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Difendiamo il congiuntivo

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 18 giugno 2009


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ivan castrogiovanni scrive:
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30 luglio 2009 alle 18:33
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A parte che qui si discute intorno al congiuntivo presente e si dimentica l'enorme importanza dell'imperfetto : basti pensare che nel siciliano l'imperfetto sostituisce in tutti i casi il condizionale, ed è tutto da studiare come la famosa assenza di futuro ricordata da Sciascia.
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Ma pensa.
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Salvatore Claudio Sgroi,al te possino! romano : mica puoi dire te possono!
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Da qui,l'enorme importanza ottativa del cong.pres...
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Giorgio Ragusa scrive:
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2 agosto 2009 alle 10:14
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Ripropongo qui una domanda che ho già avuto modo di porre al prof.
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Sgroi.
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In quale sito internet (possibilmente autorevole) posso trovare la prova della correttezza della frase : "Anche se potrei, preferisco non uscire", che molti docenti di italiano considerano errata perché insegnano agli alunni che "accanto al se ci vuole sempre il congiuntivo"?
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linguista scrive:
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2 agosto 2009 alle 10:15
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Non saprei suggerirle un particolare sito internet sull'argomento (se non forse quello dell'Accademia della Crusca, http://www.accademiadellacrusca.it), ma le posso indicare almeno un paio di opere che fanno al suo caso.
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La prima è l'Italiano di Luca Serianni (capitolo XIV, paragrafo 157), la seconda, riflesso di questa, è il saggio Se + condizionale di Alfonso Leone, presente nel numero XXXIII del periodico «Lingua nostra» (pagg. 113-117).
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Se le potesse servire, a riprova delle sue buone ragioni, riporto fedelmente ciò che scrive Serianni nella sua grammatica: "Il se concessivo e avversativo può introdurre una proposizione col condizionale (l'apodosi ha l'indicativo): «la sua ripetizione, se proprio non sonerebbe tautologica, non appare almeno necessaria» (esempio citato, come il seguente, in Leone 1974a, 116; = benché non suoni tautologica...); se dopo la catastrofe di Porto Grande gli ateniesi avrebbero potuto costituire ancora un motivo di timore per i siracusani, dopo l'Asinaro, l'indipendenza e la tranquillità di Siracusa erano viceversa assicurate» (= mentre dopo la catastrofe....)".
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Rocco Luigi Nichil
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Marco B. scrive:
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4 settembre 2009 alle 21:58
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Il congiuntivo ci permette di variare la sfumatura da certezza a possibilità a riferimento distaccato di opinione che altri ritengono vera ma noi...
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(es.
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"Mario è certissimo che sia così [ma io no, o almeno non mi pronuncio]) Spesso dietro a frasi implicite (subordinate infinitive) ci stanno delle esplicite al congiuntivo, ormai considerate troppo affettate, meno dirette, inusitate o addirittura agrammaticali (nei tipi: "pensa di fare", "ritiene di essere", ecc.)
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Marco B. scrive:
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4 settembre 2009 alle 22:05
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@Giorgio, anche se potrei, alla faccia del suo condizionale, è un'ipotetica della realtà: facendo un poco di sofismo la possibilità, anzi l' eventualità, è data per certa.
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Perchè non va un indicativo?
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Perchè nelle frasi principali, anche in presenza di altri indicativi va il condizionale per l'eventualità (potrei...ma...)
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D'altronde hai detto "preferisco" portando tutto su un piano di realtà, ovvero il personaggio ha preso seriamente in considerazione l'eventualità di uscire e poi ha deciso altrettanto seccamente di no.
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Se invece si dicesse "Anche se potessi, preferirei (e non "preferisco"!) non uscire" sarebbe dell' irrealtà a mio parere cioè la possibilità sarebbe completamente ipotetica: al personaggio non sarebbe mai realmente passato per la testa di uscire, un significato ben diverso.
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Riccardo scrive:
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23 febbraio 2011 alle 13:04
[32]
Buongiorno a voi tutti, gentilissimi e preparatissimi linguisti.
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Vorrei sapere se l'espressione che ho sentito recitare al famoso Benigni:" ...queste son donne alle quali bisogna volerGLI bene...
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" è esprimibile anche con il LE in luogo del GLI, a fine enunciazione.
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Mi viene un dubbio sull'acordo con il nome a cui si riferirebbe.
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Vi ringrazio per la spiegazione che gentilmente mi vorrete fornire.
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Tanti saluti.
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linguista scrive:
[39]
23 febbraio 2011 alle 13:40
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La costruzione proposta è decisamente marcata e propria della lingua parlata; la forma più "lineare" sarebbe stata: "queste son donne alle quali bisogna voler bene".
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Poiché il pronome atono di sesta persona femminile funziona in questo caso come rafforzativo del complemento di termine, la forma corretta è gli e non le (che si usa invece per il complemento oggetto).
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Francesco Lucioli
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niarb scrive:
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10 marzo 2012 alle 15:13
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Acciderba, quanti esperti!
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Quante persone di cultura!
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Davvero, sono colpito.
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Io vengo da quello che per voi è il futuro, e noi siamo convinti (eravamo convinti, dovrei dire) che nella vostra epoca il congiuntivo avesse già fatto definitivamente la fine delle tigri dai denti a sciabola, delle macchine da scrivere e dei dischi in vinile.
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E invece mi tocca ricredermi...
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Peccato, questo articolo qui sotto
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http://afterfindus.wordpress.com/2012/01/29/la-scomparsa-del-congiuntivo/
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dovrà essere completamente riscritto...
[53]
:-)
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saluti e buonumore a voi tutti,
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niarb

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