influenzato dall'inglese: the entire region is rich in historical churches; our soil is rich in important nutrients (e quanto al suo esempio, dia un'occhiata qui).
[24]
La prova che non si tratta di un uso consueto della preposizione in risiede nel fatto che non è possibile applicarla agli altri casi: si percepisce chiaramente l'estraneità di *privo in esperienza, *piena in entusiasmo.
[25]
Marco Maggiore
[26]
Paolo scrive:
[27]
25 maggio 2012 alle 09:17
[28]
Buongiorno, perdonatemi, ma vorrei porre il secondo quesito della giornata.
[29]
Quali sono le frasi che accordano correttamente?
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1A) Ottimi anche il latte e i suoi derivati.
[31]
2A) Ottimo anche il latte e i suoi derivati.
[32]
3A) Ottimi anche il latte con suoi derivati.
[33]
4A) Ottimo anche il latte con i suoi derivati.
[34]
1B) Paolo con i suoi amici andarono a trovare...
[35]
2B)Paolo con i suoi amici andò a trovare...
[36]
Grazie e saluti.
[37]
Paolo
[38]
linguista scrive:
[39]
25 maggio 2012 alle 09:18
[40]
In linea di principio una pluralità di soggetti singolari richiede l'accordo al plurale; se al soggetto si lega un complemento di compagnia, di norma l'accordo è alla terza persona; è tuttavia ammesso l'accordo al plurale laddove il complemento di compagnia preceda il verbo.
[41]
Tra i primi quattro esempi (stilisticamente connotati dall'ellissi del verbo) sono preferibili 1A e 4A; tra gli ultimi due si preferirebbe 2B, ma 1B non è abnorme.
[42]
Marco Maggiore
[43]
John scrive:
[44]
25 maggio 2012 alle 09:35
[45]
Marco e Matteo stanno mangiando un gelato al parco.
[46]
Marco vorrebbe restare ancora un po’ ma Matteo ha fretta.
[47]
Perché te ne vuoi andare così presto?, chiede Marco.
[48]
Ho molte cose da fare, risponde Matteo.
[49]
Infatti, (egli) doveva andare a prendere il figlio a scuola, fare la spesa e passare dai genitori.
[50]
Marco sembra irritato per la risposta.
[51]
(Egli) si alza e se ne va senza salutare l’amico.
[52]
***************
[53]
Il pronome soggetto che ho posto tra parentesi ha un valore anaforico, in quanto richiama un nome già citato.
[54]
Mi chiedo se sia possibile sostituirlo con lui.
[55]
Io preferisco di gran lunga egli.
[56]
Stiamo parlando di lingua scritta (potrebbe essere un racconto ma anche un compito in classe di italiano).
[57]
Che cosa ne pensano gli esperti?
[58]
E’ ovvio che la sua omissione è corretta e naturale.
[59]
Ma se si trattasse, poniamo, di un esercizio con spazi vuoti da riempire, sarebbe accettabile l’uso di lui?
[60]
Perché / perché no?
[61]
Grazie.
[62]
John
[63]
linguista scrive:
[64]
25 maggio 2012 alle 09:40
[65]
Egli è la forma tradizionale del pronome personale maschile di terza persona, e ha rappresentato fino a non molto tempo fa l'unica possibilità ammessa dalle grammatiche normative; l'impiego di lui come pronome soggetto si è fatto largamente strada nell'italiano parlato, fino a divenire, di fatto, l'unica forma realmente dell'uso.
[66]
L'impiego di egli è oggi per lo più relegato alla lingua scritta e a contesti formalmente elevati.
[67]
Venendo al suo quesito, direi che entrambe le forme sono ammissibili e che, dato il livello stilistico alquanto dimesso del periodo, l'impiego di lui non stupirebbe che i puristi più gravemente attardati.
[68]
Marco Maggiore
[69]
John scrive:
[70]
25 maggio 2012 alle 11:10
[71]
Grazie, prof.
[72]
Maggiore.
[73]
Al di del livello stilistico del periodo, mi sembrava che "egli" fosse un pronome anaforico, e forse l'unico ammissibile con questa funzione (è quanto sostiene Marcello Durante, ma non essendo un esperto potrei aver male interpretato il pensiero dello studioso).
[74]
Poniamo di trovarci di fronte ad un periodo formalmente molto elevato, i due pronomi in questione sarebbero ancora intercambiabili?
[75]
John
[76]
linguista scrive:
[77]
25 maggio 2012 alle 11:30
[78]
Il suo quesito tocca un nodo particolarmente problematico dell'alternanza egli/lui, complicata dal fatto che in italiano il pronome zero risulta essere l'opzione più frequente.
[79]
In effetti egli e lui non sembrano essere in distribuzione libera: la loro alternanza potrebbe non essere soltanto un fatto di registro, ma la spia di una diversa funzione testuale.
[80]
Secondo Durante Egli assicurerebbe il rinvio anaforico all'antecedente (cioè al nome) più vicino, mentre lui determinerebbe un rinvio deittico.
[81]
Tale ipotesi spiegherebbe perché in alcuni casi egli non sembra poter essere sostituito con lui .
[82]
Purtroppo mancano studi approfonditi su tale questione, anche perché il fenomeno risente di innumerevoli variabili (anche stilistiche).
[83]
Provo a fare un esempio, usando un passo del Visconte dimezzato di Calvino (per tematiche di questo tipo non ci si può basare su esempi inventati, perché ci devono essere condizioni sintattiche e testuali ben precise):
[84]
Mancava solo il padre di Medardo, il vecchio visconte Aiolfo, mio nonno, che da tempo non scendeva piú neanche nella corte.
[85]
Stanco delle faccende del mondo, aveva rinunciato alle prerogative del titolo a favore dell'unico suo figliolo maschio, prima ch'egli partisse per la guerra.
[86]
Ora la sua passione per gli uccelli, che allevava dentro il castello in una grande voliera, s'era andata facendo piú esclusiva: il vecchio s'era portato in quell'uccelliera anche il suo letto.
[87]
Il soggetto del secondo periodo è Aiolfo, che rinuncia alle prerogative del titolo a favore dell’unico figlio maschio (Medardo).
[88]
Come si vede, Calvino usa egli nella temporale (prima ch'egli partisse...): questo egli rinvia anaforicamente all’antecedente nominale più vicino.
[89]
Dobbiamo riferire quindi egli a Medardo (è Medardo che parte per la guerra, come ci informa lo stesso Calvino: C'era una guerra contro i turchi. Il visconte Medardo di Terralba, mio zio, cavalcava per la pianura di Boemia diretto all'accampamento dei cristiani).
[90]
Ora, avrebbe potuto Calvino usare lui?
[91]
Probabilmente no, perché il riferimento non sarebbe più andato a Medardo ma al referente (cioè alla persona o all’oggetto) più rilevante nel contesto: cioè all’unica persona che agisce sulla scena che il narratore ci racconta.
[92]
In quanto deittico, e non anaforico, lui deve riferirsi a qualcuno che è presente nella situazione extralinguistica.
[93]
Questa è l’ipotesi di quanti ritengono che egli e lui non siano liberamente intercambiabili: nello scritto e in particolari condizioni entrambi i pronomi realizzano funzioni diverse (da segnalare però che lo stesso discorso non vale per ella / lei).
[94]
Elisa De Roberto
[95]
Paolo scrive:
[96]
25 maggio 2012 alle 12:57
[97]
La ringrazio per la risposta dott.
[98]
Maggiore.
[99]
Secondo lei, qual è la frase più appropriata:
[100]
1) Coadiuvante per la terapia antibiotica

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