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Maarten Janssen, 2014-
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Stipendi, paghe, onorari e altri emolumenti
Language column
Il linguista
Author
Fausto Raso
Date
20
settembre
2012
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[1]
Da
dove
viene
lo
stipendio
,
la
parola
chiave
che
apre
le
porte
della
vita
economica
di
ciascun
individuo
?
[2]
Prima
di
scoprirlo
cimentiamoci
con
i
vocaboli
adoperati
per
indicare
retribuzioni
periodiche
,
prestazioni
di
vario
genere
,
anche
se
–
naturalmente
–
la
carrellata
non
sarà
completa
.
[3]
Il
termine
più
generico
,
in
assoluto
,
è
paga
,
che
si
collega
,
ovviamente
,
al
verbo
pagare
.
[4]
Questo
,
a
sua
volta
,
non
è
altro
che
il
latino
pacare
,
il
quale
,
propriamente
,
significa
‘
tranquillizzare
,
calmare’
.
[5]
Pagare
una
persona
significa
,
pertanto
,
fare
in
modo
che
si
tranquillizzi
e
non
reclami
più
quello
che
deve
avere
:
con
la
paga
è
stata
“
pacata
”
.
[6]
La
prova
del
nove
si
può
avere
analizzando
il
termine
quietanza
.
[7]
Chi
firma
una
quietanza
si
dichiara
“
quieto
”
,
soddisfatto
di
quanto
ricevuto
per
la
sua
opera
.
[8]
Lo
stipendio
,
che
in
origine
era
una
retribuzione
corrisposta
ai
mercenari
o
il
pagamento
dovuto
ai
militari
,
ha
acquisito
l’
attuale
accezione
di
‘
retribuzione
di
lavoro
subordinato
degli
impiegati’
solo
qualche
secolo
fa
.
[9]
Il
termine
è
composto
di
un
vocabolo
latino
,
stips
(
'
piccola
moneta'
)
,
di
origine
non
chiara
,
più
il
verbo
pendere
,
che
voleva
dire
‘
pesare’
e
,
insieme
,
‘
pagare’
(
stips-pendium
)
;
stipendiare
vuol
dire
infatti
,
propriamente
,
‘
pagare
con
moneta
spicciola’
.
[10]
Nell’
antica
Roma
i
soldati
avevano
diritto
,
oltreché
allo
stipendio
,
a
una
distribuzione
periodica
di
sale
.
[11]
Arriviamo
,
così
,
al
salario
:
allorché
si
permutò
la
distribuzione
di
sale
in
un
pagamento
periodico
questo
fu
chiamato
,
appunto
,
salario
.
[12]
Oggi
il
sale
non
si
distribuisce
più
,
ma
il
ricordo
di
quel
tempo
resta
indissolubilmente
nella
radice
del
termine
.
[13]
Ci
sembra
superfluo
ricordare
che
la
differenza
tra
stipendio
e
salario
consiste
nella
distinzione
–
che
oseremo
chiamare
“
classista
”
–
tra
lavoro
intellettuale
e
lavoro
manuale
.
[14]
Distinzione
che
,
se
non
cadiamo
in
errore
,
non
esiste
in
altre
lingue
:
in
Gran
Bretagna
,
per
esempio
,
un
professore
universitario
riceve
un
salario
.
[15]
Ma
continuiamo
la
nostra
rassegna
analizzando
altri
termini
che
indicano
retribuzioni
.
[16]
Leggiamo
spesso
sulla
stampa
che
vari
sovrani
d’
Europa
si
sono
aumentati
il
loro
appannaggio
.
[17]
Cos’
è
questo
appannaggio
?
[18]
Per
intuizione
capiamo
che
è
lo
‘
stipendio
dei
regnanti’
;
si
tratta
,
esattamente
,
di
una
‘
dotazione
a
favore
di
principi
del
sangue
o
ai
capi
di
Stato’
.
[19]
Le
due
n
del
termine
con
cui
oggi
si
scrive
ce
ne
nascondono
l’
origine
,
che
è
francese
:
apanage
,
da
apaner
(
‘
dar
del
pane’
,
in
seguito
‘
dotare’
)
.
[20]
In
Francia
,
infatti
,
con
apanage
si
indicava
‘
tutto
ciò
che
serve
per
provvedersi
il
pane’
(
più
precisamente
un
assegno
che
serviva
per
comperare
beni
di
prima
necessità
)
.
[21]
Dal
punto
di
vista
etimologico
,
quindi
,
il
solenne
vocabolo
equivale
alla
nostra
modestissima
e
conosciutissima
pagnotta
.
[22]
Non
si
dice
,
anche
se
scherzosamente
,
che
una
persona
“
lavora
per
una
pagnotta
”
?
[23]
Soffermiamoci
un
momento
,
ora
,
sui
termini
che
indicano
le
retribuzioni
corrisposte
volta
per
volta
per
singole
prestazioni
di
servigi
.
[24]
Il
compenso
che
si
dà
ai
professionisti
va
sotto
il
nome
(
come
si
sa
)
di
onorario
.
[25]
Il
vocabolo
mostra
inequivocabilmente
che
cosa
voleva
significare
in
origine
:
denaro
dato
a
titolo
d’
onore
.
[26]
La
prestazione
di
un
professionista
è
così
“
nobile
”
che
non
si
può
fissare
un
compenso
:
ciò
che
il
cliente
dà
non
è
destinato
a
“
pagare
”
una
prestazione
,
ma
a
dare
un
segno
tangibile
di
onore
.
[27]
Resta
il
fatto
,
però
,
che
sempre
di
vile
denaro
si
tratta
.
[28]
Ma
tant’
è
,
scherzi
della
lingua
.
[29]
Così
un
fedele
,
che
chieda
al
sacerdote
di
celebrare
una
messa
in
suffragio
di
un
caro
defunto
,
non
gli
dà
un
compenso
bensì
un’
offerta
.
[30]
Anche
in
questo
caso
,
comunque
la
si
metta
,
sempre
di
denaro
si
tratta
.
[31]
Terminiamo
con
l’
emolumento
,
che
ci
rimanda
alla
molitura
.
[32]
Con
questo
termine
si
indica
il
‘
compenso
straordinario
che
un
impiegato
di
altissimo
grado
può
ricevere
oltre
lo
stipendio’
.
[33]
Bene
.
[34]
L’
accezione
nascosta
è
,
propriamente
,
‘
compenso
per
la
molitura’
.
[35]
Il
vocabolo
,
che
con
il
tempo
ha
acquisito
anche
il
significato
generico
di
‘
guadagno
,
compenso
,
paga
,
onorario’
(
e
simili
)
,
viene
,
infatti
,
dal
latino
emolumentu
(
m
)
,
composto
di
e
(
x
)
-
e
un
derivato
di
molere
(
‘
macinare’
)
.
[36]
In
origine
l’
emolumento
era
,
per
l’
appunto
,
ciò
che
spettava
agli
addetti
alla
macinatura
dei
cereali
.
[37]
Fausto
Raso
[38]
Scritto
giovedì
,
20
settembre
2012
alle
23
:
59
nella
categoria
Senza
categoria
.
[39]
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I
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[42]
Ines
Desideri
scrive
:
[43]
23
settembre
2012
alle
12
:
44
[44]
Ho
trovato
molto
interessante
l'
articolo
di
Fausto
Raso
.
[45]
I
miei
complimenti
all'
autore
,
dunque
.
[46]
Di
particolare
valore
è
,
a
mio
avviso
,
la
ricerca
etimologica
relativa
ai
vocaboli
trattati
:
come
osserva
lo
stesso
Raso
,
infatti
,
l'
origine
dei
termini
permette
di
comprendere
come
essi
siano
adoperati
ancora
oggi
allo
scopo
di
sottolineare
distinzioni
di
tipo
classista
che
hanno
resistito
ai
secoli
.
[47]
"
Scherzi
della
lingua
"
o
un
uso
ingannevole
della
stessa
?
[48]
Un
altro
vocabolo
interessante
può
essere
"
parcella
"
.
[49]
Qual
è
la
sua
etimologia
?
[50]
Ringrazio
e
saluto
cordialmente
[51]
Ines
Desideri
[52]
linguista
scrive
:
[53]
23
settembre
2012
alle
12
:
45
[54]
L'
italiano
parcella
deriva
dal
francese
parcelle
,
che
si
può
far
risalire
a
sua
volta
ad
un
vocabolo
latino
non
attestato
,
*particella
(
diminutivo
di
pars
,
partis
)
.
[55]
Francesco
Bianco
[56]
Riccardo
scrive
:
[57]
23
settembre
2012
alle
19
:
31
[58]
Grazie
per
la
passione
che
mette
nella
sua
dedizione
alla
diffusione
della
nostra
lingua
;
grazie
anche
ai
colleghi
linguisti
che
la
ospitano
ben
volentieri
nel
blog
del
Linguista
.
[59]
La
sua
stessa
passione
viene
sempre
più
condivisa
da
nuovi
partecipanti
a
questa
meravigliosa
iniziativa
.
[60]
Un
cordiale
saluto
a
lei
e
a
tutti
gli
appassionati
del
blog
.
[61]
raffaella
scrive
:
[62]
24
settembre
2012
alle
12
:
56
[63]
Vorrei
sapere
con
precisione
la
differenza
tra
i
termini
'
studente'
,
'
allievo'
e
'
alunno'
e
i
relativi
contesti
;
così
pure
tra
'
docente'
,
'
insegnante'
e
'
maestro'
.
[64]
Grazie
Raffaella
[65]
linguista
scrive
:
[66]
24
settembre
2012
alle
14
:
36
[67]
Le
serie
di
vocaboli
da
lei
riportate
possono
essere
considerate
serie
sinonimiche
;
questo
non
significa
,
tuttavia
,
che
non
vi
siano
differenze
fra
ciascun
membro
di
una
serie
e
gli
altri
.
[68]
La
sinonimia
assoluta
,
intesa
come
proprietà
di
due
(
o
più
)
vocaboli
di
essere
scambiati
in
tutti
i
contesti
senza
che
si
modifichi
il
senso
dell'
enunciato
o
senza
che
quest'
ultimo
perda
appropriatezza
,
è
molto
rara
.
[69]
La
maggior
parte
di
quelli
che
consideriamo
comunemente
sinonimi
sono
in
realtà
parole
che
condividono
una
base
semantica
,
differenziandosi
tuttavia
per
alcuni
aspetti
,
semantici
o
non
.
[70]
Docente
,
insegnante
e
maestro
(
triade
a
cui
potremmo
affiancare
professore
)
fanno
riferimento
a
una
persona
che
somministra
un
qualche
tipo
di
sapere
;
vi
sono
tuttavia
alcune
sfumature
che
limitano
la
possibilità
di
usare
indifferentemente
l'
uno
e
l'
altro
vocabolo
in
alcuni
contesti
.
[71]
In
riferimento
alla
scuola
elementare
,
per
esempio
,
è
possibile
definire
chi
insegna
la
geografia
tanto
maestro
quanto
insegnante
o
docente
;
a
proposito
della
scuola
media
e
di
quella
superiore
,
invece
,
non
si
può
più
parlare
di
maestro
,
restando
invece
opzioni
possibili
tanto
docente
quanto
insegnante
e
professore
;
con
quest'
ultimo
non
si
può
invece
definire
un
insegnante
elementare
.
[72]
A
livello
universitario
si
può
ben
parlare
di
docente
o
di
professore
(
con
una
duplice
accezione
:
in
senso
più
largo
,
professore
è
chiunque
eserciti
la
funzione
di
docente
;
in
senso
più
tecnico
,
professore
è
il
titolo
che
spetta
esclusivamente
a
chi
possida
o
abbia
posseduto
la
qualifica
di
professore
associato
o
ordinario
)
,
ma
non
di
insegnante
né
di
maestro
,
se
non
con
specifico
riferimento
al
docente
che
ha
esercitato
un'
influenza
particolarmente
profonda
su
uno
studente
(
per
esempio
,
il
relatore
della
tesi
di
laurea
o
di
dottorato
;
vedi
anche
più
avanti
le
considerazioni
a
proposito
di
allievo
)
.
[73]
Al
di
fuori
del
sistema
scolastico
o
universitario
la
situazione
è
più
fluida
:
una
persona
che
dà
lezioni
private
di
pianoforte
,
per
esempio
,
può
essere
definita
indifferentemente
maestro
o
insegnante
,
ma
non
mi
sentirei
di
escludere
neppure
docente
e
professore
,
specie
se
la
persona
in
questione
esercita
la
propria
professione
anche
nel
quadro
di
un'
istituzione
(
una
scuola
,
un
conservatorio
)
.
[74]
Nello
specifico
ambito
musicale
,
poi
,
Maestro
(
con
la
maiuscola
)
è
il
titolo
attribuito
a
chiunque
sia
diplomato
in
una
determinata
disciplina
(
p
.
es
.
pianoforte
,
composizione
,
direzione
d'
orchestra
)
.
[75]
Su
docente
possiamo
osservare
qualche
altra
cosa
:
innanzi
tutto
si
tratta
di
un
vocabolo
connotato
in
senso
"
alto
"
,
che
non
useremmo
cioè
nel
linguaggio
familiare
o
colloquiale
.
[76]
In
una
ipotetica
frase
come
ho
fatto
sega
a
scuola
per
andare
a
fare
due
vasche
in
centro
ma
mi
ha
beccato
il
docente
,
pronunciata
da
uno
studente
delle
superiori
,
striderebbe
la
compresenza
di
vocaboli
ed
espressioni
del
cosiddetto
"
gergo
giovanile
"
,
quali
fare
sega
'
marinare
la
scuola'
,
fare
le
vasche
'
passeggiare
avanti
e
indietro
nelle
vie
del
centro'
,
beccare
'
cogliere
di
sorpresa'
.
[77]
Docente
,
inoltre
,
ha
un
significato
leggermente
più
ampio
dei
suoi
concorrenti
,
rispetto
ai
quali
può
dunque
essere
considerato
,
sotto
certi
aspetti
e
in
certi
contesti
,
un
"
iperonimo
"
(
cioè
parola
che
designa
una
categoria
nella
quale
sono
compresi
tutti
i
membri
appartenenti
alla
categoria
designata
da
un'
altra
parola
:
frutto
è
iperonimo
di
mela
o
di
pera
;
calciatore
è
iperonimo
di
centrocampista
e
attaccante
)
:
la
nuova
riforma
ha
provocato
la
mobilitazione
di
tutti
i
docenti
,
dai
maestri
di
scuola
elementare
agli
insegnanti
di
medie
e
superiori
,
fino
ai
professori
universitari
.
[78]
Alunno
,
studente
e
allievo
fanno
riferimento
,
al
contrario
,
alla
figura
del
discente
(
altro
vocabolo
che
,
assieme
a
scolaro
,
può
essere
inserito
nella
lista
;
è
il
contrario
di
docente
e
ha
connotazione
anche
più
"
alta
"
)
.
[79]
Alunno
e
scolaro
si
riferiscono
alla
popolazione
della
scuola
dell'
obbligo
,
soprattutto
quella
che
frequenta
le
elementari
;
studente
,
nel
sistema
scolastico
,
può
essere
riferito
a
chi
frequenta
le
medie
(
inferiori
e
soprattutto
superiori
;
per
queste
ultime
cessa
la
concorrenza
di
scolaro
)
e
l'
università
.
[80]
Studente
è
inoltre
chi
frequenta
un
corso
collettivo
o
individuale
di
tipo
extracurriculare
,
p
.
es
.
un
master
professionale
o
un
corso
di
tedesco
presso
una
scuola
di
lingue
.
[81]
Alunno
e
soprattutto
scolaro
fanno
riferimento
all'
essere
membro
di
classe
,
di
una
scuola
;
studente
fa
piuttosto
riferimento
all'
azione
dello
studiare
(
si
può
essere
anche
studenti
individuali
)
.
[82]
Allievo
fa
invece
riferimento
al
rapporto
che
si
viene
a
creare
con
chi
somministra
il
sapere
,
sia
esso
un
docente
in
senso
tecnico
o
un
"
maestro
"
in
senso
lato
(
ecco
un
altro
uso
della
parola
maestro
!
)
.
[83]
Possiamo
dire
che
Brunetto
Latini
è
stato
il
maestro
di
Dante
(
nel
senso
di
modello
di
riferimento
)
,
ma
non
il
suo
docente
,
così
come
che
Dante
è
stato
suo
allievo
,
ma
non
suo
scolaro
o
studente
.
[84]
Marco
Travaglio
si
considera
allievo
di
Indro
Montanelli
(
che
considera
,
a
sua
volta
,
suo
maestro
)
,
con
cui
ha
lavorato
e
da
cui
ha
avuto
modo
di
imparare
molto
sul
mestiere
del
giornalista
,
attraverso
un
apprendistato
piuttosto
pratico
e
informale
che
teorico
e
formale
.
[85]
Allievo
e
maestro
(
con
quest'
accezione
)
sono
usati
frequentemente
anche
in
ambito
accademico
:
Antonino
Pagliaro
è
stato
il
maestro
di
Tullio
de
Mauro
;
Il
Cours
de
linguistique
générale
di
Ferdinand
de
Saussure
è
stato
allestito
da
alcuni
suoi
allievi
.
[86]
Si
può
essere
studenti
,
ma
non
allievi
di
nessuno
.
[87]
Francesco
Bianco
[88]
Francesco
scrive
:
[89]
28
settembre
2012
alle
11
:
00
[90]
Cosa
significa
esattamente
la
parola
"
cassero
"
e
da
cosa
deriva
?
[91]
Un
paese
vicino
a
Pistoia
si
chiama
San
Pellerino
al
cassero
,
e
mi
son
sempre
fatto
la
domanda
.
[92]
linguista
scrive
:
[93]
28
settembre
2012
alle
11
:
39
[94]
La
parola
càssero
-
per
cui
si
ipotizza
la
provenienza
dall’
arabo
qa
?
r
,
a
sua
volta
derivato
dal
lat
.
castrum
'
castello'
-
individua
la
parte
centrale
e
più
elevata
di
una
fortificazione
o
di
una
rocca
;
se
usata
estensivamente
càssero
può
rimandare
all'
intera
fortificazione
ed
assume
il
significato
generico
di
'
castello'
.
[95]
Per
similitudine
,
invece
,
la
parola
è
passata
a
indicare
la
parte
superiore
della
poppa
di
una
nave
ed
è
usata
anche
in
riferimento
a
particolari
opere
di
scavo
fluviale
.
[96]
Nei
toponimi
,
cioè
nei
nomi
propri
di
luogo
(
come
San
Pellegrino
al
Cassero
)
,
la
determinazione
al
Cassero
suggerisce
l'
originaria
vicinanza
del
paese
o
dell'
agglomerato
a
un'
antica
fortificazione
.
[97]
Elisa
De
Roberto
[98]
Lee
scrive
:
[99]
1
febbraio
2013
alle
02
:
53
[100]
Mi
piace
molto
questo
blog
.
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