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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Difendiamo il congiuntivo
Language column
Il linguista
Author
Massimo Arcangeli
Date
18
giugno
2009
more header data
showing 1 - 100 of 155 •
next
[1]
Riceviamo
e
pubblichiamo
volentieri
in
forma
di
post
il
seguente
intervento
di
Fausto
Raso
su
un
tema
“
scottante
”
(
il
nostro
bel
congiuntivo
,
troppo
spesso
dimenticato
o
maltrattato
)
.
[2]
Auspichiamo
che
anche
in
questo
caso
-
come
in
quello
del
femminile
delle
professioni
-
ne
scaturisca
un
proficuo
dibattito
.
[3]
Massimo
Arcangeli
[4]
Si
va
sempre
più
affermando
l’
usanza
deleteria
–
introdotta
da
qualche
“
notabile
della
lingua
”
–
di
sostituire
il
congiuntivo
con
l’
indicativo
;
così
(
dice
il
“
notabile
”
)
tutto
si
semplifica
e
i
bambini
(
bontà
sua
)
non
trascorreranno
le
notti
insonni
per
“
capire
”
la
differenza
che
intercorre
tra
i
due
modi
del
verbo
.
[5]
Non
si
può
però
pretendere
di
fare
scomparire
un
modo
di
un
verbo
adoperato
da
secoli
per
enunciare
un
fatto
come
incerto
,
possibile
,
sperato
e
del
cui
esito
,
perciò
,
non
si
è
sicuri
;
diversamente
dall’
indicativo
,
che
esprime
la
certezza
o
la
realtà
constatata
(
o
immaginata
)
nella
nostra
mente
come
tale
.
[6]
Il
congiuntivo
,
come
dice
la
stessa
parola
,
è
quello
dei
quattro
modi
finiti
del
verbo
che
indica
l’
azione
come
probabile
e
si
adopera
in
dipendenza
di
una
proposizione
principale
“
congiungendo
”
,
appunto
,
due
azioni
o
due
stati
:
“
Voglio
che
voi
tutti
leggiate
quel
romanzo
”
(
non
è
sicuro
che
lo
farete
,
e
pertanto
il
congiuntivo
è
d’
obbligo
)
.
[7]
Il
congiuntivo
è
insomma
,
come
lo
definiscono
i
grammatici
,
“
quel
modo
del
verbo
che
esprime
azione
non
ritenuta
reale
e
certa
,
ma
solo
possibile
”
.
[8]
Useremo
quindi
(
parlando
e
scrivendo
)
,
in
presenza
della
congiunzione
“
che
”
,
il
modo
congiuntivo
ogni
volta
che
enunciamo
un
fatto
come
incerto
,
possibile
,
sperato
.
[9]
“
Auguriamoci
che
la
squadra
bianca
batta
la
squadra
rossa
”
;
poiché
l’
esito
della
gara
delle
due
squadre
è
incerto
,
anche
qui
il
congiuntivo
è
d’
obbligo
.
[10]
Da
sottolineare
anche
il
fatto
che
il
congiuntivo
presente
si
adopera
,
anzi
si
deve
adoperare
,
indipendentemente
e
in
una
proposizione
principale
,
quando
ha
una
funzione
“
volitiva
”
:
“
Ognuno
dica
quel
che
vuole
”
;
“
Che
il
Cielo
vi
aiuti
”
;
“
Cada
pure
il
mondo
,
non
mi
rivedrete
più
!
”
.
[11]
In
questi
casi
,
gentili
amici
,
provate
a
sostituire
il
congiuntivo
con
l’
indicativo
secondo
i
consigli
dei
“
notabili
della
lingua
”
;
se
le
frasi
vi
“
suonano
”
,
dimenticate
quanto
avete
letto
finora
e
accettate
le
scuse
per
la
confusione
di
idee
che
le
nostre
modestissime
parole
vi
hanno
creato
.
[12]
Attenzione
,
infine
,
a
non
abusare
del
congiuntivo
.
[13]
In
una
frase
come
“
Ho
sognato
che
ero
sull’
orlo
di
un
baratro
”
non
si
può
usare
il
congiuntivo
e
dire
o
scrivere
“
fossi
”
:
nel
sogno
il
baratro
era
“
reale
”
,
quindi
è
corretto
l’
indicativo
“
ero
”
.
[14]
Fausto
Raso
[15]
Scritto
giovedì
,
18
giugno
2009
alle
07
:
34
nella
categoria
Senza
categoria
.
[16]
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[18]
I
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e
i
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sono
disabilitati
.
[19]
Commenti
[20]
Bortesi
Cinzia
scrive
:
[21]
18
giugno
2009
alle
17
:
42
[22]
Condivido
l'
intervento
del
sig
.
[23]
Fausto
Raso
sull'
uso
del
congiuntivo
e
aggiungo
che
nella
mia
esperienza
di
insegnante
nella
scuola
elementare
i
bambini
hanno
sempre
studiato
il
congiuntivo
ed
hanno
imparato
ad
usarlo
senza
necessariamente
"
perderci
le
notti
"
.
[24]
Certo
occorre
molto
esercizio
scritto
e
orale
ma
i
bambini
sono
spugne
e
,
se
stimolati
nel
giusto
modo
,
imparano
senza
grandi
problemi
.
[25]
Certo
che
se
gli
adulti
non
danno
il
buon
esempio
e
se
in
televisione
,
giornalisti
,
politici
,
attori
.
.
.
.
parlano
in
modo
scorretto
,
non
è
certo
positivo
.
[26]
La
scuola
fa
la
sua
parte
,
pretendiamolo
anche
da
chi
occupa
posizioni
di
rilievo
e
comunque
da
chi
sa
di
essere
ascoltato
dalla
gente
.
[27]
Fiore
Raffaella
scrive
:
[28]
19
giugno
2009
alle
10
:
12
[29]
Sono
perfettamente
daccordo
con
quanto
sostenuto
da
Fausto
Raso
.
[30]
Dichiaro
che
ricevo
un
vero
e
proprio
fastidio
quando
ascolto
personaggi
di
rilievo
usare
la
lingua
italiana
in
modo
sciatto
.
[31]
Mi
piace
Mirabella
perchè
è
uno
dei
pochi
presentatori
televisivi
che
ha
rispetto
dei
congiuntivi
ed
in
generale
della
NOSTRA
BELLA
LINGUA
.
[32]
Se
si
avesse
frequentazione
di
letture
delle
opere
dei
nostri
migliori
srittori
,
sarebbe
spontaneo
esprimersi
con
proprietà
e
correttezza
.
[33]
Ma
purtroppo
ormai
prevale
l'
ascolto
di
personaggi
televisivi
sciatti
ed
impreparati
.
[34]
Pazienza
,
forse
prima
o
poi
si
tornerà
ad
abitudini
più
sane
e
corroboranti
.
[35]
Salvatore
Claudio
SGROI
scrive
:
[36]
21
giugno
2009
alle
15
:
46
[37]
LUNGA
VITA
AL
CONGIUNTIVO
,
MA
DIFENDIAMOLO
BENE
!
[38]
Che
il
congiuntivo
sia
“
minacciato
”
(
dall’
indicativo
)
o
stia
per
scomparire
e
che
vada
quindi
“
difeso
”
a
spada
tratta
è
un
topos
costante
nelle
discussioni
linguistiche
tra
gli
amatori
e
“
difensori
della
patria
lingua
”
(
ma
anche
presso
alcuni
linguisti
)
.
[39]
La
minaccia
è
tanto
più
grave
in
quanto
–
si
sottolinea
–
la
(
presunta
)
scomparsa
del
congiuntivo
implicherebbe
un
grave
depauperamento
della
lingua
(
e
quindi
dei
parlanti
)
,
che
non
sarebbero
più
in
grado
di
esprimere
ciò
che
tale
modo
consente
(
o
:
consentirebbe
?
)
di
esprimere
rispetto
all’
indicativo
.
[40]
Forte
dell’
ipotesi
teorica
tradizionale
,
Beppe
Severgnini
ha
così
potuto
sostenere
che
“
la
crisi
del
congiuntivo
[
.
.
.
]
ha
un’
origine
chiara
:
pochi
oggi
pensano
,
credono
e
ritengono
;
tutti
sanno
e
affermano
.
L’
assenza
di
dubbio
è
una
caratteristica
della
nuova
società
italiana
”
.
[41]
Ora
,
diciamo
subito
che
il
congiuntivo
non
corre
affatto
alcun
pericolo
(
di
morte
)
e
che
semplicemente
co-esiste
con
l’
indicativo
.
[42]
Ovvero
ciascun
modo
ha
degli
spazi
sintattici
che
,
in
maniera
del
tutto
normale
,
naturale
,
quasi
meccanica
per
parlanti
mediamente
acculturati
,
non
sono
occupati
dall’
altro
modo
.
[43]
In
altri
contesti
sintattici
(
per
esempio
nelle
frasi
dipendenti
soggettive
,
oggettive
,
interrogative
indirette
,
ecc
.
)
,
invece
,
gli
stessi
parlanti
acculturati
alternano
(
liberamente
)
i
due
modi
.
[44]
A
questo
punto
,
la
questione
da
dirimere
è
duplice
.
[45]
Primo
:
l’
alternanza
congiuntivo/indicativo
in
tali
contesti
è
“
legittima
”
,
è
“
corretta
”
?
[46]
La
mia
risposta
è
la
seguente
:
dal
momento
che
l’
alternanza
è
operata
da
parlanti
mediamente
colti
(
e
non
già
esclusivamente
dagli
incolti
o
dalle
famigerate
“
classi
subalterne
”
)
,
non
prestandosi
tra
l’
altro
ad
alcuna
ambiguità
comunicativa
,
allora
l’
indicativo
al
posto
del
congiuntivo
è
semplicemente
“
corretto
”
,
“
legittimo
”
,
ecc
.
[47]
Di
usi
illustri
,
parlati
e
scritti
,
con
l’
indicativo
pro
congiuntivo
nell’
italiano
contemporaneo
(
e
dei
secoli
scorsi
!
)
ognuno
ha
solo
l’
imbarazzo
della
scelta
nell’
esemplificarli
.
[48]
Secondo
,
ma
la
scelta
indicativo/congiuntivo
non
è
priva
di
conseguenze
semantiche
,
come
sottolineano
le
grammatiche
(
moltissime
,
non
tutte
!
)
,
e
come
si
ricorda
nell’
intervento
di
Fausto
Raso
?
[49]
Ovvero
l’
indicativo
non
sarebbe
il
modo
della
realtà
,
versus
il
congiuntivo
modo
della
incertezza
,
della
possibilità
,
ecc
.
?
[50]
L’
errore
di
molte
grammatiche
è
invero
–
a
mio
parere
–
quello
di
attribuire
al
congiuntivo
la
valenza
della
soggettività/possibilità/incertezza
,
che
invece
va
riferita
al
verbo
principale
che
regge
la
frase
dipendente
al
congiuntivo
.
[51]
Così
nella
frase
(
corrente
nelle
grammatiche
di
primo
Novecento
)
“
Piera
crede
che
Dio
esistA
”
(
al
cong
.
)
il
punto
di
vista
soggettivo
del
parlante
è
espresso
dalla
semantica
del
verbo
reggente
(
crede
)
,
indipendentemente
dalla
realtà
dell’
esistenza
o
meno
di
Dio
;
il
congiuntivo
sottolinea
qui
semplicemente
che
la
frase
“
che
Dio
esistA
”
è
una
frase
dipendente
,
secondaria
(
rispetto
alla
principale
e
più
importante
:
“
Piera
crede
”
)
.
[52]
Se
quest’
analisi
teorica
(
già
settecentesca
)
è
corretta
,
ne
consegue
che
la
stessa
frase
non
muta
affatto
di
significato
se
è
all’
indicativo
:
“
Piera
crede
che
Dio
esistE
”
.
[53]
Si
tratta
sempre
di
una
credenza
(
soggettiva
)
di
Piera
.
[54]
E
tuttavia
una
differenza
esiste
tra
le
due
frasi
,
come
può
percepire
qualunque
parlante
acculturato
.
[55]
La
frase
al
congiuntivo
è
certamente
più
‘
bella’
,
più
‘
raffinata’
,
più
‘
elegante’
,
più
‘
ricercata’
ecc
.
dell’
altra
all’
indicativo
.
[56]
Ed
è
questa
la
sola
differenza
d’
uso
dei
due
modi
.
[57]
Una
differenza
(
si
dice
tecnicamente
)
“
di
registro
”
.
[58]
Ovvero
il
congiuntivo
è
un
semplice
“
modo
”
(
e
non
“
una
modalità
”
semantica
)
.
[59]
La
differenza
puramente
“
stilistica
”
tra
i
due
modi
spiega
probabilmente
la
difficoltà
che
hanno
i
bambini
nell’
adoperare
il
congiuntivo
.
[60]
Se
l’
opposizione
indicativo/congiuntivo
fosse
di
ordine
realmente
semantico
,
i
bambini
probabilmente
acquisirebbero
senza
grandi
difficoltà
tale
possibilità
comunicativa
.
[61]
Solo
“
il
buon
esempio
”
,
ricordato
da
Cinzia
Bortesi
,
di
parlanti
e
di
adeguate
letture
può
quindi
attivare
nei
bambini
l’
uso
raffinato
del
congiuntivo
.
[62]
Non
certamente
le
‘
ingiunzioni’
e
le
prescrizioni
,
inutili
se
non
dannose
,
come
a
suo
tempo
ricordava
il
grande
psicolinguista
L
.
[63]
S
.
[64]
Vygotskij
(
1926
)
.
[65]
Su
possibili
(
apparenti
)
contro-esempi
alla
spiegazione
teorica
qui
avanzata
,
ci
riserviamo
di
intervenire
,
se
altri
lo
riterranno
opportuno
.
[66]
Va
ancora
ricordato
che
la
lamentela
sulla
(
presunta
)
scomparsa
del
congiuntivo
è
diffusa
in
altre
lingue
.
[67]
E
che
un
altro
grande
linguista
francese
(
Antoine
Meillet
)
all’
inizio
del
secolo
scorso
aveva
avanzato
una
valida
spiegazione
sull’
alternanza
cong
.
[68]
/indic
.
nelle
lingue
indoeuropee
,
legata
alla
scarsa
consistenza
fonologica
delle
desinenze
dei
due
modi
.
[69]
Salvatore
Claudio
Sgroi
[70]
Gualberto
Alvino
scrive
:
[71]
21
giugno
2009
alle
19
:
18
[72]
Sono
sempre
arcilieto
di
potermi
confrontare
su
cose
di
lingua
col
mio
carissimo
amico
Salvatore
Claudio
Sgroi
,
tra
gli
“
usaioli
”
ad
oltranza
del
Belpaese
senza
dubbio
il
più
attrezzato
e
intelligente
,
oltreché
brillantissimo
,
il
che
—
visto
il
cipiglio
dei
nostri
linguisti
—
non
guasta
affatto
.
[73]
Dunque
,
schematicamente
:
[74]
1
)
com’
è
noto
,
il
verbo
«
credere
»
può
significare
‘
essere
convinti
della
verità
di
qcs
.
’
(
«
Credo
che
Dio
esiste
»
)
o
‘
ritenere
possibile
o
probabile’
(
«
Credo
che
Dio
esista
»
)
;
ergo
l’
esempio
addotto
non
è
tra
i
meno
ingannevoli
;
mi
chiedo
quali
sarebbero
state
le
argomentazioni
del
linguista
siciliano
se
,
in
luogo
della
frase
«
Piera
crede
che
Dio
esista/esiste
»
,
egli
avesse
optato
per
«
Temo
che
tu
sei/sia
in
malafede
»
oppure
«
Ho
quasi
l’
impressione
che
Gigi
è/sia
un
ladro
»
;
[75]
2
)
chi
sarebbero
,
di
grazia
,
i
parlanti
«
mediamente
colti
»
che
Sgroi
tira
puntualmente
in
ballo
a
sostegno
delle
sue
tesi
?
[76]
Giornalisti
,
critici
e
scrittori
potrebbero
a
buon
diritto
rientrare
nella
categoria
?
[77]
Certo
che
sì
.
[78]
Ebbene
,
garantisco
che
tra
di
loro
c'
è
chi
scrive
«
le
pubenda
»
,
«
bulemico
»
,
«
scena
da
mozzafiato
»
,
«
più
infimo
»
.
[79]
Questi
i
puntelli
delle
tesi
sgroiane
?
[80]
Dunque
«
bulemico
»
,
essendo
usato
da
un
parlante/scrivente
(
assai
più
che
)
mediamente
colto
,
sarebbe
«
corretto
e
legittimo
»
?
[81]
3
)
altro
supporto
delle
tesi
sgroiane
è
la
presenza/assenza
di
«
ambiguità
comunicativa
»
;
in
altri
termini
:
tutto
è
corretto
e
legittimo
a
patto
che
sia
semanticamente
terso
.
[82]
Allora
frasi
come
«
Mamma
,
me
fame
,
da’
pane
»
o
«
Zia
,
piove
,
ombrello
,
sennò
bagnarci
»
,
non
prestandosi
ad
alcuna
ambiguità
comunicativa
,
sarebbero
corrette
e
legittime
?
[83]
4
)
scrive
disinvoltamente
il
re
degli
usaioli
:
«
L’
errore
di
molte
grammatiche
è
invero
[
…
]
quello
di
attribuire
al
congiuntivo
la
valenza
della
soggettività/possibilità/incertezza
,
che
invece
va
riferita
al
verbo
principale
che
regge
la
frase
dipendente
al
congiuntivo
»
.
[84]
E
allora
perché
mai
in
«
Mi
spiegò
come
e
per
quale
motivo
fosse
stato
picchiato
dal
padre
»
il
verbo
spiegare
non
ha
affatto
valenza
di
soggettività/possibilità/incertezza
?
[85]
5
)
«
La
frase
al
congiuntivo
—
dichiara
Sgroi
—
è
certamente
più
‘
bella’
,
più
‘
raffinata’
,
più
‘
elegante’
,
più
‘
ricercata’
ecc
.
dell’
altra
all’
indicativo
.
Ed
è
questa
la
sola
differenza
d’
uso
dei
due
modi
.
Una
differenza
(
si
dice
tecnicamente
)
“
di
registro
”
»
.
[86]
Allora
perché
egli
scrive
qui
«
Se
l’
opposizione
indicativo/congiuntivo
fosse
di
ordine
realmente
semantico
,
i
bambini
probabilmente
acquisirebbero
senza
grandi
difficoltà
tale
possibilità
comunicativa
»
e
non
già
«
Se
l’
opposizione
indicativo/congiuntivo
è
di
ordine
realmente
semantico
,
i
bambini
probabilmente
acquisiscono
…
»
?
[87]
Forse
perché
è
la
soluzione
più
bella
e
raffinata
?
[88]
Gualberto
Alvino
[89]
Francesco
Bamai
scrive
:
[90]
25
giugno
2009
alle
15
:
13
[91]
Ci
si
incappa
tutti
,
nell'
inciampo
del
congiuntivo
.
[92]
E
,
con
straorinaria
mise
en
abyme
,
ci
incappa
persino
Fausto
Raso
in
questo
bel
pezzo
.
[93]
Proprio
nell'
affermare
l'
obbligatorietà
del
congiuntivo
quando
si
esprime
un
fatto
incerto
,
Raso
scrive
"
non
è
sicuro
che
lo
farete
"
.
[94]
Si
potrà
dire
che
"
non
è
sicuro
che
lo
facciate
"
possa
suonare
come
un
ipercorrettismo
,
ma
il
dubbio
si
dissolve
se
,
per
esprimere
lo
stesso
concetto
,
si
sceglie
la
formula
:
"
non
è
sicuro
che
il
fatto
avverrà
"
,
che
francamente
suona
alle
orecchie
come
un'
unghia
sulla
lavagna
.
[95]
Cosa
se
ne
deduce
?
[96]
Che
di
fronte
a
una
zeppa
sintattica
,
speriamo
che
nessuno
si
arrabbia
.
[97]
Gualberto
Alvino
scrive
:
[98]
26
giugno
2009
alle
18
:
55
[99]
La
frase
di
Fausto
Raso
"
non
è
sicuro
che
lo
farete
"
è
inappuntabile
.
[100]
Non
si
dice
forse
"
Non
è
sicuro
che
verrò
con
voi
?
"
,
"
Dubito
che
fra
due
anni
lo
accoglierai
in
casa
"
,
ecc
.
?
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