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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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[1]
In senza articolo è tipica del gergo della stampa, quando si parli, appunto, di impaginazione: "Cambiare un articolo in pagina", "Mettere in pagina" ecc.
[2]
Più comune l'uso della preposizione articolata, ancora con riferimento all'impaginazione: "Il testo va sistemato correttamente nella pagina", o al contenuto testuale della pagina: "Nella pagina di presentazione del progetto si legge che...".
[3]
Per quanto riguarda l'uso dell'articolo con le preposizioni a e da, esso va usato quando il nome pagina è modificato in qualche modo (a parte il numero della pagina): "Andate alla pagina di cui vi ho detto ieri", "Cominciamo dalla prima pagina", "Studiate dalla pagina 11 alla pagina 12 del manuale"; ma: "Studiate da pagina 11 a pagina 12".
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Fabio Ruggiano
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Arno scrive:
[6]
17 dicembre 2011 alle 19:29
[7]
Grazie, Dott.
[8]
Ruggiano!
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La Sua spiegazione è meravigliosa.
[10]
Tutto ho capito al volo.
[11]
Grazie ancora.
[12]
roberto scrive:
[13]
19 dicembre 2011 alle 20:44
[14]
Altro dubbio: è sbagliato scrivere l'età anagrafica per esteso?, per esempio vent'anni al posto di 20 anni?
[15]
La regola grammaticale ordina di usare le cifre se queste sono troppo lunghe, lo so.
[16]
Ma spesso, per quanto riguarda l'età, le leggo per esteso anche su pubblicazioni di qualità.
[17]
Grazie per l'aiuto.
[18]
linguista scrive:
[19]
19 dicembre 2011 alle 21:17
[20]
Dipende dal tipo di testo: in uno letterario, ad esempio, sono da preferire le lettere; nelle date o nell'uso tecnico o scientifico, i numeri arabi.
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Alessandro Aresti
[22]
Enzo scrive:
[23]
19 dicembre 2011 alle 21:57
[24]
Salve,
[25]
ho un nuovo quesito: è corretto dire «per intanto»?
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Avevo sentito dire che non fosse il massimo, linguisticamente parlando, ma l'ho giusto letto or ora in un saggio, e gradirei dunque avere un chiarimento.
[27]
Grazie in anticipo della risposta.
[28]
linguista scrive:
[29]
19 dicembre 2011 alle 22:15
[30]
, è corretto.
[31]
Alessandro Aresti
[32]
Susanna C. scrive:
[33]
19 dicembre 2011 alle 23:11
[34]
Con i verbi copulativi... che si fa in analisi logica ?
[35]
Si analizzano come predicati verbali copulativi più complemento predicativo, come faccio io, o come predicati nominali secondo la posizione di certi linguisti ?
[36]
Grazie.
[37]
linguista scrive:
[38]
19 dicembre 2011 alle 23:57
[39]
Come dice lei stessa, non esiste una unica posizione a riguardo.
[40]
Personalmente, parlerei, sulla scorta di Luca Serianni, di "predicato con verbo copulativo".
[41]
Alessandro Aresti
[42]
Susanna C. scrive:
[43]
19 dicembre 2011 alle 23:59
[44]
Mi lascia perplessa la risposta a Teresio del 12/12.
[45]
Nel periodo "Ti avverto che il nemico è in arrivo", la subordinata più che oggettiva mi sembra dichiarativa.
[46]
Altrimenti quali sono le dichiarative ?
[47]
Cordialità.
[48]
linguista scrive:
[49]
20 dicembre 2011 alle 00:12
[50]
La sua perplessità offre il destro per ribadire, una volta tanto, la stretta affinità tra le oggettive e le dichiarative (in alcuni casi una certa proposizione partecipa di entrambe le tipologie).
[51]
Rispetto alle oggettive, nelle dichiarative, tuttavia, una differenza fa capolino: il fatto che sia contenuta una precisazione o illustrazione di un elemento della sovraordinata (un nome o un pronome, in genere).
[52]
Le propongo le due frasi seguenti, a mo' di esemplificazione:
[53]
1) "Questo mi infastidisce, che tu sia egoista" (dichiarativa);
[54]
2) "Mi infastidisce che tu sia egoista" (oggettiva).
[55]
Alessandro Aresti
[56]
cecilia scrive:
[57]
20 dicembre 2011 alle 11:54
[58]
Posto che, a termini di vocabolario corrente, sono corrette entrambe le grafie:
[59]
ABBAZIA
[60]
ABAZIA
[61]
quale significato ha, nell'ambito della singola parola, il raddoppio o meno della consonante, con medesimo significante?
[62]
linguista scrive:
[63]
20 dicembre 2011 alle 12:58
[64]
Le due forme hanno lo stesso significato; l'unica differenza pertiene al piano del significante (ovvero lo scempiamento, nella seconda, della consonante intervocalica).
[65]
Alessandro Aresti
[66]
Susanna C. scrive:
[67]
20 dicembre 2011 alle 19:03
[68]
Gentile dott.
[69]
Aresti, vorrei precisare che la mia perplessità derivava dall'aver letto su testi di grammatica in uso nella scuola media che la subordinata dichiarativa nel periodo gioca un po' il ruolo del compl. di specificazione nella proposizione.
[70]
Pertanto dovrebbe 'rispondere' alla domanda: "Di chi ? Di che cosa ?" L'esempio di Teresio sembrava proprio corrispondere.
[71]
La ringrazio per la sua interessante spiegazione.
[72]
linguista scrive:
[73]
20 dicembre 2011 alle 21:19
[74]
Ribadisco quanto scritto sopra.
[75]
Provi a sostituire avvertire con un qualsiasi altro verbo affine (comunicare, annunciare, ecc.) e la natura oggettiva della nostra proposizione si mostrerà più nitidamente.
[76]
Se possiede la grammatica per antonomasia, quella di Serianni, la rimando ai punti XIV.
[77]
41.
[78]
II e XIV.
[79]
78.
[80]
Alessandro Aresti
[81]
Giulia scrive:
[82]
21 dicembre 2011 alle 16:37
[83]
Analisi logica:
[84]
"Ieri sono stato assente"
[85]
assente: è parte nominale del PN o complemento predicativo?
[86]
Grazie dell'aiuto
[87]
linguista scrive:
[88]
21 dicembre 2011 alle 16:56
[89]
"Sono stato assente" è predicato nominale (abbiamo infatti il verbo essere).
[90]
Alessandro Aresti
[91]
luca c. scrive:
[92]
21 dicembre 2011 alle 17:06
[93]
Scusi se la disturbo, ho un dubbio sull'uso del congiuntivo imperfetto: è corretto dire "chi ne volesse ancora si alzasse"?
[94]
La ringrazio per la risposta
[95]
linguista scrive:
[96]
21 dicembre 2011 alle 17:46
[97]
L'uso dell'imperfetto congiuntivo in luogo di quello presente, in frasi che esprimono un'esortazione, una volizione ecc., è caratteristico di alcune varietà regionali di italiano parlate nel sud del paese.
[98]
Lo eviterei nello scritto e nel parlato formale.
[99]
Alessandro Aresti
[100]
Giacomo scrive:

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