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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
possiamo pure moltiplicare, se crede (ma non lo ritengo fruttuoso), il numero dei complementi che s'affacciano già numerosi in tante grammatiche vecchie e nuove.
[2]
Se accettiamo di farlo, però, dobbiamo fissare bene quei paletti che, soli, ci consentono di dare cittadinanza a complementi di circostanza e a complementi concessivi.
[3]
La circostanza, allora, quando non coincide con il tempo determinato ("Lunedì partirò per le vacanze", "La scorsa estate sono rimasto a Roma", ecc.), si può dare in casi del genere: "Non conviene uscire con questo tempo [= nella circostanza del maltempo, se il tempo fosse buono la questione non si porrebbe]".
[4]
La concessività, invece, dovrebbe essere introdotta da "malgrado", "nonostante", "a dispetto di", ecc.: "Malgrado il maltempo, ho deciso di uscire"; mi pare ovvio che debbano qui sussistere le stesse condizioni che inducono a ritenere concessiva una proposizione ("Malgrado imperversi il cattivo tempo...").
[5]
Non vedo proprio come si possa ritenere espressione di circostanzialità o di concessività il complemento "con l'attaccante" nell'enunciato "La squadra ha avuto una bella occasione con l'attaccante".
[6]
Si tratterà di strumentalità, naturalmente, o in alternativa di causalità o "meritorialità" (che riposa fra la prima e la seconda).
[7]
Certo, ci si potrebbe chiedere, ma se c'è un complemento di colpa perché mai non ci può essere anche, specularmente, un complemento di merito?
[8]
Ma così torniamo, con l'aiuto di Occam, a bomba: "Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem".
[9]
Massimo Arcangeli
[10]
Arno scrive:
[11]
4 aprile 2013 alle 15:06
[12]
Buona sera.
[13]
Chiedo scusa per la mia ignoranza però non capisco perché si dice "salire sul taxi".
[14]
Penso che un taxi non sia un autobus e abbia le stesse dimensioni come una macchina ed io direi "salire in taxi" (come "salire in macchina") e non "salire sul taxi" (come "salire sull'autobus").
[15]
Grazie.
[16]
linguista scrive:
[17]
4 aprile 2013 alle 15:35
[18]
Si deve dire, anzitutto, che l'uso linguistico e quindi il modo in cui esso si fissa non segue sempre le "matematiche" vie della logica (le eccezioni alle regole sono a ricordarcelo).
[19]
Nel caso specifico: salire in macchina è certamente da preferire rispetto a salire sulla macchina (che comunque gode di qualche attestazione su Google Libri, soprattutto nelle forme coniugate del verbo: "l'uomo salì sulla macchina e partì"; comunque, benché non censurabile, resta preferibile la soluzione con la preposizione in, se non altro per evitare possibili fraintendimenti); salire sul taxi e salire in taxi sono invece statisticamente più bilanciate in quanto a numero di occorrenze (faccio riferimento sempre al corpus di Google Libri) e quindi egualmente valide.
[20]
Alessandro Aresti
[21]
Luca scrive:
[22]
4 aprile 2013 alle 16:05
[23]
Cosa si intende per: Le due possibilità sono in larga misura equivalenti, benché il suffisso -issimo presenti alcune restrizioni distribuzionali che permettono anche di indagarne le caratteristiche.
[24]
Cioè, quali sarebbero le restrizioni distribuzionali?
[25]
linguista scrive:
[26]
4 aprile 2013 alle 16:37
[27]
Potrebbe far riferimento a un contesto preciso?
[28]
Alessandro Aresti
[29]
silvia scrive:
[30]
5 aprile 2013 alle 15:35
[31]
"L'uomo si avvicinò per portare loro via la corda. Tese le mani per afferrarla nel momento in cui era ALTA in aria, ma la corda ricadendo gli fece volare via il cappello".
[32]
In questa frase "ALTA" è da considerarsi aggettivo qualificativo (di corda) o avverbio di luogo? grazie
[33]
linguista scrive:
[34]
5 aprile 2013 alle 17:00
[35]
Si tratta di aggettivo qualificativo in funzione predicativa (in unione con il verbo essere).
[36]
Fabio Ruggiano
[37]
Eliana scrive:
[38]
5 aprile 2013 alle 17:01
[39]
Gentile professore,
[40]
nelle seguenti due frasi è corretto usare il congiuntivo o l'indicativo?
[41]
Grazie per l'aiuto!
[42]
1) Mi piace dire che il libro appartenga/appartiene al genere fantasy.
[43]
2) L'assunto irreale è che Claudio sappia/sa diventare invisibile.
[44]
linguista scrive:
[45]
5 aprile 2013 alle 18:00
[46]
Sull'argomento riporto una risposta già data da Marcello Ravesi:
[47]
Nelle proposizioni completive esplicite l’alternanza tra indicativo e congiuntivo non riflette rigidamente l’opposizione tra certezza e incertezza, oggettività e soggettività.
[48]
Il congiuntivo può essere richiesto da particolari reggenze verbali, come i verbi che indicano una volizione, un’aspettativa, un’opinione, una persuasione; oppure può essere semplicemente preferito per ragioni stilistiche, in quanto proprio di un registro più sorvegliato, senza che vi sia quindi una vera e propria necessità semantica.
[49]
Negli esempi da lei proposti la scelta tra indicativo e congiuntivo dipenderà dal grado di formalità ricercato.
[50]
La frase 2) richiede più decisamente il congiuntivo visto che la proposizione completiva esprime una condizione dichiaratamente irreale.
[51]
Fabio Ruggiano
[52]
Marco scrive:
[53]
5 aprile 2013 alle 18:41
[54]
Ho letto la trattazione nell'enciclopedia Treccani sul superlativo:Il superlativo assoluto ha due forme:
[55]
(a) quella analitica, in cui l’avverbio molto è anteposto all’aggettivo;
[56]
(b) quella sintetica, che si ottiene per mezzo del suffisso -issimo, attaccato alla base aggettivale.
[57]
Le due possibilità sono in larga misura equivalenti, benché il suffisso -issimo presenti alcune restrizioni distribuzionali che permettono anche di indagarne le caratteristiche.
[58]
Volevo capire cosa intendeva appunto con "restrizioni distribuzionali". grazie
[59]
linguista scrive:
[60]
5 aprile 2013 alle 18:56
[61]
L'espressione da lei citata viene spiegata nell'articolo stesso, subito sotto.
[62]
L'argomento, che qui sintetizzo, è che gli aggettivi composti con il suffisso -issimo portino con
[63]
una dimensione fortemente affettiva e la fiducia incondizionata nel giudizio espresso.
[64]
Per questo motivo alcuni aggettivi (ad es. significativo) suonano un po' bizzarri se composti con tale suffisso.
[65]
Sempre per lo stesso motivo il suffisso è scarsamente usato nella prosa scientifica, che si presuppone oggettiva.
[66]
Fabio Ruggiano
[67]
Carlo scrive:
[68]
5 aprile 2013 alle 19:17
[69]
Buongiorno,
[70]
mi capita sempre più spesso di sentire e leggere sui giornali espressioni tipo: "Se venisse penserei che sia pazzo", oppure "mi piacerebbe che dica la sua".
[71]
Nel secondo esempio, credo sia più corretto l'uso dell'imperfetto (dicesse); nel primo, ho qualche dubbio in più ("fosse pazzo" mi suona un po' male).
[72]
Quali sono le forme corrette?
[73]
Grazie
[74]
linguista scrive:
[75]
5 aprile 2013 alle 19:47
[76]
Il congiuntivo presente in una proposizione oggettiva dipendente da un condizionale presente è normale.
[77]
Sono solo i verbi che indicano volontà, desiderio (come mi piacerebbe nel suo secondo esempio), opportunità a preferire il congiuntivo imperfetto.
[78]
Fabio Ruggiano
[79]
Lorenzo scrive:
[80]
8 aprile 2013 alle 09:58
[81]
C'è qualche differenza semantica tra le seguenti frasi?
[82]
- Se esistesse un Paradiso, adesso si troverebbe ;
[83]
- Se esiste un Paradiso, adesso si trova .
[84]
Secondo me nel primo esempio è presente un maggiore grado d'incertezza.
[85]
Grazie.
[86]
linguista scrive:
[87]
8 aprile 2013 alle 11:08
[88]
, è come dice lei.
[89]
Alessandro Aresti
[90]
Carlo scrive:
[91]
8 aprile 2013 alle 11:26
[92]
Grazie ancora.
[93]
Mi permetta di esporre un ulteriore dubbio: se invece la frase fosse "se fosse venuto avrei pensato che fosse pazzo" , il tempo del congiuntivo sarebbe corretto?
[94]
linguista scrive:
[95]
8 aprile 2013 alle 12:10
[96]
, è corretto.
[97]
Alessandro Aresti
[98]
Marco scrive:
[99]
8 aprile 2013 alle 12:39
[100]
Nella frase che avete analizzato: "Se venisse penserei che sia pazzo", "se venisse" è la subordinata del periodo ipotetico?

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