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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
Bubh scrive:
[2]
15 marzo 2013 alle 20:28
[3]
In riferimento alla risposta precedente vorrei sapere qualcosa in più sulla pseudorelativa: non ne avevo mai sentito parlare.
[4]
Grazie per questa utilissima rubrica, mi auguro che continui ad operare a lungo
[5]
linguista scrive:
[6]
16 marzo 2013 alle 20:56
[7]
Una pseudorelativa è la seconda parte di una frase scissa.
[8]
Quest'ultima è un modo di organizzare la frase dividendola in due parti.
[9]
La prima è introdotta dal verbo essere, nella sua funzione esistenziale, la seconda è, appunto, una pseudorelativa.
[10]
La frase "Era parecchio che non guardavo la TV" ha una frase soggiacente, non scissa, che è "Non guardavo la TV da parecchio".
[11]
La frase scissa, rispetto a quella non scissa, contiene una sfumatura contrastiva (cioè nega implicitamente il contrario), o comunque mette in maggiore evidenza la parte introdotta dal verbo essere.
[12]
La pseudorelativa è così detta perché il pronome che la introduce non ha tutte le proprietà del pronome relativo (per esempio non può essere sostituito con il corrispondente pronome analitico il quale).
[13]
Fabio Ruggiano
[14]
julia scrive:
[15]
17 marzo 2013 alle 21:25
[16]
gentile Linguista,
[17]
nella frase "non c'è niente che non si può chiarire" non andrebbe meglio l'uso del presente congiuntivo "possa"?
[18]
Grazie dell'attenzione!
[19]
linguista scrive:
[20]
17 marzo 2013 alle 21:27
[21]
, sarebbe meglio usare il congiuntivo.
[22]
Marcello Ravesi
[23]
Bubh scrive:
[24]
17 marzo 2013 alle 21:29
[25]
So che forse non è pertinente, ma volevo sapere, quando si parla di anni '60, a quale periodo esattamente ci si riferisce?
[26]
Qualcuno mi ha detto che gli anni '60 sono quelli dal 56 al 65
[27]
linguista scrive:
[28]
17 marzo 2013 alle 21:31
[29]
Per "anni '60", com'è ovvio, s'intende il decennio che va dall'inizio del 1960 alla fine del 1969.
[30]
Marcello Ravesi
[31]
Eliana scrive:
[32]
18 marzo 2013 alle 01:20
[33]
Gentile professore,
[34]
il verbo "riproporsi" può essere sinonimo di "ripromettersi"?
[35]
Inoltre, quale delle seguenti tre frasi è corretta?
[36]
Grazie per risolvermi i dubbi!
[37]
1) Senza per forza sposare il pensiero in base al quale è impossibile avere certezze, sarò prudente.
[38]
2) Senza per forza sposare il pensiero in base al quale sia impossibile avere certezze, sarò prudente.
[39]
3) Senza per forza sposare il pensiero in base al quale sarebbe impossibile avere certezze, sarò prudente.
[40]
linguista scrive:
[41]
18 marzo 2013 alle 01:31
[42]
, riproporsi e ripromettersi possono essere sinonimi, in quanto i due verbi condividono il tratto semantico impegnarsi con stesso a fare qualcosa’.
[43]
Per es.: mi riproposi di non frequentare più quell’ambiente o mi ripromisi di non frequentare più quell’ambiente.
[44]
Delle tre frasi proposte, la 1 e la 3 sono senz’altro corrette, sebbene il significato cambi.
[45]
Il condizionale della terza frase, infatti, è quello che si usa definire riportivo (o di riserva, o di dissociazione).
[46]
In tal modo si presenta l’asserzione (cioè l’impossibilità di avere certezze) come un fatto riferito, che è stato affermato da altri e in merito alla verità del quale chi parla (o scrive) non intende prendere posizione.
[47]
Volendo, in luogo del condizionale si possono usare locuzioni o perifrasi adatte a raggiungere il medesimo scopo: Senza per forza sposare il pensiero in base al quale è impossibile, a quanto pare, avere certezze, oppure Senza per forza sposare il pensiero in base al quale pare che sia impossibile avere certezze.
[48]
Marcello Ravesi
[49]
Luca scrive:
[50]
18 marzo 2013 alle 12:58
[51]
Ho letto sulla "Grande Grammatica" la spiegazione relativa ai superlativi; eccola: "Tuttavia, mentre il superlativo relativo attua una graduazione all'interno di un insieme di elementi,indicandone uno degli estremi, il superlativo a polarità è piuttosto vicino al superlativo assoluto, che però non è un elemento a polarità negativa".
[52]
Es: a)Non farà il minimo sforzo per aiutarla
[53]
B)* Farà il minimo sforzo per aiutarla
[54]
Poi però continuando nella lettura, leggo che gli aggettivi "minimo e massimo" possono servire tanto a formare il superlativo relativo quanto il superlativo assoluto.
[55]
Nel primo caso:"Non farà il minimo sforzo per aiutarla" richiedono l'articolo determinativo...
[56]
Insomma volevo dirvi che nonostante sia considerata una ottima grammatica, mi sembra non sia molto chiara, o almeno a me ha dato questa impressione.
[57]
Voi avete avuto modo di leggere il capitolo sul secondo volume?
[58]
Mi sembra abbastanza confuso e complicato, dipende dal fatto che si tratta di grammatica generativa?
[59]
linguista scrive:
[60]
19 marzo 2013 alle 10:30
[61]
"Complicato" , "confuso" non direi.
[62]
Magari sarebbe meglio che consultasse una grammatica dal taglio più "leggero" (e più tradizionale).
[63]
Alessandro Aresti
[64]
manuela scrive:
[65]
19 marzo 2013 alle 13:51
[66]
Salve.
[67]
Volevo avere delucidazioni sull'uso di "Fammiti spiegare" invece che di "fammi spiegare".
[68]
Sono entrambi corretti?
[69]
linguista scrive:
[70]
19 marzo 2013 alle 14:14
[71]
L'uso del pronome atono ti ha in questo caso una funzione affettivo-intensiva, sottolinea la partecipazione del parlante e dell'ascoltatore all'azione.
[72]
Le forme, molto diffuse nell'italiano regionale del centro e del sud Italia, sono considerate corrette e ampiamente accettate specialmente nel linguaggio parlato.
[73]
Francesco Lucioli
[74]
Arno scrive:
[75]
19 marzo 2013 alle 21:43
[76]
Egregi Professori,sono straniero e, chiedo scusa, non so come dovrei coniugare corretto il verbo "creare": "tu cre-i" oppure "tu crei".
[77]
Vi ringrazio.
[78]
linguista scrive:
[79]
19 marzo 2013 alle 22:25
[80]
Devo ammettere che non mi è molto chiaro il suo quesito: la seconda persona singolare del verbo creare è tu crei, che si legge crèi.
[81]
Spero sia questo il suo dubbio.
[82]
Francesco Lucioli
[83]
Arno scrive:
[84]
20 marzo 2013 alle 12:34
[85]
Grazie, Dott.
[86]
Lucioli, ê proprio questo che volevo sapere.
[87]
matteo scrive:
[88]
20 marzo 2013 alle 12:35
[89]
Ciao Linguista.
[90]
Posso scrivere: "..posso dire che ho avuto le farfalle nello stomaco quando ho VISTA quel ragnetto di mia sorella" ?
[91]
Oppure è giusto solo "quando ho VISTO".
[92]
IL dubbio è se VISTA concordi con sorella ...
[93]
Grazie.
[94]
linguista scrive:
[95]
20 marzo 2013 alle 13:07
[96]
In questo caso direi che l'unico accordo corretto è quello al maschile del complemento oggetto ragnetto, quindi "quando ho visto...".
[97]
Francesco Lucioli
[98]
Francesca scrive:
[99]
20 marzo 2013 alle 15:30
[100]
Gentile professore,

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