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Dalla teoria alla prassi: norma e uso

Language columnIl linguista
AuthorYahis Martari
Date 26 giugno 2009


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Del resto, in passato, linguisti come grammatici si sono mostrati (purtroppo) spesso inclini a sposare teorie puriste, prescrittive (e proscrittive), nonché sottilmente razziste.
[2]
Pensi ai Cèsari e ai Puoti, pensi agli Arlia o ai Fanfani, ma pensi anche e soprattutto a certe teorie di stampo lombrosiano di un pur grande linguista come Clemente Merlo.
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Perdoni la mia aggressività, gentile signor Raso, ma non posso nascondere che certi argomenti muovono in me un sottile disagio.
[4]
A dispetto del dichiarato equilibrio, scorgo nelle sue parole una certa simpatia per le teorie dei puristi: a proposito di questi, lei scrive infatti quei valentuomini.
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Quei valentuomini?
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Cosa cosa?
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Ho letto bene?
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Sarebbero valentuomini coloro che ai primi dell’Ottocento, senza motivo apparente, se non forse come reazione impropria alla cultura francese imperante, proposero un anacronistico ritorno ai modi e al lessico del Trecento?
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O forse sarebbero tali, quei valentuomini che, durante il Ventennio, in nome dello spirito nazionale e di un nuovo purismo linguistico, cercarono di soffocare le culture minoritarie sparse per il nostro paese?
[10]
O lo sono, ancor oggi, coloro che, apparentemente agli antipodi, spingono per obbligare giovani insegnanti meridionali alla conoscenza del dialetto lumbard, nuova frontiera per un avvizzito amor di patria?
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Dagli uni agli altri, il passo, malgrado le apparenze, è breve.
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Ma il purismo linguistico non era stato già seppellito dalle risate ironiche di coloro che lo hanno seguito?
[13]
O c’è ancor oggi chi vorrebbe aggiudicarsi quell’epiteto di grammuffastronzolo della lingua italiana, che fu già - bontà del Monti il sigillo finale al Cèsari e alle sue teorie?
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Cortese signor Raso, salvaguardiamo pure la nostra identità, ma non al costo di schiacciare la dignità delle persone.
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Fausto Raso scrive:
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13 agosto 2009 alle 16:43
[17]
Gentile Matteo,
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io non voglio offendere la dignità di alcuno.
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Ho solo espresso la mia opinione: lei è libero di condividerla o no; ci mancherebbe!!
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matteo scrive:
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13 agosto 2009 alle 21:49
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Signor Fausto Raso,
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non era mia intenzione censurare le sue opinioni - ci mancherebbe!!
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-, solo che, leggendo il suo intervento, ho avuto l'impressione che, al di di un vago spirito democratico di facciata, lei sostenga ancor oggi vecchie teorie puriste, tristemente note.
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Allora - e mi perdoni per questo - ho pensato a questo post ("Dalla teoria alla prassi"), poi alla sua "opinione", ed ho fatto due più due.
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Perché in fondo il problema non è tanto ciò che lei o io pensiamo, quanto i valori che veicoliamo con i nostri interventi, in uno spazio pubblico, quale è un blog sulla lingua italiana.
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Quindi mi sono chiesto: "Cosa avrà voluto dire fra le righe il signor Raso?".
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E la risposta, francamente, mi ha creato un certo imbarazzo.
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Io credo - come ho già avuto modo di scrivere - che le teorie puriste hanno fatto (e fanno ancora) il male di una lingua e di una società (gli esempi potrebbero moltiplicarsi).
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Per ciò ho sentito il bisogno di risponderle e confutare non già la sua opinione, ma i valori che lei veicola.
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Per questo, e solo per questo, ho inteso intervenire.
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Non la prenda quindi come un'accusa alla persona, alle idee, quanto a ciò che potrebbe scaturire da quelle idee.
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La ringrazio comunque per l'attenzione.

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