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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Dalla teoria alla prassi: norma e uso
Language column
Il linguista
Author
Yahis Martari
Date
26
giugno
2009
more header data
showing 1 - 100 of 133 •
next
[1]
Abbiamo
spesso
parlato
con
i
lettori
di
“
norma
”
,
oppure
di
“
purismo
”
,
senza
avere
però
lo
spazio
per
definire
precisamente
questi
concetti
.
[2]
Proponiamo
perciò
,
qui
di
seguito
,
un
quadro
di
brevi
definizioni
teoriche
utili
allo
scopo
.
[3]
Norma
e
normazione
[4]
Che
cos’
è
la
“
norma
linguistica
”
?
[5]
La
risposta
non
è
semplice
.
[6]
Il
latino
norma
indica
uno
strumento
di
precisa
misurazione
geometrica
,
con
cui
stabilire
se
un
angolo
è
retto
oppure
non
lo
è
.
[7]
Allora
si
può
forse
definire
la
norma
linguistica
come
uno
strumento
con
il
quale
individuare
ciò
che
è
linguisticamente
accettabile
.
[8]
E
con
il
quale
,
addirittura
,
stabilire
una
gradualità
:
quanto
e
come
è
accettabile
una
certa
forma
?
[9]
La
norma
ce
lo
dice
.
[10]
E
ci
dice
anche
che
cos’
è
un
“
errore
”
.
[11]
La
normazione
,
di
conseguenza
,
è
l’
azione
di
chi
induce
ad
adottare
la
norma
stessa
,
e
quindi
a
condividere
l’
uso
di
tale
strumento
di
misurazione
.
[12]
Grammatica
e
regole
[13]
La
grammatica
è
l’
insieme
delle
regole
condivise
e
accettate
per
il
buon
uso
della
lingua
.
[14]
In
altre
parole
,
è
il
repertorio
di
certezze
sul
quale
si
esercita
la
norma
.
[15]
Ognuna
delle
regole
della
grammatica
è
il
risultato
di
processi
storici
d’
uso
indipendenti
dalla
volontà
dei
singoli
parlanti
,
e
di
“
ordinamenti
”
intenzionali
messi
in
atto
da
grammatici
e
politici
.
[16]
Le
regole
di
una
lingua
,
perciò
,
cambiano
insieme
alla
storia
e
alle
decisioni
politiche
.
[17]
Le
“
certezze
”
della
grammatica
,
dunque
,
non
sono
date
una
volta
per
tutte
,
ma
,
al
contrario
,
sono
mutabili
.
[18]
Usi
e
"
appendici
"
[19]
La
mutabilità
della
grammatica
e
delle
sue
regole
,
come
si
è
detto
,
ha
anche
ragioni
non
intenzionali
.
[20]
Quando
parlano
e
scrivono
le
persone
usano
semplicemente
la
lingua
.
[21]
E
quasi
sempre
costituiscono
delle
piccole
comunità
in
cui
vigono
regole
non
comprese
nella
grammatica
e
non
riconosciute
quindi
dalla
norma
.
[22]
Talvolta
questi
usi
linguistici
producono
forme
così
fortunate
che
arrivano
a
concorrere
con
la
norma
.
[23]
In
alcuni
casi
le
nuove
forme
entrano
a
fare
parte
della
norma
,
modificandola
.
[24]
In
altri
casi
restano
in
appendice
per
un
po’
e
poi
scompaiono
.
[25]
In
altri
ancora
affiancano
per
secoli
le
forme
grammaticali
ma
sempre
senza
essere
accettate
dalla
norma
.
[26]
Purismo
e
non-purismo
[27]
Ogni
parlante
,
e
non
solo
grammatici
e
scrittori
,
può
scegliere
di
essere
più
o
meno
purista
;
a
seconda
che
sia
più
propenso
a
respingere
le
nuove
forme
dettate
dall’
uso
(
purista
)
,
oppure
ad
accettarle
(
non-purista
)
.
[28]
Più
i
parlanti
si
rendono
conto
della
complessità
dei
fenomeni
linguistici
,
più
sono
consapevoli
della
difficoltà
di
distinguere
nettamente
ciò
che
è
accettabile
da
ciò
che
non
lo
è
.
[29]
Diverso
è
il
caso
dei
grammatici
,
che
adottano
consapevolmente
l’
uno
o
l’
altro
atteggiamento
in
base
a
una
tradizione
più
o
meno
fedele
ai
modelli
letterari
canonici
.
[30]
Riguardo
agli
scrittori
,
solo
chi
padroneggia
la
norma
può
scegliere
consapevolmente
di
ignorarla
.
[31]
Ad
esempio
,
Carlo
Emilio
Gadda
o
Aldo
Nove
sono
linguisticamente
innovativi
proprio
perché
reinventano
(
conoscendole
bene
)
alcune
regole
dell’
italiano
.
[32]
Yahis
Martari
[33]
Scritto
venerdì
,
26
giugno
2009
alle
09
:
05
nella
categoria
Senza
categoria
.
[34]
Puoi
seguire
i
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.
[35]
0
.
[36]
I
commenti
e
i
pings
sono
disabilitati
.
[37]
Fausto
Raso
scrive
:
[38]
30
giugno
2009
alle
12
:
48
[39]
I
profani
,
coloro
che
non
sono
addetti
ai
lavori
–
come
usa
dire
–
ritengono
che
grammatico
sia
sinonimo
di
linguista
e
viceversa
.
[40]
In
linea
generale
non
hanno
torto
,
anche
se
–
come
vedremo
–
c’
è
una
piccola
sfumatura
nel
significato
dei
due
termini
.
[41]
I
vocabolari
che
abbiamo
consultato
non
aiutano
a
capire
questa
“
sfumatura
”
;
alle
voci
in
oggetto
recitano
:
grammatico
,
studioso
di
grammatica
;
linguista
,
studioso
di
lingua
(
o
linguistica
)
.
[42]
Al
lemma
grammatica
leggiamo
:
l’
insieme
delle
norme
che
regolano
la
lingua
.
[43]
A
questo
punto
è
piú
che
legittimo
ritenere
che
grammatico
e
linguista
siano
termini
“
concatenati
”
tra
loro
e
,
quindi
,
sinonimi
.
[44]
Le
cose
,
però
,
non
sono
cosí
semplici
.
[45]
Per
“
carpire
”
la
‘
notevole’
differenza
tra
il
grammatico
e
il
linguista
occorre
considerare
la
lingua
,
di
volta
in
volta
,
da
due
punti
di
vista
diversi
.
[46]
Ora
da
quello
‘
normativo’
–
“
è
bene
scrivere
cosí
”
–
Paolo
Bianchi
e
non
Bianchi
Paolo
;
ora
da
quello
‘
storico-comparativo’
,
seguendo
i
vari
mutamenti
che
nel
corso
dei
secoli
hanno
subito
alcuni
gruppi
di
parole
e
cercando
di
spiegarne
i
motivi
“
storici
”
,
appunto
.
[47]
Il
primo
punto
,
il
normativo
,
è
quello
che
di
regola
si
prefiggono
i
grammatici
e
i
compilatori
dei
vocabolari
:
raccomandare
certe
forme
e
certi
costrutti
a
preferenza
di
altri
.
[48]
“
Ordinando
”
il
buon
uso
i
grammatici
sono
–
con
le
dovute
eccezioni
–
molto
conservatori
:
le
parole
nuove
sono
,
in
genere
,
“
snobbate
”
e
biasimate
esplicitamente
.
[49]
Particolarmente
rigorosi
,
potremmo
dire
morbosamente
attaccati
alle
norme
,
sono
stati
due
secoli
fa
i
cosí
detti
puristi
.
[50]
La
loro
“
morbosità
”
,
il
loro
attaccamento
alle
norme
,
procurò
a
quei
valentuomini
l’
epiteto
,
ora
scherzoso
ora
dispregiativo
,
di
“
linguaioli
”
.
[51]
Il
secondo
punto
,
il
“
comparativo
”
,
è
di
pertinenza
esclusiva
della
linguistica
(
o
glottologia
,
i
due
termini
hanno
press’
a
poco
lo
stesso
significato
)
.
[52]
La
glottologia
si
rifà
ai
metodi
maturati
–
due
secoli
or
sono
–
nello
studio
scientifico
delle
lingue
,
vale
a
dire
il
metodo
comparativo
e
la
“
concezione
storica
”
.
[53]
Il
glottologo
(
o
linguista
)
,
insomma
,
osserva
un
particolare
fenomeno
linguistico
(
e
lo
“
compara
”
con
altre
lingue
)
:
che
l’
aggettivo
pronominale
o
possessivo
,
per
esempio
,
di
terza
persona
“
loro
”
è
invariabile
.
[54]
Una
volta
stabilito
questo
“
dato
di
fatto
”
,
cerca
di
darsene
una
spiegazione
prendendo
a
confronto
le
forme
piú
antiche
,
le
voci
dialettali
,
“
comparandole
”
con
le
forme
di
altre
lingue
sorelle
o
affini
.
[55]
Il
“
metodo
storico
”
ci
permette
di
vedere
come
alcune
forme
etimologicamente
errate
si
siano
saldamente
radicate
nell’
uso
e
siano
da
considerare
,
quindi
,
perfettamente
in
regola
con
la
“
legge
”
della
lingua
.
[56]
Il
“
metodo
storico
”
,
insomma
,
dà
ragione
ai
portabandiera
del
detto
“
l’
uso
fa
la
lingua
”
.
[57]
Un
esempio
?
[58]
Quando
nel
latino
parlato
–
durante
il
periodo
di
“
transizione
”
dalla
lingua
classica
a
quella
volgare
–
per
formare
il
participio
passato
di
“
debere
”
(
dovere
)
i
parlanti
hanno
cominciato
a
dire
“
debutum
”
(
donde
l’
italiano
‘
dovuto’
)
,
invece
della
forma
corretta
“
debitum
”
,
hanno
imposto
l’
uso
scorretto
che
è
diventato
…
corretto
.
[59]
Hanno
fatto
un
po’
come
i
bambini
che
dicono
,
per
esempio
,
“
romputo
”
e
non
“
rotto
”
.
[60]
Mentre
oggi
,
però
,
in
casi
come
questi
,
i
genitori
e
la
scuola
correggono
l’
errore
,
negli
ultimi
secoli
dell’
Impero
,
ma
soprattutto
nel
Medio
Evo
,
questa
“
reazione
”
non
c’
è
stata
,
o
per
lo
meno
non
abbastanza
vigorosa
,
e
il
latino
ha
dato
luogo
alle
lingue
neolatine
e
alle
forme
“
scorrette
”
convalidate
dall’
uso
.
[61]
Abituati
,
per
tanto
,
a
esaminare
fenomeni
di
questo
tipo
,
i
glottologi
(
o
linguisti
)
hanno
finito
con
l’
assumere
un
atteggiamento
d’
indifferenza
nei
confronti
della
lingua
:
a
considerare
,
per
l’
appunto
,
semplici
cambiamenti
quelli
che
i
grammatici
(
in
special
modo
i
puristi
)
considerano
delle
vere
e
proprie
“
corruzioni
linguistiche
”
.
[62]
I
grammatici
,
insomma
,
sono
essenzialmente
conservatori
;
i
linguisti
,
invece
,
“
stanno
alla
finestra
”
:
indifferenti
che
l’
uso
antico
prevalga
sul
nuovo
o
viceversa
.
[63]
Per
concludere
,
è
giusta
questa
distinzione
di
“
ruoli
”
,
questa
separazione
netta
fra
i
due
punti
di
vista
?
[64]
Non
crediamo
,
perché
come
insegna
il
vecchio
adagio
latino
“
in
medio
stat
virtus
”
.
[65]
Il
rigore
assoluto
dei
grammatici
va
temperato
dalla
giusta
considerazione
che
tutte
le
lingue
con
il
mutare
delle
generazioni
cambiano
anch’
esse
.
[66]
Viceversa
non
bisogna
prendere
“
alla
lettera
”
il
punto
di
vista
storico
,
vale
a
dire
l’
indifferente
storicismo
che
la
linguistica
,
e
con
questa
i
glottologi
,
potrebbe
incoraggiare
.
[67]
Anche
per
i
linguisti
e
i
grammatici
dovrebbe
esserci
–
per
il
bene
della
lingua
–
un
incontro
sulla
via
di
Damasco
.
[68]
Angela
scrive
:
[69]
7
luglio
2009
alle
13
:
33
[70]
Semplificando
,
potremmo
dire
che
i
grammatici
hanno
obbiettivi
"
prescrittivi
"
,
i
linguisti
"
descrittivi
"
:
è
corretto
?
[71]
linguista
scrive
:
[72]
7
luglio
2009
alle
14
:
00
[73]
Semplificando
molto
(
troppo
)
sì
.
[74]
Se
animata
da
intenti
prescrittivi
,
si
dovrebbe
parlare
non
di
grammatica
tout
court
ma
di
grammatica
normativa
,
più
specificamente
finalizzata
all'
esposizione
e
all'
insegnamento
delle
norme
che
regolano
l'
uso
di
una
lingua
.
[75]
Per
contro
la
grammatica
descrittiva
si
propone
di
descrivere
lo
stato
di
una
lingua
in
un
determinato
momento
storico
.
[76]
Possiamo
dire
,
grosso
modo
,
che
i
linguisti
appartengono
più
alla
categoria
dei
"
descrittivi
"
che
a
quella
dei
"
prescrittivi
"
.
[77]
Alessandro
Aresti
[78]
matteo
scrive
:
[79]
4
agosto
2009
alle
22
:
11
[80]
Devo
dire
che
le
tesi
del
signor
Fausto
Raso
mi
convincono
assai
poco
.
[81]
Non
so
in
che
dizionario
lei
abbia
cercato
le
due
parole
in
questione
,
io
mi
limito
a
riportare
le
due
voci
presenti
nel
Dizionario
Italiano
di
Tullio
De
Mauro
.
[82]
LINGUISTA
:
s
.
m
.
e
f
.
[83]
1
.
[84]
CO
TS
sc
.
uman
.
studioso
,
esperto
di
linguistica
.
[85]
2
.
[86]
OB
purista
[87]
Sinonimi
:
linguaiolo
.
[88]
3
.
[89]
OB
poliglotta
[90]
4
.
[91]
BU
volg
.
,
persona
esperta
in
cunnilingio
e
fellatio
.
[92]
GRAMMATICO
:
agg
.
,
s
.
m
.
[93]
1
.
agg
.
[94]
BU
grammaticale
;
[95]
2
.
s
.
m
.
[96]
CO
esperto
,
studioso
di
grammatica
|
estens
.
,
spreg
.
,
critico
o
letterato
pedante
che
bada
solo
alla
forma
e
al
rispetto
delle
norme
grammaticali
.
[97]
Come
vede
per
De
Mauro
solo
"
linguista
"
è
sinonimo
di
"
linguaiolo
"
nel
senso
di
'
purista'
,
cosa
che
non
si
potrebbe
dire
invece
per
"
grammatico
"
.
[98]
Se
è
vero
che
fra
le
due
parole
esiste
una
certa
sfumatura
semantica
(
tanto
che
per
De
Mauro
non
si
tratta
di
due
sinonimi
)
,
questa
non
è
da
riportarsi
a
ciò
che
lei
scrive
.
[99]
Mi
sembra
alquanto
riduttivo
ricondurre
il
lavoro
dei
linguistici
alla
sola
storia
della
lingua
:
Noam
Chomsky
o
Roman
Jakobson
non
dovrebbero
quindi
farne
parte
?
[100]
La
verità
è
che
«
la
linguistica
»
,
ha
scritto
Tullio
De
Mauro
,
«
come
il
giardino
di
Armida
,
ha
cento
porte
»
,
(
e
purtoppo
,
aggiungo
io
,
non
sempre
queste
porte
sono
comunicanti
)
.
Text view
•
Paragraph view