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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
a calcio = complemento di modo
[2]
in giardino = complemento di stato in luogo
[3]
con Luigi = complemento di compagnia
[4]
Elisa De Roberto
[5]
Marco Augusto scrive:
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24 maggio 2013 alle 13:15
[7]
Buonasera e complimenti vivissimi,vorrei sapere se esiste il femminile di "evasore".
[8]
Grazie
[9]
linguista scrive:
[10]
24 maggio 2013 alle 13:21
[11]
Esiste: sarebbe evaditrice, perché i femminili dei nomi in -sore vengono formati a partire dalla radice del verbo (in questo caso evad-ere).
[12]
Il femminile di evasore sarebbe analogo a quello di possessore e di successore (posseditrice e succeditrice, registrati nei dizionari).
[13]
Questi femminili sono però di uso poco comune e spesso ritenuti cacofonici dai parlanti; talvolta si ricorre a evasora, che però ha un valore per lo più ludico o ironico.
[14]
L'espressione meno marcata in tal senso è evasore donna, se si sta parlando di una persona di sesso femminile.
[15]
Elisa De Roberto
[16]
giulia scrive:
[17]
27 maggio 2013 alle 12:21
[18]
Vorrei tre rassicurazioni: quando al computer scriviamo espressioni latine come "desiderata" o "in itinere" è meglio sempre segnalarle in corsivo?
[19]
E quando usiamo parole inglesi ormai entrate nell'uso comune?
[20]
Ai termini inglesi non si aggiunge mai la "s" per segnalarne il plurale, vero?
[21]
Grazie Giulia
[22]
linguista scrive:
[23]
27 maggio 2013 alle 20:53
[24]
In genere si consiglia di usare il corsivo con gli stranierismi che non siano di vecchia data (quali sono bar e sport) e con i latinismi non comunissimi.
[25]
Desiderata e in itinere non sono comunissimi quindi è meglio "corsivizzarli".
[26]
Confermo per quanto riguarda il plurale dei sostantivi stranieri.
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Alessandro Aresti
[28]
Mihaela scrive:
[29]
28 maggio 2013 alle 14:07
[30]
Buongiorno,
[31]
Gentili signori, potete dirmi se la seguente frase è corretta?
[32]
"L'avrebbe aiutata la convinzione che il futuro è nelle proprie mani".
[33]
Vi ringrazio
[34]
linguista scrive:
[35]
29 maggio 2013 alle 10:40
[36]
Così com'è la frase non è del tutto chiara, perché non si capisce se intende riferirsi ad una massima generale o al caso particolare.
[37]
Io suggerirei, nel primo caso, "L'avrebbe aiutata la convinzione che il futuro è nelle nostre mani", oppure, nel secondo, "L'avrebbe aiutata la convinzione che il futuro era nelle sue mani"; nel secondo caso, ancor più adatta la forma implicita: "L'avrebbe aiutata la convinzione di avere il futuro nelle proprie mani".
[38]
Francesco Lucioli
[39]
Riccardo scrive:
[40]
29 maggio 2013 alle 17:37
[41]
Buongiorno,
[42]
prendo spunto da un intervento a cui avete già risposto, in relazione alla frase "Per le vacanze pasquali saremo ospiti dagli zii di Piacenza", per chiedervi il ragionamento che porta a dire che " di Piacenza" è complemento di specificazione.
[43]
Io avrei risposto , per vecchie conoscenze, anche un po’ sfumate, complemento di denominazione.
[44]
Altra domanda.
[45]
Il Devoto Oli riporta la seguente frase: calare la pasta come espressione merid.:, concludendo che quella corretta sarebbe: metterla a bollire.
[46]
Chiedo se anche buttare la pasta sia espressione dialettale. Mi potreste suggerireste un’altra espressione ?
[47]
Grazie infinite.
[48]
linguista scrive:
[49]
29 maggio 2013 alle 19:47
[50]
Nella frase richiamata, di Piacenza può essere considerato un complemento di origine o provenienza, ma sicuramente non di denominazione: quest'ultimo, infatti, risponde alla domanda 'di quale nome?' e si incontra in esempi come La città di Bergamo, Il regno d'Inghilterra o Le fu attribuito il nome di Matilde.
[51]
Quanto a calare la pasta, il fatto che abbia un'origine regionale non ne fa automaticamente un'espressione "scorretta" o da evitare; di sicuro in una situazione quotidiana, come ad esempio una rapida comunicazione telefonica, Cala la pasta o l'altrettanto colloquiale Butta la pasta risulteranno più efficaci di Metti la pasta a bollire, senza rischio di "scadere" nel dialetto.
[52]
Marco Maggiore
[53]
Arno scrive:
[54]
30 maggio 2013 alle 15:05
[55]
Gentili Professori,le espressioni "in studio" e "nello studio" hanno lo stesso significato o meno?
[56]
Se hanno lo stesso significato quale di esse è più corretta?
[57]
Vi ringrazio in anticipo.
[58]
linguista scrive:
[59]
30 maggio 2013 alle 17:34
[60]
Gentile utente, se i due sintagmi non sono calati in un contesto frasale, viene difficile ragionare sui loro valori semantici.
[61]
Alessandro Aresti
[62]
emma scrive:
[63]
30 maggio 2013 alle 19:03
[64]
Buonasera.
[65]
nella frase "partirò per un viaggio di lavoro" viaggio di lavoro è complemento di causa o di fine?
[66]
nella frase " mi piacerebbe essere tua amica" mi piacerebbe può essere considerato un riflessivo apparente, visto che il sogg. di "essere tua amica" sono io, che trarrei un beneficio da ciò (mi piacerebbe)?
[67]
grazie per la risposta
[68]
linguista scrive:
[69]
30 maggio 2013 alle 19:47
[70]
1) Complemento di causa: "per un viaggio di lavoro" indica il motivo per cui si parte.
[71]
2) No, abbiamo un verbo impersonale, con mi che ha valore di complemento di termine.
[72]
Possiamo considerare soggetto del verbo la frase soggettiva "essere tua amica" ("*essere tua amica / piacerebbe / a me").
[73]
Alessandro Aresti
[74]
Gabriella scrive:
[75]
3 giugno 2013 alle 09:30
[76]
Gentile linguista, vorrei l'analisi logica di queste due proposizioni:
[77]
"Aspettai qualcosa di più di due ore."
[78]
"Da te mi aspettavo qualcosa di più."
[79]
Grazie
[80]
linguista scrive:
[81]
3 giugno 2013 alle 09:44
[82]
1.
[83]
(Io) soggetto, Aspettai predicato verbale, qualcosa di più di due ore complemento di tempo continuato.
[84]
2.
[85]
.
[86]
(Io) soggetto, Da te complemento di limitazione, mi aspettavo predicato verbale, qualcosa di più complemento oggetto.
[87]
La difformità logico-strutturale dei due esempi è data dalla sostanziale diversità semantica fra il transitivo aspettare = attendere, essere in attesa’ (nell’esempio 1) e il transitivo pronominale aspettarsi = augurarsi, sperare, supporre che una cosa avvenga’ (nell’esempio 1).
[88]
Marcello Ravesi
[89]
luca scrive:
[90]
3 giugno 2013 alle 10:10
[91]
la frase: "suona il più possibile", significa "suona la quantità di tempo più grande tra le possibili"?
[92]
E' un superlativo relativo?
[93]
Grazie
[94]
linguista scrive:
[95]
3 giugno 2013 alle 10:15
[96]
Poiché, nel caso proposto, l’avverbio più non è aggiunto a un aggettivo qualificativo per indicarne la modificazione quantitativa, non si può parlare di superlativo relativo di maggioranza.
[97]
Qui più ha invece funzione di aggettivo sostantivato con valore neutro (sottintendendo il sostantivo tempo).
[98]
In buona sostanza, il più possibile equivale a maggiore tempo possibile’.
[99]
Marcello Ravesi
[100]
Arno scrive:

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