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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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[1]
Prima di tutto, le preposizioni di e da hanno valori diversi che non possono essere determinati prescindendo dal contesto, dalla frase in cui vengono usate.
[2]
Per quanto riguarda gli avverbi, qui e qua indicano normalmente vicinanza a chi parla (il primo con maggiore precisione del secondo: ha infatti il significato di in questo punto preciso), e lontananza da chi parla e da chi ascolta.
[3]
Alessandro Aresti
[4]
carla scrive:
[5]
22 novembre 2011 alle 12:22
[6]
senti dire "ci sono tutta una serie di elementi.....": è corretto?
[7]
Perchè a me pare che sarebbe corretto dire "c'è tutta una serie di elementi..."
[8]
grazie
[9]
linguista scrive:
[10]
22 novembre 2011 alle 12:27
[11]
Grammaticalmente è scorretto, in quanto l’accordo dovrebbe andare al singolare.
[12]
L’accordo a senso, cioè logico (una serie indica più elementi in successione, quindi il verbo viene coniugato al plurale), è accettabile solo in alcuni contesti informali (non nello scritto e nel parlato curato).
[13]
Alessandro Aresti
[14]
Arno scrive:
[15]
22 novembre 2011 alle 12:44
[16]
Beh...
[17]
Dovevo essere un po` piu` preciso...
[18]
P.es., perche` si dice: sono DI QUI (originario) e non DI QUA, DI QUA (moto da luogo) e non DA QUA, DI LA` (moto di luogo) e non DA LA`?
[19]
Grazie.
[20]
linguista scrive:
[21]
22 novembre 2011 alle 14:19
[22]
Di qui e di qua sono equivalenti, anche se forse di qui è più diffuso nell'uso e presenta quindi un grado di cristallizzazione maggiore.
[23]
Di qua e da qua possono essere equivalenti (come nell'esempio "vado via di/da qua", che esprime un moto da luogo).
[24]
Ribadisco: bisogna ragionare su frasi concrete (mi riferisco al secondo e al terzo punto), altrimenti il discorso si mantiene fumoso.
[25]
Alessandro Aresti
[26]
Arno scrive:
[27]
22 novembre 2011 alle 14:35
[28]
Grazie, Dott.
[29]
Aresti, della Sua cortese risposta.
[30]
Penso di aver capito.
[31]
Alina scrive:
[32]
22 novembre 2011 alle 15:17
[33]
Buongiorno, ho un dubbio su quale sia la forma corretta tra le due seguenti:
[34]
1.
[35]
Discendente di una nobile famiglia, il dottor Brown ecc.
[36]
2.
[37]
Discendente da una nobile famiglia, il dottor Brown ecc.
[38]
A orecchio, a me pare che possano andare bene entrambe, solo che con la prima si pone l'accento su "discendente" mentre nella seconda mi sembra sia più enfatizzata la "nobile famiglia".
[39]
Ma forse sbaglio.
[40]
Mi potreste togliere il dubbio, per favore?
[41]
Grazie dell'aiuto.
[42]
linguista scrive:
[43]
22 novembre 2011 alle 17:25
[44]
Sono corrette entrambe le forme.
[45]
La sfumatura che differenzia le due frasi non è ascivibile solo a questioni di stile, ma riguarda anche la grammatica: se nella prima proposizione discendente ha funzione nominale, nella seconda appare evidente il valore verbale del participio presente.
[46]
In altre parole, l'inciso sarebbe nel primo caso una semplice apposizione, nel secondo invece una relativa implicita (equivalente a "Il dottor Brown, che discende da una nobile famiglia, [...]").
[47]
Del resto, il verbo discendere ('essere nato, avere origine, provenire') regge soltanto sintagmi preposizionali introdotti dalla preposizione da (quindi "discendere da una nobile stirpe", non già *"discendere di una nobile stirpe"), mentre è ovvio che il sostantivo discendente, proprio in quanto nome, può essere accompagnato da un complemento di specificazione (ad es., "il discendente di Napoleone").
[48]
Rocco Luigi Nichil
[49]
ottavia scrive:
[50]
22 novembre 2011 alle 18:57
[51]
Gentile Linguista,mi tolga un dubbio: obiettivo o obbiettivo?
[52]
(sia riferito all'oggetto, come un obiettivo di un microscopio per esempio, sia come sinonimo di scopo. grazie
[53]
linguista scrive:
[54]
22 novembre 2011 alle 20:09
[55]
Abbiamo più volte affrontato l'argomento su questo blog (per leggere le precedenti risposte, le basterà digitare su GOOGLE le parole chiave "repubblica", "linguista" e "obbiettivo").
[56]
Le ricordo in sostanza quanto abbiamo già detto in precedenza: oggi i grammatici e i lessicografici concordano nel considerare legittime entrambe le forme, per quanto qualche decennio fa la variante obbiettivo fosse giudicata scorretta, tanto da essere fortemente stigmatizzata.
[57]
Non esiste inoltre alcuna differenza semantica fra le due varianti, sia che si tratti del 'sistema ottico' ("ho comprato un obiettivo (o un obbiettivo) per riprese telescopiche"), sia che il significato rimandi al 'fine che ci si propone di raggiungere' ("il tuo obiettivo (o obbiettivo) non mi convince").
[58]
Personalmente, preferisco scrivere obiettivo, ma la scelta in questo caso assume un carattere decisamente stilistico, non grammaticale o semantico.
[59]
Rocco Luigi Nichil
[60]
ottavia scrive:
[61]
23 novembre 2011 alle 19:15
[62]
Grazie dott.
[63]
Nichil! anche a me obbiettivo non e' mai piaciuto!
[64]
Enzo scrive:
[65]
24 novembre 2011 alle 14:52
[66]
Buon pomeriggio,
[67]
avrei un nuovo quesito: è corretto scrivere «[l'] altroieri» tutto attaccato?
[68]
Grazie in anticipo della risposta.
[69]
linguista scrive:
[70]
24 novembre 2011 alle 18:07
[71]
No, la forma corretta è "altro ieri".
[72]
È consentita però la soluzione univerbata "altrieri", a partire dall'alternativa con elisione (anch'essa consentita) "altr'ieri".
[73]
Alessandro Di Candia
[74]
Lino scrive:
[75]
25 novembre 2011 alle 18:30
[76]
Salve,
[77]
vorrei dei chiarimenti sull'accordo ausiliare - verbo servile-infinito.
[78]
Sono corrette le seguenti espressioni?
[79]
Avrei voluto esserci.
[80]
Avrei potuto saltare.
[81]
Sarei voluto uscire.
[82]
Mi sarei voluto svegliare.
[83]
Grazie mille!
[84]
linguista scrive:
[85]
25 novembre 2011 alle 19:10
[86]
Per la risposta al suo quesito rimando al post di Alessandro Aresti, del 12 aprile scorso:
[87]
Tendenzialmente, l’ausiliare di un verbo servile è lo stesso del verbo retto: ho mangiato, quindi ho dovuto mangiare; sono partito, quindi sono dovuto partire.
[88]
Tuttavia:
[89]
a) se l’infinito è un verbo intransitivo, il verbo reggente può costruirsi anche con avere: non aveva più dovuto ritornare.
[90]
b) se l’infinito è essere, l’ausiliare del verbo reggente è avere: avrebbe dovuto essere qui un’ora fa.
[91]
c) se l’infinito è passivo, l’ausiliare del verbo reggente è quello proprio dei verbi transitivi, cioè avere: Marco ha dovuto essere impiegato nei lavori più umili.
[92]
Aggiungo che nel caso di mi sarei voluto svegliare, la presenza del pronome impone l'ausiliare essere.
[93]
Diversamente, se il pronome è combinato con l'infinito, la costruzione imposta è con avere: inaccettabile *sarei voluto svegliarmi.
[94]
Fabio Ruggiano
[95]
Enzo scrive:
[96]
26 novembre 2011 alle 00:27
[97]
Salve,
[98]
avrei un dubbio riguardo all'utilizzo di un congiuntivo.
[99]
Affisso alla porta dell'ambulatorio di un medico ho trovato il seguente annuncio: «I pazienti che ASSUMANO il farmaco XXX intenzionati a vaccinarsi sono pregati di comunicarlo al dottore...».
[100]
In tale caso, è stato giusto utilizzare il congiuntivo?

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