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Maarten Janssen, 2014-
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Astratto e concreto
Language column
Il linguista
Author
Fausto Raso
Date
28
luglio
2009
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[1]
Ai
tempi
della
scuola
abbiamo
appreso
che
la
differenza
tra
il
“
concreto
”
e
l’
“
astratto
”
sta
nel
fatto
che
nel
primo
caso
si
dice
di
ciò
che
può
essere
verificato
direttamente
con
i
sensi
,
quindi
è
percettibile
,
“
vero
”
,
“
che
si
può
toccare
con
mano
”
;
nel
secondo
caso
,
invece
,
di
ciò
che
pur
“
esistendo
”
non
può
essere
percettibile
in
quanto
è
semplicemente
una
nozione
comune
come
,
ad
esempio
,
la
virtù
o
la
benevolenza
.
[2]
Non
è
sempre
facile
,
dunque
,
distinguere
il
concreto
dall’
astratto
soprattutto
dal
punto
di
vista
grammaticale
perché
“
il
fatto
”
non
attiene
né
alla
fonetica
né
alla
morfologia
né
alla
sintassi
.
[3]
È
interessante
vedere
,
quindi
–
ripercorrendo
l’
“
evoluzione
”
della
lingua
–
,
come
alcuni
vocaboli
che
in
origine
indicavano
esclusivamente
“
nozioni
materiali
”
oggi
siano
atti
ad
esprimere
i
concetti
più
astratti
.
[4]
Analizziamo
il
verbo
pensare
:
questo
non
è
altro
che
il
verbo
latino
che
voleva
dire
‘
pesare’
;
da
una
cosa
concreta
è
passato
ad
indicare
una
cosa
astratta
;
non
diciamo
,
del
resto
,
“
pesare
il
pro
e
il
contro
”
di
una
determinata
faccenda
?
[5]
E
che
cosa
significa
comprendere
se
non
“
accogliere
”
in
noi
un
pensiero
?
[6]
“
Scrutando
”
il
verbo
capire
(
dal
latino
capere
,
‘
prendere
,
contenere
,
accogliere’
)
si
vede
bene
il
passaggio
dal
significato
concreto
a
quello
astratto
:
“
accogliere
”
nella
nostra
mente
un
concetto
,
quindi
…
[7]
“
capirlo
”
.
[8]
Originariamente
il
suddetto
verbo
indicava
solamente
una
cosa
concreta
,
tant’
è
che
ancora
oggi
si
parla
di
capienza
di
un
locale
;
poi
anche
in
latino
ha
finito
con
l’
acquistare
l’
accezione
di
‘
intendere’
.
[9]
L’
“
ambivalenza
”
concreto-astratto
si
nota
meglio
esaminando
un
altro
termine
,
figlio
di
capire
:
capace
.
[10]
Diciamo
,
infatti
,
che
un
recipiente
è
molto
capace
e
che
un
ragazzo
è
capace
di
risolvere
un
problema
;
nel
primo
caso
abbiamo
capace
nel
significato
concreto
di
‘
contenere’
,
nel
secondo
in
quello
astratto
di
‘
avere
attitudini’
.
[11]
Ancora
.
[12]
Il
verbo
riflettere
palesa
ancora
più
facilmente
la
sua
antica
origine
:
non
significa
altro
che
…
[13]
“
riflettere
”
,
vale
a
dire
‘
piegarsi
su
sé
stesso’
.
[14]
Chi
riflette
,
dunque
,
‘
ripiega
la
mente
su
sé
stesso’
,
ovverosia
rivolge
l’
attenzione
sui
fatti
interni
della
vita
psichica
(
i
contenuti
del
pensiero
)
.
[15]
Il
passaggio
dal
valore
concreto
a
quello
astratto
–
anche
in
questo
caso
–
si
riscontra
con
maggiore
evidenza
nelle
espressioni
“
concentrarsi
nei
propri
pensieri
”
,
“
raccogliersi
in
meditazioni
”
.
[16]
Con
queste
modeste
noterelle
tentiamo
di
mettere
in
evidenza
,
insomma
,
il
fatto
che
nel
parlare
e
nello
scrivere
adoperiamo
termini
che
i
nostri
antenati
Latini
usavano
con
accezioni
diverse
da
quelle
odierne
e
solo
un’
attenta
analisi
ci
rimanda
al
significato
originario
che
da
astratto
è
diventato
concreto
e
viceversa
.
[17]
Una
riprova
?
[18]
Molte
fra
le
parole
più
astratte
di
quelle
che
esprimono
concetti
matematici
,
ad
un
attento
esame
,
rivelano
i
loro
significati
originari
che
erano
,
per
l’
appunto
,
concreti
.
[19]
Vediamo
.
[20]
Il
punto
,
quando
è
“
nato
”
,
non
era
altro
che
il
segno
lasciato
da
una
…
puntura
(
d’
insetto
,
ad
esempio
)
;
la
linea
,
presa
come
simbolo
della
figura
geometrica
,
è
il
femminile
dell’
aggettivo
derivato
da
lino
,
che
è
,
propriamente
,
‘
filo
di
lino’
.
[21]
Vogliamo
dire
,
insomma
,
che
il
confine
tra
“
astratto
”
e
“
concreto
”
è
quanto
mai
labile
(
e
i
sacri
testi
grammaticali
–
per
quanto
ne
sappiamo
–
non
ne
fanno
cenno
)
.
[22]
Si
pensi
,
a
questo
proposito
,
all’
aggettivo
amaro
:
un
“
caffè
amaro
”
e
un
“
ricordo
amaro
”
;
o
al
verbo
inghiottire
:
si
può
inghiottire
un
cibo
come
una
calunnia
.
[23]
Potremmo
continuare
ma
non
vogliamo
tediarvi
oltre
misura
.
[24]
Concludiamo
consigliando
–
a
coloro
che
amano
il
bel
parlare
e
il
bello
scrivere
–
di
adoperare
il
su
citato
verbo
nella
forma
non
incoativa
(
cioè
senza
l’
inserimento
dell’
infisso
-
isc
-
tra
il
tema
e
la
desinenza
)
allorché
assume
un
significato
metaforico
:
non
hai
paura
che
il
buio
ti
inghiotta
?
[25]
Si
dirà
,
invece
,
che
Mario
inghiottisce
qualunque
cosa
gli
capiti
sotto
i
denti
.
[26]
Fausto
Raso
[27]
Scritto
martedì
,
28
luglio
2009
alle
20
:
18
nella
categoria
Senza
categoria
.
[28]
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[31]
giovanni
scrive
:
[32]
3
agosto
2009
alle
06
:
00
[33]
Ed
il
verbo
intendere
?
[34]
Come
si
iscrive
nella
costruzione
di
cui
sopra
?
[35]
E
così
pure
,
come
può
sostenersi
la
vicinanza
tra
astratto
e
concreto
quando
si
parla
,
ad
es
.
,
di
infinito
,
un
concetto
che
è
il
paradigma
dell'
astrazione
?
[36]
Grazie
!
[37]
linguista
scrive
:
[38]
3
agosto
2009
alle
06
:
15
[39]
Il
verbo
“
intendere
”
si
può
considerare
astratto
quando
ha
l’
accezione
di
'
capire
il
significato'
,
'
comprendere
con
la
mente'
:
"
Filippo
ha
inteso
subito
,
senza
problemi
,
il
pensiero
dell’
autore
"
;
concreto
allorché
si
fa
riferimento
esplicito
all’
udito
,
alla
percezione
sensoriale
,
quando
significa
,
insomma
,
'
sentire'
,
'
udire'
:
"
Durante
tutta
la
notte
ha
inteso
dei
rumori
sospetti
"
.
[40]
Per
quanto
attiene
all’
ambivalenza
astratto-concreto
di
“
infinito
”
le
cose
si
complicano
.
[41]
Si
può
ritenere
concreto
nella
forma
aggettivale
e
nell’
accezione
di
'
svariato'
,
'
innumerevole'
e
simili
(
sull’
argomento
sono
stati
pubblicati
"
infiniti
"
testi
)
,
astratto
in
tutti
gli
altri
casi
.
[42]
Fausto
Raso
[43]
Riccardo
scrive
:
[44]
17
gennaio
2010
alle
07
:
27
[45]
il
sostantivo
"
buio
"
è
concreto
o
astratto
?
[46]
Grazie
per
l'
attenzione
[47]
linguista
scrive
:
[48]
17
gennaio
2010
alle
08
:
40
[49]
Il
buio
propriamente
non
lo
vediamo
,
ma
si
tratta
evidentemente
di
una
realtà
concreta
,
che
attiene
alla
nostra
sfera
sensoriale
:
la
cosa
è
evidente
quando
diciamo
"
Qui
c'
è
buio
"
.
[50]
Se
si
volesse
rendere
il
buio
un'
astrazione
si
potrebbe
coniare
il
termine
"
buietà
"
(
"
buietudine
"
,
invece
,
esprimerebbe
la
condizione
di
chi
vive
nel
buio
)
.
[51]
Massimo
Arcangeli
[52]
Salvatore
Zingale
scrive
:
[53]
18
gennaio
2010
alle
19
:
02
[54]
Mi
viene
da
dire
che
tutto
"
è
concreto
"
,
ma
alcune
cose
"
diventano
astratte
"
,
proprio
nel
senso
etimologico
,
da
"
abstrahere
"
:
distaccare
da
.
[55]
L'
astratto
è
evoluzione
del
concreto
.
[56]
E
la
spiegazione
di
sopra
lo
dimostra
.
[57]
Saluti
[58]
federico
scrive
:
[59]
9
giugno
2010
alle
21
:
02
[60]
sperando
di
trovare
qualcuno
di
voi
disponibile
,
chiedo
se
è
corretto
dire/scrivere
"
.
.
.
ho
bisogno
di
saperti
vivo/in
vita
"
.
[61]
tralasciando
la
bellezza
dell'
epressione
,
credo
si
possa
usare
.
secondo
voi
?
?
?
[62]
linguista
scrive
:
[63]
9
giugno
2010
alle
22
:
19
[64]
L'
espressione
è
correttissima
.
[65]
Massimo
Arcangeli
[66]
Laura
scrive
:
[67]
17
giugno
2010
alle
13
:
55
[68]
Gentile
Linguista
,
insegno
italiano
all'
estero
.
[69]
Ho
un
testo
(
Contatti
1
-Freeth/Checketts-
p
.
149
)
in
cui
trovo
questa
frase
:
'
Pero'
qualche
volta
guardo
[
.
.
.
]
un
telefilm
per
rilasciarmi'
.
[70]
Chiedo
:
e'
corretto
scrivere
'
rilasciarmi'
?
[71]
Non
l'
avevo
mai
letto
o
sentito
prima
.
[72]
Ho
sempre
usato
in
una
situazione
simile
:
'
rilassarmi'
.
[73]
Vi
ringrazio
per
l'
aiuto
.
[74]
Saluti
.
[75]
linguista
scrive
:
[76]
17
giugno
2010
alle
14
:
15
[77]
Per
il
transitivo
"
rilasciare
"
è
effettivamente
attestato
anche
il
significato
di
"
rilassare
"
(
cfr
.
,
per
es
.
,
"
rilasciare
i
muscoli
"
)
.
[78]
Per
"
rilasciarsi
"
,
invece
,
il
significato
attestato
è
unicamente
"
allentarsi
"
,
"
perdere
tono
"
.
[79]
Sconsiglierei
decisamente
,
dunque
,
di
insegnare
l'
uso
di
"
rilasciarsi
"
nel
senso
di
"
rilassarsi
"
.
[80]
Yahis
Martari
[81]
OLA
scrive
:
[82]
31
luglio
2010
alle
00
:
01
[83]
Salve
,
mi
chiedevo
se
il
termine
NOVELLA
sia
astratto
o
concreto
.
[84]
La
ringrazio
anticipatamente
per
la
visione
:
)
[85]
linguista
scrive
:
[86]
31
luglio
2010
alle
11
:
58
[87]
Se
per
"
novella
"
intendiamo
l'
oggetto
rappresentato
da
un
breve
racconto
,
come
quelli
,
notissimi
,
di
un
Verga
o
un
Pirandello
,
allora
il
termine
è
concreto
.
[88]
Se
intediamo
invece
parlare
di
una
'
notizia'
,
senza
alcun
aggancio
a
un'
entità
concreta
,
allora
il
termine
è
astratto
.
[89]
Massimo
Arcangeli
[90]
Giuseppe
scrive
:
[91]
2
ottobre
2010
alle
15
:
50
[92]
Tutti
coloro
che
sarebbero
arrivati
a
Roma
dovevano
rimanere
estasiati
.
.
.
.
.
.
[93]
Tuti
coloro
che
fossero
arrivati
a
Roma
dovevano
rimanere
estasiati
.
.
.
.
[94]
Quale
delle
2
opzioni
è
corretta
?
[95]
Grazie
.
[96]
linguista
scrive
:
[97]
2
ottobre
2010
alle
17
:
13
[98]
Sono
giuste
entrambe
le
soluzioni
;
dipende
dal
quel
che
vogliamo
far
intendere
in
termini
di
svolgimento
degli
eventi
.
[99]
Sappiamo
(
ne
abbiamo
scritto
più
volte
)
che
il
condizionale
può
esprimere
il
futuro
nel
passato
:
se
diciamo
"
Tutti
quelli
che
sarebbero
arrivati
a
Roma
dovevano
rimanere
estasiati
"
immaginiamo
perciò
l'
arrivo
a
Roma
delle
persone
di
cui
parliamo
come
un
evento
futuro
rispetto
a
un
altro
evento
.
[100]
Massimo
Arcangeli
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