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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
la ringrazio per la sua cortese risposta del 26 c.m.
[2]
Mi permetto alcune precisazioni.
[3]
Nella frase giocare a pallone, a pallone, come lei stesso ha evidenziato, può alludere al calcio o al calcetto o ad altro gioco (l’espressione è spesso usata, ad esempio, per indicare una serie di passaggi e tiri in porta senza disputare una partita, oppure sfide tra bambini ben diverse dalle partite di calcio, sebbene a queste ispirate): quindi, attesa la genericità del sintagma, esso va considerato complemento di mezzo.
[4]
Per contro, a calcio indica un modo ben preciso di giocare a pallone (diverso, seppure parzialmente, anche dal calcetto), e poiché esso è un gioco regolamentato, giocare a calcio significa giocare nei modi cioè secondo le regole del calcio.
[5]
Tale opinione è corroborata dal significato etimologico del termine modo, che deriva dal «lat. m?dus misura, e quindi anche norma, regola, modo» (Il vocabolario della lingua italiana, Treccani): ecco perché reputo appropriato il paradigma del complemento di modo.
[6]
Infine, nella sua risposta del 9 c.m., lei ha asserito che «nella designazione di giochi e attività ludiche o sportive (giocare a calcio [...]), la preposizione a evidenzia relazioni semantiche affini piuttosto a quelle di un complemento strumentale che a uno di modo o maniera»: da qui il mio dissenso.
[7]
Da un lato, detta preposizione regge spesso anche il complemento di modo, sicché non costituisce un valido criterio discretivo tra i due complementi; dall’altro, il mezzo con cui si gioca a calcio non è il calcio, ma il pallone.
[8]
Ho così cercato di spiegare perché a calcio può essere inteso come complemento di modo.
[9]
Lei si è limitato ad osservare che tale soluzione non le sembra applicabile senza qualche forzatura: francamente confidavo in uno spunto riflessivo di più ampio respiro, visto che, come lei ha rilevato, le grammatiche tradizionali non contemplano un complemento di gioco.
[10]
Distinti saluti.
[11]
Dario
[12]
linguista scrive:
[13]
1 dicembre 2012 alle 09:38
[14]
Il complemento di modo o maniera specifica le modalità di svolgimento di un'azione: ho ricevuto con gioia la bella notizia, sbrigherà gli ultimi preparativi in gran fretta.
[15]
Francamente non vedo come si possa inquadrare giochiamo a calcio in questa casistica senza qualche vistosa forzatura.
[16]
Proverò a farle notare una differenza fondamentale tra questi due tipi di costrutti.
[17]
Io posso benissimo eliminare il complemento di modo dai primi esempi, senza che il nucleo semantico fondamentale della frase ne venga compromesso: ho ricevuto una bella notizia, sbrigherà gli ultimi preparativi.
[18]
Come vede, resta il fatto che qualcuno ha ricevuto una bella notizia e che qualcun altro sbrigherà gli ultimi preparativi: quelle che vengono meno sono solo informazioni accessorie.
[19]
Se io invece elimino a calcio/a pallone/a volley dalla frase giochiamo a calcio/a pallone/a volley, da un punto di vista semantico va perduta l'informazione fondamentale espressa dal verbo: cioè che si sta svolgendo una partita di calcio o di pallone (qualsiasi cosa lei voglia intendere con ciò) o di volley e non, ad esempio, una mano di poker o una sfida a risiko.
[20]
In altre parole, se ci riflette, il "verbo" giocare a pallone esprime un'azione completamente diversa dal "verbo" giocare a scacchi: tra le due azioni non c'è una differenza minore di quella che esiste tra leggere e correre.
[21]
Ecco perché non si può considerare a calcio un complemento di modo; e men che mai a pallone, che svolge l'identica funzione (tanto da risultare intercambiabile), potrà essere ritenuto un complemento strumentale.
[22]
Dicendo che giochiamo a pallone non stiamo dicendo che pratichiamo un qualsiasi gioco 'con un pallone': 'giocare a pallone' non mi risulta infatti poter equivalere a 'giocare a basket'.
[23]
Questi complementi designanti giochi o attività ludiche e sportive intervengono a completare e specificare il significato, di per generico, del verbo giocare: sono argomenti di questo predicato.
[24]
Ogni tentativo di iscriverli forzatamente nelle tradizionali categorie di complementi risulterebbe sterile.
[25]
Per comprenderne il valore funzionano molto meglio modelli descrittivi alternativi come la grammatica delle valenze.
[26]
Marco Maggiore
[27]
DG scrive:
[28]
1 dicembre 2012 alle 12:30
[29]
Gentile Professoressa De Roberto,
[30]
non mi persuadono del tutto le sue risposte del 5 e 9 c.m. in merito alla frase ho paura di viaggiare in aereo.
[31]
In aereo, a suo avviso, è complemento di modo, ma non sarebbe sbagliato considerarlo un complemento di mezzo (5 c.m.).
[32]
Ad analoga conclusione lei perviene rispetto alla frase hai pagato con un assegno, in contanti o a rate?: Allora: si tratta di mezzo o maniera? [...] possono essere selezionati entrambi i valori, perché tutti e tre i referenti coinvolti possono essere sia modi di pagamento sia mezzi di pagamento (9 c.m.).
[33]
Sennonché, così argomentando, si finirebbe per privare il complemento di mezzo della sua ragion d’essere: ogni complemento di mezzo si presta, di fatto, ad essere inteso altresì come complemento di modo.
[34]
Esemplificando: nella frase uccide col veleno, col veleno indica sia il modo di uccidere sia il mezzo letale; nella frase scrive con la penna, con la penna indica sia il modo di scrivere sia il mezzo di scrittura, e così via.
[35]
In realtà, il criterio discretivo tra i due complementi lo offre lei stessa quando rileva che il modo è una categoria semantica che ingloba il mezzo (9 c.m.).
[36]
Posto dunque che tra modo e mezzo intercorre un rapporto semantico di genere a specie, va da che con un assegno e in contanti sono complementi di mezzo, e così pure col veleno e con la penna; a rate, invece, è complemento di modo: infatti le rate non sono un mezzo di pagamento (come l’assegno, il contante, la carta di credito ecc.), ma una modalità di pagamento (ad es.: puoi pagare a rate o in un’unica soluzione).
[37]
Pertanto l’area del complemento di modo va circoscritta ai casi in cui non è configurabile, in relazione al contesto della frase, un complemento con valore puramente strumentale; di conseguenza, se si considera in aereo complemento di modo, non può ammettersi la possibilità di considerarlo anche complemento di mezzo, e viceversa.
[38]
Lei ha inoltre asserito che, nella frase ho paura di viaggiare in aereo, in aereo è complemento di modo perché esso spiega il modo/la maniera in cui ho paura di viaggiare (con tutto quel che comporta: lontananza da terra, luogo chiuso, obbligo di stare seduti ecc).
[39]
Ma se così è, alla stessa stregua va interpretata la frase ho paura di viaggiare con la macchina [o con l’aereo] di mio padre; che si tratti di ogni aereo (in aereo = con l’aereo) o di un aereo specifico, è irrilevante: in entrambi i casi il parlante si riferisce al modo di viaggiare.
[40]
Per contro, nella frase viaggio spesso in aereo, in aereo è complemento di mezzo: qui ha un significato meramente strumentale.
[41]
Distinti saluti.
[42]
Dario
[43]
linguista scrive:
[44]
1 dicembre 2012 alle 13:09
[45]
Rispondo brevemente e schematicamente, così da non risultare troppo prolissa, anche se il tema richiederebbe riflessioni e spiegazioni molto articolate.
[46]
Affermare che le relazioni semantiche si dispongono lungo un continuum di valori non vuol dire svuotarle di senso, ma al contrario rendere ragione della loro complessità.
[47]
Chi lavora sulla semantica sa che il significato dominante di un'espressione o di una parola deriva da una complessa interazione di tratti, più o meno presenti nell'atto di enunciazione.
[48]
Occorre poi ricordare che la classificazione in complementi è frutto di una semplificazione, condotta su criteri logici che non sempre la lingua distingue chiaramente.
[49]
Esistono alcuni tratti che orientano la nostra interpretazione verso il polo modale e il polo strumentale.
[50]
Ne elenco alcuni:
[51]
1) concreto vs astratto = il complemento di mezzo tende a selezionare referenti concreti.
[52]
Quindi nella frase chiudo la porta con la chiave sarà complemento di mezzo, ma chiudo la porta con calma sarà piuttosto complemento di modo.
[53]
2) agentività e telicità del predicato = il complemento di mezzo ricorre in presenza di espressioni verbali che prevedono l'esistenza di un fine e un soggetto che ha potere di incidere sulla sua realizzazione.
[54]
Ad esempio se dico "con la calma sono riuscita a farlo desistere dal suo scopo", con la calma può configurarsi come complemento di mezzo, anche se il referente è astratto, proprio perché la calma è lo strumento con cui sono riuscita a raggiungere il mio scopo.
[55]
3) determinatezza del referente = il complemento di mezzo tende a essere più specifico rispetto a quello di modo.
[56]
Come parlante io avverto una differenza importante tra "ho chiuso la porta a chiave" e "ho chiuso la porta con la chiave", che mi inducono a classificare "a chiave" verso il polo modale e "con la chiave" verso il polo strumentale.
[57]
Ed era questo che tentavo di spiegare con l'esempio "ho paura di viaggiare con la macchina di mio padre", anche se effettivamente questa frase viene meno al requisito 2 e quindi, è vero, rimane ancora orientata sulla modalità (rimando qui a quanto ho detto sul predicato della frase ho paura di viaggiare).
[58]
Diversamente da "viaggio con la macchina di mio padre" o, meglio ancora, "ho raggiunto Milano con la macchina di mio padre".
[59]
4) alcune espressioni come a piedi, in aereo, in macchina, proprio per la scarsa determinatezza del referente si configurano come espressioni modali: il parlante non intende focalizzare l'attenzione sullo strumento, cioè sul fatto che ha utilizzato qualcosa che raggiungere uno scopo, ma sul modo in cui si svolge l'azione.
[60]
Più il referente è determinato è più risulta possibile rilevare un valore strumentale.
[61]
Pensi a quando diciamo "questa lettera l'hai scritta con i piedi" (cioè talmente male che sembra che tu abbia usato i piedi per scriverla, qui strumentale).
[62]
Rispetto alla sua affermazione "Pertanto l’area del complemento di modo va circoscritta ai casi in cui non è configurabile, in relazione al contesto della frase, un complemento con valore puramente strumentale; di conseguenza, se si considera in aereo complemento di modo, non può ammettersi la possibilità di considerarlo anche complemento di mezzo, e viceversa" vorrei ricordare che la discussione è nata in riferimento a un esercizio di analisi logica, pratica in cui, mi rendo conto, si tende spesso a fare di tutta l'erba un fascio e in cui è difficile dar conto delle sfumature (anche per la complessità dei fenomeni).
[63]
Il mio orientamento - quello che più mi sembra rispondente al funzionamento della lingua - consiste nel classificare i complementi tenendo conto dei tratti appena descritti (senza confondere il piano del mezzo semantico con quello del mezzo della realtà extralinguistica), ma evitando anche di porre in essere rigide dicotomie.
[64]
Sulla possibilità di intendere rate come mezzo di pagamento si potrebbero riportare molti esempi (l'ho comprato con le rate).
[65]
E rispetto alla frase "l'hai pagato con i soldi o con le rate?", che cosa facciamo? classifichiamo con i soldi come complemento di mezzo e con le rate come complemento di modo (tenga conto che la coordinazione disgiuntiva richiede un'analogia funzionale tra quello che si coordina).
[66]
Oppure sono tutti e due complementi di mezzo o tutti e due sono complementi di modo?
[67]
Mi viene in mente che in linguistica esistono fenomeni sottospecificati, cioè per i quali una distinzione grammaticale o semantica non si rivela pertinente, mentre risulta pertinente quella immediatamente superiore.
[68]
Insomma qui ragionare su che cosa è un mezzo e che cosa non lo è non aiuta molto, perché il piano logico extralinguistico non coincide con quello semantico.
[69]
Per questo si può tranquillamente parlare nei casi dubbi di un valore modale-strumentale (come si fa in molti studi di sintassi; penso in particolare a quelli sulle espressioni introdotte da a).
[70]
Elisa De Roberto
[71]
Elvira scrive:
[72]
2 dicembre 2012 alle 23:01
[73]
Gentile linguista ho un dubbio sulla correttezza dei verbi nelle due frasi seguenti.
[74]
Grazie infinite.
[75]
E.
[76]
D.
[77]
M
[78]
...
[79]
Se quello che sogno non si avverasse, almeno spero che nella scuola creino una sala musicale così tutte le classi possano usufruirne.
[80]
La società che vorrei sarebbe un ambiente di relazioni dove si percepisse l'altro come soggetto di diritti.
[81]
linguista scrive:
[82]
2 dicembre 2012 alle 23:40
[83]
Le consiglio di riformulare come segue:
[84]
Se quello che sogno non si avverasse, vorrei almeno che nella scuola fosse allestita una sala musicale accessibile a tutte le classi.
[85]
La società che vorrei è un ambiente (di relazioni) in cui l' "altro" fosse percepito come soggetto di diritti.
[86]
Le confesso che il senso complessivo di quest'ultima frase mi è poco chiaro.
[87]
Francesco Bianco
[88]
nicoletta scrive:
[89]
3 dicembre 2012 alle 09:00
[90]
il plurale di euro può essere euri? perchè?
[91]
si può andare a capo separando l'articolo o la preposizione articolata dal sostantivo a cui si lega? grazie
[92]
linguista scrive:
[93]
3 dicembre 2012 alle 09:33
[94]
Sebbene nell’uso, da qualche anno in qua, sia notevolmente maggioritaria la soluzione l’euro / gli euro, si deve essere coscienti che il plurale "euri" non è scorretto; si tratta, anzi, di un plurale pienamente italiano, terminando in -i come tutti i regolari sostantivi maschili che al singolare escono in -o.
[95]
L’uso di "euro" invariabile si basa sul presupposto errato che "euro" sia un’abbreviazione di Europa: se le abbreviazioni in italiano di solito provengono da parole composte come, per es., foto < fotografia (e plur. le foto) allora si avrà euro < Europa (e plur. gli euro).
[96]
Ma, in primo luogo, Europa non è una parola composta; in secondo luogo, euro non significa Europa’, ma deriva da Euro nel significato di europeo’, che è un’ellissi di Euro-currency (cioè valuta europea’).
[97]
Di fatto, tuttavia, la pressione mediatica, favorendo l’invariabilità al plurale, ha soffocato l’uso incipiente dei parlanti.
[98]
Si aggiunga che il plur.
[99]
euro è favorito dalla propensione a lasciare invariati i forestierismi (per es., gli ufo); benché, in virtù di un uso massiccio, col tempo si possa avere il passaggio a un plurale in -i (il gazebo / i gazebo) dopo una prima fase di invariabilità (il / i gazebo).
[100]
Marcello Ravesi

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