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Le magnifiche cinque (traduzioni)

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 21 giugno 2010


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Sull’esempio di un recente concorso francese, cinque parole inglesi da tradurre in italiano: "blog", "chat", "newsletter", "provider", "spamming".
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Agli autori delle prime cinque migliori proposte di traduzione un dizionario d’italiano e uno d’inglese messi in palio dalla Zanichelli (www.zanichelli.it).
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Da tempo le iniziative a protezione delle centinaia di lingue minori a rischio di estinzione e le protezionistiche alzate di scudi a difesa delle lingue nazionali minacciate dall’inglese veicolare globale, o i campanelli d’allarme che avvertono del loro preoccupante impoverimento interno, non si contano: in Europa e nel mondo.
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Alain Joyandet, segretario di Stato francese in materia di Cooperazione e Francofonia, ha promosso, nel gennaio di quest’anno, un concorso per tentare di mettere un freno all’espansione dell’anglo-americano nel settore delle nuove tecnologie.
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Accompagnata da uno slogan che invitava a trovare la parola giusta (Trouver le mot juste), l’iniziativa esortava gli studenti di scuole e università a tradurre in modo innovativo, nell’idioma nazionale e a spedire le proposte a un indirizzo dedicato di posta elettronica , cinque parole inglesi previamente selezionate: buzz, chat, newsletter, talk, tuning (cfr. http://www.diplomatie.gouv.fr); il 31 marzo scorso, passate al vaglio le traduzioni dei giovani francesi, un’apposita commissione giudicatrice, presieduta dall’accademico Jean-Christophe Rufin, ha premiato le migliori: 1) ramdam; 2) éblabla, tchatche; 3) infolettre; 4) débat; 5) bolidage.
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Fra Sette e Ottocento (l’età d’oro fu quella da Parini a Carducci) era costume diffuso italianizzare le voci straniere non solo i termini comuni ma anche toponimi e antroponimi , specialmente in poesia: i poeti neoclassici accolsero Austerlizze e Osterlizza (per Austerlitz); Carducci arrivò a usare, in un componimento di Giambi ed Epodi, Versaglia (per Versailles) e le Tuglierì (per les Tuileries); nella poesia di Camerana leggiamo Valalla e Chamonì; assai frequentato caòsse (caos’).
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Qualcuno potrebbe dire trattarsi di licenze poetiche, qualcun altro potrebbe parlare di inaccettabili obbrobri.
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Eppure anche l’assimilazione forzata, se ci si pensa bene, esprime in un certo senso uno sforzo creativo; tanto più apprezzabile se, al cospetto di un termine straniero (talvolta estraneo ai più), si optasse, invece che per un adattamento brutale, per una ritraduzione: se hanno funzionato grattacielo (< ingl. skyscraper), o fine settimana (< ingl. week-end), ci si potrebbe chiedere, perché non potrebbe funzionare tavola da sci sul modello di tavola da surf in luogo di wakeboard?
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Un fine letterato e filologo, Cesare De Lollis, ha scritto nella prima metà del Novecento: Italianizzare è nobilitare. È gittare un manto di porpora sulle spalle di un barbaro.
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Ci sono parole, come mobbing, che sembrano effettivamente intraducibili, ma uno scrittore o un poeta potrebbe riuscire a spiazzarci con una soluzione inaspettatamente felice.
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Potrebbero essere allora gli scrittori e i poeti a gettare un bel manto di porpora sulle spalle del barbaro; magari in un confronto proprio con i giovani, a loro volta onomaturghi (quasi per antonomasia).
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L’incontro fra poesia, letteratura e gioventù potrebbe gettare il seme per una rifioritura (una rinascita interna) della nostra lingua.
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Innanzitutto a scuola e all’università, seguendo l’esempio dell’iniziativa del governo francese.
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Giovani letterati e poeti: forse saranno loro a salvare un giorno l’italiano.
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Nel frattempo, approfittando dell’approssimarsi dell’esame di maturità e del centocinquantenario dell’unità italiana, ecco la cinquina di vocaboli inglesi che si propone a studenti e appassionati di tradurre in modo creativo (o funzionale) nella nostra lingua: oltre a chat e newsletter, ripresi dai cugini francesi, blog, provider e spamming.
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Dichiaro la gara ufficialmente aperta.
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Gli autori delle traduzioni più riuscite, per ciascuna delle cinque parole proposte, riceveranno un doppio premio in dizionari, messi in palio dall’editore Zanichelli (www.zanichelli.it): una copia dello Zingarelli (italiano) e una del Ragazzini (italiano-inglese e inglese-italiano).
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Quando tutto sarà finito, come abbiamo già fatto in altre occasioni, commenteremo le proposte degli utenti.
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Massimo Arcangeli
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Scritto lunedì, 21 giugno 2010 alle 21:33 nella categoria Senza categoria.
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Licia scrive:
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22 giugno 2010 alle 11:57
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Un'idea molto divertente!
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Mi sembra comunque che provider abbia un'alternativa già assestata in fornitore, basti ad esempio confrontare i risultati dati dai motori di ricerca per "fornitore di servizi Internet" e "fornitore di telefonia mobile" con "provider di servizi Internet" e "provider di telefonia mobile" (è vero che queste ricerche non sono sempre affidabili al 100%, per vari motivi, però con numeri a cinque e più cifre si riesce comunque ad avere un'indicazione abbastanza realistica).
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Marco scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:13
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"blog" = diario on line
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"chat" = chiacchierata on line
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"newsletter" = lista di notizie digitale
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"provider" = fornitore di servizio
[34]
"spamming" = invio di posta indesiderata
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Andrea scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:14
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Ma le proposte vanno postate qui come commento?
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linguista scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:15
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Alessandro Aresti
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daniela scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:25
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DOve si devono inviare le proposte di traduzione? c'è una scadenza?
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linguista scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:26
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Le può scrivere qui.
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Non è stata ancora fissata una data di scadenza.
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Alessandro Aresti
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Alessandro scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:28
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Ecco le mie proposte:
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chat: parlata
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newsletter: aggiornamento
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blog: nettidiario
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provider: fornitore di servizi
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spamming: annegliare
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Boris scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:30
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spamming = manzotinaggio
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Riccardo Ghinelli scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:32
[63]
Nessuno prova a tradurre in inglese soprano, concerto, sonata, opera, adagio.
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sparviere scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:35
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chat: ciancia
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blog: retiario (diarete suona poco bene)
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newsletter: notiziario
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provider: concordo su fornitore
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spamming: palta/paltare/paltando o schifo/schifare/schifando
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Cristiana scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:41
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Blog = Ediario
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Chat = Ciarla
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Newsletter = Bollettinfo
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Provider ?
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= Fornitore
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Spamming = Bidoneria (spam = bidone; spammare = bidonare)
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Daniele scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:43
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spamming=spazzaposta
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newsletter=novilettera
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chat=ciattera
[84]
blog=elediario
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provider=fornitore (ha già significato generico in inglese, sarebbe errato associarlo alla sola fornitura di servizi telematici)
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stefano scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:43
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Blog: bacheca informatica
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Chat: videotelefono informatico
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Newsletter: notizie informatiche
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Provider: fornitore informatico
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Spamming: azione pubblicitaria indesiderata informatica
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laura scrive:
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22 giugno 2010 alle 16:45
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blog = diario in rete
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chat = chiacchiericcio in rete
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newsletter = notiziario digitale
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provider = fornitore di servizi internet
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spamming = invio postale di massa
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simone scrive:

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